Il Nouveau Roman è una corrente letteraria nata in Francia tra gli anni 50 e 60 del XX secolo. Il termine, usato per la prima volta da Émile Henriot in un articolo sul quotidiano Le Monde, rappresenta un gruppo di autori tra loro contemporanei che hanno in comune esigenze comuni più che un proprio movimento.

Descrizione Le varie esperienze hanno in comune il rifiuto del personaggio e delle normali vicende per focalizzarsi sulle caratteristiche della realtà che esulano dalla soggettività umana.

I testi prodotti da questa nuova tendenza descrivono con minuzia di particolari gli oggetti e la realtà esterna come se intervenisse la macchina fotografica. Questa tendenza viene anche chiamata école du regard (scuola dello sguardo) perché, come scrive Giulio FerroniGiulio Ferroni, in Storia della letteratura italiana, Il Novecento, Torino, Einaudi, 1991, p. 509., si intende "sottolineare la tendenza di questi testi a una descrizione minuta e ossessiva degli oggetti e della realtà esterna: la presenza umana è ridotta alla funzione dell'occhio, a uno sguardo passivo che intende avvicinarsi a quello della fotografia o della macchina da presa".

Il nouveau roman vuole evidenziare la condizione dell'uomo nella società moderna, basata sull'industrializzazione, la tecnologia, la scienza.

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Esponenti

Gérard Bessette Hélène Bessette Michel Butor Marguerite Duras Claude Ollier Robert Pinget Jean Ricardou Alain Robbe-Grillet Nathalie Sarraute Claude Simon

Note

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