Lo stabilimento delle terme Tettuccio è il più celebre tra gli stabilimenti termali di Montecatini Terme, situato in piazzale Domenico Giusti, nel centro della città.

Storia

Si pensa che le terme Tettuccio siano uno dei tre bagni menzionati da Ugolino da Montecatini, che per primo studiò le terme di Montecatini nel XV secolo. Lo stesso scrive che questo bagno fu voluto dalla repubblica di Firenze nel 1370 e serviva per l'estrazione del sale, ma venne chiuso in poco tempo perché non abbastanza produttivo. Michele Savonarola lo chiama Bagno Nuovo e menziona la presenza di una tettoia che copriva la sorgente. Dopo la bonifica del territorio montecatinese attuata dal granduca Pietro Leopoldo si hanno notizie di un Bagno dei Cavalli o Bagno Regio, costruito in sostituzione del Bagno Nuovo perché ormai abbandonato, questo bagno corrisponde con le terme Regina, aperte nel 1773 ed oggi incorporate nel complesso delle Tettuccio.

Il primo edificio vero e proprio, realizzato su progetto dell'architetto Gaspero Maria Paoletti fra il 1779-1781, era caratterizzato da un portale in bugnato di grande effetto scenografico. Già dalla fine dell'Ottocento lo stabilimento, assieme agli altri, inizia ad essere visitato sempre di più da persone illustri, nobili e magistrati.

Nel 1916 l'architetto fiorentino Ugo Giovannozzi presentò un progetto di ristrutturazione dell'intero complesso impostato sul concetto delle terme romane; sarà portato a termine nel 1928. Ulteriori lavori di ristrutturazione saranno condotti dalla società Schweiger, incaricata direttamente da Benito Mussolini che poi si recherà personalmente a supervisionare i lavori.

Nel secondo dopoguerra, quando Montecatini attraversò un periodo di grande splendore e la città veniva continuamente visitata da personalità pubbliche importanti (testimone è la Walk of Fame di Montecatini, che inizia davanti alle Tettuccio), lo stabilimento divenne uno dei luoghi più frequentati da turisti e cittadini anche quando l'attività termale di Montecatini subì un netto declino – oggi di fatto le Tettuccio sono le uniche terme ancora aperte insieme alle Nuove Redi. Nel 1998 è stata aggiunta un'aiuola nel piazzale antistante allo stabilimento nella quale è stata inserita la scultura Duetto d'Acqua dell'artista giapponese Susumu Shingu.

Al loro interno, oltre all'attività termale, si svolgono anche incontri storico-culturali nell'apposita sala e periodicamente eventi speciali, come ad esempio la competizione "Miss Montecatini".

A seguito della procedura di concordato preventivo di continuità, avviata dal prefetto di Pistoia nel 2023 per salvare le terme di Montecatini dal fallimento, le Tettuccio sono state affidate direttamente alla regione Toscana, che ha stanziato più di 17,5 milioni di euro per prelevarla insieme alle Excelsior.

Descrizione Lo stabilimento si trova immerso in un parco ricco di cedri del Libano, palme, sequoie, acacie, allori, glicini, pini, tigli e ornato da imponenti colonnati, tribune, esedre, fontane e grandi aiuole fiorite bordate di bosso. Il monumentale ingresso è protetto da una grande cancellata e da un'ampia tettoia in ferro battuto e vetrate policrome, opera della manifattura Berti di Pistoia. Sulla sommità del prospetto principale sono collocate quattro grandi statue in marmo di Carrara, scolpite da Corrado Vigni, che rappresentano: la Sorgente; la Medicina; l'Igiene; la Salute. I fastosi elementi decorativi della facciata sono stati realizzati da Aristide Aloisi. Il fregio è opera del gessista fiorentino Mario Ceccherini.

L'elemento che caratterizza l'edificio è una fonte in granito, a forma di conchiglia, sorretta da un gruppo bronzeo di figure marine (una grande piovra, due pesci, due coccodrilli, alcune rane), opera dello scultore fiorentino Sirio Tofanari, il cui nome risalta sul carapace di un grosso granchio. L'acqua termale che sgorga dalla fonte dà il nome allo stabilimento, ed è raccolta in una piscina con un parapetto ornato da cavallucci marini. Ai lati della fonte si erge un colonnato a semicerchio, che evidenzia sull'architrave l'iscrizione: BALSAMO CHE TOLTO VIEN DI SOTTERRA E S'APRE AL CHIARO GIORNO.

Nel 1926, il pittore pescarese Basilio Cascella, per la galleria dei banchi di mescita, disegnò sette pannelli policromi di grandi dimensioni, realizzati in mattonelle di ceramica. Ciascun pannello riporta un architrave in marmo dove si legge il titolo delle diverse raffigurazioni; immagini e parole che esaltano gli effetti benefici dell'acqua nelle diverse età della vita: L'Infanzia; L'Adolescenza; La Bellezza; La Fonte; La Forza; La Maturità; La Vecchiaia. Al centro dell'ultimo pannello, in basso, è nitidamente riportato il nome dell'autore e l'anno di installazione dell'opera (1927), curiosamente preceduto da un rosso cornetto portafortuna. Nel pannello dell'Adolescenza, sulla mattonella posta nel vertice in basso a sinistra, è riprodotto lo stemma della "Fabbrica Mattonelle Smaltate G.R. Percossi e C. Civita Castellana".

Sul lato destro del piazzale interno è collocata una tribuna circolare rialzata, adibita a sede dell'orchestra. La cupola è caratterizzata dagli affreschi di Ezio Giovannozzi, che ritraggono i diversi gruppi di strumentisti, con le diciture: Archi e Pianoforte; Ottoni e Timpani; Oboe e Flavti; Organo ed Arpa. I quattro gruppi sono inframezzati da pitture Trompe-l'œil che raffigurano tenori, baritoni e soprani mentre cantano sporgendosi dai palchetti.

L'architrave posto sopra le colonne della tribuna riporta un'iscrizione che recita: IL SVON CHE DI DOLCEZZA I SENSI LEGA. All'interno del complesso si trova una sala per convegni e manifestazioni progettata nel 1989 da Paolo Portoghesi.

Le acque Vi confluiscono acque caratterizzate da varie proprietà minerali e curative. Le sorgenti sono denominate: Rinfresco, Leopoldina, Regina e Tettuccio.

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Note

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Tettuccio Categoria:Architetture di Montecatini Terme