La terza coalizione fu un'alleanza militare creata nel 1805 da Regno Unito, Impero austriaco, Impero russo, Regno di Napoli, Regno di Sicilia e Svezia contro la Francia, allo scopo di sconfiggere Napoleone Bonaparte, divenuto imperatore dei francesi il 2 dicembre 1804, distruggere il sistema di predominio francese sull'Europa centro-meridionale e restaurare le vecchie monarchie dell'antico regime, deposte durante le guerre rivoluzionarie.

La guerra sul continente, preceduta fin dal 1803 dal nuovo conflitto tra Gran Bretagna e Francia dopo la rottura della breve pace di Amiens, si concluse alla fine di dicembre 1805 con la schiacciante vittoria di Napoleone sugli austriaci e i russi e con la pace di Presburgo che accrebbe ancora il predominio francese in Europa; tuttavia la Gran Bretagna rafforzò il suo dominio marittimo e poté continuare a opporsi militarmente e politicamente all'Impero napoleonico anche dopo la dissoluzione della coalizione.

La Francia contro le monarchie europee

Rottura della pace di Amiens Il 25 marzo 1802 il trattato di Amiens aveva messo ufficialmente fine alle guerre rivoluzionarie, stabilendo un provvisorio intervallo di pace generale in Europa; anche la Gran Bretagna aveva accettato di concludere un accordo con la Francia guidata, dopo il lungo periodo rivoluzionario, dal Primo console Napoleone Bonaparte. Il governo britannico guidato dal primo ministro Henry Addington sembrava deciso - nonostante le molte critiche ricevute in patria per aver concluso un accordo che appariva sostanzialmente favorevole alla Francia - ad avviare un periodo di pace, contando di poter migliorare la situazione economica delle isole dopo l'auspicata riapertura dei porti continentali alle merci inglesi..

Non era invece negli intenti di Bonaparte favorire i commerci britannici sul continente; preoccupato di salvaguardare l'agricoltura e i prodotti francesi, il Primo console non solo non revocò le proibizioni stabilite dal Direttorio contro i prodotti inglesi, ma incrementò i diritti doganali e la tassazione sui prodotti coloniali. Egli respinse anche la richiesta britannica di tornare al trattato di commercio del 1786. Oltre a continuare la guerra economica contro la Gran Bretagna, Bonaparte inoltre intraprese un'aggressiva politica di espansione coloniale che non poteva che irritare e preoccupare i britannici..

Era negli ambiziosi progetti del Primo console ristabilire il potere francese nelle Americhe; una spedizione al comando del generale Charles Leclerc, venne inviata a Saint-Domingue dove arrestò e deportò il 7 aprile 1802 Toussaint Louverture, il generale Antoine Richepanse rioccupo le Piccole Antille, si parlò di grandi progetti in Louisiana dove era previsto l'invio di una spedizione guidata dal generale Victor. Alleati della Spagna, i francesi potevano prendere il dominio del golfo del Messico. In realtà in breve tempo questi programmi di Bonaparte incontrarono grandi difficoltà; a Saint-Domingue esplose una rivolta generale della popolazione di colore a causa del ristabilimento della schiavitù, e il corpo di spedizione francese, decimato dalla febbre gialla, dovette arrendersi il 19 novembre 1803. Inoltre Bonaparte, sollecitato dalle pressioni degli Stati Uniti, che minacciarono di allearsi con la Gran Bretagna in caso di ripresa della guerra, decise di cedere la Louisiana e l'accordo venne concluso con gli statunitensi il 3 maggio 1803..

Il 26 giugno 1802 anche l'Impero ottomano aveva concluso la pace con la Francia, concedendo il transito degli stretti; Bonaparte si accinse quindi a sviluppare progetti di espansione anche in Oriente. Vennero riaperti i consolati del Levante, a Tripoli, Tunisi e Algeri, manovre francesi vennero segnalate in Morea, a Giannina in Grecia, soprattutto venne ripreso il progetto di espansione in Egitto. Alla fine di agosto 1802 il generale Horace Sébastiani venne inviato in questo paese, da dove si recò anche in Siria; nel gennaio 1803, in contemporanea con il completamento dell'evacuazione delle truppe britanniche dall'Egitto, Sebastiani inviò rapporti ottimistici sulle possibilità di riconquistare la regione. Bonaparte non si limitò a queste mosse aggressive; sembrò addirittura intenzionato a minacciare le Indie. Il 6 marzo 1803 il generale Charles Decaen partì per l'India con uno stato maggiore per inquadrare truppe indigene; il generale Jean-Baptiste Cavaignac si recò a Mascate. I britannici, molto preoccupati per queste manovre francesi, ritennero indispensabile prendere precauzioni e, tra l'altro, non abbandonarono Malta, come pure era previsto dal trattato di Amiens..

Il governo Addington era ancor più irritato per la nuova espansione francese in Europa; pur avendo evacuato i porti del Regno di Napoli e dello Stato Pontificio, Bonaparte non evacuò i Paesi Bassi e nell'estate 1802 annetté alla Francia l'isola d'Elba, il Piemonte e Parma. Soprattutto il Primo console intervenne in Svizzera imponendo l'Atto di mediazione del 19 febbraio 1803, mentre il generale Michel Ney occupava il paese con un corpo di truppe. Con questo documento Bonaparte si faceva garante dell'indipendenza e della cantonizzazione della Svizzera che però sarebbe rimasta priva di forze armate e avrebbe concluso un trattato di alleanza cinquantennale con la Francia. Infine in Germania il recesso del Reichstag del 25 febbraio 1803, il Reichsdeputationshauptschluss, che stabiliva la riorganizzazione generale e le compensazioni degli Stati tedeschi dopo il passaggio della Renania alla Francia, sanzionò la crescente influenza francese. Gli Stati della Germania meridionale si affiancarono alla Francia, mentre l'Austria perse gran parte del suo potere; lo zar Alessandro I apparentemente aveva agito in accordo con Bonaparte ma in realtà fin dal 10 giugno 1802 aveva incontrato il re di Prussia Federico Guglielmo III e sua moglie Luisa, per discutere i nuovi assetti tedeschi che preoccupavano molto anche la Prussia..

Tutti questi avvenimenti convinsero il governo britannico che le possibilità di una pace duratura erano scarse e che fosse necessario prendere energiche iniziative prima di un eccessivo rafforzamento della Francia; fin dal 27 ottobre 1802 il ministro degli esteri Lord Hawkesbury aveva proposto un accordo antifrancese alla Russia. Alessandro non accolse subito la proposta britannica ma le manovre francesi in Oriente irritavano molto anche lo zar che intendeva riprendere i grandiosi progetti espansionistici del padre Paolo I. L'8 febbraio 1803 lo zar consigliò quindi alla Gran Bretagna di non riconsegnare Malta. Il rifiuto britannico di abbandonare l'isola provocò subito violenti contrasti con la Francia. Dopo aspri scontri nei colloqui tra Bonaparte e l'ambasciatore britannico Charles Whitworth, il 15 marzo 1803 la Gran Bretagna richiese ufficialmente il possesso di Malta per dieci anni in compensazione dell'espansionismo francese. Bonaparte sembra che prevedesse la guerra solo nell'autunno 1804 e fu sorpreso dalla improvvisa rigidità inglese; l'11 marzo il Primo console richiese la mediazione dello zar, ma il 26 aprile Whitworth presentò un ultimatum e il 12 maggio la Gran Bretagna ruppe le relazioni diplomatiche e l'ambasciatore lasciò Parigi. Senza formale dichiarazione di guerra, le navi britanniche catturarono in alto mare il naviglio mercantile francese, dando inizio al nuovo conflitto anglo-francese che sarebbe proseguito ininterrottamente fino al 1815..

Ripresa della guerra tra Gran Bretagna e Francia Inizialmente la guerra riprese soprattutto a livello commerciale e navale. Dopo gli attacchi alle navi mercantili, Bonaparte rispose con l'arresto e l'internamento dei sudditi nemici presenti nei territori controllati dalla Francia. Sul mare la Royal Navy, disponendo della netta superiorità numerica, raggiunse immediatamente il predominio; i porti francesi furono di nuovo bloccati, il commercio coloniale francese interrotto e i britannici rioccuparono senza difficoltà Saint Lucia, Tobago, e la Guyana olandese. La ripresa della guerra commerciale con la Gran Bretagna mise in difficoltà l'economia francese; gli Stati vassalli, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi, dovettero contribuire finanziariamente allo sforzo bellico francese. Sul continente, per bloccare il commercio nemico, Bonaparte inviò guarnigioni a Flessinga e nel Brabante olandese, i porti del Regno di Napoli furono rioccupati dal generale Laurent Gouvion-Saint-Cyr; il generale Édouard Mortier a maggio 1803 invase con un corpo di truppe l'Hannover e raggiunse Cuxhaven e Meppen..

Bonaparte, dopo il fallimento della rivolta irlandese di Thomas Russell e Robert Emmet, si decise a riprendere in considerazione i vecchi progetti di sbarco in Inghilterra per portare la guerra a una rapida decisione; gran parte dell'esercito francese venne quindi raggruppato al campo di Boulogne dove il 2 dicembre 1803 venne denominato Armée d'Angleterre. Si intrapresero vasti preparativi per costituire il naviglio necessario per il suo trasporto oltre la Manica; entro il 1804 oltre chiatte, su cui si prevedeva di trasportare le truppe e i materiali necessari, furono quindi concentrate, nonostante gli interventi delle navi britanniche, a Boulogne e nei porti vicini, ma l'ammiraglio Eustache Bruix, assegnato al comando, mise in guardia sui pericoli di una traversata del canale senza avere preventivamente distrutto o allontanato le squadre navali nemiche dalla zona. Bonaparte quindi, nonostante l'inferiorità numerica e qualitativa della sua flotta rispetto alle forze navali britanniche, progettò di organizzare una serie di complesse manovre delle sue squadre navali per impegnare la flotta nemica e impedirle di intervenire nella Manica.Napoleone valutava il tempo necessario alla traversata della Manica da parte di un'armata di uomini in circa dieci ore. Citato da ..

I porti francesi principali erano sorvegliati dalle squadre britanniche ma solo a Brest l'ammiraglio William Cornwallis bloccava la squadra francese dell'ammiraglio Honoré Ganteaume, impedendogli di uscire; a Rochefort e Tolone, al contrario, le navi francesi, non essendo controllate da vicino, erano in grado di prendere il largo senza difficoltà.

I minacciosi preparativi francesi al campo di Boulogne e i pericoli di un'invasione allarmarono fortemente i dirigenti britannici e provocarono un intenso movimento di patriottismo tra la popolazione delle isole; per rafforzare la direzione della guerra il governo Addington si dimise nell'aprile 1804 e venne costituito un esecutivo guidato nuovamente da William Pitt che cercò di rafforzare le difese terrestri e potenziare la resistenza nazionale al possibile invasore. Mentre Pitt sviluppava i contatti con le potenze continentali per costituire una nuova coalizione antifrancese, l'esercito britannico incrementò le riserve addestrate organizzando una milizia volontaria e unadditional force reclutata per sorteggio; le forze navali furono lentamente incrementate fino a 115 navi di linea e l'Ammiragliato passò sotto la guida di Lord Barham che dimostrò efficienza e coordinò con abilità le squadre navali..