Lordine sacro è, nella religione cristiana, l'insieme degli uffizi ecclesiastici di diacono, presbitero e vescovo.

Nella Chiesa cattolica, in quella ortodossa, e nella Chiesa anglicana, esso è considerato uno dei sette Sacramenti. Alcune Chiese protestanti hanno dei ministeri ordinati, ma non considerano l'ordinazione un sacramento; altre Chiese, invece del termine "ordine", utilizzano il termine "ministero" o "ministerio".

Nella Bibbia riporta il primo episodio di effusione dello Spirito Santo per tramite dell'imposizione delle mani. I Dodici di Efeso ricevono un secondo battesimo in acqua e Spirito Santo, dopo aver ricevuto quello in sola acqua del Battista. La presenza dello Spirito Santo sopra di essi è resa manifesta dal carisma profetico e dalla xenoglossia, gli stessi donati ai Dodici nella Pentecoste. Tuttavia, tale secondo battesimo non è esplicitamente qualificato come ordine sacro.

L'effusione dello Spirito Santo sui Dodici nel giorno di Pentecoste trova un precedente biblico nell'effusione dello Spirito del Signore sui Settanta di Mosè (). Non fu tuttavia Mosè a imporre la mani, bensì Dio stesso a trasferire lo Spirito dal corpo del profeta a quello dei suoi eletti (). Mosè è infatti identificato da Stefano protodiacono e martire come il soggetto della profezia «vi farà sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al pari di me» ().

Prima della Pentecoste e della Chiesa di Efeso, lo Spirito Santo era presente sui sacerdoti, profeti e re d'Israele, ma non era trasmesso ai successori tramite l'imposizione della mani: si ereditava in base alla legge della primogenitura oppure era trasmesso direttamente da Dio da un padre spirituale ai suoi fratelli eletti per la stessa funzione. Le tre tipologie di destinatari dello Spirito Santo sono descritte da : «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

Giovanni il Battista anticipa il Cristo nel ruolo di sant'Elia (), in quanto figlio di un successore della classe di Abìa. Dopo l'assenso dato all'angelo dell'Annunciazione, la Vergine Maria fu colmata di Spirito Santo e divenne la profetessa del Magnificat. Il carisma profetico e quello sacerdotale sono compresenti nel Benedictus del sacerdote Zaccaria.

Cattolicesimo Il Sacramento dell'Ordine consiste nell'effusione dello Spirito Santo e di uno o più dei suoi basilari carismi: unzione, dono sacerdotale e profetico secondo .

Nella Chiesa delle origini san Ignazio di Antiochia intorno al 110 nelle sue Lettere delinea la tripartizione "vescovo - presbitero - diacono" (vedi la lettera agli Smirnesi VIII, 1). Viene inoltre menzionato per la prima volta da un pontefice nella lettera di papa Cornelio (251-253) a Fabio vescovo di Antiochia, nella quale erano indicati gli ordini allora in uso nella Chiesa di Roma.

Prima del Concilio Vaticano II, nella Chiesa latina e orientale i diversi gradi dell'ordine erano suddivisi in due categorie: ordini maggiori (episcopato, presbiterato, diaconato e suddiaconato) e ordini minori (accolitato, esorcistato, lettorato, ostiariato), e questi ultimi non erano sacramenti. Nella Chiesa latina chi riceveva gli ordini, a partire da quelli minori, veniva tonsurato e diventava chierico.

Dopo il Concilio Vaticano II (cfr. il decreto conciliare Presbyterorum Ordinis e il successivo motu proprio Ad Pascendum di papa Paolo VI) gli ordini minori sono stati ridotti e non vengono più chiamati ordini, ma ministeri: sono quelli dell'accolito e del lettore.

Per quanto riguarda gli ordini maggiori, oggi la teologia cattolica non parla più di “ordini” al plurale, ma di tre gradi dell'unico sacramento dell'Ordine: Episcopato: i vescovi. Sono i successori degli apostoli. Esercitano il triplice ministero dell'insegnamento (munus propheticum o munus docendi), del governo pastorale (munus regalis o munus regendi), della santificazione (munus sacerdotalis o munus liturgicum). In età apostolica le loro funzioni erano indistinte rispetto a quelle dei presbiteri. Dal II secolo sono normalmente i pastori delle Chiese locali (diocesi). Presbiterato: presbiteri o preti. Sono i collaboratori dei vescovi con i quali condividono la predicazione della Parola di Dio, la presidenza dell'eucaristia e delle altre celebrazioni sacramentali, esclusa, normalmente, la confermazione e il conferimento dell'Ordine sacro. Sono quindi sacerdoti come i vescovi. Possono esercitare il ministero nella guida di una parrocchia (in tal caso si dicono parroci) o in qualunque altro ministero che venga loro affidato dal vescovo proprio, cui devono obbedienza. Quando sono inviati dalla loro diocesi come missionari sono detti fidei donum. Diaconato: i diaconi. Sono collaboratori dei vescovi ordinati per il servizio. Inviati alle parrocchie come collaboratori pastorali, predicano la parola di Dio, amministrano il battesimo, assistono e benedicono il matrimonio, portano il viatico ai moribondi, amministrano i sacramentali, presiedono al rito funebre e alla sepoltura. Coordinano il ministero della carità e dell'assistenza nella chiesa.

Questo sacramento è chiamato "ordine" in quanto con questo termine si designava, in epoca romana, un «corpo sociale», un gruppo di persone con funzioni pubbliche. Tale termine passò poi nella terminologia ecclesiastica per indicare un "collegio" o comunque un gruppo di persone incaricate di un ministero pastorale e/o dell'amministrazione di un culto.«La parola Ordine, nell'antichità romana, designava corpi costituiti in senso civile, soprattutto il corpo di coloro che governano. Ordinatio – ordinazione – indica l'integrazione in un ordo – ordine –. Nella Chiesa ci sono corpi costituiti che la Tradizione, non senza fondamenti scritturistici, chiama sin dai tempi antichi con il nome di taxeis (in greco), di ordines: così la liturgia parla dellordo Episcoporum – ordine dei Vescovi –, dellordo presbyterorum – ordine dei presbiteri –, dellordo diaconorum – ordine dei diaconi. Anche altri gruppi ricevono questo nome di ordo: i catecumeni, le vergini, gli sposi, le vedove...» Catechismo della Chiesa cattolica, num. 1537.

Come i sacramenti del battesimo e della confermazione, nella teologia cattolica si dice che l'ordine conferisce un carattere: l'ordine resta valido per tutta la vita di chi lo ha ricevuto (sebbene le funzioni non possano essere lecitamente attuate), anche in seguito a condanna alla pena della sospensione "a divinis", alla dimissione dallo stato clericale oppure alla decisione di abbandono del ministero. Tale carattere indelebile è costituito dall'ufficio di amministrare i sacramenti agli altri.Summa Theologiae III q. 63 a. 6

Chi può essere ordinato Nel rito latino può essere ordinato qualsiasi battezzato di sesso maschile, celibeIl celibato non è però un requisito richiesto per l'ordinazione a diacono., che abbia compiuto venticinque anni (Codice di Diritto Canonico, can. 1031) e che, dopo le prove della formazione in un seminario, dopo gli studi filosofici e teologici, riceva la positiva valutazione dai responsabili della sua formazione e venga presentato al vescovo per ricevere il sacramento dell'Ordine.

Il sesso degli ordinandi Nella Chiesa cattolica gli ordini sacri sono conferiti solamente a uomini; con la lettera apostolica in forma di motu proprio Spiritus Domini del 10 gennaio 2021 è possibile sia per gli uomini che per le donne accedere, indistintamente, ai ministeri dell'accolitato e del lettorato. Il Magistero si è sempre espresso in maniera negativa rispetto all'ordinazione femminile. Questa posizione fu affermata per la prima volta da papa Paolo IV e ribadita con forza come definitiva da papa Giovanni Paolo II. Anche papa Francesco ha ribadito questa posizione affermando che sul sacerdozio femminile "la porta è chiusa".Alcuni autori obiettano che la scelta di Gesù fu dettata dalla società "maschilista" dell'epoca e dal patriarcato ebraico. Il cardinale Giacomo Biffi ribatte che Gesù è Signore della storia e non dominato da quest'ultima. Infatti, contro le consuetudini del suo tempo fece scelte controcorrente e a favore del mondo femminile: Maria di Magdala come testimone e garante della risurrezione, laddove le testimonianze femminili erano prive di valore legale nei tribunali dell'epoca; dichiarò l'indissolubilità del matrimonio, laddove il mondo greco-romano praticava il divorzio e quello ebraico il ripudio; propose la verginità consacrata come ideale di vita desiderabile e possibile, ideale sconosciuto al mondo antico. Cfr. Card. Giacomo Biffi, Pecore e pastori: riflessioni sul gregge di Cristo, Cantagalli, Siena 2008, p. 36. ,

Le motivazioni del Magistero sono le seguenti:

1) la scelta di Gesù di non aver incluso fra i suoi apostoli alcuna donna:

2) la tradizione della Chiesa è stata concorde nel rigettare l'ordinazione di donne sacerdote:

3) solo un sacerdote uomo può agire in persona Christi:

Diversi teologi cattolici non accettano questa posizione e negano che si possa parlare di infallibilità per questo documento; a tale scopo si fa il caso di altre posizioni magisteriali ritenute infallibili anche in assenza di una definizione dogmatica e poi abbandonate dallo stesso magistero. Questi teologi dissidenti sostengono che la scelta di solo apostoli uomini è comprensibile alla luce del contesto ebraico che Gesù non voleva urtare e non può essere presa come una norma eterna e valida per una società in cui la donna si è emancipata e ha superato il tradizionale stato di subalternità.

Tommaso d'Aquino, ad esempio, motivava l'impossibilità di un'ordinazione femminile con lo stato di soggezione che è naturale nelle donne:

Diaconesse Almeno fino al VI secolo in tutta Europa e fino all'VIII secolo in Oriente, era presente un ordine di diaconesse. Era detta allora diaconessa la responsabile di una comunità monastica di donne, come attesta, tra gli altri, Gregorio di Nissa. Le diaconesse portavano il maforion o velo di perfezione, assistevano le donne nella piscina battesimale, praticavano l'unzione e potevano distribuire la comunione alle ammalate.

Le diaconesse erano semplicemente consacrate con condizione di ammissione come la verginità o la vedovanza, con attività principale l'assistenza caritativa e sanitaria alle donne.

La questione del celibato La disciplina del celibato ecclesiastico conosce due diverse tradizioni all'interno della Chiesa cattolica. Nel rito latino i diaconi sono ordinati (a partire dal Concilio Vaticano II) sia celibi sia sposati, ma dopo l'ordinazione non possono più sposarsi (se sono celibi), né risposarsi (se sono sposati e rimangono vedovi). Un diacono sposato non può successivamente diventare presbitero (ad eccezione del caso in cui rimanga vedovo). I presbiteri devono essere celibi ed anche i vescovi devono essere celibi. Nei riti orientali per i diaconi non è richiesto il celibato, ma dopo l'ordinazione non possono più sposarsi. Per i presbiteri, come per i diaconi non è richiesto il celibato, ma dopo l'ordinazione non possono più sposarsi. Solo per i vescovi è richiesto il celibato: di conseguenza i vescovi vengono spesso scelti fra i monaci, in quanto tutti i monaci sono anche celibi, mentre i preti non monaci possono essere sposati.

Riti liturgici

Tutte le ordinazioni vengono celebrate ordinariamente nel corso della messa. Momenti culminanti sono l'imposizione delle mani (gesto antichissimo con cui viene trasmesso il dono dello Spirito Santo) e la preghiera consacratoria (con cui si chiede a Dio la speciale grazia divina di cui ha bisogno l'ordinando per compiere il proprio ministero). L'ordinazione dei diaconi e dei preti viene impartita dal vescovo; l'ordinazione dei vescovi (chiamata consacrazione) viene impartita secondo il diritto canonico da almeno tre vescovi, tuttavia è valida anche se è impartita da un solo vescovo. Infatti, uno dei vescovi è detto consacrante principale e gli altri due sono detti co-consacranti, similmente alla messa solenne, quando è ministrata in triduo da tre sacerdoti.