Governatore di Milano era una carica politica e militare dello Stato di Milano, titolo spettante ai rappresentanti dei sovrani stranieri che si succedettero nel dominio sul milanese dal XVI secolo sino all'Unità d'Italia. Il primo della serie di Governatori fu lo spagnolo Antonio de Leyva, nominato il 2 novembre 1535 dopo la morte dell'ultimo duca di casa Sforza, Francesco II, sopraggiunta il 24 ottobre di quell'anno..

L'uso del termine di "vicario" come governatore In tempi antichi le funzioni del moderno governatore vennero assunte dal vicario imperiale, istituito da Lotario I come suo rappresentante nei domini milanesi e italiani. Tale carica ebbe valenza governatoriale dall'840 al 975 e dal 980 al 1042, cadendo poi definitivamente in disuso. Nel secondo periodo, la carica di Vicario venne mantenuta dagli arcivescovi di Milano che detennero tale funzione sino alla definitiva rottura dei rapporti col Sacro Romano Impero.

Vicari imperiali in carica di governatori Periodo imperiale Leone (840-865) Alberico (865-892) Maginfredo (892-901) Sigifredo (901-918) Berengario (918-962) Oberto (962-975) dopo cinque anni in cui l'Imperatore del Sacro Romano Impero riprende direttamente le redini del governo a Milano, la carica torna a essere concessa nella persona dell'arcivescovo di Milano.

Periodo arcivescovile Arderico Cotta (940 - 15 ottobre 948), già arcivescovo di Milano dal 936 Manasse d'Arles non ottiene il vicariato Adelmano (948 - 953 dimesso) Valperto de' Medici (953 - 6 novembre 970 deceduto) Arnolfo I (970 - 16 aprile 974) Gotofredo (27 luglio 974 - 19 settembre 979 deceduto) Landolfo II da Carcano (23 dicembre 979 - 23 marzo 998) Arnolfo II da Arsago (19 maggio 998 - 25 febbraio 1018) Ariberto da Intimiano (16 marzo 1018 - 1042, arcivescovo di Milano sino al 1046)

Il Governatore durante il periodo francese La carica di Governatore, abolita durante il periodo della signoria viscontea prima e sforzesca poi, venne ripristinato nel breve periodo di tempo della reggenza francese del Ducato di Milano tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. I governatori, in questo periodo, svolgevano perlopiù la mansione di comandanti militari delle guarnigioni reali a Milano, risiedevano al Castello Sforzesco e avevano il titolo di Castellani.

Governatori del periodo francese

Dal Al Governatore1499 1500 Gian Giacomo Trivulzio, marchese di Vigevano 1500 1510 Charles II d'Amboise, signore di Chaumont25 giugno 1511 11 aprile 1512 Gastone di Foix, duca di Nemours15121515Completa restaurazione sforzesca (Duca Ercole Massimiliano Sforza)14 settembre 1515 marzo 1516 Carlo III, duca di Borbonemarzo 1516 1522 Odet de Foix, visconte di LautrecNel 1521 Francesco II Sforza viene restaurato al Ducato di Milano dalle forze imperiali, ma deve esercitare il suo potere confrontandosi costantemente con le forze occupanti del re di Francia e le ingerenze imperiali. Tiene con difficoltà il controllo del Ducato fino alla morte, nel 153515 settembre 1524 1525 Michele Antonio di Saluzzo1525 24 febbraio 1525 Teodoro Trivulzio

Il Governatore durante il periodo asburgico Con l'estinzione della casata degli Sforza nel 1535, Carlo V d'Asburgo assunse il controllo diretto del Ducato di Milano in quanto feudo Imperiale. La figura del Governatore Imperiale di Milano era però già stata istituita nel 1526, a seguito della Battaglia di Pavia e del passaggio del ducato dalla Francia agli Sforza sotto la protezione dell'Imperatore.

Dal Al Governatore Note Regnante6 luglio 1526 21 maggio 1527 Carlo III, duca di Borbone 1 marzo 1531 1532 Alessandro Bentivoglio Luogotenente generaleFrancesco II Sforza13 novembre 1535 15 settembre 1536 Antonio de Leyva, principe di Ascoli Prese possesso di Milano il 27 novembre 1535, morto in carica nel 1536 durante la guerra in Provenza. Il corpo fu trasportato a Milano e sepolto nella Basilica di San Dionigi. Carlo V d'Asburgo9 ottobre 1536 28 gennaio 1538 Cardinale Marino Ascanio Caracciolo Fu prima Gran Cancelliere, poi Governatore per gli affari politici ed economici, morto in carica; le funzioni militari erano di competenza del marchese Del Vasto con titolo di Capitano Generale in Italia. febbraio 1538 31 marzo 1546 Alfonso d'Avalos d'Aquino, marchese del Vasto Governatore militare, ebbe anche responsabilità degli affari politici ed economici. Sotto il suo governo si pubblicarono le Nuove Costituzioni e fu riorganizzata l'attività dei tribunali. Morì a Vigevano alla fine di marzo del 1546. aprile 1546 ottobre 1546 Alvaro de Luna, castellano del Castello Sforzesco Governò ad interim. ottobre 1546 19 marzo 1554 Ferrante Gonzaga, principe di Molfetta Entrò a Milano il 19 giugno 1546; fu costretto a lasciare la carica di Governatore nel marzo del 1555 per via di certe accuse mossegli dal Castellano di essere mancante nelle sue funzioni. Fu assolto dalle accuse ma non tornò alla carica di Governatore. Sotto il suo governo perfezionò i Bastioni della città.

Il Governatore durante il periodo spagnolo

Carica

Nomina Nel 1554, Carlo V lasciava il Ducato di Milano a Filippo II di Spagna (avendolo già investito segretamente nel 1540). Durante il periodo spagnolo il Governatore era nominato dal Consiglio di Stato, presieduto dal Re, su proposta del Supremo Consiglio d'Italia, per tre anni, anche se mancavano norme formali al riguardo. Doveva appartenere alla nobiltà, quasi sempre quella spagnola, ma anche quella lombarda - di solito purché la sua stirpe avesse origini spagnole. All'assunzione dell'ufficio riceveva il giuramento della città di Milano, dei decurioni e dei principali feudatari del Ducato.

Poteri Il Governatore aveva attribuzioni tipiche di un Capo di Stato, anche se dipendente dal Re di Spagna. Presiedeva il Consiglio generale dei 60 decurioni (il più prestigioso organo dell'amministrazione cittadina milanese). Aveva il potere d'ordinanza (ossia normativo), poteva concedere la grazia plenaria ai condannati e nominare assemblee o commissioni di senatori, vicari e decurioni. Aveva inoltre il compito di nominare molte delle più alte cariche dello stato, inclusi i ministri, i vicari, i magistrati e gli ambasciatori (nominava direttamente le figure annuali e biennali, mentre proponeva una rosa di nomi al Supremo Consiglio d'Italia per quelle di durata superiore o vitalizia). Per bilanciare gli ampi poteri del Governatore, fu istituita la figura del Gran Cancelliere: vertice del potere esecutivo, doveva inoltre ratificare leggi, editti e provvedimenti del Consiglio segreto, del Senato e del Governatore, avendo potere di veto incontrastato su entrambi. Neppure le decisioni del Governatore avevano valore legale o potevano entrare in atto senza l’imprimatur del Cancelliere, che non poteva essere oltrepassato. Il Governatore era inoltre tenuto a rendere conto del proprio operato al Re, rappresentato dal Governo centrale dell’Escuriale.

Alle sue dipendenze era posto un vasto apparato consultivo, diretto dal Gran Cancelliere, denominato Cancelleria segreta; era inoltre affiancato da un organo collegiale consultivo ed esecutivo, il Consiglio segreto, i cui membri erano di norma interamente nominati dal Governatore e che svolgeva mansioni nel potere legislativo, esecutivo e talora anche giudiziario. Il Governatore poteva nominare - o rimuovere - sia il Vice Cancelliere, capo della Cancelleria segreta, sia il Segretario generale del Consiglio segreto, ma doveva prima avvisare il Re in persona, inoltre era necessaria la ratifica del Senato tramite maggioranza assoluta. Poteva anche emettere gride di proprio pugno, ma oltre all’imprimatur del Gran Cancelliere era anche necessaria la firma del Segretario generale. Non aveva il comando delle forze armate (che spettava al Castellano, sebbene talvolta le due cariche fossero unite nella stessa persona); ciononostante, non di rado i Governatori erano comandanti e conducevano di persona guerre od operazioni militari, come nel caso di Don Gonzalo Fernández e Ambrogio Spinola, che nel periodo della peste di Milano lasciarono temporaneamente il proprio incarico e i pieni poteri al Cancelliere Don Antonio Ferrer per coadiuvare la guerra di successione di Mantova e del Monferrato.

Limitazioni Il Governatore era la massima autorità (quantomeno civile) nel ducato, e pertanto poteva esercitare il proprio potere (imperium) impartendo ordini inappellabili alla maggior parte delle altre cariche o istituzioni, purché fossero rispettate le leggi vigenti del ducato e del Re. Tuttavia, alcune figure non erano subordinate alla sua autorità o potevano perfino limitarla:

Il sigillo e l’imprimatur del Gran Cancelliere erano sempre necessari perché qualunque provvedimento del Governatore avesse valore o fosse attuato, e non era possibile oltrepassare questo vincolo. Il Cancelliere non era tenuto a giustificare l’eventuale esercizio del proprio potere di veto. Inoltre, egli poteva agire in modo del tutto indipendente dal Governatore, cui non era subordinato. I senatori e il Presidente del Senato non erano soggetti all’autorità governatoriale. Inoltre, qualora il Governatore violasse le leggi del ducato o commettesse abuso di potere, il Senato poteva porre il veto o bloccare i suoi provvedimenti, o addirittura sospenderlo temporaneamente, cedendo il suo incarico al Gran Cancelliere. Il Gran Cancelliere Vicario e il Segretario generale del Consiglio segreto, benché la loro nomina fosse proposta dal Governatore, non erano direttamente subordinati alla sua autorità. Il Segretario generale doveva inoltre ratificare (insieme al Gran Cancelliere) gli atti del Consiglio.

La dipendenza del Castellano dal Governatore fu invece soggetta a rilevanti variazioni nel corso del tempo.

Vacanza In caso di assenza o impedimento del Governatore, le sue funzioni erano svolte in un primo tempo dal Castellano o dal Presidente del Senato (carica che, agli albori del ducato, era presumibilmente unita a quella di Governatore); a partire dal XVII secolo, quest’onere passò invece al Gran Cancelliere. Qualora la vacanza del Governatore fosse prolungata, per esempio a causa di una guerra o di un insediamento particolarmente lungo, il Cancelliere poteva assumere il ruolo di Governatore ad interim o di Reggente (ruolo che in alcuni casi poteva essere confermato), oppure governare il ducato come Presidente della Giunta Interina. Era frequente che l’inserimento del Governatore successivo richiedesse numerose settimane, o persino più di un anno.

Trattamento Come il Gran Cancelliere, il Governatore percepiva una retribuzione di 24.000 ducati annui e riceveva il trattamento di Don e Sua Eccellenza (S.E.). Le ordinanze e gli editti emessi da Cancelliere e Governatore erano caratterizzati dal formalismo Ex Ordine Suæ Excellentiæ (raramente abbreviato in E.O.S.E.).

Lista dei Governatori nel periodo spagnolo Dal Al Governatore Note Regnante26 gennaio 1554 25 luglio 1554 Presidente e del Senato e del Grancancelliere di Milano Reggenza in assenza di Ferrante Gonzaga16 agosto 1554 14 aprile 1555 Presidente e del Senato e del Grancancelliere di Milano Conferma della reggenza Filippo II di Spagna14 aprile 1555 1555 Fernando Álvarez de Toledo, terzo duca di Alba 8 dicembre 1555 agosto 1557 Cardinale Cristoforo Madruzzo, principe-vescovo di Trento Rimosso dall'incaricoagosto 1557 aprile 1558 Giovanni de Figueroa, castellano di Milano Ad interim24 aprile 1558 dicembre 1559 Gonzalo II Fernández de Córdoba, duca di Sessa Primo mandato10 dicembre 1559 settembre 1561 Francesco Fernando d'Avalos, marchese di Pescara 20 settembre 1561 gennaio 1564 Gonzalo II Fernández de Córdoba, duca di Sessa Secondo mandato18 gennaio 1564 21 agosto 1571 Gabriel de la Cueva, duca di Albuquerque Morto in carica8 settembre 1571 dicembre 1571 Alvaro de Sande, signore di Valdefuentes 8 dicembre 1571 aprile 1573 Luis de Zúñiga y Requesens, cavaliere di Santiago aprile 1573 novembre 1573 Andrés Ponce de León y de las Infantas, signore di Sumaria e Mazalquivir Ad interim