LAfrica orientale è la regione africana geograficamente più estesa a est. Politicamente essa è anche una macroregione come definita dalle Nazioni Unite.

Composizione politica

L'Africa orientale è politicamente ricompresa nelle sovranità dei seguenti Paesi:

(tramite i dipartimenti d'oltremare di Mayotte e della Riunione)

Annotazioni Burundi, Ruanda, Sudan del Sud, Kenya, Tanzania, e Uganda sono anche membri dell'East African Community (EAC) Mozambico e Madagascar a volte sono considerati facenti parte dell'Africa meridionale Burundi e Ruanda sono considerati a volte facenti parte dell'Africa centrale Comore, Mauritius, e Seychelles sono piccoli stati-isola nell'Oceano Indiano Geograficamente anche Egitto e Sudan sono a volte inseriti nell'Africa orientale. Etiopia, Eritrea, Somalia, Gibuti, Kenya, Uganda, Sudan del Sud sono anche membri dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD)

Storia Preistoria L'Africa orientale è la regione del mondo dove si ritiene sia nata la specie umana. Nella valle del Rift, in Etiopia, sono stati scoperti resti di ominidi risalenti a oltre 4 milioni di anni fa, e nella regione etiope di Afar fu ritrovato lo scheletro di Australopithecus afarensis detto Lucy, risalente a 3,2 milioni di anni fa., mentre nella gola di Olduvai, in Tanzania, sono stati trovati importanti resti di ominidi risalenti a 2 milioni di anni fa.

L'Etiopia è considerata tra i più probabili luoghi dove hanno avuto origine gli esseri umani anatomicamente moderni (Homo sapiens), da cui si sarebbero diffusi in Medio Oriente e nel resto del mondo, in questa regione sono stati rinvenuti resti di Homo sapiens risalenti a 200'000 anni fa.

Da allora, molte culture preistoriche sono sorte nel corso dei millenni in Africa orientale, dedite alla caccia e alla raccolta, come i pigmei di etnia batwa delle regioni più interne coperte da foreste equatoriali, o i khoisan degli altopiani e delle regioni costiere dell'Oceano Indiano. Iscrizioni egiziane del II millennio a.C. attestano contatti tra i pigmei, chiamati danzatori degli dei, e la civiltà egizia, indicando che questa etnia fosse estesa in passato in regioni molto più a nord di quelle attuali, fino forse al basso Nilo, e una lettera risalente all'Antico Regno attestava la cattura di un "nano" proveniente dalla "terra degli spiriti" (cioè da sud).V. Davidson (1963), p. 36

Nel III-II millennio a.C. ondate migratorie di pastori cusciti provenienti dall'alto Nilo diffusero verso sud in tutta l'Africa orientale l'allevamento di bovini, e probabilmente la coltivazione del sorgo e dei legumi. A quest'epoca risalgono anche le ondate migratorie di popoli di etnia bantu, dalle coste del golfo di Guinea verso sud e verso est fino alla regione dei Grandi Laghi, da cui nel VII secolo a.C. una seconda ondata migratoria diffuse in tutta l'Africa orientale l'agricoltura e l'uso del ferro. A quest'epoca si fa risalire la nascita della maggior parte delle attuali etnie africane, come i bahutu, che avrebbero gradualmente scacciato, nel corso di tutto il primo millennio d.C., i cacciatori-raccoglitori pigmei batwa verso le regioni più interne e i khoisan verso gli altopiani meridionali, per trasformare le aree più fertili in terreni coltivati, pur mantenendo una struttura sociale di tipo tribale, senza cioè stabilire entità statuali di grandi dimensioni.

Fa eccezione a questo riguardo la regione dell'alto Nilo, nell'attuale Etiopia settentrionale, dove è attestato dall'VIII secolo a.C. un regno conosciuto come D'mt, la cui capitale era nei pressi dell'attuale Yeha, in EtiopiaMunro-Hay, p. 57Munro-Hay, Stuart (1991). . Edinburgh: University Press., la cui genesi fu dovuta probabilmente all'incontro tra popolazioni cuscitiche (Agau) e semitiche (Sabei), anche se i contatti tra cusciti e semiti nella regione risalgono già al 2000 a.C., come attesta la genesi della semitica lingua ge'ez di Etiopia ed Eritrea.Tamrat, Taddesse (1972) Church and State in Ethiopia: 1270–1527. London: Oxford University Press, pp. 5–13.Uhlig, Siegbert (ed.) (2005) Encyclopaedia Aethiopica, "Ge'ez". Wiesbaden: Harrassowitz Verlag, p. 732.

Le migrazioni di pastori nomadi cusciti dal nord proseguirono anche dopo la sedentarizzazione dei bantu, e i due gruppi sociali talora convissero nelle stesse zone, come nel caso dei nomadi bahima, talaltra si integrarono tra loro, come nel caso del cuscita regno di Kitara (entrambi nell'attuale Uganda). L'ultima migrazione dei bantu avvenne, nell'VIII secolo d.C., dalla regione meridionale dello Zambesi.

Antichità Contatti con l'Impero romano Nell'altopiano etiope la civiltà D'mt terminò nel IV secolo a.C., frammentandosi in piccole entità, dalle quali emerse nel I secolo d.C. il Regno di Axum, con capitale Mazabe, che si estese nella regione africana e anche al di là del Mar Rosso, nell'attuale Yemen,, per diventare, nel III secolo d.C., una potenza regionale.. Nel 316 giunsero in Africa orientale i primi missionari cristiani, Frumenzio e Edesio, due mercanti di Tiro fatti prigionieri dai nativi e condotti come schiavi alla corte del re Ezanà, che convertirono al cristianesimo. Frumenzio divenne il primo vescovo di Axum, che fu il secondo regno del mondo, dopo l'Armenia, ad adottare il cristianesimo, come attesta una moneta datata 324 d.C.

Contatti con l'Islam Nel 614 d.C., ancor prima dell'Egira, il re di Axum Aṣḥama ibn Abjar diede rifugio alla comunità di Maometto perseguitata dagli Arabi meccani,Fiaccadori, Gianfranco (2005) "Ellä Säham" in Encyclopaedia Aethiopica, vol. 2, WiesbadenHable Sellassie, Sergew (1972). Ancient and Medieval Ethiopian History to 1270. Addis Ababa: United Printers, p. 185. e successivamente, al tempo della spedizione di Zayd ibn Haritha, il profeta Maometto inviò al negus Aṣḥama il compagno Amr bin Umayyah al-Damri con una lettera, invitandolo a seguire il suo messaggio e credere in Allah, ma senza successo.Ibn al-Qayyim – Zad al-Ma'ad 3/60.

Tuttavia con l'espansione islamica del VII secolo d.C., gli Arabi stabilirono basi coloniali lungo le coste dell'Africa orientale, a partire dall'isola di Zanzibar, al largo dell'attuale Tanzania, che si rifornivano dalle regioni africane interne di oro, avorio e schiavi, e li rivendevano alla madrepatria, diventando gradualmente molto ricche, finché attorno al 970 la regina Gudit, ebrea o pagana secondo le fonti,conosciuta anche come Yodit o Mishkinzana VII invase il regno di Axum, distruggendovi tutti i luoghi di culto cristiani..

A partire dal XII secolo le prime colonie arabe si espansero lungo tutta la costa dell'Africa orientale, dando luogo alla cultura e lingua swahili, risultante dalla fusione di elementi arabi e bantu, che si diffuse anche verso l'interno come lingua franca. Le colonie arabe in Africa orientale commerciavano nei secoli XIII-XV fino all'India e alla Cina. Il geografo arabo Ibn Battuta descrive l'opulenza della città insulare di Kilwa, al largo della Tanzania. In questo periodo, i bantu dell'entroterra erano dediti in maggioranza all'agricoltura, ma si sviluppò anche un ceto che fungeva da intermediari con gli Arabi delle colonie costiere. Presso il basso Zambesi, in particolare, nell'attuale Zimbabwe, si venne a stabilire, basandosi sulle relazioni privilegiate con gli Arabi, un vero e proprio impero tra il X secolo e il XV secolo, come testimoniato dalle rovine della città di Zimbabwe.

Nel XIV secolo un'altra ondata migratoria cuscita portò alla nascita del popolo dei Batutsi (o vatussi), cacciatori e allevatori di bovini, ma anche abili guerrieri, che nel corso del XV secolo assoggettarono i bantu stanziali Bahutu, costituendovi dei piccoli regni con una struttura gerarchica ai cui vertici vi era un re guerriero, come il regno del Ruanda comandato dal clan tutsi dei Nighinya, nell'attuale Ruanda, o il regno di Bunyoro, nell'attuale Uganda, che assoggettò il pacifico e più antico regno di Kitara. In altri casi, come nel Kenya, furono i bantu stanziali Kikuyu ad avere la meglio sui nomadi cusciti, scacciati dalle fertili pianure costiere verso gli aridi altipiani interni.

Età moderna Contatti con gli europei A partire dall'esplorazione di Vasco de Gama del 1498, che per la prima volta superò il Capo di Buona Speranza raggiungendo l'Oceano Indiano, la costa dell'Africa orientale fu raggiunta anche dai mercanti portoghesi, che insediarono delle colonie lungo le coste dell'attuale Mozambico, e contesero agli Arabi quelle lungo le coste dell'attuale Tanzania, mentre le coste degli attuali Kenya e Somalia rimasero sempre in mano rispettivamente agli Arabi e ai Somali.

Nel regno di Axum la dinastia Salomonide, ivi stabilitasi dal 1270, cercò di stringere degli accordi diplomatici con i regni europei, per fare fronte comune contro l'islamico sultanato di Adal, nell'attuale Somalia.Mortimer, Ian (2007) The Fears of Henry IV, p.111. ISBN 1-84413-529-2 Il negus Yeshaq I stabilì per primo relazioni diplomatiche, col re spagnolo Alfonso V d'Aragona., ma fu solo il negus Davide II, nel XVI secolo, che strinse un vero accordo col Regno del Portogallo,.Beshah, Girma; Aregay, Merid Wolde (1964). The Question of the Union of the Churches in Luso-Ethiopian Relations (1500–1632). Lisbon: Junta de Investigações do Ultramar and Centro de Estudos Históricos Ultramarinos. consentendo a suo figlio Claudio di sconfiggere il potente imam Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi del Sultanato di Adal giovandosi del sostegno di 400 soldati portoghesi armati., nonostante un analogo appoggio ottomano al sultano somalo.

Nel 1624, tuttavia, in seguito alla decisione del negus Susenyos di ammettere i missionari missionari gesuiti nel regno, per convertire la popolazione al cattolicesimo, vi furono rivolte che causarono migliaia di morti., cui mise fine il suo successore Fāsiladas nel 1632 dichiarando il cristianesimo ortodosso religione di Stato ed espellendo i missionari e gli altri europei.van Donzel, Emeri, "Fasilädäs" in Siegbert von Uhlig, ed., Encyclopaedia Aethiopica: D-Ha (Wiesbaden:Harrassowitz Verlag, 2005), p. 500.

Mentre Portoghesi e Arabi si contendevano le coste dell'Africa orientale, nell'entroterra si erano formati molti piccoli feudi, retti dalla nobiltà guerriera tutsi, in rapporto di vassallaggio dai più potenti tra loro, che praticavano razzie nella regione e vendevano l'avorio e i prigionieri di guerra alle colonie costiere. Nel XVIII secolo il più potente tra questi divenne il Buganda, dopo aver assoggettato il Bunyoro. Questi due regni, assieme a quelli di Ankole, Toro e Busoga, furono il nucleo dell'attuale Uganda meridionale, mentre i cusciti nella regione dell'alto Nilo erano ancora allevatori nomadi. Il re del Buganda, detto kabaka, commerciando con gli Arabi della costa ne apprese l'islam e la lingua swahili, che si diffusero così verso l'entroterra. Negli stessi anni, circa nel 1680, da un ramo cadetto della nobiltà tutsi del Ruanda fu fondato il limitrofo Burundi, il cui re, detto mwami, riscuoteva i tributi dagli agricoltori e allevatori del circondario in base a un privilegio di tipo feudale. Nel XVII secolo giunsero in Africa orientale anche i cusciti Masai, tuttavia non riuscirono più a sottomettere i potenti agricoltori bantu Kikuyu abitatori della costa, né a scalzare gli intermediari kamba dal monopolio dei commerci con gli Arabi e i Portoghesi, restando cacciatori e allevatori nomadi nell'altopiano interno dell'attuale Kenya.