Biografia Origini
Flavio Claudio Costantino, secondo figlio maschio di Costantino I, nacque ad Arelate, città che Costantino I rinominò in onore del figlio nel 328.Burgess, p. 278. Il nome Arelate fu ripristinato nel 340, a seguito della damnatio memoriae di Costantino. Secondo la maggior parte delle fonti, la nascita avvenne nel febbraio 317,Zosimo, 2.20.2; Pseudo-Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 41.4. secondo altre nell'estate 316;DiMaio la prima data lo farebbe figlio illegittimo, in quanto suo fratello Costanzo II nacque all'imperatrice Fausta il 7 agosto dello stesso anno e nessuna fonte dà Costantino II discendente di Massimiano, padre di Fausta,Morris, p. 223. ma vi sono alcuni studiosi che si oppongono a questa ipotesi e lo considerano figlio di Fausta.
Giovinezza: da Cesare ad Augusto (317-337) Quel che è certo è che il 1º marzo 317, dunque a meno di un anno di età, a Serdica, Costantino fu proclamato cesare assieme al fratellastro Crispo e a Valerio Liciniano Licinio, figlio del collega di Costantino I.Aurelio Vittore, De Caesaribus, 41.6; Pseudo-Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 41.4; Zosimo, 2.20.2. Eusebio, 4.40, è l'unico a sostenere che l'anno fosse il 316.
Costantino fu cresciuto come un cristiano e sin dalla giovanissima età fu educato per assumere il potere. La sua educazione fu affidata a Lattanzio e consistette nello studio della letteratura latina, della scienza politica e in pratica di governo; già a cinque anni Costantino sapeva apporre la propria firma ai documenti.MacMullen, p. 216. Nel 320 assunse il consolato per la prima volta, assieme al padre; l'anno successivo, caratterizzato da un raffreddarsi dei rapporti tra Costantino I, signore della parte occidentale dell'impero, e Licinio, che governava su quella orientale, Costantino II e Crispo furono nominati consoli dalla corte occidentale, mentre in oriente furono riconosciuti consoli Licinio e suo figlio Liciniano. Tra i suoi futuri compiti come imperatore c'era quello di comandante militare; nel 323 Costantino II partecipò assieme al padre alla campagna militare contro i Sarmati. Nel 324 assunse il suo terzo consolato, assieme a Crispo.
Nel 326 Crispo fu messo a morte per volere del padre, per motivi oscuri che probabilmente toccarono anche la morte di Fausta, quello stesso anno. Con la morte del fratellastro, Costantino II divenne il figlio maggiore di Costantino I e, all'età di dieci anni, fu messo al comando, nominale, della Gallia; seguì il padre in una campagna in Gallia e fu installato a Treviri, già capitale di Crispo, nel 327/328.Warren T. Treadgold, A History of the Byzantine State and Society, Stanford University Press, 1997, ISBN 0-8047-2630-2, p. 45. I suoi generaliTra questi vi era forse il suo prefetto, Gaio Annio Tiberiano (Lenski, p. 187). vinsero contro gli Alamanni nel 328 e Costantino si fregiò del titolo di Alamannicus maximus.Maraval 2015, p. 29. Nel 329 assunse il suo quarto ed ultimo consolato, assieme al padre. Nel 332 i Goti attaccarono i Sarmati, che chiesero aiuto ai Romani e, al comando di Costantino II, l'esercito romano sconfisse i nemici, che furono costretti ad accettare un trattato;MacMullen, pp. 146-147.
Prima del 335 contrasse nozze;Eusebio, 4.49. nulla è noto sull'identità o il destino della moglie.
Regno (337-340)
Costantino I aveva conferito molti onori ai propri figli e parenti tanto che alla sua morte, avvenuta nel maggio 337, il potere era diviso tra quattro persone, i quattro cesari da lui nominati: Costantino II, che regnava sulle diocesi delle Britannie, diocesi delle Gallie, diocesi di Vienne e diocesi delle Spagne, Costante I, che regnava sulle diocesi Italiciana, diocesi d'Africa e diocesi delle Pannonie, Flavio Dalmazio, che regnava sulle diocesi delle Mesie e diocesi della Tracia, e Costanzo II, che regnava sulle diocesi Pontica, diocesi Asiana e diocesi d'Oriente. Tra il maggio e il settembre del 337 non vi fu un imperatore, ma l'amministrazione imperiale fu portata avanti a nome del defunto Costantino; in questo periodoNella lettera Costantino si definisce "cesare". Costantino II ricevette la supplica di Paolo, vescovo di Costantinopoli, e Atanasio, vescovo di Alessandria, entrambi trinitari, e a loro nome scrisse al fratello Costanzo II,Socrate Scolastico, 2.17-18. affermando che la re-installazione sul trono vescovile di Alessandria di Atanasio era stato un desiderio di Costantino I che la morte gli aveva impedito di soddisfare:Atanasio, Apol. sec., 87, ripresa da Teodoreto di Cirro, Storia ecclesiastica, 85-87. il gesto di Costantino può essere compreso considerando che il trinitarianesimo era molto diffuso nel suo regno, e comunque Atanasio avrebbe recato problemi al fratello Costanzo II, che invece era sostenitore dell'arianesimo. Lo scopo di Costantino era quello di far valere il ruolo di fratello più anziano, augusto senior, e di mettere uomini a lui leali in posti importanti dei dominii dei fratelli; per questo motivo furono richiamati dall'esilio anche Marcello di Ancira, Asclepa di Gaza, Lucio di Adrianopoli e, appunto, Paolo di Costantinopoli.Marilena Amerise, Il battesimo di Costantino il Grande, Franz Steiner Verlag, 2005, ISBN 3-515-08721-4, p. 54.
Nel frattempo l'esercito, col beneplacito dei figli di Costantino, mise in atto una purga che eliminò tutti i membri maschi della dinastia, compreso Dalmazio, che potevano insidiare il potere di Costantino, Costanzo e Costante. I tre divennero imperatori il 9 settembre 337; l'elezione ad augusti avvenne in Pannonia, in un incontro in cui i tre fratelli si spartirono l'eredità del padre: Costantino II mantenne il territorio che aveva governato in qualità di cesare da Treviri, mentre Costante e Costanzo si spartirono il territorio di Dalmazio. Oltre alla Gallia, alla Britannia, alla Spagna e a parte dell'Africa, Costantino ricevette anche la tutela sul giovanissimo fratello Costante. Nel 338 incontrò i fratelli a Viminacium e quello stesso anno affrontò con successo gli Alamanni: da tale successo, probabilmente, si attribuì il titolo di Germanicus maximus.Maraval 2015, p. 48.
Le fonti tarde raccontano che Costantino fosse geloso dei fratelli, specie per non aver ottenuto la sua parte dalla spartizione del territorio di Dalmazio.Lenski, pp. 99-100. Altre fonti raccontano di come il testamento di Costantino, che l'imperatore morente aveva ordinato di consegnare al suo figlio omonimo, era stato preso dal praepositus sacri cubiculi Eusebio, che l'aveva dato a Costanzo in cambio della sua conversione all'arianesimo (queste fonti sono nicene).Vita Metrophanis et Alexandri, BHG 1279; Fozio, Biblioteca, 479. I rapporti tra Costantino e Costante deteriorarono rapidamente tanto che Costantino tentò di farsi dare da Costante del territorio, probabilmente in Africa settentrionale come compensazione del territorio di Dalmazio.
Costantino attese che Costante si recasse in una provincia che fosse fedele a Costantino stesso e scese in Italia con un esercito, col pretesto di dirigersi sul fronte orientale (gennaio-febbraio 340); Costante, che si trovava all'epoca in Dacia, venne a sapere delle intenzioni del fratello e gli inviò contro una forza in grado di rallentarlo prima dell'arrivo del giovane augusto col resto dell'esercito. I generali di Costante finsero un attacco su Aquileia per poi ritirarsi e tendere una serie di imboscate a Costantino che li inseguiva; in occasione di una di queste, nei pressi di Cervenianum all'inizio del mese di aprile, circondarono gli uomini di Costantino uccidendone molti, tra cui Costantino stesso, il cui corpo fu gettato nel fiume Alsa.Aurelio Vittore, De Caesaribus, 41.22; Pseudo-Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 41.21; Eutropio, x.9.2; Sozomeno, iii.2.10; Zosimo, ii.41-2; Zonara, iii.5.7-16.
Costantino morì all'età di 23 anni, dopo aver regnato per tre anni; fu dichiarato nemico pubblicoCodice teodosiano, xi.12.1, dato il 29 aprile 340. colpito da damnatio memoriae.; ; .
Cronologia degli spostamenti di Costantino II durante il suo regno DataEventoFonte337, settembreSi riunisce con i fratelli Costanzo II e Costante I a Sirmio in PannoniaGiuliano, Oratio 1, 19a; Libanio, Oratio 59.75.338Campagne contro gli Alamanni da Troesmis (337/340)8 gennaio 339Ad Augusta TreverorumCodex Theodosianus XII, 1.27.Tardo inverno 340†Invade i territori di Costante I e viene ucciso vicino ad AquileiaGirolamo, Chronicon 235ª; Chronica minora 1.236; Epitome de Caesaribus 41.21; Socrate Scolastico, Historia Ecclesiastica 2.5; Zonara XIII, 5.
Note
Bibliografia Fonti primarie Aurelio Vittore, De Caesaribus Pseudo-Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus Eusebio di Cesarea, Vita di Costantini Eutropio, Breviarium ab Urbe condita Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica. Sozomeno, Storia ecclesiastica. Zonara, L'epitome delle storie. Zosimo, Storia nuova Fonti secondarie
Morris, Arnold John, John Hugh Martin Jones e Robert Martindale, The prosopography of the later Roman Empire, 1992, Cambridge University Press, ISBN 0-521-07233-6, p. 223. R.W. Burgess, Witold Witakowski, Studies in Eusebian and Post-Eusebian Chronography, Franz Steiner Verlag, 1999, ISBN 3-515-07530-5 Ramsay MacMullen, Constantine, Routledge, 1987, ISBN 0-7099-4685-6. Noel Emmanuel Lenski, The Cambridge Companion to the Age of Constantine, Cambridge University Press, 2006, ISBN 0-521-52157-2. Pierre Maraval, I figli di Costantino, traduzione italiana a cura di Alice Borgna, Palermo, 2015. Approfondimenti Paola Ombretta Cuneo, La legislazione di Costantino II, Costanzo II e Costante (337-361), Giuffrè, 1997, ISBN 88-14-06666-3.
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