Favara è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.
Il comune forma una conurbazione col capoluogo Agrigento e col comune di Aragona, condivide la zona industriale.
Geografia fisica Anticamente conosciuta col nome di Fabaria, Favara dista 10 km da Agrigento in direzione Nord-Est. È sita su un declivio ai piedi di una collina di 533 metri d'altezza (Monte Caltafaraci, detto Muntagneḍḍa) che domina l'abitato.
Territorio Classificazione sismica: zona 3 (sismicità molto bassa) Altitudine: 338 m s.l.m. Minima: 20 m Massima: 533 m Escursione altimetrica: 513 m Zona altimetrica: Regione Agraria n. 5 - Colline litoranee di Agrigento
Clima Favara, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un clima temperato caldo mediterraneo (Csa). È caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva ed inverni miti, con gelate sporadiche.
Origini del nome
Storia Le più antiche testimonianze umane nel territorio di Favara risalgono alla tarda età del rame (2400-1990 a.C. circa). Si tratta di ceramica monocroma rossa Tra la fine dell'età del rame e gli inizi della prima età del bronzo (1900-1450 a.C. circa) si data una sepoltura ritrovata in contrada Grazia Vicina, che ha fornito ceramica acroma di impasto grigiastro che sembra ricollegarsi a quella del tipo Conca d'Oro (tarda età del rame nel palermitano) e a forme arcaiche di ceramica castellucciana (prima età del bronzo della Sicilia centro-meridionale). In contrada San Vincenzo è stata ritrovata una tomba della media età del bronzo (1450 a.C. circa).
In epoca storica il territorio favarese fu interessato dalla dominazione greca, di cui rimangono tracce in contrada Caltafaraci, dove doveva sorgere una fortificazione. Il periodo di dominazione musulmana è testimoniato dall'insediamento di contrada Saraceno e dalla permanenza di numerosi toponimi di matrice araba, tra cui lo stesso toponimo Favara, fawwāra (), con significato di “Polla d'acqua che sgorga, gorgogliando, con impeto” oppure "Getto d'acqua".
Nel periodo normanno furono costruiti parecchi casali, tra questi il Castello di Chiaramonte, conosciuto anche come Palazzo Medievale. Il castello nel XIV secolo passò alla famiglia siciliana Chiaramonte. Nel XV secolo, Favara, nonostante fosse protetta da mura urbane, subì una grave crisi demografica, in particolare tra il 1439 e il 1464. La popolazione crebbe nuovamente dal 1478 al 1497. Grazie alla famiglia De Marinis, Favara nel Cinquecento raggiunse un grande sviluppo demografico.
Dal periodo post-risorgimentale al 1883 operò nel paese una cosca mafiosa, nota come Fratellanza di Favara, che si macchiò di numerosi crimini. Il 16 maggio del 1946 fu ucciso il sindaco Gaetano Guarino per mano d'ignoti.
Per ben due volte il comune di Favara si è reso protagonista di gaffe toponomastiche: nel 1994 venne dedicata una via al pilota Juan Manuel Fangio e nel 1999 fu concesso lo stesso onore al critico letterario Carlo Bo, ma al momento dell'intitolazione entrambi i personaggi erano ancora in vitaUna via per Carlo Bo E lui: "Troppo onore Ma non sono morto" , Corriere della Sera, 23 maggio 1999.
Simboli L'attuale simbolo del Comune di Favara (castello moresco sopra uno sperone roccioso, con sottostante sorgente d'acqua) è stato creato tra la fine del mese di agosto ed il mese di settembre 1883. Questo sostituì quello recante lo stemma della casa reale, il quale veniva stampato in tutti gli enti statali. Il 30 ottobre 1886 la giunta municipale emise alcune regole riguardo allo stemma: doveva stare depositato nella sala del Consiglio Comunale; in caso di utilizzo doveva essere portato dal messo comunale più anziano accompagnato da due guardie municipali in grande tenuta; previa delibera di Giunta doveva farsi uso del gonfalone solo nei seguenti casi: nelle solennità in cui sarebbe intervenuto ufficialmente il Consiglio o la Giunta Municipale; in occasione di feste sanzionate dal Parlamento o di feste civili e cittadine; in occasione di onoranze funebri per la morte: di chi aveva sostenuto la carica di Sindaco del Comune; di chi si trovava a ricoprire la carica di consigliere comunale; del Pretore, Vicepretore e Conciliatore; l'uscita del gonfalone doveva essere indicato con rintocchi di campana dell'orologio del Comune.
Lo stemma comunale è stato ufficialmente riconosciuto con decreto del capo del governo del 23 aprile 1931 e così descritto:
Il gonfalone, concesso con regio decreto del 17 aprile 1930, è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Piazza Cavour
Piazza Cavour è la piazza principale della città e raggiunse la conformazione attuale già nel XVI secolo. Nel suo lato orientale trova posto il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, opera dello scultore palermitano Cosmo Sorgi. Il monumento, inaugurato solennemente il 23 aprile 1922, si presenta come un obelisco lapideo che si erge sulla pietra e porta lo stemma della città di Favara; in cima alla struttura si erge la Stella d'Italia in bronzo. Sulle lapidi, sono incisi i nomi di 273 gloriosi caduti, tra cui il tenente colonnello Giuseppe Stuto e il vescovo Filippo Iacolino.
Sulla piazza prospettano anche altri edifici degni di nota: Il Palazzo Comunale, risalente al XVIII secolo e situato sul lato nord della piazza. È appartenuto al barone Antonio Mendola e fu realizzato come riattamento di case appartenute al padre del barone. Lo stile è prettamente neoclassico e la struttura presenta le volte affrescate dal favarese Vincenzo Indelicato, che versano in notevoli condizioni di degrado causate da infiltrazioni di piogge e un portale d'ingresso che si trova sul lato nord del palazzo. Oggi è sede dell'amministrazione comunale del paese. Palazzo Mendola. È il secondo palazzo, dopo quello comunale, nonché il più vecchio, appartenuto alla famiglia del barone Mendola, arrivata a Favara da Cammarata nei primi anni del secolo XVIII. Venne abitato prevalentemente nei primi decenni del 1800 dal barone Andrea Mendola (1743-1829), padre del barone Antonio e, in seguito, dai suoi discendenti, cui si devono il secondo piano e, la decorazione in stile neogotico della facciata di fattura tardo ottocentesca. Palazzo Fanara. Situato sul lato sud della piazza, di fronte al palazzo comunale, venne costruito da Salvatore Fanara (1835-1886), nel XIX secolo. Il prospetto è stato rifatto nella prima metà del 1800. La facciata è costituita da un grande portale d'ingresso in stile neoclassico mentre all'interno si trovano un cortile e una scala monumentale. Palazzo di Salvatore Cafisi. È contiguo al palazzo Mendola, ed è stato costruito intorno alla metà del 1800 dal barone Salvatore Cafisi (1820-1883). Si presenta in stile neoclassico e, sul fronte che si affaccia in piazza, durante la prima metà del secolo, quando passò alla famiglia Sacaduto - Mendola, venne collocato lo stemma dei baroni Mendola, ancora oggi visibile. Sul lato nord invece è presente un grande portale d'ingresso, il più monumentale fra quelli dell'Ottocento a Favara. Palazzo di Giuseppe Cafisi. Fu costruito nel 1839 dal marchese Giuseppe Cafisi, ma il secondo piano venne terminato solo nel 1864. Anche questo in stile neoclassico, con il fronte in parte rinnovato nella prima metà del 1800, portò alla distruzione della torretta medievale, che era presente nei pressi dell'angolo sud-ovest del recinto fortificato del castello di Favara. Entrò in simbiosi strutturale e funzionale con lo stesso recinto fortificato, all'interno del quale presentava un secondo ingresso, ancora oggi esistente, sebbene deturpato nella decorazione dell'architrave. Biblioteca - Museo "Antonio Mendola". Ubicata in una sala neoclassica con un loggiato e il soffitto a volta rinfrescata, ha in dotazione circa 8000 volumiVedi sul sito ufficiale .. Al secondo piano vi è un Museo che ospita diverse specie di volatili imbalsamati e una collezione di minerali.
Castello di Chiaramonte
Il castello di Chiaramonte fu costruito intorno al 1270 come residenza di caccia di Federico II di Svevia. Ha forma quadrilatera, con lati di circa 31 metri. Vi si accede dal lato sud attraverso un grande portale ogivale che immette in un'ampia corte dove si affacciano le finestre dei due piani dell'edificio. Il piano terra presenta dei soffitti con volte a botte, mentre il primo piano era il piano residenziale, servito da un ballatoio.
Vi è annessa una cappella in cui si rilevano gli elementi architettonicamente più rilevanti dell'edificio. Dopo anni di abbandono qualche anno fa il Castello è stato restaurato, attualmente è usato come sede di rappresentanza del Comune ed ospita eventi culturali e manifestazioni anche a carattere nazionale.
Architetture religiose Chiesa Madre Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo Chiesa Beata Maria Vergine dell'Itria Chiesa del Santissimo Rosario Chiesa di Santa Rosalia Chiesa di San Nicola di Bari o di Mira Chiesa di San Vito Chiesa del Carmine Chiesa Beata Maria Vergine di tutte le Grazie Chiesa Beata Maria Vergine del Transito Chiesa di San Calogero Chiesetta della Grazia Lontana Boccone del Povero e Chiesa dell'Immacolata Chiesa di San'Antonio da Padova e convento dei frati minori Collegio di Maria e Chiesa di Santa Lucia Cimitero di Piana Traversa
Testimonianze archeologiche Necropoli di contrada Stefano
Villette e Giardini Pubblici Parco Urbano "Gaspare Ambrosini" Giardino Pubblico "Stefano Pompeo" con pista di Pattinaggio Villetta Comunale "Padre Pio" Villetta Comunale "Giovanni Paolo II" Villetta Comunale "Villa della Pace" Villetta Comunale “Villa di Giufà”
Farm Cultural Park Fondata il 25 giugno 2010 dal notaio Andrea Bartoli, Farm Cultural Park è una galleria d'arte e residenza per artisti, provenienti da tutto il mondo, situata nel centro storico di Favara in provincia di Agrigento.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT gli stranieri residenti a Favara al 1º gennaio 2021 sono 436 e rappresentano l'1,4% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:
Romania 163 Marocco 68 Cina 41 Nigeria 33
Cultura Media Radio A Favara sono presenti tre radio locali che trasmettono in tutta la provincia di Agrigento e nelle province limitrofe: Radio Favara 101 Radio in Radio Rete 94
Televisione A Favara trasmette e ha sede il canale televisivo a carattere comunitario di Sicilia TV, visibile sul digitale terrestre sul canale 287 nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania e Ragusa fino al 1º maggio 2022.
Dal 2 maggio 2022 SICILIA TV 2, sempre a carattere comunitario è visibile sul canale 99 del DVB-T in 6 province siciliane: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo, Ragusa e Trapani. Il segnale viene trasportato sul canale 32 di RaiWay.
Cinema A Favara sono state girate alcune scene de Il cammino della speranza, uscito nelle sale nel 1950. Film diretto da Pietro Germi, scritto dallo stesso regista con Federico Fellini e Tullio Pinelli e tratto dal romanzo Cuori negli abissi di Nino Di Maria. È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 1951 e ha vinto l'Orso d'argento al Festival di Berlino. La trama del film racconta la storia di alcuni minatori favaresi che partono per la Francia in cerca di lavoro. Sempre a Favara è stato girato un episodio del film I Nuovi angeli uscito nelle sale nel 1962, diretto da Ugo Gregoretti, e interpretato da attori non professionisti. Ancora a Favara e con molte comparse del luogo sono state girate diverse scene del film Il giudice ragazzino uscito nelle sale nel 1994, diretto da Alessandro Di Robilant, ed ambientato negli anni 80. A Favara sono state girate anche alcune scene del film "Prigioniero di un segreto" uscito nel 2010, diretto dal regista Carlo Fusco.
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