Le pesche dolci o peschine o pesche all'alchermes sono un dolce diffuso in più parti d'Italia e di origini incerte. Il nome deriva dal fatto che il dolce ricorda la forma e il colore della pesca, pur non avendo tale frutto tra gli ingredienti.
Storia Benché le origini del dolce siano incerte, molti sostengono che, dopo essere nato nell'Appennino tosco-emiliano, si sarebbe diffuso in entrambe le pianure ai lati della catena montuosa. Prima che assumessero i connotati odierni, le pesche venivano preparate utilizzando liquori diversi dall'alchermes (bevanda usata per insaporire dolci, diffusa in Emilia-Romagna, prodotta a Firenze dal 1743) e avevano una consistenza più secca oltre che un aroma più alcolico.
Nell'immediato secondo dopoguerra, i contadini preparavano il dolce servendosi di gusci di noci a mo' di stampi e lo infarcivano con la mandorla del nocciolo di pesca per mettere in risalto la somiglianza con il frutto. Secondo un dizionario delle cucine regionali pubblicato nel 2010, questa usanza è viva ancora oggi.
Oltre che nell'Appennino tosco-emiliano e in quello tosco-romagnolo, le pesche all'alchermes sono diffuse nel Sud Italia.
Descrizione Le finte pesche all'alchermes sono dolci costituiti da un morbido corpo di pasta frolla ripieno di cioccolato o più comunemente da crema pasticcera. Il colore rosato e l'effetto ”buccia di pesca” sono dati da un bagno nell'alchermes, poi si accoppiano due metà e si impanano delicatamente nello zucchero semolato. Nella tradizione pasticcera si decorano con un punto di crema e una ciliegia rossa candita.
In Toscana le pesche con la crema pasticciera hanno forma quasi cilindrica e le dimensioni di un pasticcino.
Note
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