La Chiesa evangelica valdese è una chiesa cristiana riformata, di corrente calvinista e di tradizione valdese, con un'organizzazione di tipo presbiteriano, presente da circa otto secoli in Italia.

La Chiesa valdese è parte della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, dell'Alleanza mondiale delle Chiese riformate, della World Communion of Reformed Churches e del Consiglio ecumenico delle Chiese. Nel 1975 si è unita alla Chiesa metodista italiana, dando vita all'Unione delle Chiese metodiste e valdesi.

Nel 2017 contava membri di Chiesa in Italia (gran parte dei quali nelle valli valdesi) e in alcune comunità di lingua italiana nelle maggiori città della Svizzera; i pastori erano 84 (63 uomini e 21 donne).Chiesa evangelica valdese (Unione della Chiese metodiste e valdesi), Bilancio sociale 2017, Torino, 2017, p. 54 I fedeli della "chiesa sorella" sudamericana, la Iglesia Evangélica Valdense del Río de la Plata, sono circa in Argentina e Uruguay.

Storia

La Chiesa valdese nacque a Lione nel XII secolo con gli insegnamenti di Valdo di Lione (Lione, 1140 – 1206 circa) come risposta alla corruzione dell'epoca della Chiesa di Roma. Presenti in Italia dal XIII secolo, per secoli i valdesi furono oggetto di dure persecuzioni. Tra queste, particolarmente cruente furono quelle del XVII secolo nelle valli valdesi del Piemonte: le Pasque piemontesi del 1655, e le persecuzioni del 1686, sfociate nell'esilio e nel successivo Glorioso rimpatrio. Il 17 febbraio 1848, con le Lettere patenti, il re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi. Da allora la Chiesa valdese si è sviluppata e diffusa in tutta la penisola italiana.

Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale nella seconda guerra mondiale, i valdesi italiani furono attivi nel mettere in salvo molti ebrei, che altrimenti sarebbero stati minacciati dallo sterminio imminente, nascondendoli nella stessa val Pellice, il territorio in cui gli antenati valdesi trovarono rifugio.

I primi insediamenti di valdesi italiani in Sudamerica sono nati nel 1856 ed oggi la Chiesa valdese del Río de La Plata (Iglesia valdense de Rio de La Plata) ha 24 congregazioni e membri divisi fra l'Uruguay e l'Argentina.

I valdesi sono diffusi soprattutto in Piemonte, dove contano 41 chiese (120 in tutta Italia) di cui 18 nelle cosiddette valli valdesi, ed hanno il loro centro a Torre Pellice, in provincia di Torino. La città di Torino ha quattro chiese valdesi. A Roma le chiese sono due: quella storica e più antica di via IV novembre e quella di piazza Cavour, collegata alla Facoltà valdese di teologia. Ogni anno, nell'ultima settimana di agosto, i deputati delle chiese locali e i pastori si riuniscono a Torre Pellice per condurre il Sinodo valdese, massimo momento assembleare e decisionale nella vita delle chiese.

Da ricordare l'isola linguistico-religiosa di Guardia Piemontese in Calabria, dove la popolazione, pur non professando ormai più la fede riformata valdese a seguito della strage del 1561 ad opera dell'inquisizione romana, parla ancora un dialetto occitano. Sulla piazza centrale, chiamata piazza della Strage, la porta del Sangue ricorda il triste episodio.

Negli ultimi decenni si è sviluppato, nonostante le comprensibili diffidenze dovute alle vicende storiche, un dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica, il cui risultato più concreto è l'intesa sui matrimoni misti negli anni novanta. Permangono notevoli distanze anche riguardo alle questioni etiche, quali la contraccezione, l'interruzione di gravidanza, l'accanimento terapeutico e l'eutanasia.

Resta forte l'impegno politico dei valdesi, i quali hanno partecipato attivamente al Risorgimento e alla Resistenza. Esponenti della chiesa - tra i quali spesso anche pastori (come Tullio Vinay, Lino De Benetti e Domenico Maselli negli ultimi anni) - sono stati eletti al Parlamento italiano. Sono membri della Chiesa evangelica valdese due ex ministri (Valdo Spini e Paolo Ferrero), un ex presidente di regione (Riccardo Illy), un ex deputato (Domenico Maselli), un senatore (Lucio Malan), un deputato (Luigi Lacquaniti), un sindaco di città capoluogo di provincia (Rosario Olivo), alcuni consiglieri regionali e l'eurodeputato Niccolò Rinaldi.

Dottrina

Nell'esegesi biblica, la Chiesa valdese, nelle sue espressioni oggi ufficiali, rifiuta l'approccio letteralista o fondamentalista, accostandosi piuttosto ai testi della Bibbia con il metodo storico-critico. I testi vetero- o neotestamentari vengono contestualizzati nell'ambiente storico e sociale in cui furono scritti, e interpretati alla luce di un messaggio evangelico universale e sempre valido.

Laicità dello stato, temi etici e progressismo sociale I valdesi sono sempre stati impegnati a favorire la piena laicità dello Stato. La chiesa valdese si è pronunciata in senso fortemente contrario all'esposizione del crocifisso, e più in generale di ogni simbolo religioso, in luoghi pubblici. Per quanto riguarda i cosiddetti "temi etici", i valdesi hanno favorito il dibattito su temi quali omosessualità, aborto, testamento biologico ed eutanasia. Si è anche detta molto favorevole ai registri per il testamento biologico, che in molte città sono gestiti dalle comunità valdesi. Durante il sinodo del 2010, la chiesa valdese si è espressa a favore della ricerca sulle cellule staminali.

Valdismo e omosessualità Nella Chiesa valdese di oggi è largamente prevalente un'apertura nei confronti delle persone LGBT+ e delle loro istanze.

La Chiesa valdese si impegna attivamente nella lotta contro l'omofobia e nel supporto alle persone LGBT. Il dibattito sul tema dei diritti delle minoranze sessuali avviene anche nell'ambito e su stimolo della REFO+ (Rete Evangelica Fede Orientamenti e Generi).

Il sinodo valdese, a larga maggioranza, ha deliberato in favore della benedizione delle coppie omosessuali il 26 agosto 2010 «laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni»Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi . Come le altre chiese storiche del protestantesimo, la Chiesa valdese ritiene che il singolo credente sia guidato dallo Spirito Santo, e quindi le linee approvate dal sinodo, sia nel campo dell'etica sessuale come in quello politico-sociale, non rappresentano un vincolo morale per il singolo cristiano.; l'orientamento è stato confermato nel corso del Sinodo 2011..

Nelle date attorno alla Giornata internazionale contro l'omofobia (17 maggio), la Chiesa valdese, insieme ad altre confessioni cristiane e alla Chiesa cattolica, sostiene e organizza veglie di preghiera in memoria delle vittime dell'omofobia e della transfobia.

Intesa con lo Stato italiano

Lo Stato Italiano, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica, ha stretto intese con alcune confessioni religiose presenti nel Paese, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione. L'Intesa con la Tavola valdese è stata conclusa 21 febbraio 1984 e approvata con la legge 449/1984, revisione conclusa il 25 gennaio 1993 e approvata con la legge 409/1993.

Lo stemma valdese

Le chiese valdesi hanno oggi come stemma un candeliere con una candela accesa, attorno alla cui fiamma stanno sette stelle e la scritta Lux lucet in tenebris.

Scarsi e sparsi sono gli scritti sullo stemma valdese pubblicati nel corso del tempo sui periodici valdesi e altrove: essi sono di vario tipo, dal carattere storico all'araldico, dal pastorale al poetico, dal meditativo all'esortativo.

Apparso per la prima volta nel 1640 sul frontespizio di un libro di Valerio Grosso, allora pastore a Bobbio Pellice, una trentina di anni più tardi lo si trova nell'opera di Jean Léger, Histoire des Vaudois des Alpes. Di origine ignota, probabilmente in relazione con lo stemma dei conti di Luserna, antichi feudatari della Val Pellice. Compare per la prima volta in opere a stampa del XVII secolo. La candela o fiamma sul candeliere associata alla scritta "in tenebris lux" o "lux lucet in tenebris" è chiaro riferimento al testo evangelico di Giovanni 1,5 dove Gesù è detto luce che risplende nelle tenebre.

Le stelle sono quasi sicuramente un riferimento alla visione dell'Apocalisse (cap. 1, 16) dove Gesù è presentato come un sacerdote nella cui mano destra stanno sette stelle che rappresentano le chiese dell'Asia allora perseguitate. Con questa immagine le chiese valdesi intendevano comunicare: siamo come una lampada che regge la luce del vangelo e siamo come le sette chiese perseguitate dell'Apocalisse.

Molto probabilmente i valdesi del XVII secolo hanno tratto quest'idea dal blasone dei conti di Luserna, allora signori della val Pellice, che per questo si chiamava val Luserna fino al tempo della Rivoluzione francese. Si tratta di una lampada accesa, in latino appunto lucerna, con una scritta anch'essa di origine biblica: Verbum tuum lampada pedibus meis ("la tua parola è una lampada al mio piede"; Salmo 119, 105).

Organizzazione La più alta autorità valdese è il Sinodo, cioè l'assemblea generale composta da 180 membri che si riunisce ogni anno partendo dalla domenica che precede l'ultimo venerdi d'agosto, e finisce allo scadere di quest'ultimo, a Torre Pellice.

La Tavola valdese è formata da sette persone, tra pastori e membri laici, e rappresenta ufficialmente le chiese metodiste e valdesi nei rapporti con le istituzioni dello Stato e con le realtà del mondo ecumenico. I componenti vengono eletti per un anno e possono essere riconfermati fino a un massimo di sette anni consecutivi.

L'attuale moderatore della Tavola valdese è il pastore William Jourdan, in carica dal 2026, subentrato alla diacona Alessandra Trotta.

Templi Lista dei templi della Chiesa evangelica valdese in Italia.

Nelle Valli Valdesi: +ImmagineNomeLocalità CiabàsColline tra i comuni di Angrogna, Luserna San Giovanni e Torre PelliceTempio di PradeltornoAngrognaTempio di SerreAngrognaTempio di San LorenzoAngrognaTempio di Bobbio PelliceBobbio PelliceTempio di Luserna San GiovanniLuserna San GiovanniTempio di PerreroPerreroTempio di PineroloPineroloTempio di PomarettoPomarettoTempio di PraliPraliTempio di GhigoPraliTempio di RoràRorà Tempio di Torre PelliceTorre Pellice Tempio di Villar PelliceVillar Pellice

Nel resto d'Italia: +NomeImmagineLocalità Tempio di AostaAostaTempio metodista e valdese di BolognaBolognaTempio di BordigheraBordigheraTempio di BresciaBresciaTempio di CourmayeurCourmayeurTempio di FirenzeFirenzeTempio valdese e metodista di GoriziaGoriziaTempio di LivornoLivornoTempio di LuccaLuccaTempio di MilanoMilanoTempio di NapoliNapoliTempio di PalermoPalermoTempio di PisaPisaTempio di Reggio CalabriaReggio CalabriaTempio di RiesiRiesi Tempio di Rio MarinaRio MarinaTempio di PratiRomaTempio di Trevi (Roma)RomaTempio di SienaSienaTempio di TorinoTorinoTempio di VallecrosiaVallecrosiaTempio di VeneziaVeneziaTempio di Verona (ex chiesa cattolica di Santa Maria)Verona

Premi e riconoscimenti Nel 2016 ha ottenuto il Premio Giornalistico Archivio Disarmo - Colombe d'oro per la pace, per il progetto Corridoi Umanitari insieme alla Comunità di Sant'Egidio e alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

Note

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