È considerata la miglior esponente del genere canoro noto come fado e, a livello internazionale, riconosciuta come la voce del Portogallo, attiva per sessant'anni. La sua salma è stata inumata nel Pantheon nazionale tra altre personalità che hanno dato lustro al suo Paese.
Biografia Nasce in una famiglia numerosa di poveri immigrati dalla regione della Beira Baixa nel quartiere operaio di Alcântara, in un imprecisato giorno del 1920, nella "stagione delle ciliegie". Il suo stato civile infatti riporta come data di nascita il 23 luglio, ma la cantante festeggiò sempre il compleanno il 1º luglio. Fu allevata dai nonni materni e frequentò solo tre anni di scuola elementare, iniziando presto a lavorare come venditrice di arance, poi in una pasticceria di Lisbona. Intanto cantava da sola, sognando malinconicamente le storie che riusciva a vedere al cinema e modificando e rielaborando testi e musiche secondo la propria sensibilità.
Poco a poco si fa notare per la sua voce in piccole manifestazioni locali alle quali prende parte facendosi chiamare col cognome della madre, Rebordão. A diciannove anni, con la complicità di una zia, riesce a farsi ascoltare dal proprietario di un famoso locale di Lisbona, cominciando una carriera che la porta quasi subito a livelli altissimi di notorietà (e di cachet). Sposa immediatamente, contro il parere dei familiari, Francisco Cruz, un operaio che si diletta con la chitarra e dal quale si separerà tre anni dopo (si risposò quindici anni dopo e per tutta la vita, con l'ingegnere brasiliano César Séabra che morì qualche anno prima di lei) e diventa famosa come Amália Rodrigues, a Alma do Fado (Amália Rodrigues, l'anima del Fado). In un anno è già pagata venti volte più dei maggiori artisti del momento ed è vedette del teatro di rivista e del cinema, ma per i primi sei anni della carriera non incide neanche un disco, per l'opposizione del suo agente, che lo ritiene controproducente.
Nel 1944 ottiene un importante ruolo, accanto a Hermínia Silva, nell'operetta Rosa Cantadeira, dove interpreta il Fado do Ciúme (Fado della gelosia), di Federico Valério. Pur avendo inciso i suoi primi dischi a 78 giri solo nel 1945, gode già di una certa notorietà anche all'estero (Spagna, Italia, Brasile, Stati Uniti), successivamente nel 1955 il film Gli amanti del Tago, di Henri Verneuil, le apre le porte del mitico Olympia di Parigi, dove ottiene un trionfo che la consacra diva di prima grandezza. La sua popolarità è già immensa quando, nel 1960, si risposa e pensa di lasciare le scene. Dopo due anni, tuttavia, è di ritorno con un repertorio nuovo, creato su misura dal geniale musicista franco-portoghese Alain Oulman, che mette in musica i testi dei migliori poeti portoghesi.
Questa nuova fase la impone all'attenzione della critica e la consacra fra le grandi artiste di tutti i tempi. Al suo repertorio originario, composto quasi unicamente di fado, aggiunge presto le canzoni popolari e folcloristiche. Nel 1965 partecipa come ospite fisso, cantando i suoi fado al varietà musicale Chitarra amore mio, trasmesso sul Secondo Programma RAI in otto puntate, conquistando così l'affetto del pubblico televisivo italiano. La sua carriera dura più di cinquanta anni, con centinaia di concerti in tutto il mondo e almeno 170 LP pubblicati. Il pubblico era ammaliato dalla sua voce e dall'espressività delle sue interpretazioni al punto da non aver bisogno di capire il portoghese per captarne il messaggio. Innumerevoli sono le persone che si accostarono grazie a lei alla lingua ed alla cultura portoghesi.
A metà degli anni settanta, la "Rivoluzione dei garofani" la prende a bersaglio e la discrimina duramente per esser stata, pur senza colpa, un simbolo del Portogallo di Salazar. Amália, praticamente esiliata, intensifica le tournée all'estero fino al momento in cui scopre di essere affetta da un tumore. Pur riabilitata, dopo dieci anni dal nuovo governo socialista, deve rassegnarsi a lasciare il palcoscenico e a vivere i suoi ultimi anni in ritiro nella sua celebre casa di Rua São Bento, a Lisbona, dove morirà la mattina del 6 ottobre 1999. Alla sua morte vengono proclamati tre giorni di lutto nazionale e i funerali vedono la commossa partecipazione di decine di migliaia di persone. Attualmente la sua salma riposa fra i grandi portoghesi di tutti i tempi nel Pantheon di Lisbona.
Amália Rodrigues sarà per sempre conosciuta come la "Regina del fado". La sua inconfondibile voce si evolverà gradualmente dall'agile timbro cristallino della giovinezza, attraverso il recupero del colore speciale dei suoi suoni gravi, fino al timbro rugginoso, lacerato dalla tarda età, inconfondibilmente "suo" e incrinato da una ferita mai rimarginata: la malattia del vivere. Un suono remoto, metafisico, declinato dagli accordi della chitarra che scivola su melodie intrise di nostalgia: Tudo isto è fado, come titola una delle sue canzoni-manifesto: cioè tutto questo è fado. Un modo di vivere, l'espressione più autentica dello spirito lusitano.
Il suo testamento spirituale è contenuto nelle parole della canzone Cansaço, ma ancor più nei testi che lei stessa aveva composto, fin dai primissimi anni: emblematica la sua Estranha Forma de Vida, ma imperdibili anche Ai, esta pena de mim, Ai, as gentes; ai, a vida!, Grito e soprattutto Lágrima, ormai divenuta un classico. Non lascia eredi alla sua corona, sebbene tutte le cantanti degli ultimi decenni l'abbiano imitata e benché si tenti con monotona regolarità di attribuire a questa o a quella nuova voce l'etichetta di "erede di Amália". Nel 1929 lo scrittore portoghese Fernando Pessoa scriveva:
Amália diceva invece, più semplicemente, che il fado "è destino" (dal termine latino fatum, fato). Da qui il fatalismo, la melanconia e la saudade – una forma sublimata di nostalgia che fa emergere un sentimento "cosmico". La radice ancestrale di questo sentimento Amália lo descriveva così: "Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me". Oltre al fado, Amália ha prestato la sua voce anche alla musica italiana, interpretando brani moderni e canzoni italiane come ad esempio La tramontana di Gianni Pettenati, musica popolare come La bella Gigogin, inno del Risorgimento italiano, brani siciliani come Vitti 'na crozza e Ciuri ciuri, napoletani come La tarantella; queste e altre interpretazioni furono raccolte in due album incisi in Italia. Nel 1995 canta due splendidi duetti con Roberto Murolo, Dicitincello vuje e Anema e core. Nel 2001 il regista spagnolo Pedro Almodóvar apre la sceneggiatura del film Parla con lei (Hable con ella) con una citazione di Amália:
Nel 2018 il cantante italiano Marco Mengoni scrive il testo Amalia Fado, dedica inserita nell'album Atlantico. Per raccontare di questo personaggio così importante, nel brano s'inserisce la voce di Vanessa da Mata, che Marco Mengoni ha incontrato proprio a Lisbona, e che insieme ai Selton restituisce tutte le vibrazioni e le sonorità tipiche della musica brasiliana e portoghese.
Rivisitazioni Cahiers du cinéma di settembre 2023 ripropone, attraverso un'immagine di Amalia Rodrigues colta sul set ad opera del capo proiezionista e fotografo Augusto Cabrita, il film del 1965 Les Îles enchantées (As Ilhas Encantadas), che ha come protagonista la stessa cantante portoghese affiancata da Pierre Clementi e dove troviamo, nelle vesti di un marinaio, l'ex pugile Belarmino Fragoso. Il film, ispirato a una novella di Herman Melville, è stato valutato di grande eleganza formale ed è stato scritto che la critica ne ha sottolineato la messa in scena minuziosa e il lavoro superbo sulla luce e sui colori. In quanto al Fado, è continuamente rivisitato e reinterpretato, come nel caso di Cristina Branco e di altre cantanti portoghesi del XXI secolo. Amalia Rodrigues, alias Ana Maria, interpreta sé stessa, in Fado, História de uma Cantadeira di Perdigão Queiroga nel 1947. Augusto M. Seabra nel 1988, in Portogallo "Cinema Novo" e oltre..., lo valuta «un intrigo convenzionale e melodrammatico di poco interesse». Lo stesso critico considera Perdigao Queiroga tra i registi del genere romantico-musicale che si afferma all'inizio degli anni Cinquanta realizzando nel 1952 Madragoa, la cui vedette è Deolinda Rodrigues Veloso, un nome allora molto popolare nel fado. Con il film di Augusto Fraga Sangue toureiro, del 1958, abbiamo ancora in primo piano il fado, nell'interpretazione di Amalia Rodrigues, per una storia che abbatte i confini tra le classi sociali attraverso l'amore, a lieto fine, tra una fadista, il cui successo viene ad essere internazionale, e il rampollo di una ricca famiglia di allevatori e proprietari terrieri, il quale intende sfidare la sorte scegliendo di fare il torero.
Nel 1947 il film musicale incentrato sul fado, Capas Negras, il cui titolo si riferisce ai mantelli neri indossati dagli studenti dell'Università di Coimbra, rappresentò un enorme successo di pubblico nonostante il movimento dei Cine Club fosse già iniziato in Portogallo a partire dal dopoguerra e considerasse il regista Armando de Miranda, come scrive João Bérnard Da Costa nel 1988, superato da una nuova generazione di cineasti, unitamente a Augusto Fraga, Constantino Esteves, Henrique Campos o Perdigão Queiroga. «Ma fuori di questi cenacoli (...) il cinema portoghese (...) si trovava ancora in alto mare. Capas Negras (Mantelli neri, 1947), Fado (1948), grazie più ad Amália Rodrigues che ad Armando de Miranda o a Perdigão Queiroga, battevano primati d'incasso e di permanenza in cartellone». In Capas Negras troviamo, affiancato ad Amália, il fadista Alberto Ribeiro.
Nel 1968 Amália Rodrigues è protagonista dell'opera A Sapateira Prodigiosa di Federico García Lorca, che aveva avuto il suo debutto teatrale a Madrid nel 1930 e la consacrazione a Buenos Aires, con Lola Membrives. L'opera teatrale è trasmessa in due parti l'11 giugno 1968 alla Radiotelevisão Portuguesa ed è archiviata nel web.
Discografia
Singoli - 78 RPM 1945 - As penas 1945 - Perseguição 1945 - A tendinha 1945 - Sei finalmente 1945 - Fado do ciume 1945 - Ojos verdes 1945 - Corria atrás das cantigas (Mouraria) 1945 - Carmencita 1945 - Los piconeros 1945 - Passei por você 1945 - Troca de olhares 1945 - Duas luzes 1945 - Ai, Mouraria 1945 - Sardinheiras 1945 - Maria da Cruz 1945 - Só à noitinha (saudades de ti) 1951/52 - Fado do ciúme 1951/52 - Fado malhoa 1951/52 - Não sei porque te foste embora 1951/52 - Amalia 1951/52 - Ai, Mouraria 1951/52 - Que Deus me perdoe 1951/52 - Sabe-se lá 1951/52 - Confesso 1951/52 - Fado da saudade 1951/52 - Dá-me um beijo 1951/52 - Fado marujo 1951/52 - Fado das tamanquinhas 1951/52 - Ave-Maria fadista 1951/52 - Fria claridade 1951/52 - Fado da Adiça 1951/52 - Minha canção è saudade 1951/52 - La porque tens cinco pedras 1951/52 - Quando os outros batem 1953 - Novo Fado da Severa 1953 - Uma Casa Portuguesa 1954 - Primavera 1955 - Tudo isto è fado 1956 - Foi Deus 1957 - Amália no Olympia
EP 1958 - Alfama 1962 - Amália 1963 - Povo que lavas no rio 1964 - Estranha forma de vida 1965 - Amália canta Luís de Camões 1966 - Fado do Ciúme 1967 - Amália Canta Portugal I 1969 - Formiga Bossa Nossa 1971 - Oiça lá, ó Senhor Vinho 1972 - Cheira a Lisboa
LP 1957 - Amália no Olympia 1962 - Busto 1965 - Fado Português 1967 - Fados 67 1969 - Marchas de Lisboa 1969 - Vou dar de beber à dor 1970 - Amália/Vinicius 1970 - Com que voz 1970 - Amália Rodrigues in Concert 1971 - Amália Canta Portugal II 1971 - Oiça Lá Ó Senhor Vinho 1971 - Amália no Japão 1971 - Cantigas de amigos 1972 - Amália Canta Portugal III 1972 - Amália em Paris 1973 - A una terra che amo 1974 - Amalia in Italia 1974 - Amália no Café Luso 1976 - Amália no Canecão 1976 - Cantigas da boa gente 1977 - Fandangueiro 1971 - Anda o Sol na Minha Rua 1977 - Cantigas numa Língua Antiga 1980 - Gostava de Ser Quem Era 1982 - Amália Fado 1983 - Lágrima 1984 - Amália na Broadway