Fu il quindicesimo vescovo di Como ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

. Resse la diocesi nei primi anni del dominio longobardo, i quali andavano saccheggiando i paesi dell'alto lago, con particolare riferimento a Samolaco ed all'Oratorio di San Fedele.

Culto Il culto è testimoniato fin da epoca antica. Nell'alto medioevo, ad Adalberto venne dedicata la più antica chiesa di Tirano, oggi scomparsa. Tra l'VIII e il IX secolo seguì la prima chiesa di Grandate, posta ai margini della strada romana tra Milano e Como.

Venne sepolto nella basilica di Sant'Abbondio, sotto l'altare, e nel 1590 fu riesumato e le sue reliquie furono divise fra il Duomo ed il Convento dei Domenicani.

Nella detta basilica, antica cattedrale di Como, è conservato un ciclo di affreschi, forse risalenti al XII secolo, raffiguranti, probabilmente, le storie di Rubiano e Adalberto, allora entrambi ivi sepolti.

Viene commemorato il 3 giugno.

Bibliografia Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896, 351. Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 36, 37, 50, 61, 302.

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