L'espressione Nuova Hollywood (New Hollywood) designa il periodo di grande rinnovamento del cinema statunitense, avvenuto approssimativamente tra la metà degli anni sessanta e i primi anni ottanta.

Storia L'esigenza per un rinnovamento di Hollywood venne alla luce a seguito d'un periodo di forte crisi che investì il cinema statunitense dall'inizio degli anni sessanta, provocata dal drastico crollo degli spettatori - attirati dall'ormai affermatasi presenza della televisione quale mezzo d'intrattenimento di massa - e dal successo di critica e pubblico dei film europei (soprattutto dalla Francia, con la Nouvelle Vague, e dall'Italia, con gli spaghetti western) e giapponesi.

Le maggiori case produttrici, in netto contrasto con le tendenze degli spettatori più giovani, continuavano a puntare sulle grandi produzioni, stentoree e teatraleggianti, pensate appunto per un pubblico fondamentalmente tradizionalista e ben più generalista (un caso emblematico è Cleopatra, del 1963, di Joseph L. Mankiewicz e con Elizabeth Taylor, Richard Burton e Rex Harrison), il tutto mentre il tessuto sociale degli Stati Uniti veniva invece scosso violentemente dalle terribili conseguenze della guerra del Vietnam (allora raccontata in chiave propagandistica dalla cinematografia ufficiale con pellicole quali Berretti verdi, del 1968, interpretato da John Wayne e diretto dallo stesso con Ray Kellogg e John Gaddis) e dal sempre più divampante clima della contestazione giovanile e delle lotte dei vari movimenti d'emancipazione, come quello delle donne e delle minoranze (specie gli afroamericani). I produttori, però, nel rapportarsi con la produzione cinematografica, si limitarono ad analizzare i pochi film che riescono ad avere successo, cercando di sfruttare il minimo comun denominatore che li collega fra loro.Repubblica/L'espresso, Lezioni di cinema DVD 14 - La new Hollywood-Booklet

Tra i critici e storici del cinema non v'è consenso su quale sia da considerare la data che segni l'inizio di tale stagione; alcuni, infatti, sostengono che sia da collocarsi nel 1967, con i film Il laureato di Mike Nichols e Gangster Story di Arthur Penn, mentre altri ancora invece nel 1969, prendendovi per linea d'inizio il film Easy Rider, di e con Dennis Hopper, pellicola che nello stile e nei contenuti ben esemplificava ciò che costituiva l'essenza della controcultura statunitense dell'epoca.

Nuova Hollywood

Protagonisti La Nuova Hollywood portò un gran rinnovamento finanziario e produttivo (con la fine della classica integrazione verticale produzione-distribuzione-esercizio, che fece nascere anche le prime produzioni indipendenti d'un certo rilievo), e coinvolse incisivamente altri settori, la musica tra tutti, fino ad aprirsi, soprattutto tra la seconda metà degli anni settanta ed i primi anni ottanta (con le prime forme di sfruttamento commerciale e transmediale e di pubblicità occulta), ad altre industrie, come quella della moda: basti pensare a Giorgio Armani nel caso di American Gigolò.Repubblica/L'espresso, Lezioni di cinema DVD 14 - La new Hollywood

La rivoluzione più grande della Nuova Hollywood, fu quella riguardante i registi, che in seno all'organigramma cinematografico, assursero il completo controllo creativo sui loro film. I registi più rappresentativi della Nuova Hollywood sono ritenuti: Stanley Kubrick, Martin Scorsese, Brian De Palma, Robert Altman, Sydney Pollack, Steven Spielberg, George Lucas, Woody Allen, Michael Cimino e Francis Ford Coppola; meritano di essere menzionati anche: Paul Schrader, Jerry Schatzberg, Alan J. Pakula, Arthur Penn, Mike Nichols, Sam Peckinpah, Hal Ashby (autore di Oltre il giardino), Bob Rafelson, Ralph Nelson (autore di Soldato blu), Peter Bogdanovich, Ridley Scott, John Carpenter, George Romero, Wes Craven, Walter Hill, John Landis, Joe Dante, Tobe Hooper, Jonathan Demme e Dennis Hopper. A questi si tende ad aggiungere, ritagliando loro un posto del tutto particolare, autori europei come Sergio Leone, Roman Polański e Miloš Forman.

La Nuova Hollywood segnò l'avvento d'una generazione d'interpreti maschili praticamente agli antipodi dallo star system degli anni precedenti. Anziché incarnare un ideale modello virile legato al romanticizzato stile di vita americano, rispecchiavano adesso l'uomo qualunque nelle sue più disparate sfaccettature (anche quelle meno edificanti e positive), calato in circostanze e situazioni molto più complesse e ben radicate nelle problematiche sociali dell'epoca, alle prese con le stesse difficoltà e tribolazioni della gente comune - comprese quelle più marginali e problematiche - che li vedeva sul grande schermo: Robert De Niro, Jack Nicholson, Al Pacino, Dustin Hoffman, Gene Hackman, Warren Beatty, Robert Redford, Christopher Walken, Roy Scheider e Richard Dreyfuss (a cui vengono generalmente associati anche Marlon Brando, Steve McQueen e Paul Newman, gli unici interpreti che si distinsero in questa stagione avendo però avuto modo di mettersi in mostra già nel precedente cinema narrativo classico hollywoodiano).

Sul versante femminile, le attrici si ritagliarono ruoli sempre più forti e indipendenti, palesando una sensualità più sincera e terrena di quella rappresentata dai canoni estetici delle dive della Hollywood classica e richiedenti un meccanismo d'identificazione da parte del pubblico basato su elementi completamente diversi: Faye Dunaway, Meryl Streep, Diane Keaton, Liza Minnelli, Sally Field, Glenn Close, Glenda Jackson, Barbra Streisand, Jane Fonda, Gena Rowlands e Mia Farrow.

Temi e generi Dal punto di vista delle tematiche la Nuova Hollywood portò alla ribalta argomenti sino ad allora tabù: la solitudine e l'inquietudine giovanili (Cinque pezzi facili, Taxi Driver, Strada a doppia corsia), la sessualità esplicita della donna (Gangster Story), nuovi modi d'intendere i rapporti d'amore (Harold e Maude), la condizione difficile della donna nella società americana (Una moglie, Una donna tutta sola, Non torno a casa stasera), una riflessione critica sulla storia delle minoranze etniche (il western passerà così all'opposta narrazione revisionista, con Piccolo Grande Uomo, Soldato blu e Buffalo Bill e gli indiani), e sulla guerra (M*A*S*H, Tornando a casa, Il cacciatore, Apocalypse Now), e un uso molto fitto del turpiloquio (Conoscenza carnale).

Nell'ambito della Nuova Hollywood i generi cinematografici furono rinnovati e contaminati. Sam Peckinpah portò nel western una violenza mai vista prima, grazie a William Friedkin e a Don Siegel il poliziesco si fece più realistico (Il braccio violento della legge, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!), il dramma urbano prese a rispecchiare maggiormente la realtà delle metropoli americane (Taxi Driver, Mean Streets, Un uomo da marciapiede), il film di guerra si mischiò alla commedia (M*A*S*H), il musical divenne più cupo e senza lieto fine (New York, New York) mentre la fantascienza, prima cupa e scientista, scoprì l'epico e il meraviglioso (Guerre stellari, caso tra l'altro rilevante di cast composto da più consolidati mostri sacri come Alec Guinness e Peter Cushing assieme a nuovi volti come Mark Hamill, Harrison Ford e Carrie Fisher-, Incontri ravvicinati del terzo tipo).

Fine Nel 1975 Lo squalo di Steven Spielberg ottenne un grande successo di pubblico e di critica e mostrò come anche la Nuova Hollywood potesse incassare tanto (traguardo raggiunto ancor più da Spielberg nel 1982 col film E.T. l'extra-terrestre). Ma i grandi successi segnarono anche l'inizio della fine dell'era dando il via al filone dei cosiddetti blockbuster, con i quali i produttori tornarono alla carica, riprendendo a produrre film colossal molto costosi.

Nel 1980, infatti, uscì Toro scatenato, considerato l'ultimo capolavoro della Nuova Hollywood. Nel 1981, infine, il gigantesco flop de I cancelli del cielo, diretto da Michael Cimino, determinò la bancarotta della United Artists e segnò la fine del potere dei registi, che si videro tolto il final cut e dovettero nuovamente lottare con i produttori per raggiungere il controllo completo dei loro film.

Filmografia parziale

Di seguito è riportato un elenco cronologico di film degni di nota che sono generalmente considerati produzioni "New Hollywood".

Il dottor Stranamore (Doctor Strangelove), regia di Stanley Kubrick (1964) Mickey One, regia di Arthur Penn (1965) I selvaggi (The Wild Angels), regia di Roger Corman (1966) Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's Afraid of Virginia Woolf?), regia di Mike Nichols (1966) La caccia (The Chase), regia di Arthur Penn (1966) Operazione diabolica (Seconds), regia di John Frankenheimer (1966) Il laureato (The Graduate), regia di Mike Nichols (1967) La calda notte dell'ispettore Tibbs (In the Heat of the Night), regia di Norman Jewison (1967) Indovina chi viene a cena? (Guess Who's Coming to Dinner), regia di Stanley Kramer (1967) Gangster Story (Bonnie & Clyde), regia di Arthur Penn (1967) La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), regia di George A. Romero (1968) La strana coppia (The Odd Couple), regia di Gene Saks (1968) Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (Rosemary's Baby), regia di Roman Polański (1968) Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes), regia di Franklin J. Schaffner (1968) 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey), regia di Stanley Kubrick (1968) Easy Rider - Libertà e paura (Easy Rider), regia di Dennis Hopper (1969) Il mucchio selvaggio (The Wild Bunch), regia di Sam Peckinpah (1969) Butch Cassidy (Butch Cassidy and the Sundance Kid), regia di George Roy Hill (1969) Bob & Carol & Ted & Alice, regia di Paul Mazursky (1969) Un uomo da marciapiede (Midnight Cowboy), regia di John Schlesinger (1969) Mariti (Husbands), regia di John Cassavetes (1970) Il piccolo grande uomo (Little Big Man), regia di Arthur Penn (1970) Il clan dei Barker (Bloody Mama), regia di Roger Corman (1970) Fragole e sangue (The Strawberry Statement), regia di Stuart Hagmann (1970) Love Story, regia di Arthur Hiller (1970) Cinque pezzi facili (Five Easy Pieces), regia di Bob Rafelson (1970) Soldato blu (Soldier Blue), regia di Ralph Nelson (1970) M*A*S*H, regia di Robert Altman (1970) Cane di paglia (Straw Dogs), regia di Sam Peckinpah (1971) Panico a Needle Park (The Panic in Needle Park), regia di Jerry Schatzberg (1971) 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man), regia di Boris Sagal (1971) Conoscenza carnale (Carnal Knowledge), regia di Mike Nichols (1971) L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138), regia di George Lucas (1971) Duel, regia di Steven Spielberg (1971) Punto zero (Vanishing Point), regia di Richard C. Sarafian (1971) Harold e Maude (Harold and Maude), regia di Hal Ashby (1971) Una squillo per l'ispettore Klute (Klute), regia di Alan J. Pakula (1971) Il re dei giardini di Marvin (The King of Marvin Gardens), regia di Bob Rafelson (1971) Il braccio violento della legge (The French Connection), regia di William Friedkin (1971) Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry), regia di Don Siegel (1971) Arancia meccanica (A Clockwork Orange), regia di Stanley Kubrick (1971) Brivido nella notte (Play Misty for Me), regia di Clint Eastwood (1971) Il padrino (The Godfather), regia di Francis Ford Coppola (1972) Provaci ancora, Sam (Play It Again, Sam), regia di Herbert Ross (1972) La pietra che scotta (The Hot Rock), regia di Peter Yates (1972) Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (Jeremiah Johnson), regia di Sydney Pollack (1972) Città amara - Fat City (Fat City), regia di John Huston (1972) Un tranquillo weekend di paura (Deliverance), regia di John Boorman (1972) Getaway! (The Getaway), regia di Sam Peckinpah (1972) Strada a doppia corsia (Two-Lane Blacktop), regia di Monte Hellman (1972) Cabaret, regia di Bob Fosse (1972) Lo spaventapasseri (Scarecrow), regia di Jerry Schatzberg (1973) American Graffiti, regia di George Lucas (1973) L'ultima corvé (The Last Detail), regia di Hal Ashby (1973)