Il suo scritto più importante è il Carmen ad Robertum regem ('carme per il re Roberto', redatto tra il 1027 e il 1031), un poemetto in latino in forma dialogica, indirizzato al re dei Franchi Roberto II il Pio, all'interno del quale si attacca .

Adalberone ebbe inoltre una notevole influenza nelle lotte riguardanti il passaggio dinastico dalla casata dei Carolingi a quella dei Capetingi.

Biografia Dalla formazione alla nomina a vescovo di Laon

AdalberoneIl nome proprio di persona Adalberone deriva dal germanico Adalbern, che è composto da adal ("nobile") e da bern (o ber, "orso"), e può quindi essere interpretato come "nobile orso" o, in senso lato, "nobile guerriero". nacque attorno al 950 dalla grande e nobile casata delle Ardenne, figlio del conte Regnier. discendente di Widricus/Wigerich e della consorte di stirpe carolingia. nonché nipote del vescovo di Reims, anch'egli di nome Adalberone. Si hanno notizie incerte circa gli anni della sua formazione, ma è possibile dedurre che abbia percorso il medesimo cursus honorum dei parentiOdarlico e l'omonimo Adalberone, entrambi arcivescovi di Reims (). per tanto dapprima si sarebbe formato a Metz o a Liège, avrebbe poi continuato i suoi studi presso GorzeLa fornitissima biblioteca dell'abbazia di Gorze permette di desumere la qualità della formazione di Adalberone, basata sullo studio arti liberali, in particolare della grammatica (Carozzi, in )., per terminarli presso Reims fino al 974 circaCarozzi, in ..

A Reims Adalberone ebbe sicuramente modo di conoscere Gerberto di Aurillac, con il quale intrecciò un rapporto di amiciziaCon molta probabilità Adalberone non fu un allievo di Gerberto, ma i due comunque furono amici, come testimonia lo stesso Gerberto in un passo di una lettera, definendolo come "Felix quondam et dulcis amice" ().. Concluso il proprio percorso di studi, Adalberone entrò nelle grazie di re Lotario IV, divenendone cancelliere nel 974., e fu investito in giovane età come vescovo di Laon, il 16 gennaio 977, con molta probabilità grazie alla spinta dello zio, vescovo di Reims.

Adalberone di Laon operò politicamente e a livello diplomatico in un'epoca di transizione dinastica, . Durante la sua breve carriera da cancelliere si guadagnò la fiducia di re Lotario, l'affetto della di lui consorte Emma d'Italia, e l'inimicizia implacabile di Carlo di Bassa Lorena, fratello di Lotario.. Nell'ambito di questa rete di relazioni si sviluppò gran parte dell'operato politico di Adalberone.

L'accusa di adulterio Adalberone venne accusato da Carlo di Bassa Lorena di essersi macchiato di adulterio con la regina Emma d'Italia, moglie di Lotario IVL'accusa fu riferita in modo privato al re, il quale si rifiutò di credere a tali calunnie, così cacciò il fratello Carlo, che fu accolto dal cugino Ottone II e da lui nominato Duca della Bassa Lorena. Tale soluzione però non mise a tacere le voci che macchiavano l'onore di Adalberone e della regina Emma, le quali anzi si amplificarono. Il vescovo di Reims, zio di Adalberone, cercò di arginare lo scandalo, almeno fino alla consacrazione del nipote, nel 977. Ad ogni modo le calunnie divennero sempre più insistenti.. Si dovette così ricorrere a un concilio, tenutosi presso Saint-Macre, che di fatto sarebbe stato architettato al solo scopo di riabilitare la reputazione di AdalberoneNel frattempo Adalberone, su consiglio della stessa Emma, si era rifugiato presso Ugo Capeto nella primavera del 987 per non essere alla mercé di Carlo, non avendo più l'appoggio di Lotario, e così abbracciò la causa Capetingia ().. Certamente le circostanze volgevano a favore dell'imputato, in quanto era suo zio in persona a presiedere la giuria. ., ma visto che Adalberone continuò ad esercitare la carica di vescovo fino alla morte, si hanno buone ragioni per supporre che l'accusa fosse totalmente infondata e che quindi egli sia stato assolto.

In quell'epoca la situazione politica era in continua evoluzione: i già fragili equilibri della situazione politica in Francia vacillarono quando re Lotario IV morì, nel 986, e gli succedette il figlio Luigi, nato dalla consorte Emma d'Italia. Il giovane sovrano fu incoronato nel giugno del 979, ma assunse il potere effettivo nel 987, all'età di venti anni, un anno dopo la morte del padre. L'inesperienza del monarca, data dalla sua giovane età, . Egli fu una debole pedina tra le lotte di due dinastie: quella dei Robertingi e quella degli Ottoni, imperatori del Sacro Romano Impero e difensori di Roma. L'equilibrio politico si sgretolò del tutto quando il sovrano morì prematuramente il 21 maggio 987..

Le lotte dinastiche tra Carolingi e Capetingi Luigi V morì senza lasciare eredi legittimi, così si accesero aspre lotte per la successione al trono: da un lato vi era Carlo di Bassa Lorena, primo in linea dinastica, in quanto fratello di Lotario IV e quindi zio paterno di Luigi V. Il secondo pretendente al trono fu Ugo Capeto, nipote dell'Imperatore Ottone I, alleato con Adalberone vescovo di Reims, zio dell'omonimo vescovo di Laon, nonché duca dei Franchi, conte di Parigi e marchese di Neustria. ., e per aver sposato una donna di rango inferiore, alla quale era preclusa quindi la possibilità di diventare regina. Ugo Capeto fu così proclamato e incoronato re presso Noyon, il 3 luglio 987, e il 30 dicembre del medesimo anno associò al trono il figlio, Roberto, a seguito di una cerimonia tenutasi a Orléans.

Lo stallo tra le casate e l'intervento decisivo di Adalberone Carlo di Bassa Lorena non accettò la salita al trono di , così diede loro battaglia, prendendo possesso dapprima della città di Laon, incarcerando Adalberone nel maggio 988., e in seguito anche di ReimsUgo e Roberto allora assediarono Laon, per rispondere all'attacco di Carlo, il quale, con una sortita, incendiò il campo reale e le macchine d'assedio, avanzando indisturbato sino a Reims, dato che il sovrano e suo figlio si erano ritirati. Ugo, nella speranza di una ripresa, cercò di ingraziarsi la benevolenza della parte carolingia, nominando come nuovo arcivescovo Arnolfo, figlio illegittimo di Lotario, quindi nipote di Carlo. Tuttavia Arnolfo poco dopo il suo insediamento, nella primavera del 989, passò dalla parte di Carlo e gli aprì le porte della città.. Si venne così a creare una situazione di forte stallo tra Carolingi e Capetingi, dal momento che nessuna delle due fazioni riusciva a prevalere. Lo scioglimento si ebbe a due anni dall'inizio degli scontri, quando entrò in gioco proprio Adalberone, che una volta evaso si era di nuovo rifugiato presso Ugo Capeto.. Il vescovo, per poter ridurre i Carolingi sotto scacco, finse di allearsi con Carlo stesso, invitandolo con il nipote Arnolfo presso Laon, per giurargli fedeltà. Adalberone tenne così prigionieri Carlo e Arnolfo e, il Lunedì dell'Angelo 991, li consegnò a Ugo Capeto., che si assicurò così il mantenimento stabile del trono per sé e per suo figlio Roberto. Con la morte di Carlo, avvenuta tra il 991 e il 992, si estinse la dinastia dei Carolingi..

La personalità di Adalberone A seguito della rottura dello stallo tra Carolingi e Capetingi, ottenuta di fatto con un doppio gioco, Adalberone si guadagnò la fama di traditor vetulusVecchio Traditore. tra gli scrittori suoi coevi, cfr. . e successiviAdémar de Chabannes, Chroniques, III, 30, a cura di Jules Chavanon, Paris, 1897, p. 151; Gilberto di Nogent, Histoire de sa vie, III, 11, a cura di Georges Bourgin, Paris, 1907, p. 129 s. Addirittura in una fonte recente () si definisce il vescovo come "malvagio" (p. 31) e "opportunista" (p. 81).. L'avversione contro tale personaggio emerge specialmente da parte di Richerio di Reims, il quale accosta Adalberone addirittura a Giuda Iscariota e a una figura demoniaca. In tale brano Richerio avvalora l'appellativo affibbiato ad Adalberone andando a ricalcare con estrema precisione l'episodio biblico della scoperta del tradimento di Giuda Iscariota, durante l'ultima cena ().. Richerio è la fonte di ulteriori vicissitudini che proiettano sulla figura di Adalberone una luce ben poco positivaTali elementi non possono avere riscontro in altre fonti (ibid.): infatti non solo lo incolpa di aver intrecciato una liaison amorosa con Emma d'Italia., ma lo rimprovera anche di avere congiurato, con Ottone III e i vescovi tedeschi, proprio contro re Ugo Capeto.. Tuttavia le testimonianze a lui ostili di Richerio, a cui si accompagnano diverse lettere personali di Gerberto di Aurillac, si arrestano al termine del X secolo, e a esse subentrano delle fonti di diversa provenienzaAlle attestazioni di Richerio di Reims si aggiunsero, nell'XI secolo, le lettere di Fulberto di Chartres (The Letters and Poems of Fulbert of Chartres, a cura di Frederick Behrends, Oxford 1976, pp. 52-54, 82.) e le esagerate lodi tessute da Dudon di Saint-Quentin verso Adalberone, suo mecenate, nel prologo della sua storia dei Normanni (Dudon, De moribus et actis primorum Normandiae ducum, in Mémoires de la Société des antiquaires de Normandie, vol. XXIII, a cura di Jules Lair, Paris, 1865, pp. 115-117).. Il vescovo di Laon non si accattivò la benevolenza e le simpatie degli storici nemmeno nell'XI secolo: venne infatti etichettato con epiteti negativi a causa della posizione da lui assunta, che andava contro il monachesimo cluniacense, e . La critica cui fu esposto derivò dalla posizione esplicita espressa nella sua opera più celebre: il Carmen ad Rotbertum regem. Risulta necessario affermare che, anche in questo caso, gli storici tendono ad attribuire al carattere e alla moralità di un personaggio dei fenomeni che andrebbero altresì considerati alla luce di complesse concatenazioni di eventiNon è possibile considerare l'operato di Adalberone senza collegarlo ai mutamenti della dinastia del 987, avvenuti nella cornice di un nuovo assetto di rapporti tra regno, monachesimo, episcopato e papato ().. .

Gli ultimi anni di vita e la morte Adalberone condusse un episcopato di quasi mezzo secolo, durante il quale visse in modo attivo e militante le vicende politiche del tempo. Nemmeno gli ultimi anni della sua esistenza furono tranquilli: .. Tuttavia molti si opposero a questa sua volontà, in quanto nessun vescovo poteva rivendicare il diritto di scegliere il proprio successore. Ad ogni modo egli fallì nel proprio intento: Guirdo non gli succedette al soglio vescovile.. Adalberone, uomo controverso, arrivista, talvolta manipolatore, ma più di chiunque altro distintosi nella grande scacchiera del potere., morì a Laon il 27 gennaio di un anno che oscilla tra il 1030 e il 1031.

Le opere Adalberone non si limitò a militare nelle vicissitudini politiche e dinastiche dell'epoca: infatti compose opere di varia natura.

Le opere secondarie

De summa Fidei. Adalberone redasse un componimento poetico di carattere teologico-cerimonialeDatata tra il 996 e il 1030 (Carozzi, )., intitolato De summa Fidei, che dedicò a Re Roberto II il Pio. Si tratta di un dialogo allegorico tra il vescovo e la personificazione della Fede, che va a delineare i principali misteri da cui è costituita, in particolare il dogma della Trinità.

Epistola Fulconi Ambianensi episcopo sub dialogo directa. Tra le opere secondarie è anche annoverata una letteraNemmeno tale opera è databile con certezza (Carozzi, ). indirizzata al vescovo Foulques d'Amiens, con cui l'autore immagina di confrontarsi circa le tribolazioni vissute da un mulo incapace. Il testo potrebbe essere legato alla scuola di Gerberto, nonché alla dottrina di Boezio e di Marziano Capella.. Il contenuto dell'epistola è di spiccato carattere buffonesco, e non è altro che un esercizio scolastico, atto alla risoluzione del maggior numero di sillogismi. È possibile dedurre che il testo abbia avuto un certo successo, grazie al numero di copie pervenute sino ad oggi.

Rhytmus satiricus adversus Landericum Nivernensem comitem.