Questo articolo presenta gli stemmi adottati nel corso del tempo dalla famiglia Gonzaga, signori di Mantova dal 1328 al 1707.

Ramo principale di Mantova La dinastia dei Gonzaga, durante la loro lunga storia, mutò lo stemma diverse volte.. Con la presa del potere nel 1328, Ludovico I innalzò un semplice stemma a fasce orizzontali nere ed oro.Lo storico Giuseppe Gerola, in uno studio del 1916 , sostiene che la variante più antica dello stemma gonzaghesco contemplasse il fasciato di bianco e di nero anziché fasciato d'oro (giallo) e di nero. Nell'appartamento della Guastalla a Palazzo Ducale (Mantova) infatti compariva uno scudo con l'arma dei Gonzaga fasciato di bianco e di nero. Anche nel celebre dipinto del 1494 Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone le fasce sugli scudi dei vincitori appaiono più bianche che gialle. Con la nascita del marchesato, dal 1433 compaiono per la prima volta nello stemma le aquile imperiali a "volo abbassato" e la croce rossa, simbolo dal XII secolo del comune di Mantova, mentre lo scudo originario rimase al centro di dimensione più piccola. Dal 1575 vennero incluse le insegne delle famiglie nobili con le quali si imparentarono.

Gonzaga

Stemma Periodo Blasonatura dal XII secolo e fino al 1328 Stemma primitivo della famiglia Corradi-Gonzaga utilizzato dal XII secolo e sino al 1328, anno della cacciata dei Bonacolsi.Dopo la cacciata dei Bonacolsi nel 1328, a sancire la sua fede ghibellina fu in questo periodo che Luigi Gonzaga mutò lo stemma primitivo della famiglia, costituito da tre montoni d'argento, cornati e squillati d'oro in campo nero nello stemma a tre fasce nere in campo d'oro (i colori politici dei ghibellini), che rimase sempre nello scudo della famiglia Gonzaga.

Di nero, a tre montoni d'argento, cornati e squillati d'oro. 1328 - 1389 Stemma originario della famiglia, adottato da Luigi Gonzaga, I capitano del popolo di Mantova, dopo la cacciata dei Bonacolsi (1328).Lo stemma rappresenta i colori politici dei ghibellini e le fasce simboleggiano le bende con le quali si incoronavano i re.

Fasciato d'oro e di nero.

Lo storico Giuseppe Gerola, in uno studio del 1916, sostiene che la variante più antica dello stemma gonzaghesco contemplasse il fasciato di bianco e di nero anziché fasciato d'oro (giallo) e di nero. Nell'appartamento della Guastalla a Palazzo Ducale (Mantova) infatti compariva uno scudo con l'arma dei Gonzaga fasciato di bianco e di nero. Anche nel celebre dipinto del 1494 Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone le fasce sugli scudi dei vincitori appaiono più bianche che gialle. 1389 - 1391 Stemma di Francesco I, IV capitano del popolo di Mantova durante la sua unione (1382-1391) con Agnese Visconti.Compare nello stemma il biscione visconteo assieme allo scudo gonzaghesco. Inquartato: nel primo e nel quarto d'argento, alla biscia ondeggiante in palo d'azzurro, coronata d'oro, ingollante per metà un putto ignudo, di carnagione (dei Visconti); nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico). a partire dal 1394 Stemma di Francesco I Gonzaga, capitano del popolo di Mantova con la concessione, ottenuta nel 1394 dall'imperatore Venceslao di Lussemburgo, di portare nelle armi il leone di Boemia. Inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico). a partire dal 1433 Stemma di Gianfrancesco Gonzaga, I marchese di Mantova al momento della sua elevazione al rango di marchese da parte dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, nel 1433.Compaiono per la prima volta nello stemma le aquile imperiali a "volo abbassato" e la croce patente rossa, simbolo dal XII secolo del comune di Mantova o dei Cavalieri templariAlberto Cavazzoli, Alla ricerca del Santo Graal nelle terre dei Gonzaga, Reggio Emilia, 2008, p. 49.. D'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile di nero dal volo abbassato [imbeccate e membrate di rosso]; sul tutto, uno scudo inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico) 1510 - 1519 Stemma di Francesco II Gonzaga, IV marchese di Mantova al momento della sua nomina, nel 1510, al rango di gonfaloniere della Chiesa. D'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile di nero dal volo abbassato, al palo attraversante di rosso, all'ombrellone a gheroni di rosso e d'oro, cimato da un globo crocifero d'oro, l'asta a forma di lancia attraversata da due chiavi decussate con gli ingegni posti verso l'esterno e verso l'alto, una d'oro e una d'argento, legate di rosso (del Gonfalone pontificio, o Basilica) 1510 - 1519 Variante del precedente con l'inquartato Boemia-Gonzaga attraversante sul tutto. D'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile di nero dal volo abbassato, al palo attraversante di rosso, all'ombrellone a gheroni di rosso e d'oro, cimato da un globo crocifero d'oro, l'asta a forma di lancia attraversata da due chiavi decussate con gli ingegni posti verso l'esterno e verso l'alto, una d'oro e una d'argento, legate di rosso (del Gonfalone pontificio, o Basilica). Sul tutto inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico). Dettaglio dello scudetto: a partire dal 1575 Nel 1575 Guglielmo Gonzaga, III duca di Mantova, ottiene dall'imperatore Massimiliano II l'innalzamento a ducato del marchesato del Monferrato ereditato da sua madre Margherita Paleologa.Le aquile non hanno più il "volo abbassato" ma diventano "spiegate" ed "affrontate" e lo scudetto rappresenta le armi della famiglia Paleologo, cioè l'Impero Romano d'Oriente, Gerusalemme, regno di Aragona, Monferrato, Sassonia, Bar e Bisanzio. D'argento, alla croce patente di rosso accantonate da quattro aquile affrontate e spiegate di nero. Sul tutto partito di due e troncato di due, che dà nove quarti: nel 1º di rosso all'aquila bicipite spiegata d'oro, bicoronata dello stesso (dell'Impero Romano d'Oriente); nel 2º di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel 3º fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico); nel 4º d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (del Regno di Gerusalemme); nel 5º quattro pali rossi su sfondo oro (del Regno d'Aragona); nel 6º d'argento al capo di rosso (del Ducato di Monferrato); nel 7º fasciato d'oro e di nero di dieci pezzi al crancelino di verde attraversante (di Sassonia); nell'8º d'azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d'oro a due barbi addossati dello stesso (di Bar); nel 9º di rosso alla croce d'oro accantonata da quattro B greche dello stesso, addossate due a due (di Costantinopoli). a partire dal 1588 Nel 1588 Vincenzo I Gonzaga, IV duca di Mantova, come nipote di Ferdinando I d'Asburgo, ottiene il diritto di aggiungere le armi d'Austria al suo stemma.Lo stemma è timbrato da una corona da arciduca, un cerchio d'oro a otto punte (di cui cinque visibili) con un tocco di velluto scarlatto foderato d'armellino, chiuso da un unico arco e sormontato da un globo crucifero d'oro. D'argento, alla croce patente di rosso accantonate da quattro aquile affrontate e spiegate di nero. Sul tutto partito di due e troncato di due, che dà nove quarti: nel 1º di rosso all'aquila bicipite spiegata d'oro, bicoronata dello stesso (dell'Impero Romano d'Oriente); nel 2º di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel 3º fasciato d'oro e di nero (di Gonzaga antico); nel 4º d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (del Regno di Gerusalemme); nel 5º quattro pali rossi su sfondo oro (del Regno d'Aragona); nel 6º d'argento al capo di rosso (del Ducato di Monferrato); nel 7º fasciato d'oro e di nero di dieci pezzi al crancelino di verde attraversante (di Sassonia); nell'8º d'azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d'oro a due barbi addossati dello stesso (di Bar); nel 9º di rosso alla croce d'oro accantonata da quattro B greche dello stesso, addossate due a due (di Costantinopoli). Nel punto d'onore di rosso alla fascia d'argento (d'Austria) timbrato dalla corona arciducale.

Imprese

Molti importanti esponenti della casata utilizzarono le imprese come emblemi personali. Uno dei più antichi e misteriosi, scelto da Gianfrancesco Gonzaga, fu quello della calendula (o della margherita), seguito da quello della tortora, col motto Vrai amour ne se change, entrambe riprese anche da Ludovico III. Così pure il sole raggiato, accompagnato anche dal motto Per un dexir e lo scoglio con diamante, accompagnato dal motto AMUMOK, appartenne al secondo marchese di Mantova. Francesco II adottò l'impresa della museruola, col motto Cautius. Francesco II adottò il crogiolo, presente anche in molte volte della sua residenza di città di palazzo San Sebastiano. Isabella d'Este fece uso del pentagramma, presente in un soffitto del suo studiolo, del numero romano XXVII, dell'impresa Alfa e Omega, dell'impresa del candelabro e della frase latina Nec spe nec metu. Federico II Gonzaga, primo duca di Mantova, predilesse la salamandra, accompagnata dal motto Quod huic deest me torquet, che campeggia in molti affreschi di Palazzo Te e l'impresa del monte Olimpo, col motto FIDES. Vincenzo I adottò una mezzaluna sormontata dal motto SIC, che starebbe a significare Sic illustrior crescam, oppure Sanguis Iesu Christi.

Gonzaga-Nevers

Stemma Periodo Blasonatura a partire dal 1565 Nel 1565, in Francia, Ludovico Gonzaga-Nevers e Enrichetta di Clèves (1542-1601) si uniscono in matrimonio, dando origine al ramo cadetto detto Gonzaga-Nevers.Lo stemma che unisce le armi delle famiglie Gonzaga e Clèves è posteriore al 1575 (anno in cui è ereditato il Monferrato) e testimonia la posizione di cadetto di Luigi IV con la brisura che sarà mantenuta fino al 1627. Da notare l'inversione dei quarti nello scudetto attraversante sul primo quarto: la brisura, in banda, attraversa le armi della famiglia Gonzaga. Lo scudo timbrato d'Austria è scomparso, in quanto Luigi IV appartiene a un ramo collaterale. Inquartato: nel 1º d'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile affrontate e spiegate di nero; sul tutto, inquartato: nel primo e nel quarto fasciato d'oro e di nero, attraversato da un bastone dell'ultimo in sbarra (di Gonzaga antico); nel secondo e nel terzo di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (del Regno di Boemia); nel 2º d'Alençon; nel 3º di Borgogna; nel 4º di Clèves caricato in cuore di La Marck; sul tutto d'Albret d'Orval. a partire dal 1627 Stemma di Carlo I di Gonzaga-Nevers, VIII duca di Mantova che succedette, nel 1627, al duca Vincenzo II Gonzaga di Mantova, ultimo rappresentante del ramo principale.Lo stemma non testimonia più la condizione di cadetto del ramo di Nevers.