Lo scandalo dell'Informazione fu un famoso scandalo politico sudafricano.

Nella seconda metà degli anni settanta il Sudafrica fu scosso da un grosso scandalo che coinvolse il Dipartimento dell'Informazione, consistente in una presunta appropriazione indebita di fondi pubblici destinati a progetti segreti fra i quali il tentativo di influenzare l'opinione pubblica interna e internazionale a favore del governo dell'apartheid.

Esso è ricordato anche come Scandalo Muldergate (dal nome del dott. Connie Mulder, Ministro dell'Informazione del governo di B.J. Vorster, indicato a succedergli nella carica di Capo del Governo e personaggio principale della vicenda) o Infogate o Rhoodiegate (dal nome di un altro protagonista della vicenda, Eschel Rhoodie). Questa vicenda fece cadere il governo di B.J. Vorster e rovinò la sua carriera politica e quella di molti altri, fra i quali i già menzionati Mulder e Rhoodie.

I personaggi chiave della vicenda oltre a Connie Mulder furono: il generale Hendrick van der Bergh, capo del famigerato Boreau of State Security (BOSS), il già menzionato dott. Eschel Rhoodie, un funzionario di vecchia data del Dipartimento dell'Informazione e già autore del libro The Paper Courtain opera che pose le fondamenta della cosiddetta "Guerra di Propaganda", il Ministro delle finanze dott. Nico Diederichs e l'allora capo del governo, il Primo Ministro John Vorster. Lo Scandalo dell'Informazione costò a tutti loro la carriera politica.

Lo scandalo iniziò all'inizio degli anni settanta, quando il Ministro dell'Informazione Connie Mulder tentò di migliorare l'immagine del Sudafrica e del suo governo razzista all'estero attraverso mezzi moderni, cioè cercando di convincere o comprare il consenso dei media occidentali e di diversi gruppi di pressione. Mulder, insieme con il Primo Ministro Vorster e il Segretario del Dipartimento dell'Informazione Eschel Rhoodie prepararono progetti sostenuti da risorse finanziarie pubbliche per combattere una Guerra di Propaganda a favore del governo dell'apartheid. Nel 1973 il Primo Ministro approvò il piano di Mulder di trasferire circa 64 milioni di Rand dal bilancio del Ministero della Difesa da impegnare in una serie di progetti di propaganda. Questo disegno comprendeva l'elargizione di tangenti ad agenzie di stampa internazionali e addirittura l'acquisto del giornale americano Washington Star. Crediti segreti furono concessi da Vorster a Mulder e Rhoodie. Lo stesso Primo Ministro fu implicato nell'uso segreto di fondi neri destinati alla fondazione e al finanziamento del quotidiano The Citizen, l'unico giornale di una certa rilevanza in lingua inglese favorevole al governo e al National Party così come fu coinvolto in altre attività di propaganda destinate all'estero.

Ma il tenore di vita esageratamente alto di alcuni personaggi come Eschel Rhoodie finì per attirare l'attenzione in particolare dei rivali di Mulder, fra i quali c'era il Ministro della Difesa Pieter Willem Botha. Lo scandalo scoppiò nel 1978, obbligando Vorster a dimettersi e ad accettare, come scappatoia, la carica onorifica di Presidente Statale del Sudafrica. Ma una commissione d'inchiesta istituita poco dopo, la Commissione Erasmus, accertò, nel 1979, le malversazioni di Vorster, concludendo, nella relazione finale che il Primo Ministro sapeva tutto riguardo a tale caso di corruzione e aveva tollerato tutto: a giugno dello stesso anno Vorster fu costretto a dimettersi in disgrazia anche dalla carica di Capo dello Stato. Sempre nel 1979 Connie Mulder fu costretto a dimettersi da Ministro dell'Informazione ma anche da parlamentare e da membro del National Party.

Antefatti Uno degli attori principali di questo dramma pittoresco fu Eschel Rhoodie; la sua vicenda inizia otto anni prima dello scoppio vero e proprio dello scandalo. Siamo all'inizio del 1971 ed Eschel Rhoodie è l'addetto stampa dell'Ambasciata del Sudafrica a L'Aia. In tale veste egli negoziò un accordo segreto con un editore olandese di nome Hubert Jussen, secondo il quale quest'ultimo acconsentiva a prestare il suo aiuto per la fondazione di un nuovo periodico chiamato To the Point. Quest'ultimo giornale era segretamente finanziato dal governo sudafricano ed era destinato a contrastare la sfavorevole copertura di stampa che il Sudafrica riceveva all'estero. Tale piano segreto ebbe l'approvazione del Primo Ministro John Vorster, del Capo dei Servizi d'Intelligence Generale Hendrick van den Bergh, del Ministro dell'Informazione dott. Connie Mulder e di Gerald Barrie, l'allora capo del Dipartimento dell'Informazione. Il periodico "To the Point" fu lanciato prima della fine dell'anno. Nel luglio 1972 Eschel Rhoodie fu nominato Segretario del Dipartimento dell'Informazione. Egli era giovane, dinamico, intraprendente ma soprattutto impaziente.

Poco tempo dopo questa nomina a capo di quel Dipartimento degli "Sporchi Inganni" come dopo sarà chiamato il Dipartimento dell'Informazione, Rhoodie nominò come suoi vice Les de Villiers e suo fratello Denyes. All'inizio To The Point fu l'unico progetto segreto di tutta l'operazione ma il Boreau of State Security (BOSS) aveva in programma un alto numero di intrighi, supportati da spie e agenti segreti che all'occorrenza potevano essere utili a superare eventuali ostacoli. Non passò molto tempo che fu istituito un nuovo progetto: questa volta riguardò la creazione di una organizzazione destinata ad opporsi all'esclusione del Sudafrica da tutte le competizioni sportive internazionali e cioè un fantomatico Comitato per la Lealtà nello Sport. Poi fu la volta di un altro piano che coinvolse un gruppo di influenti uomini d'affari stranieri: il Club dei Dieci, come venne chiamato il gruppo, ebbe l'arduo compito di contrastare i media, le Nazioni Unite ed altre istituzioni, individui e nazioni che, secondo il loro punto di vista, per la loro doppiezza e ipocrisia, esprimevano e diffondevano opinioni e giudizi negativi sul Sudafrica. Non era certo un compito facile. Così un insieme di individui molto influenti operavano in modo subdolo per migliorare l'immagine del paese all'estero.

Dal 1973 in avanti, cioè dal periodo in cui Rhoodie lavorava in stretta cooperazione con il "potere dietro il trono" cioè con il Generale Hendrick van den Bergh, capo del Boreau of State Security (BOSS) altri progetti furono creati. Essi erano tutti gestiti e controllati dal Dipartimento dell'Informazione di Eschel Rhoodie ed erano tutti finanziati da denaro pubblico. Data la delicatezza della situazione i soldi erano consegnati in contanti e senza ricevuta.

La guerra di propaganda Nel febbraio 1974 Vorster dette l'approvazione ufficiale all'azione segreta durante un incontro a Città del Capo in cui erano presenti Rhoodie, Mulder e il Ministro delle finanze Nico Diederichs. Sin da allora era chiaro che i metodi convenzionali usati dal governo per esprimere le sue opinioni, e cioè film, opuscoli e volantini, non avevano un'efficacia a lungo termine: per questo motivo durante questo incontro si decise che era necessario intraprendere un duro attacco psicologico all'opinione pubblica internazionale. Sarebbero state applicate nuove regole e nuovi sistemi. L'unica cosa che contava era raggiungere gli obiettivi prefissati secondo il motto il "fine giustifica i mezzi" .

Il governo era preoccupato che la locale stampa in lingua inglese fosse interessata a diffondere notizie negative sul Sudafrica e ad alterare quelle positive. Il governo era convinto che fosse in corso una crociata di odio contro il Sudafrica. Per questo motivo, verso la fine del 1975, fu ideato il progetto "Annemarie", dal nome della figlia adolescente di Rhoodie: tale progetto prevedeva la fondazione di un giornale in lingua inglese per contrastare gli attacchi che il governo riceveva dalla stampa anglofona, in particolare dal Rand Daily Mail, un quotidiano molto influente nella formazione dell'opinione pubblica della popolazione anglofona sudafricana (il governo credeva che anche questo giornale partecipasse alla crociata di odio contro il Sudafrica). L'uomo scelto per fronteggiare questa operazione fu il dott. Louis Luyt, miliardario dei fertilizzanti.

Il primo tentativo di quella che sarà chiamata una guerra di propaganda fu il tentativo di Luyt di rastrellare azioni della SAAN (South African Associated Newspaper). Al fine di dare credibilità a questo tentativo di scalata egli si presentò in televisione per spiegare il suo nuovo interesse per l'editoria, cogliendo anche l'occasione di annunciare che aveva alle spalle due importanti colossi dell'editoria stranieri che sostenevano questa sua offerta alla SAAN. Ma nonostante le proposte di trattative da parte di alcuni dei maggiori azionisti della SAAN, il suo tentativo di scalata fu bloccato. Luyt allora annunciò la sua intenzione di creare un suo proprio giornale indipendente che sarebbe arrivato nelle edicole nella seconda metà del 1976. Il nome di questo quotidiano era The Citizen. Il costo per la conduzione del The Citizen si valutò essere intorno ai 130.000 Rand al mese, ma ci si aspettava che il quotidiano sarebbe stato in grado di autofinanziarsi col passare del tempo.

Intanto al Rand Daily Mail la notizia che un nuovo rilevante giornale in lingua inglese stava arrivando sulle scene fu salutata con scetticismo. Lo stesso Rand Daily Mail stava perdendo molto denaro e sarebbe fallito senza l'apporto del Sunday Times. Tuttavia Luis Luyt fu preso sul serio, dal momento che non aveva mai fatto, nella sua vita, tentativi a vuoto. I proprietari del Rand Daily Mail sapevano bene, con molta perspicacia, che circa un quarto dei loro lettori non aveva un legame molto stretto con il giornale e poteva essere convinto facilmente a cambiare a favore di un altro quotidiano in lingua inglese, come poteva essere il nascituro The Citizen. Era una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

Nel frattempo un prestito di 12 milioni di Rand fu messo da parte per finanziare il progetto "Annemarie" alla condizione che una volta che il giornale fosse diventato autosufficiente dal punto di vista finanziario, questa somma sarebbe tornata nella casse dello Stato.

Oltre al Citizen, la guerra di propaganda si rivolse anche all'estero in un tentativo di comprare, con tangenti, acquisti e finanziamenti, l'opinione di influenti quotidiani internazionali come il Washington Post negli Stati Uniti e altri importanti media europei. Inoltre la guerra di propaganda implicò il riciclaggio di denaro sudafricano in barba alle norme sul Cambio Estero e utilizzando le immense risorse delle miniere d'oro sudafricane per depositare ingenti somme in conti segreti presso banche svizzere. Per non bastare il governo usò conti dai fondi speciali della Difesa che erano protetti dal controllo pubblico in base alla legge sui Conti Speciali della Difesa.

Sfortunatamente, il programma della guerra di propaganda fu costellato da problemi. Fin dai primi numeri del giornale, uscito il 7 settembre 1976, Luyt, Rhoodie e i loro compari erano stati costretti a superare un gran numero di crisi. Anche dopo che la produzione del giornale entrò a pieno regime, le cose non andarono meglio. A partire dal marzo 1977 la situazione divenne seria. La crescita del Citizen non corrispondeva alle aspettative e le relazioni fra Luyt e Rhoodie cominciarono a deteriorarsi, quasi a giungere all'aperta ostilità.

Intanto all'inizio del 1976 era opinione generale sia nel governo, sia nell'opposizione, che il Dipartimento dell'Informazione stava facendo un buon lavoro. Ma i guai erano dietro l'angolo.