La pseudoscienza è l'insieme di ogni teoria, metodo o pratica che afferma, pretende o vuole apparire scientifica e che, tuttavia, non soddisfa i criteri tipici della scientificità, ovvero non adotta il metodo scientifico "Pseudoscientific - pretending to be scientific, falsely represented as being scientific", dal New Oxford American Dictionary, pubblicato dalla Oxford University Press. Ad esempio, Hewitt et al. Conceptual Physical Science Addison Wesley; 3 edition (July 18, 2003) ISBN 0-321-05173-4, Bennett et al. The Cosmic Perspective 3e Addison Wesley; 3 edition (July 25, 2003) ISBN 0-8053-8738-2 Si veda anche, e.g., Gauch HG Jr. Scientific Method in Practice (2003), che è il metodo alla base della scienza moderna, per dimostrare le proprie affermazioni e progredire. Tra i primi a usare il termine ci fu François Magendie Magendie, F (1843) An Elementary Treatise on Human Physiology. 5th Ed. Tr. John Revere. New York: Harper, p 150. Magendie refers to phrenology as "a pseudo-science of the present day" (note the hyphen)., pioniere della fisiologia. Il termine deriva dal prefisso greco ψευδής pseudés (falso, mendace) e dal latino scientia (conoscenza).
Definizione Viene chiamata "pseudoscienza" qualsiasi dottrina che in superficie appare essere scientifica o che ha dei presupposti scientifici, ma che contravviene ai requisiti di verificabilità richiesti dalla scienza o comunque devia sostanzialmente da altri fondamentali aspetti del metodo scientifico. In senso più restrittivo, Martin Gardner definisce la pseudoscienza "una teoria interpretativa della natura che, partendo da osservazioni empiriche per lo più fortemente soggettive, tramite diversi procedimenti solo apparentemente logici, giunge a un'arbitraria sintesi, in stridente contrasto con idee comunemente condivise".
In epistemologia tuttavia non c'è unanime accordo su come stabilire in modo oggettivo un confine netto fra scienza e pseudoscienza. Il filosofo della scienza Paul Feyerabend, in particolare, ha sottolineato la difficoltà e i rischi legati al tentativo di definire con estrema precisione tale confine: "The idea that science can, and should, be run according to fixed and universal rules, is both unrealistic and pernicious. ... the idea is detrimental to science, for it neglects the complex physical and historical conditions which influence scientific change. It makes our science less adaptable and more dogmatic: "Vedi Paul Feyerabend Tipicamente la transizione tra i due campi è caratterizzata dall'incremento degli esami scientifici e delle prove a supporto della teoria; ad esempio, la deriva dei continenti, un tempo ritenuta una teoria pseudoscientifica,William F. Williams, editor (2000) Encyclopedia of Pseudoscience: From Alien Abductions to Zone Therapy Facts on File, p. 58 ISBN 0-8160-3351-X è divenuta parte integrante del patrimonio scientifico, soprattutto dopo la scoperta delle prove paleomagnetiche che sostengono il concetto di tettonica a zolle. Anche l'evoluzione della specie o l'eliocentrismo sono state sottoposte inizialmente a feroci critiche scientifiche.
Il termine pseudoscienza ha oggi una connotazione negativa poiché segnala che gli argomenti definiti pseudoscientifici sono inaccurati o ingannevolmente presentati come scienza. However, from the "them vs. us" polarization that its usage engenders, the term may also have a positive function because "[the] derogatory labeling of others often includes an unstated self-definition "(p.266); and, from this, the application of the term also implies "a unity of science, a privileged tree of knowledge or space from which the pseudoscience is excluded, and the user's right to belong is asserted " (p.286) -- Still A & Dryden W (2004) "The Social Psychology of "Pseudoscience": A Brief History", J Theory Social Behav 34:265-290
Identificare le pseudoscienze
Gli standard per determinare se una conoscenza, una metodologia o pratica siano scientifiche possono variare da un campo scientifico all'altro, tuttavia, esistono una serie di principi base sui quali gli scienziati concordano come ad esempio, nelle scienze sperimentali, la riproducibilità e la verificabilità intersoggettiva.
Questi principi mirano ad assicurare che prove rilevanti possano essere riprodotte e/o misurate nelle medesime condizioni. Ci si aspetta inoltre che ogni dato sia documentato e reso pubblico al fine di potere essere sottoposto a revisione paritaria così consentendo successivi e ulteriori esperimenti volti a confermare la veridicità o falsità dei risultati dichiarati e a convalidare l'attendibilità dei valori numerici, stabilendone la significatività statistica e l'intervallo di confidenza.
Alla metà del XX secolo Karl Popper suggerì il criterio della falsificabilità per distinguere la scienza da ciò che non è scienza. Popper, KR (1959) "The_Logic_of_Scientific_Discovery". Affermazioni come "Dio ha creato l'universo" possono essere vere o false ma nessun test può provare che esse siano false quindi tali asserzioni non sono scientifiche, queste affermazioni si pongono fuori dai confini propri della scienza Karl R. Popper: Science: Conjectures and Refutations Conjectures_and_Refutations (1963), p. 43–86;.
L'esigenza di proporre solo affermazioni suscettibili di falsificazione comporta che la scienza è metodologicamente naturalistica, cerca cioè spiegazioni solo all'interno del mondo materiale, astenendosi da ogni eventuale contributo, vero o falso che sia, suggerito dalla religione. Molte discipline ritenute pseudoscientifiche sono spesso accusate di essere delle religioni laiche.Per la psicoanalisi si veda per esempio i capitoli 14-16 di Richard Webster, Why Freud was wrong e le fonti ivi citate.
La scienza va distinta quindi dalla rivelazione, dalla teologia o dalla spiritualità. Tuttavia, quando la ricerca scientifica produce risultati che contrastano ad esempio con l'interpretazione creazionista delle scritture, la reazione dei creazionisti è quella sia di rigettare le conclusioni della ricerca e dei suoi fondamenti scientifici sia di rigettare la metodologia; per questi motivi il creazionismo è considerato pseudoscienza da gran parte della comunità scientifica. È questo uno dei casi in cui il termine di "pseudoscienza" viene utilizzato dai seguaci di una teoria giudicata pseudoscientifica per negare tale attribuzione ribaltando invece la stessa accusa sulla teoria scientifica dalla quale si differenziano. Posizione analoga a quella dei creazionisti è tenuta anche dagli scientologisti che credono nelle teorie dianetiche.
Caratteri Una pseudoscienza può essere caratterizzata da alcuni dei seguenti aspetti: affermazioni vaghe, imprecise prive di specifiche misurazioni o per le quali si sostiene che non siano misurabili; come corollario della tendenza precedente, sostenere una tesi richiamando artatamente uno o più termini dal "suono tecnico- scientifico" in modo da confezionare surrettiziamente la detta tesi come fosse scientifica tout court; tale procedimento a volte si evolve in "Gish gallop" e cioè inondare il lettore o ascoltatore di dettagli tecnici veri per far passare una bugia finale, combinata con diversi bias cognitivi e fallacie logiche; affermazioni prive di verifica sperimentale oppure in contraddizione con altri risultati sperimentali; affermazioni impossibili da verificare o da confutare Lakatos I (1970) "Falsification and the Methodology of Scientific Research Programmes." in Lakatos I, Musgrave A (eds) Criticism and the Growth of Knowledge pp 91-195; Popper KR (1959) The Logic of Scientific Discovery; tendenza a modificare abitualmente la natura delle proprie asserzioni per sfuggire alle critiche; presentazione di risultati sperimentali privi di qualsiasi forma di revisione paritaria (la cosiddetta "scienza delle conferenze stampa"); violazione del rasoio di Occam, ovvero il principio secondo il quale per spiegare un dato fenomeno si debba preferire, tra le teorie possibili, quella con meno ipotesi possibileGauch HG Jr. (2003) op cit 269 ff, "Parsimony and Efficiency"; denuncia di un presunto ostracismo della "scienza ufficiale", dovuto a chiusura mentale e interessi economici e.g. archivefreedom.org which claims that "The list of suppressed scientists even includes Nobel Laureates!"; mancanza di effettivo controllo sui risultati come l'utilizzo del doppio cieco nella sperimentazione; asserzioni che si afferma non siano state dimostrate come false e che quindi devono essere vere (o viceversa). È il cosiddetto caso dellargumentum ad ignorantiam Macmillan Encyclopedia of Philosophy Vol 3, "Fallacies" 174 ff esp. 177-178; asserzioni eccessivamente legate a prove testimoniali o esperienze personali. Tali prove possono essere utili per contestualizzare la scoperta ma non devono essere usate per il test di verifica d'ipotesi.Bunge M (1983) Demarcating science from pseudoscience Fundamenta Scientiae 3:369-388, 381
asserzioni che presentano dati che sembrano comprovare il risultato ma che non tengono conto di altri dati che confliggono con essoThagard (1978)op cit at 227, 228. Questo è un esempio di effetto di selezione ovvero una distorsione della prova o dei dati che ha origine nel modo in cui i dati sono raccolti. richiamare l'olismo come opposto al riduzionismo; coloro che propongono teorie pseudoscientifiche, in particolar modo nel campo della medicina alternativa spesso ricorrono al "mantra dell'olismo" per spiegare i risultati negativiRuscio J (2001) Clear thinking with psychology: Separating sense from nonsense, Pacific Grove, CA: Wadsworth; mancanza di evoluzione e progressi nel proprio campo. Lakatos I (1970) "Falsification and the Methodology of Scientific Research Programmes." in Lakatos I, Musgrave A (eds.) Criticism and the Growth of Knowledge 91-195; Thagard (1978) op cit writes: "We can now propose the following principle of demarcation: A theory or discipline which purports to be scientific is pseudoscientific if and only if: it has been less progressive than alternative theories over a long period of time, and faces many unsolved problems; but the community of practitioners makes little attempt to develop the theory towards solutions of the problems, shows no concern for attempts to evaluate the theory in relation to others, and is selective in considering confirmations and disconfirmations." Terence Hines ha, ad esempio, rilevato che l'astrologia non è pressoché mutata negli ultimi duemila anni.Terence Hines, Pseudoscience and the Paranormal: A Critical Examination of the Evidence, Prometheus Books, Buffalo, NY, 1988. ISBN 0-87975-419-2. Thagard (1978) op cit 223 ff Di contro la conoscenza che la scienza produce è attendibile ma non infallibile e, di conseguenza, essa può essere mutevole nel tempo. Analogo discorso può essere fatto per l'omeopatia i cui principi fondanti sono praticamente immutati dalla fine del Settecento; incapacità di autocorreggersi. Nelle ricerche scientifiche si commettono errori che tendono a essere eliminati nel tempoRuscio J (2001) op cit. p120, al contrario, le pseudoscienze sono accusate di rimanere inalterate nel tempo a dispetto delle contraddizioni intrinseche; Argumentum ad populum (principio di maggioranza): ad esempio, nella medicina alternativa, il soggetto fa leva su un ragionamento: "se migliaia di persone vi ricorrono, qualche cosa di vero deve pur esserci"; principio d'autorità (Ipse dixit): nella pseudoscienza si riscontra la tendenza a fare accettare, senza possibilità di critica, il pensiero di una data persona (l'autorità) sulla base del fatto che questa deve essere considerata superiore.
Le fallacie logiche che alimentano le tesi pseudoscientifiche Il bioeticista George Dvorsky ha enunciato i più comuni errori di logica che tendono ad alimentare nel pubblico la credenza in tesi pseudoscientifiche.