La strada statale 578 Salto Cicolana (SS 578), già strada regionale 578 Salto Cicolana (SR 578), è una strada statale italiana di collegamento interregionale tra Lazio ed Abruzzo, che dalla Piana di Rieti attraversa la valle del Salto e il Cicolano fino alla Marsica. È detta comunemente anche Rieti-Torano perché collega il capoluogo sabino con il casello "Valle del Salto" delle autostrade A24 ed A25 presso Torano (frazione di Borgorose, RI), anche se in realtà termina a Cappelle dei Marsi (frazione di Scurcola Marsicana, AQ) sul bivio con la ex SS 5.
Insieme alla E45 e ad altre arterie la strada è parte della dorsale appenninica, di supporto alla viabilità autostradale primaria, che da Ravenna passa per Perugia, Terni, Rieti, Avezzano, Sora e Benevento, collegando le autostrade A2 e A14. Insieme alle SS 79 Rieti-Terni e SS 675 Terni-Orte-Civitavecchia costituisce un collegamento trasversale tra le autostrade A1 (casello di Orte) e A24 / A25, e completa l'itinerario CIVITER (Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti) collegando il porto di Civitavecchia sul Tirreno a quello di Pescara sull'Adriatico.
Il vecchio percorso oggi è quasi del tutto sostituito in variante da una strada a scorrimento veloce ad una corsia per senso di marcia e carreggiata unica di tipo extraurbana secondaria, ad eccezione dei sette chilometri iniziali tra Rieti e Casette (in fase di costruzione) e del tratto finale Torano-innesto SS 5 in territorio abruzzese.
Storia In epoca preunitaria esisteva già un'antica strada, prevalentemente montana, che iniziava da Avezzano, passava per Petrella Salto e arrivava nella Piana di San Vittorino, nei pressi di Cittaducale, quando questa città apparteneva al Regno di Napoli ed era il capoluogo dell'omonimo distretto nella provincia dell'Abruzzo Ulteriore Secondo, mentre la vicina Rieti ricadeva nello Stato Pontificio ed era capo dell'omonima delegazione apostolica nella legazione dell'Umbria.
Nel corso del primo quarantennio dopo l'unità d'Italia la strada borbonica tra Avezzano e Rieti, detta Cicolana o del Salto, fu sostituita da una nuova strada più agevole, con il contributo finanziario del Governo e della provincia dell'Aquila (a cui all'epoca apparteneva tutto il Cicolano). La nuova strada seguiva l'andamento del fiume Salto fino alla biforcazione di Santa Lucia di Fiamignano, dove un ramo (la Cicolana Bassa) continuava a valle passando per Fiumata, Borgo San Pietro, San Martino, Concerviano, Casette per poi innestarsi sulla Via Salaria a Rieti, mentre l'altro (Cicolana Alta, attuale strada provinciale 22) proseguiva a mezzacosta per Fiamignano, Petrella Salto e Capradosso, innestandosi sulla Via Salaria presso Cittaducale.. Santa Lucia di Fiamignano era inoltre l'origine dell'Amiternina, la strada che, passando per Castiglione, raggiunge Tornimparte e Sassa nei pressi dell'Aquila. La manutenzione della strada Cicolana restò di competenza della provincia dell'Aquila fino al 1927, quando il Cicolano venne accorpato alla neonata provincia di Rieti, che si fece carico del tratto entro i suoi confini, che costituiva gran parte della strada.
Questo sistema viario fu stravolto alla fine degli anni Trenta, quando la costruzione della diga del Salto, a sbarramento del fiume, allagò buona parte della valle creando al suo posto il lago del Salto che, oltre a campagne e paesi, sommerse anche buona parte della Cicolana Bassa, la strada che seguiva il fondovalle da Santa Lucia a Rieti..
La Società Terni, incaricata della costruzione della diga e futura beneficiaria dell'energia idroelettrica prodotta, fu ovviamente incaricata di costruire una viabilità stradale sostitutiva. Questa nuova strada seguiva dove possibile il percorso della strada ottocentesca e in corrispondenza del lago ne seguiva tutta la costa orientale, che essendo molto frastagliata obbligava la strada ad un percorso molto tortuoso, pieno di tornanti e affatto rettilineo, ma di grande interesse turistico per via del panorama sul lago; solo in un paio di punti, in corrispondenza delle insenature più brevi, il bacino veniva superato tramite ponti in cemento armato rettificando il percorso. Questa strada fu asfaltata nel corso degli anni cinquanta e attualmente costituisce la strada provinciale n. 67.
Questo intervento, di poco successivo all'istituzione della Provincia di Rieti con cui furono riuniti i territori papali e borbonici, fu accolto come una promessa di sviluppo per una zona storicamente emarginata come il Cicolano: ne è testimone la capillare presenza di fermate autobus ormai in disuso, per le frazioni più isolate, e la curata segnaletica dipinta sulle vecchie abitazioni che venivano costruite lungo il percorso.
La superstrada I primi progetti per la realizzazione di una strada a scorrimento veloce su questo percorso risalgono agli anni sessanta, quando l'ipotesi di un corridoio autostradale Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti-Torano, che mettesse in collegamento il porto di Civitavecchia con la costruenda autostrada A24, diede l'opportunità di ammodernare la tortuosa rete viaria del Cicolano.
In vista dei lavori di ammodernamento, il decreto ministeriale 20 novembre 1968 elevò la strada esistente a strada statale, indicando una lunghezza di 83 km ed il percorso: "Innesto SS n. 4 presso Rieti - Borgorose - Magliano dei Marsi - innesto SS n. 5 presso Cappelle dei Marsi".
Nel marzo del 1972 il sindaco di Borgorose Gianni Antonini tenne a Roma una relazione in cui auspicava che la costruzione di nuove infrastrutture tenesse conto non il numero di abitanti ma le specificità del territorio e sottolineava le attenzioni richieste dal Cicolano, area montuosa soggetta ad un forte spopolamento. L'appello non rimase inascoltato e ad ottobre di quell'anno si incontrarono a Fiamignano tutti i sindaci del Cicolano, l'onorevole Franco Maria Malfatti, il presidente della regione Lazio Luigi Cipriani e il presidente della provincia di Rieti Leonardo Leonardi. Grazie all'impegno di Cipriani, che si fece garante dell'importanza interregionale del progetto, e di Malfatti, che lo segnalò ad Andreotti in quanto presidente dell'organo decisionale della Cassa del Mezzogiorno, nel febbraio del 1975 l'opera fu approvata dal CIPE. La Salto Cicolana entrò quindi a far parte dell'itinerario CIVITER (superstrada Civitavecchia-Viterbo-Orte-Terni-Rieti-Torano), insieme alle statali 675 Civitavecchia-Terni e 79 Rieti-Terni.
La costruzione del tronco Roccaranieri-Torano
I lavori cominciarono da Roccaranieri, a circa 13 chilometri da Rieti, e avanzarono in direzione di Torano, in modo da costruire la superstrada nel tratto del lago del Salto, dove la strada preesistente era più tortuosa. La realizzazione del tratto Roccaranieri-Gamagna fu affidata alla provincia di Rieti, mentre quello tra Gamagna e Torano all'ANAS.
Nel giugno del 1983 la provincia di Rieti, di cui era divenuto presidente proprio Gianni Antonini, appaltò i lavori del IV e V lotto, che completavano il tratto di superstrada di sua competenza. Nel 1988 la superstrada risultava completa sul tratto della provincia, da Roccaranieri a Gamagna, mentre erano in corso i lavori sul tratto ANAS Gamagna-Torano.
Questo ultimo era diviso in due lotti. Il tronco Colleviati-Torano, costato 44,5 miliardi di lire, fu aperto al traffico il 18 dicembre 1989. Il tronco di 11 km Gamagna-Colleviati (costato 76,5 miliardi di lire, comprensivo di otto viadotti e quattro gallerie) fu invece aperto al traffico il 13 dicembre 1991, completando l'intero percorso della superstrada dal casello di Torano allo svincolo di Roccaranieri (a 13 km da Rieti), per una lunghezza totale di 33,791 km. Nel 1996, per decreto del Ministero dei lavori pubblici, il tratto completato entrò a far parte del percorso della statale 578 mentre il vecchio tracciato fu declassificato, indicato come strada provinciale 67 ed affidato alla provincia di Rieti.
Il completamento da Roccaranieri a Rieti
Con i lotti inaugurati a fine 1991, la superstrada era completa da Torano a Roccaranieri, vale a dire per circa tre quarti del percorso inizialmente previsto, laddove la strada preesistente era più tortuosa e disagevole; mancavano da realizzare i 13 km da Roccaranieri a Rieti (innesto sulla SS 4 Salaria), per i quali tutto era ancora fermo.
Tuttavia, da quel momento in poi, la realizzazione della superstrada subì un netto rallentamento, che si dovette alla soppressione della Cassa del Mezzogiorno (ente che aveva finanziato e coordinato gran parte dei lavori), nonché alla minore urgenza di intervenire sulla parte rimanente (in prevalenza pianeggiante e meno tortuosa di quella Roccaranieri-Torano).
Nel 1990 il senatore Manlio Ianni riuscì ad ottenere l'inserimento nel piano decennale dell'ANAS dei 50 miliardi di lire necessari per il tratto mancante. L'amministrazione provinciale di Rieti realizzò invece il progetto, ad opera dell'ingegnere capo, da Vincenzo Scaccia.
Stralcio Roccaranieri-Ville Grotti (anni novanta-2009) Il primo stralcio per la prosecuzione dei lavori fu gestito dall'ANAS e consisteva nel tratto di due chilometri da Roccaranieri a Ville Grotti, con un costo di 11 milioni di euro.
I cantieri furono avviati a fine anni novanta ma subirono forti ritardi, e nel 2007 furono del tutto interrotti per il fallimento della ditta appaltatrice; dopo l'affidamento ad una nuova ditta il tronco venne ultimato e aperto al traffico nel giugno del 2009.
La gestione della provincia Nel 2002 la strada venne declassata da strada statale a strada regionale, pertanto la competenza per la progettazione della parte rimanente di superstrada passò dall'ANAS alla regione Lazio. Nel 2006, su iniziativa del presidente Fabio Melilli, l'amministrazione provinciale di Rieti decise di assumersi l'incarico di progettarla e appaltarla, che gli venne concesso grazie ad un accordo con la giunta regionale Marrazzo, nel tentativo di velocizzare il completamento dell'opera.
Per l'attuazione del progetto, la provincia riuscì ad ottenere un finanziamento complessivo di 59,26 milioni di euro, di cui 16 dal governo (tramite APQ nel 2006) e 43 dalla regione (tramite due finanziamenti nel 2006 e 2008), e realizzò un piano attuativo che prevedeva di dividere i lavori in due stralci, di cui il secondo ulteriormente suddiviso in due substralci:
1° stralcio: Ville Grotti-Grotti 2° stralcio: Grotti-Rieti (innesto sulla SS 4 Salaria) 1° substralcio: Ponte Figureto-Rieti 2° substralcio: Grotti-Ponte Figureto (adeguamento della strada esistente)
Primo stralcio Ville Grotti-Grotti (2011-2016) Il primo stralcio, lungo circa tre chilometri da Ville Grotti a Grotti, serviva ad evitare l'attraversamento della frazione Grotti e prevedeva un viadotto che scavalca il fiume Salto e l'acquedotto del Peschiera.
I lavori vennero avviati il 29 aprile 2011 e si conclusero con l'apertura al traffico il 28 gennaio 2016. Tuttavia la loro esecuzione richiese più fondi di quelli previsti inizialmente, e assorbì anche una parte delle risorse destinate al secondo stralcio.
Secondo stralcio Grotti-Rieti (futuro) Il secondo e ultimo stralcio, da Grotti all'allaccio con la SS 4 Salaria presso Rieti, si componeva di due substralci: Rieti-Ponte Figureto, il più importante dato che eviterebbe con una variante l'attraversamento della frazione Casette e il tortuoso tracciato della vecchia strada (che costituisce uno dei cento punti con la maggiore incidentalità dell'intera rete stradale italiana (NB: nell'articolo, per un errore di battitura, la statale è indicata erroneamente con il numero di 568)), e Ponte Figureto-Grotti (per il quale era previsto l'adeguamento in sede della strada esistente, perlopiù rettilinea e priva di accessi laterali).
Il progetto venne realizzato dalla provincia di Rieti all'inizio del 2012. e prevedeva di proseguire nel fondovalle del Salto, con l'innesto sulla Salaria tramite nuovo svincolo collocato nei pressi di un pellaio e un costo previsto di 21,9 milioni di euro..