Lirlanda medievale è il periodo che si estende dalla conversione dell'isola al Cristianesimo fino alla conquista dei Tudor di fine Quattrocento. È un lungo lasso di tempo divisibile in tre grossi tronconi, ovvero l'opera di conversione cristiana tra il 400 e l'800 d.C., il periodo delle invasioni vichinghe terminato nel 1100 ed il terzo ed ultimo caratterizzato dall'inizio dell'influenza normanna.
In questo lungo periodo l'isola d'Irlanda attraversò varie condizioni: se nei primi secoli essa fu uno dei centri d'irradiazione culturale e spirituale dell'Europa del tempo, in seguito essa si isolò parzialmente dal resto del continente e fu estranea alla maggior parte dei fenomeni e dei movimenti dell'Europa del tempo.
L'arrivo e la diffusione del Cristianesimo (400-800) I secoli centrali del I millennio d.C. determinarono grandi cambiamenti in Irlanda.
Niall dei Nove Ostaggi (morto c.450/455) aveva gettato le basi della dinastia Uí Néill nell'ovest e nel nord dell'Irlanda, ma aveva anche preparato un assetto politico iniziale per quel che sarebbe stata l'Irlanda medievale. Politicamente, inoltre, l'antica ed enfatizzata alleanza tribale fu rimpiazzata nell'VIII secolo da una più moderna e tipicamente medievale successione dinastica al trono. Molti regni e tribù in passato potenti sparirono nel corso degli anni, mentre i temuti pirati irlandesi continuavano le loro razzie su tutta la costa occidentale britannica, anticipando ciò che avrebbero fatto poi i vichinghi nella loro terra. Alcuni di loro arrivarono a fondare nuovi interi regni in Galles, Pittia e Cornovaglia. Gli Attacotti del Leinster meridionale potrebbero aver combattuto nelle legioni romane tra metà e fine 300.*Philip Rance, ‘Attacotti, Déisi and Magnus Maximus: the Case for Irish Federates in Late Roman Britain', Britannia 32 (2001) 243-270
Probabilmente furono alcuni che tornarono successivamente tra ricchi mercenari, mercanti o addirittura schiavi catturati in Gran Bretagna o Gallia, che portarono la nuova fede cristiana in Irlanda. Alcune fonti sostengono, infatti, che ci fossero missionari attivi nell'Irlanda meridionale ben prima della comparsa di San Patrizio. Qualunque fossero state le vie, e sicuramente furono molte, la nuova fede si radicò molto velocemente e profondamente nell'isola.
Tradizione vuole che nell'anno 432, San Patrizio arrivò sull'isola e, negli anni che seguirono, si adoperò alla conversione dell'Irlanda al Cristianesimo. Secondo Prospero di Aquitania, storico del tempo, già Palladio, nel 431, era stato dal Papa inviato in Irlanda come "primo vescovo per gli Irlandese a credere in Cristo", il che dimostra come ci fossero già Cristiani sull'Isola. Secondo le ricostruzioni più coerenti, sembra oggi che Palladio abbia operato semplicemente come vescovo per la comunità cristiana irlandese, e solamente nei regni di Leinster e Meath, mentre Patrizio — che tra l'altro potrebbe essere arrivato nel 461 — lavorò quasi soltanto e soprattutto come missionario nell'Irlanda pagana, convertendo le popolazioni stanziate nelle terre più remote di Ulster e Connacht.
Patrizio è tradizionalmente ritenuto autore di un metodo di conversione molto conservatore delle tradizioni irlandese, preservando i tessuti sociali e tribali delle popolazioni, codificandoli in leggi e cambiando solo ciò che contrastava con le leggi Cristiane. Si pensa anche che abbia introdotto l'alfabeto latino in Irlanda, cosa che permise ai monaci irlandesi di preservare parti massicce della letteratura orale celtica. La storicità di queste affermazioni è oggi soggetto di dibattito e non c'è diretta evidenza di collegamento tra Patrizio e questi fatti. Il mito di Patrizio, come lo chiamano alcuni studiosi, fu costruito nei secoli successivi alla sua morte.*Carmel McCaffrey, Leo Eaton "In Search of Ancient Ireland" Ivan R Dee (2002)PBS 2002 È infatti oggi accettato quasi universalmente che vi fossero già Cristiani prima della sua venuta, nonché pagani dopo la sua morte.
Ciò che è certo è che la tradizione dei druidi collassò in breve tempo, sia per il diffondersi inarrestabile della nuova fede, sia per i postumi di pestilenze e carestie avvenute a causa dei cambiamenti climatici del 535. Gli studiosi irlandesi, intanto, eccellevano nell'uso della lingua latina, che apprendevano imparando la teologia cristiana nei numerosi monasteri che iniziarono a fiorire copiosamente. Iniziò un periodo d'oro per la cultura irlandese, dato che missionari partivano dall'Irlanda per l'Inghilterra e l'Europa continentale, come l'abate missionario evangelizzatore San Colombano, futuro fondatore delle abbazie di Luxeuil e di Bobbio, portando ventate di sapere e cultura grazie ai loro scriptorium, mentre non di rado studiosi di altre nazioni facevano visita ai monasteri irlandesi. Inoltre queste strutture isolate in maniera eccellente aiutarono a preservate l'insegnamento latino durante il Medioevo. Oltre alla cultura in genere, anche le arti fiorirono all'interno dei monasteri, come la lavorazione dei manoscritti, l'oreficeria, la metallurgia e la scultura, che portarono a capolavori artistici come il Libro di Kells, gioielli religiosi riccamente adornati e molte delle famose croci celtiche scolpite che si trovano sparse ancora oggi un po' ovunque nell'isola. Nei siti è facile trovare anche altre strutture tipiche del tempo come clochán, forti circolari e fortificazioni a picco su promontori e colline.
La Chiesa irlandese assunse presto un carattere nazionale e sviluppò riti propri (si parla di Cattolicesimo di rito celtico), perciò furono sempre accolte parzialmente le sollecitazioni da parte di Roma perché si uniformasse al calendario liturgico ed alla celebrazione canonica.
In questi anni avvenne una delle primissime invasioni inglesi in Irlanda. Nel 684, infatti, una spedizione spedita dal Re della Northumbria Ecgfrith, approdò in Irlanda nell'estate. Le forze anglosassoni riuscirono a fare un discreto numero di prigionieri e di bottini, ma non sembra stettero molto sull'isola. La successiva invasione inglese sarebbe avvenuta soltanto mezzo millennio dopo, nel 1169, stavolta ad opera dei Normanni.
Invasioni vichinghe Primi assalti Nei primi secoli del Medioevo, la carta politica irlandese si semplificò ed alla miriade di antichi piccoli regni ne sorsero solo cinque, la cosiddetta pentarchia. A Nord c'era l'Ulster, ad Est il Meath ed il Leinster, a Sud-Ovest il Munster ed a Nord-Ovest il Connacht. I sovrani, tuttavia, ebbero sempre un potere limitato e riconobbero tutti l'autorità di un Re supremo. Questa situazione, tuttavia, durò solo fino al IX secolo, quando i Vichinghi danesi invasero l'Irlanda e la occuparono parzialmente.
La prima incursione vichinga nella storia irlandese avvenne nel 795, quando alcune frange di questo popolo originario della Norvegia depredarono l'isola di Lambay, poco al largo della costa di Dublino: i primi assalti vichinghi erano generalmente di scala ridotta e decisamente brevi, ma furono immediatamente incisivi sulla situazione culturale irlandese, dato che determinarono la fine dell'era aurea della cultura cristiana irlandese. Dalla fine dell'VIII secolo iniziò un periodo, che sarebbe durato circa duecento anni, di intermittenti battaglie permesse dalle ondate delle popolazioni nordiche, le quali miravano spesso ai ricchi monasteri e saccheggiavano i villaggi gaelici. Secondo varie ricostruzioni, i Vichinghi avevano in precedenza salpato verso le Shetland, poi più sud verso le isole Orcadi, per poi arrivare alla costa atlantica della Scozia fino a raggiungere l'Irlanda.
Durante i primi assalti, i vichinghi esplorarono praticamente tutta la costa irlandese, comprese le remote isole Skellig: si pensa fossero imprese avviate da aristocratici di propria sponte, tanto che nomi di vari condottieri sono riportati negli annali irlandesi: Saxolb (Soxulfr) nell'837, Turges (Þurgestr) nell'845, Agonn (Hákon) nell'847
Insediamenti successivi
Intorno all'840 sia l'Irlanda che l'Inghilterra erano soggette a continui assalti delle popolazioni vichinghe, ed è proprio in questi anni che i Vichinghi iniziarono a fondare degli insediamenti sulla costa irlandese per passarvi l'inverno, decisamente più mite rispetto alle loro terre d'origine. La prima città ad essere fondata fu Waterford, seguita poi da Wexford, Limerick, Cork, Arklow ed anche DublinoIn realtà un insediamento gaelico, Baile Átha Cliath, esisteva già in loco, ma l'attuale Dublino è il frutto sia dell'originario villaggio che dell'insediamento vichingo. L'evidenza archeologica riscontrata a Kilmainham, nella zona occidentale di Dublino, è la prova più eclatante della permanenza stabile dei vichinghi in Irlanda durante quel periodo. Fonti scritte del tempo dichiarano che i Vichinghi in quel periodo si muovevano velocemente verso l'interno per attaccare, usando spesso i fiumi come lo Shannon per poi ritornare nei loro covi costieri.
Thorgest (in latino Turgesius) fu il primo Vichingo a tentare d'instaurare un Regno Irlandese.
Navigò risalendo lo Shannon ed il Bann verso Armagh nell'839 dove formò un reame che si estendeva in zone estese di Ulster, Connacht e Meath e che durò dall'839 all'845. Nell'845 fu rapito ed annegato nel Lough Owen da Máel Sechnaill mac Maíl Ruanaid, Re di Mide.
Nell'848, Máel Sechnaill, divenuto Re Supremo, sconfisse un'armata Norvegese a Sciath Nechtain. Sostenendo che la sua causa era in favore dei cristiani contro i pagani, richiese l'aiuto dell'imperatore franco Carlo il Calvo, ma invano.
Nell'852, i Vichinghi Ivar Beinlaus ed Olaf il Bianco sbarcarono nella Baia di Dublino e fecero erigere una fortezza, proprio dove oggi è situata la città. Olaf il Bianco era figlio di un re norvegese e si autoproclamò re di Dublino. Questo momento è considerato da molti come la data della fondazione della città, ma nel 902 l'insediamento, come molti altri di origine vichinga, era già stato abbandonato. Nell'853 i Vichinghi si erano intanto stabiliti a WaterfordWaterford è spesso inficata come la città più antica d'Irlanda
In un periodo non del tutto chiaro del IX secolo, i norreni fondarono un insediamento fortificato vicino alla foce del fiume Avoca ad Inber Dea, oggi conosciuto come Arklow, nella contea di Wicklow. Il nome "Arklow" deriva infatti dalla parola scandinava Arnkell od Arnketill con l'aggiunta della parola Ló, che significa "prato in basso". La zona di Arklow era comunque occupata dai vichinghi almeno dall'836, dato che gli Annali dell'Ulster riportano l'attacco dei pagani di Inber Dea a Kildare.
Un nuovo e ben più intenso periodo di colonizzazione avvenne intorno al 914. In quest'anno Waterford fu occupata nuovamente, divenendo la prima città d'Irlanda. La città fu fondata dal vichingo Regnall e la "Torre di Reginaldo" (Reginald's Tower) presente tuttora in città, a lui dedicata, è l'edificio urbano civico più antico dell'isola d'Irlanda. Waterford è tra l'altro l'unica città irlandese a mantenere il suo nome d'origine vichinga, che significa fiordo dell'ariete o fiordo ventoso, dato che gli irlandesi erano soliti chiamare l'area Cuan na Gréine, "Porto del Sole". Tra il 915 ed il 922, Cork, Dublino, Wexford e Limerick furono fondate. Scavi significativi a Dublino e Waterford compiuti nel XX secolo hanno portato alla luce patrimoni culturali vichinghi di queste città. Anche la Battaglia di Confey avvenne in questo periodo.
I Vichinghi fondarono varie altre località costiere, e dopo varie generazioni un gruppo etnico formato sia da irlandesi che norreni si andava sviluppando (quello che viene chiamato gruppo dei Gall-Gaels, dato che Gall in irlandese significa "straniero", in questo caso i Norvegesi). L'influenza nordica di questo periodo storico dell'Irlanda si riflette su molti dei cognomi dei re irlandesi del tempo (ad esempio Magnus, Lochlann o Sitric) ed anche da studi sul DNA dei residenti delle zone costiere irlandesi al giorno d'oggi.
Fine del dominio vichingo e breve restaurazione gaelica