La lingua siciliana (nome nativo sicilianu ) è una lingua romanza diffusa in Sicilia, isole minori comprese, e nella punta estrema meridionale della Calabria. È una delle varietà del più vasto insieme dei dialetti italiani meridionali estremi (di cui fa parte al pari delle varietà calabresi, salentine e cilentane) e può a propria volta suddividersi in più varianti diatopiche.: «esistono tante rappresentazioni concrete di «siciliano» quante sono le varietà locali, varietà che presentano forti ed estese somiglianze, ma sono per molti aspetti profondamente differenti l'una dall'altra».

Classificazione linguistica Essendo classificabile come «dialetto romanzo primario»,<ref>Cfr. : «I dialetti italiani sono dunque varietà italo-romanze indipendenti o, in altre parole, dialetti romanzi primari, categoria che si oppone a quella di dialetti secondari. Sono dialetti primari dell'italiano quelle varietà che con esso stanno in rapporto di subordinazione sociolinguistica e condividono con esso una medesima origine (latina)».</ref> l'idioma della Sicilia, in ambito accademico e nella letteratura scientifica italiana, è sovente indicato come dialetto siciliano;. le parlate siciliane sono classificate tra i dialetti italiani meridionali estremi, al pari del salentino e del calabrese centro-meridionale (quest'ultimo gruppo, costituito dai dialetti calabresi che vanno dall'estremità meridionale della Calabria fino, grosso modo, all'istmo di Catanzaro, sono spesso considerati una «propaggine continentale» del siciliano, soprattutto per quanto riguarda i dialetti di area reggina: in tal senso, lo Stretto di Messina, che pur costituisce un'evidente frattura tra l'isola e il continente in senso geografico, non ha mai rappresentato una linea di confine linguistico tra la cuspide messinese e la penisola calabra).

Altri studiosi,. fra cui l'organizzazione Ethnologue e lUNESCO, descrivono il siciliano come «abbastanza distinto dall'italiano tipico, tanto da poter essere considerato un idioma separato», il che apparirebbe dall'analisi dei sistemi fonologici, morfologici e sintattici, nonché per quanto riguarda il lessico.Secondo il Bonner, studioso statunitense autore di una grammatica siciliana, il siciliano «non dovrebbe essere considerato un dialetto ma una vera e propria lingua, in quanto ha un suo proprio vocabolario, grammatica e sintassi, nonché una storia e influenze storiche diverse dall'italiano».

Peraltro il siciliano, seppur appartenente alla stessa continuità linguistica dell'italiano, e cioè quella italo-romanza, non è una lingua che deriva da quest'ultimo, ma - al pari di questo - direttamente dal latino volgare, e costituì inoltre la prima lingua letteraria italiana, già nella prima metà del XIII secolo, nell'ambito della Scuola siciliana. Anche l'UNESCO riconosce al siciliano lo status di lingua madre, motivo per il quale i siciliani sono descritti come bilingui, e lo classifica tra le lingue europee "vulnerabili".

Allo stato di ciò, la lingua siciliana, potrebbe anche essere ritenuta una lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie, la quale, all'Articolo 1, afferma che: "...per lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue... che non sono dialetti della lingua ufficiale dello Stato".La "Carta europea per le lingua regionali minoritarie è stata approvata il 25 giugno 1992 ed è entrata in vigore il 1º marzo 1998. L'Italia ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma non l'ha ancora ratificata. In ogni caso, la carta non specifica quali lingue europee corrispondono al concetto di lingue regionali o minoritarie quali definite al suo articolo 1. In realtà, lo studio preliminare sulla situazione linguistica in Europa effettuato dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali d'Europa ha condotto gli autori della carta a rinunciare ad allegarvi un elenco delle lingue regionali o minoritarie parlate in Europa. Malgrado la competenza dei suoi autori, un tale elenco sarebbe stato di certo ampiamente contestato per ragioni linguistiche, come pure per altre ragioni. Inoltre, rivestirebbe un interesse limitato poiché, almeno per quanto riguarda i provvedimenti specifici che figurano nella Parte III della carta, le Parti avranno un ampio potere discrezionale per stabilire le misure che si devono applicare ad ogni lingua. La carta presenta delle soluzioni appropriate per le varie situazioni delle diverse lingue regionali o minoritarie, ma non avanza giudizi sulla situazione specifica rispetto a dei casi concreti". Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie, Consiglio d'Europa, Rapporto Esplicativo STE n. 148; traduzione non ufficiale.

Alcuni studiosi asseriscono che il siciliano sia la più antica lingua romanza,Cfr., ad esempio, e . ma tale ipotesi non è diffusa o pienamente riconosciuta nel mondo accademico.

Il siciliano è inoltre, dal 1951, materia di ricerca del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, con sede a Palermo, il quale si propone di promuovere gli studi sull'idioma isolano antico e moderno.Secondo il suo statuto, il CSFLS «si propone di promuovere gli studi sul siciliano antico e moderno, considerato in tutti i suoi aspetti e correlazioni, realizzando ogni iniziativa al detto fine attinente. Particolarmente si propone: a) la pubblicazione di una «Collezione di testi siciliani dei secoli XIV e XV»; b) la pubblicazione di un grande vocabolario delle parlate siciliane; c) la pubblicazione di collane e di ogni altra opera, in cui trovino organica sistemazione le attività di ricerca nel campo degli studi filologici e linguistici siciliani, programmate dal Consiglio direttivo; d) l'edizione di un «Bollettino» che, oltre ad illustrare i programmi e le attività del Centro, accolga studi filologici e linguistici riguardanti la Sicilia, nonché l'edizione di eventuali altre pubblicazioni periodiche dirette a illustrare i programmi e le attività del Centro». Nel 1995 nasce la Kademia du Krivu, un associazione senza scopo di lucro con l'obbiettivo di dare una koinè unica alla lingua siciliana e di promuovere la sua diffusione in tutti gli ambiti. Nel 2016 è nata l'associazione Cademia Siciliana, con l'obiettivo di portare avanti diverse iniziative legate a tale idioma, tra le quali la standardizzazione della sua ortografia, la sua diffusione in ambiente informatico e la divulgazione scientifica in ambito filologico. Nel 2011, l'Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge che promuove il patrimonio linguistico e la letteratura siciliana nelle scuole dell'isola.

Distribuzione geografica

Il siciliano, nelle sue diverse varianti diatopiche, è correntemente parlato da circa 5 milioni di persone nella sola Sicilia, oltre che da un numero imprecisato di siciliani emigrati o discendenti da emigrati originari di quelle aree geografiche nelle quali il siciliano è lingua veicolare; in particolare quelle trasferitesi, nel corso dei secoli passati, in nazioni quali gli Stati Uniti d'America (paese nel quale è inoltre anche presente largot vernacolare conosciuto come siculish), il Canada, l'Australia, l'Argentina, l'Uruguay, il Venezuela, il Belgio, la Germania e la Francia meridionale.

Lingua ufficiale Pur non avendo nessun esplicito riconoscimento ufficiale dalla Repubblica ItalianaLa legge nazionale 482/99 tutela «la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo», escludendo pertanto le parlate siciliane., l'idioma siciliano è riconosciuto dalla Regione siciliana, dall'Unione europea e dalle organizzazioni sovracitate. È stato, in alcune occasioni, al centro di varie iniziative legislative regionaliUn dettagliato resoconto dell'attività legislativa siciliana al riguardo fino al 1992 si trova in sulla legge regionale 9/2011, cfr. .: se il decreto presidenziale del 1951 era incentrato principalmente su un rinnovamento dei programmi scolastici che tenesse conto anche della cultura dialettale in generaleDecreto presidenziale del 10 luglio 1951 n. 91/A «Modifica ai programmi delle scuole elementari della Regione Siciliana»., le leggi della Regione Siciliana promulgate nel 1981Legge regionale n. 85 del 6 maggio 1981 «Provvedimenti intesi a favorire lo studio del dialetto siciliano e delle lingue delle minoranze etniche nelle scuole dell'Isola». e nel 2011Legge regionale n. 9 del 31 maggio 2011 «Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole». recano precise norme sulla valorizzazione e sull'insegnamento del patrimonio linguistico isolano nelle scuole.

Inoltre, il siciliano - attraverso il dialetto reggino - è promosso in base ad una legge regionale del 2012, promulgata dalla Regione Calabria, la quale tutela il patrimonio dialettale calabrese.

Dal 1951, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, con sede presso l'Università di Palermo, patrocinato dalla Presidenza della Regione Siciliana e dai rettori delle università siciliane, promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla storia linguistica della Sicilia. L'attività del Centro è sostenuta dalla Legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984 .

I comuni di Bivona, nell'Agrigentino, e di Caltagirone e Grammichele, nel Catanese, riconoscono ufficialmente nei loro statuti la lingua siciliana, che assumono "come valore storico e cultura inalienabile" .

Dal 2010 un'apposita sezione del Registro Eredità Immateriali della Sicilia, istituito dalla Regione, è dedicata al Libro dei Dialetti, delle Parlate e dei Gerghi della lingua sicilianaR.E.I.S. REGISTRO DELLE EREDITÀ IMMATERIALI DELLA SICILIA.

Nel 2012, la collaborazione tra l'Università di Palermo e l'Università Nazionale di Rosario - in Argentina - ha portato alla fondazione del Centro de Estudios Sicilianos accompagnata dall'istituzione di una cattedra di "Cultura e lingua siciliana".

Nell'anno accademico 2016-17, è stata inoltre istituita, presso la Facoltà di Lettere dell'Università La Manouba di Tunisi, una cattedra di Lingua e Cultura Siciliana, come materia complementare nel cursus del Master d'italianistica, curata dal prof. Alfonso Campisi.

L'organizzazione internazionale no-profit Arba Sicula, con sede a New York, pubblica l'omonima rivista bilingue in inglese e in siciliano. Nel 2004 è stata avviata un'edizione in lingua siciliana di Wikipedia che, al , annovera voci.

Dialetti siciliani Occidentale (nella città metropolitana di Palermo, nel consorzio comunale di Trapani ed in una buona porzione della zona centro-occidentale di quello di Agrigento;. 1 milione e 600 000 circa di parlanti). Centro-Occidentale o agrigentino (nella maggior parte del consorzio comunale di Agrigento; 450 000 circa). Metafonetica centrale (nei consorzi comunali di Enna e di Caltanissetta, nella zona sud-orientale del consorzio comunale di Agrigento e nei comuni delle Madonie, situati nella città metropolitana di Palermo; 400 000 circa). Metafonetica sudorientale (nel consorzio comunale di Ragusa e nella parte meridionale della città metropolitana di Catania e del consorzio comunale di Siracusa; 350 000 circa). Non metafonetica orientale (nella città metropolitana di Catania e nel consorzio comunale di Siracusa, fatta eccezione per le rispettive zone meridionali; 1 milione e 450 000 circa). Messinese (nella città metropolitana di Messina, inclusi i comuni "gallo-siculi"; 650 000 circa).