La regione di Gambella è una regione (kililoch) dell'Etiopia occidentale. Prende il nome dal suo capoluogo, Gambella

La regione fu sotto amministrazione britannica dal 1902 fino all'occupazione italiana dell'Etiopia nel 1936. La regione-stato è stata istituita nel 1995. Ha incorporato parte del territorio della ex provincia di Ilubabor. Confina a nord-est e a est con la regione di Oromia, a sud-est e a sud con la Regione dei Popoli Etiopi del Sud-Ovest. A sud-ovest, a ovest e a nord ha un confine internazionale con il Sudan del Sud.

Il territorio è costituito dall'altopiano etiopico a est e digrada progressivamente verso ovest in una regione di pianure ondulate dove prevale la vegetazione della savana. Nell'area settentrionale scorre il fiume Baro che bagna Gambella, la capoluogo regionale. Il Baro è navigabile e segna il confine settentrionale con il Sudan del Sud. Al confine sud-occidentale scorre verso nord-ovest il fiume Akobo mentre il confine occidentale è delimitato dal fiume Pibor. Dalla confluenza del Pibor con il Baro nasce il fiume Sobat che scorre verso il Nilo bianco in territorio sud-sudanese. Nell'area centrale scorre il fiume Gilo un affluente del Pibor.

Circa della regione sono stati destinati a divenire il parco nazionale di Gambela.

Geografia antropica Suddivisioni amministrative La regione è divisa in tre zone amministrative, e uno speciale worea: Ethiopia - Subnational Administrative Boundaries dal sito Humanitarian Data Exchange: dati al 28/10/2020 Agnewak Majang Nuwer

Itang (worea speciale)

Società Evoluzione demografica

Da una stima redatta dalla Central Statistical Agency of Ethiopia (CSA) e pubblicata nel 2005 la popolazione risulta essere costituita da abitanti. I gruppi etnici principali che compongono la popolazione sono: nuer (40%), anuak (27%), amara (8%), oromo (6%), mezengir (5.8%), kefficho (4.1%), tigrino (1.6%) e altri gruppi etnici (7.5%). Circa il 44% della popolazione è protestante, il 24.1% cristiano-copto, il 10.3% seguace di riti tradizionali, il 5.1% musulmano ed il 3.2% cattolico.

Note

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