La Val Raccolana () è una vallata delle Alpi Giulie italiane, posta nel comune di Chiusaforte (UD), lunga , con direzione ovest-est, stretta fra le pareti della catena del Montasio a nord e del Canin a sud, le cui catene la fanno stare in ombra , assieme ai suoi paesi, da ottobre a febbraio, confinante a nord con la Val Dogna, a sud con la Val Resia, a est con la Valle del Rio Lago, ed attraversata dal torrente Raclaniz che l'attraversa da est per poi gettarsi nel Fella all'altezza di Chiusaforte (Canal del Ferro).
Geografia fisica Prima dei tornanti per la Sella Nevea si può ammirare la cascata del Fontanon di Goriuda, raggiungibile in 10 minuti con un sentiero che inizia dalla strada principale. La strada della val Raccolana prosegue poi per Sella Nevea, noto centro di sport invernali.
Clima Caratterizzata da lunghi inverni freddi e da un particolare microclima, poiché tutti i paesi della vallata, Pezzeit, Sotmedons, Saletto, Chiout Cali, Tamaroz, Piani, Stretti e Sella nevea, tranne i due borghi di Chiout Micheli e Patocco, rimangono in ombra da ottobre a febbraio, con Saletto e Tamaroz quelli con più giorni d’ombra, circa 130 . Il sole rimane per questi mesi dietro alla catena del Canin, mandando in zona d'ombra la valle e per un breve periodo anche Sella Nevea.
Geografia antropica Scarsamente popolata (110 ab.), vi sorgono piccoli e sparuti villaggi ormai quasi disabitati: seguendo la Strada della Val Raccolana da ovest dopo aver attraversato l'abitato di Raccolana (), si trovano, inerpicandosi per alcuni km su una strada alla propria sinistra, Chiout Michel () e Patocco (), riprendendo la strada provinciale 76 poi troviamo sulla destra Pezzeit () e Samedons (), al centro della vallata Saletto , Chiout, Cali (), risalendo strada asfaltata sulla propria sinistra, dopo Saletto vi è la località Pociolar, nome che deriva dall'antico pozzo per l'acqua presente in loco Tamaroz () invece alla propria destra, Piani di Qua (), Piani di Sotto (), Piani di Là (), Pianatti (), Stretti tutti serviti da stradine asfaltate.
Origini del nome Il toponimo "Raccolana" (in friulano Racolane o Recolane), condiviso sia dal fiume che dalla frazione che si trova all'imbocco della valle, è di origine incerta. L'interpretazione più tradizionale lo ritiene derivato da un ipotizzato toponimo latino Herculiana. Esso potrebbe essere o un nome prediale (derivato da un tale Herculius), oppure derivare direttamente da Hercules, Ercole, che nella religione romana era il protettore dei confini. Secondo alcune ricostruzioni infatti Chiusaforte e la Val Raccolana costituivano il confine tra l'Italia romana e la provincia del Norico. Un'ipotesi alternativa lo ritiene invece di derivazione slava (popolazioni slave colonizzarono l'intera area attorno al VII secolo d.C.). Il nome deriverebbe quindi da reka, fiume. In sloveno il fiume è tutt'ora chiamato Reklanica. In friulano locale Raclaniz .Infine esiste una terza ipotesi che ritiene il toponimo di origine latina ma mediato da un sostrato slavo.
Storia Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale furono iniziati dalla Società Idroelettrica Alto Friuli (S.I.A.F.) i lavori per realizzare un bacino idroelettrico nella valle. Fu costruita una variante alla strada di fondovalle che, benché non completata, è tuttora utilizzata per raggiungere Patocco e altre frazioni. La diga era prevista in corrispondenza del Ponte delle Lastre; il lago artificiale avrebbe sommerso i paesi di Pezzeit e di Saletto. A monte del Ponte delle Lastre fu costruita una briglia e una galleria di sorpasso (oggi utilizzate da un impianto idroelettrico ad acqua fluente), ma il progetto fu abbandonato ai primi anni cinquanta a causa della cattiva qualità della roccia rilevata dai sondaggi nella zona dove avrebbe dovuto sorgere la diga e per timore di attentanti , visto il periodo storico particolarmente difficile per la guerra fredda e la vicinanza con la Yuogoslavia .
Note
Voci correlate Ignazio Piussi Sella Nevea
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