Durante la sua lunga carriera si è guadagnata l’appellativo di «regina della musica country»;Whitburn (2005), p. 578 in oltre 60 anni di attività musicale, Dolly Parton ha avuto venticinque singoli in vetta alle classifiche di musica countryBronson (2006), 9 album piazzatisi al primo posto nelle classifiche dello stesso genere e ha venduto oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo. Risulta essere inoltre l'unica artista country ad aver raggiunto la prima posizione nella Billboard Hot 100 almeno una volta per quattro decenni consecutivi.

Considerata una delle migliori cantautrici country nella storia della musica, nota soprattutto per il suo particolare timbro vocale, caratterizzato da una voce da soprano, fra i tanti suoi brani musicali più celebri si possono citare I Will Always Love You, di cui Whitney Houston nel 1992 ha realizzato una reinterpretazione, Jolene, 9 to 5, Here You Come Again e Coat of Many Colors. Parton ha collaborato con artisti del mondo country come Porter Wagoner, Kenny Rogers, Emmylou Harris, Loretta Lynn, Tammy Wynette e Linda Ronstadt, oltre che con Beyoncé nell'album Cowboy Carter, appoggiandone le scelte artistiche dell'album, e Miley Cyrus, di cui si è definita madrina artistica.

Vincitrice di undici Grammy Award (tra cui il Grammy Award alla carriera), si è aggiudicata tredici Academy of Country Music Awards, dieci Country Music Association Awards, oltre ad aggiudicarsi un Primetime Emmy Award e l'Oscar Premio umanitario Jean Hersholt. Nel 2022 è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2023 la nota rivista Rolling Stone l'ha inserita nella lista dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi.

Dolly Parton ha anche recitato in alcuni film di successo, tra cui Dalle 9 alle 5... orario continuato, ed è stata protagonista di una serie tv e di molti show televisivi, ottenendo candidature ai Premio Oscar e Golden Globe, oltre ad aver prodotto film e serie televisivo di successo attraverso la Sandollar Productions e la società di parchi divertimenti e intratteninento The Dollywood Company, con un patrimonio stimato di 450 milioni di dollari.

Era anche nota per la sua attività filantropica nei diritti umani; la fondazione Dollywood, da lei creata e diretta, si occupava principalmente dell'alfabetizzazione dei bambini.

Biografia Infanzia Dolly Parton nacque a Pittman Center, una cittadina di campagna del Tennessee orientale, ai piedi delle Smoky Mountains. Era la quarta di dodici fratelli, molti dei quali fecero carriera come artisti; fra questi si possono ricordare Stella Parton (anch'essa cantante, nata nel 1949) e Randy Parton (cantante e uomo d'affari, nato nel 1953). La sua era una famiglia estremamente povera, come lei spesso ricordò nelle sue intervisteDolly Parton talks new album, tour , CNN, 9 luglio 2002 e in alcune delle sue canzoni più autobiografiche, come Coat of Many Colors. Era anche una famiglia molto religiosa, di orientamento pentecostalista; lo stesso nonno di Dolly era un predicatore.Backwoods glam , «The Washington Times», 1º dicembre 2006. Fin da piccola, Parton iniziò a cantare in chiesa, e queste sue radici musicali si riflettono nella sua produzione musicale in studio e dal vivo, che include numerosi spiritual.

Prima di compiere dieci anni aveva già cantato in programmi radiofonici e televisivi locali dell'area del Tennessee orientale, incluso il noto show di Cas Walker, che andava in onda sulla radio WIVK-FM e sul canale televisivo WBIR-TV di Knoxville. A tredici anni incise alcuni brani per la Goldband Records, una piccola etichetta discografica della Louisiana, e si esibì nel programma radiofonico Grand Ole Opry di Nashville (per l'emittente radio WSM), occasione in cui conobbe il cantautore Johnny Cash, che ebbe un ruolo importante nell'incoraggiarla a proseguire la carriera musicale.V. Cash (1998) Appena completati gli studi nel 1964, Parton si trasferì a Nashville in cerca di fortuna nel business della musica country.

Esordio discografico Nel 1965 firmò un contratto con la Monument Records, che tentò di lanciarla come cantante nel genere bubblegum con il brano Happy, Happy Birthday Baby, da lei scritto e interpretato, che però non riscosse il successo sperato.V. Nash (1978) Nello stesso periodo ebbero invece successo alcuni brani scritti da Parton per altri cantanti, in particolare Put It Off Until Tomorrow per Bill Phillips e Fuel to the Flame per Skeeter Davis, entrambi i quali raggiunsero la top ten. Fu in particolare il successo di Put It Off Until Tomorrow, un brano country, a convincere la Monument Records a indirizzare la cantante verso questo genere musicale. Il primo singolo country cantato da Dolly Parton, Dumb Blonde, raggiunse la posizione 22 nelle classifiche nel 1967; nello stesso anno l'artista raggiunse la top twenty con Something Fishy (posizione 17). Il buon successo di questi due singoli convinse la Monument a pubblicare ancora nel 1967 il primo album di Parton, Hello, I'm Dolly, che raggiunse la posizione 11 nelle classifiche degli album country più venduti dell'anno.

Sodalizio con Porter Wagoner Nell'anno del suo debutto discografico Parton accettò la proposta del cantante Porter Wagoner, che la volle nel suo show televisivo (The Porter Wagoner Show) come sostituta di Norma Jean, che si stava ritirando dalle scene musicali. Nonostante un'accoglienza inizialmente tiepida del pubblico di Wagoner, Dolly Parton riuscì gradualmente a farsi conoscere ed apprezzare, e nel 1968 fu scritturata dall'etichetta discografica RCA e pubblicò un singolo di successo in cui duettava con Wagoner, The Last Thing on My Mind. Il duo Wagoner-Parton, premiato come miglior ensemble vocale country dell'anno dalla Country Music Association, inanellò nei sei anni successivi una serie di successi. Negli stessi anni Parton tentò più volte (con l'assistenza dello stesso Wagoner) di sfondare anche come solista con singoli come Just Because I'm a Woman, In the Good Old Days (When Times Were Bad) e Mule Skinner Blues e con l'album Coat of Many Colors (che la rivista Rolling Stone ha inserito nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi). Sebbene molti brani di questo periodo siano in seguito diventati dei classici della produzione di Parton, il loro successo iniziale fu moderato.

Il sodalizio discografico Wagoner-Parton ebbe fine nel 1974. Negli anni successivi, pur partecipando ancora allo show di Wagoner fino al 1976, Dolly Parton si concentrò sulla propria carriera solista.

Successo come solista Il suo primo grande successo come solista fu il brano Jolene, che raggiunse la prima posizione nelle classifiche. Il brano rimane uno dei più noti di Dolly Parton ed è stato incluso dalla rivista Rolling Stone nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

Nello stesso anno di Jolene Parton pubblicò un altro dei suoi brani più celebri, I Will Always Love You, una ballata romantica ispirata allo scioglimento del sodalizio con Wagoner. Il brano ebbe un tale successo che lo stesso Elvis Presley si dichiarò interessato a registrarne una cover; il progetto però non fu portato a termine perché Dolly Parton rifiutò la clausola che garantiva a Presley metà dei diritti sulla canzone. Questa scelta coraggiosa portò in seguito alla cantante molti milioni di dollari di royalties, specialmente in seguito alla pubblicazione della reinterpretazione del brano da parte di Whitney Houston (nel 1992), che è uno dei singoli di più grande successo commerciale di tutti i tempi. La decisione di non cedere alla richiesta di Presley fece guadagnare alla Parton, nell'ambiente dello show business, l'appellativo di "Iron Butterfly" (farfalla di ferro).

Dopo Jolene e I Will Always Love You, Dolly Parton iniziò a inanellare una serie di successi, con otto singoli piazzati nella prima posizione delle classifiche dal 1974 al 1980. Ciò le consentì di avere un proprio programma televisivo, intitolato Dolly! (1976-1977), e di produrre in proprio i suoi album. Le sue canzoni divennero talmente celebri che molti artisti di spicco vollero inciderne delle reinterpretazioni; tra questi si possono citare Rose Maddox, Kitty Wells, Olivia Newton-John, Emmylou Harris e Linda Ronstadt.PARTON&sql=11:wiftxql5ldde~T1 Biografia di Dolly Parton presso Allmusic

La svolta pop

Nella seconda metà degli anni settanta la produzione di Dolly Parton divenne gradualmente più pop, consentendole di imporsi all'attenzione di un pubblico più vasto. L'album più rappresentativo di questa operazione di contaminazione fra pop e country è Here You Come Again (1977), che superò il milione di copie vendute e le valse il Grammy come miglior cantante donna di genere country, e il cui singolo omonimo giunse contemporaneamente in testa alle classifiche di vendita country e pop, risultato che fu ripetuto da moltissimi singoli dell'artista pubblicati a cavallo fra gli anni settanta e gli anni ottanta, come Two Doors Down, Heartbreaker, Baby I'm Burning, You're the Only One e 9 to 5. Contemporaneamente Dolly Parton iniziò a dedicarsi in misura minore alla composizione delle proprie canzoni, avvalendosi della collaborazione di autori pop affermati come Donna Summer, Barry Mann, Cynthia Weil, Rupert Holmes, Gary Portnoy, i Bee Gees e Carole Bayer Sager. Negli anni ottanta i singoli di punta di Dolly Parton divennero via via sempre più nettamente pop o adult-pop; tuttavia, la cantante non perse mai il proprio ascendente sul pubblico del genere country, mantenendo costante la propria presenza nelle classifiche di vendita specifiche del settore con brani come Save the Last Dance for Me, Tennessee Homesick Blues, Real Love, Don't Call it Love e Think About Love.

Il cinema e Dollywood

All'inizio degli anni ottanta Dolly Parton iniziò a diversificare la propria attività artistica e professionale anche al di fuori dell'ambito musicale, debuttando come attrice cinematografica a fianco di Jane Fonda nel 1980 con il film Dalle 9 alle 5... orario continuato (della cui colonna sonora faceva parte il singolo 9 to 5). L'interpretazione in Dalle 9 alle 5 le valse una candidatura al Golden Globe, e segnò l'inizio di una carriera di attrice di buon successo; fra le successive interpretazioni cinematografiche si possono ricordare Il più bel casino del Texas (1982), Jack colpo di fulmine (1984), Nick lo scatenato (1984) e Fiori d'acciaio (1989). Numerose sono anche le sue apparizioni come attrice in fiction televisive, incluso un ruolo minore nella serie Hannah Montana, in cui interpretò la zia della protagonista Hannah Montana (interpretata da Miley Cyrus di cui Dolly Parton, tra l'altro, era madrina).

Alla metà degli anni ottanta Dolly Parton fondò il Parco di divertimento Dollywood, a Pigeon Forge, in Tennessee. La struttura ebbe un grandissimo successo e negli anni successivi continuò a svilupparsi; attualmente dà lavoro a circa 3000 persone. A partire da Dollywood, la Parton costruì gradualmente un piccolo impero di strutture nell'ambito dei divertimenti, che oggi include tra l'altro un parco acquatico (Dollywood's Splash Country) e la catena di teatri-ristoranti Dixie Stampede.

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