La storia di Ferrara, la città più giovane tra i capoluoghi dell'Emilia, inizia nella seconda metà del I millennio, un momento importante coincise col trasferimento della sede vescovile da Voghenza e il suo nome venne usato ufficialmente la prima volta nel 753.

Origini della città

Verso la fine del XX secolo alcuni ritrovamenti archeologici hanno documentato la presenza nel territorio di Quacchio e di Aguscello di tracce del passaggio degli eserciti romani e malgrado la difficoltà di reperire fonti attendibili sulla nascita della città è sicuro che i primi insediamenti territoriali di grande importanza furono Spina, Comacchio, Pomposa e Voghenza e che questi abbiano poi influenzato e determinato il futuro sviluppo cittatino.. Anche le continue invasioni barbariche che devastarono Voghenza fra il VII e l'VIII secolo, tra cui quella più nota fu l'invasione dei Longobardi, ebbero un ruolo importante e un momento determinante per la nascita della città fu il trasferimento della sede vescovile da Voghenza al borgo San Giorgio nell'allora PolesineIl Polesine non si riferisce al Polesine nel territorio di Rovigo ma alla sua antica natura di terreno rialzato rispetto a quello circostante e circondato dalle acque. . di San Giorgio presso la biforcazione del Po voluta dal vescovo Maurelio che intendeva così staccarsi dal controllo della diocesi ravennate legata all'Esarcato d'Italia controllato dall'Impero bizantino per ribadire la sua fedeltà alla Chiesa latina di Roma. Maurelio venne martirizzato dalla fazione favorevole a Ravenna nel 664, venne in seguito considerato santo dalla Chiesa cattolica e copatrono di Ferrara con san Giorgio. Altre fonti ritengono che Maurelio sia stato invece ucciso a Edessa, sua città di origine. anche se questo non modifica il fatto storico che località scelta per la nuova sede vescovile fu la Ferrariola, una fortificazione militare posta sulla riva destra del fiume Po, che allora scorreva più a sud, quasi in corrispondenza del castrum bizantino che si trovava sulla riva opposta. Ferrariola divenne il primo insediamento abitato di Ferrara... Il borgo nato sulla lingua di terra delimitata dalle acque della biforcazione con la quale il Po si divideva in due rami, chiamati Volano e Primaro fu il primo insediamento abitato di Ferrariola. Il castrum è stato individuato nella zona di via Porta San Pietro e il perimetro dell'impianto viario disegna un ferro di cavallo.

Ufficialmente la denominazione della città nacque nel 753, quando il re longobardo Astolfo utilizzò il nome Ferrara in un documento scritto in cui citava la supremazia dell'abbazia di Nonantola su Ferrara e Comacchio, località facenti parte dell'Esarcato di Ravenna, caduto in mano longobarda tre anni prima. Il dominio longobardo fu comunque breve, perché nel 774 il re franco Carlo Magno, dopo aver sconfitto l'ultimo re dei Longobardi, Desiderio, restituì la città e il suo territorio alla Santa Sede e da quel momento il potere venne gestito dal pontefice romano, dall'impero e dalle più influenti famiglie locali legate o al papa o all'imperatore. Nel 986 per volere di papa Giovanni XV divenne feudo del conte Tedaldo di Canossa, già margravio di Toscana e conte di Modena e Canossa. Al Canossa si deve l'erezione di Castel Tedaldo, la fortezza che rimase in funzione sino al XVII secolo. Tra la fine del X secolo e l'inizio del successivo a Tedaldo successe Bonifacio di Canossa, uno dei signori più potenti del tempo, e dalla sua unione con Beatrice di Lorena nacque, nel 1052, Matilde. I ferraresi, con la morte di Bonifacio e appoggiati dall'imperatore Enrico III il Nero, rifiutarono di riconoscere il potere di Matilde. Questa pose Ferrara sotto assedio nel 1101 e la espugnò riconquistandola con forze schiaccianti sia per terra sia per mare e composte da truppe toscane, lombarde, ravennati e veneziane. Durante il dominio dei Canossa la città fu schierata con il papa nella lotta per le investiture.

Medioevo Periodo romanico

Con la morte di Matilde di Canossa, avvenuta nel 1115, per Ferrara iniziò la fase comunale caratterizzata sempre più dallo scontro tra le famiglie cittadine più potenti e legate o al potere papale, i guelfi, o a quello imperiale, i ghibellini. Intanto anche lo stesso centro amministrativo e del potere si stava spostando sempre più oltre il Po, verso nord, facendo perdere importanza al primo insediamento abitato di Ferrariola. Tra le famiglie emergenti vi furono gli Adelardi-Marcheselli, di parte guelfa, con i Torelli, di parte ghibellina. Tra le famiglie guelfe, oltre gli Adelardi-Marcheselli, di cui è attestata la presenza in città fin dagli inizi del X secolo, a fine XII secolo si aggiunsero i Linguetta, i Giocoli e i Turchi, tutte imparentate fra loro, mentre dai Torelli discesero i Salinguerra. I Giocoli eressero le proprie case turrite all'interno del Castello dei Curtensi e in seguito fecero edificare la chiesa di San Gregorio Magno..

Tra XI e XII secolo Ferrara si abbellì di molti monumenti e continuò a svilupparsi in modo lineareGli storici della città chiamano "città lineare" quel tipo di organizzazione urbana che ha un prevalente andamento longitudinale lungo la riva sinistra del Po. Parallela al Po si formò via delle Volte. Via dei Sabbioni, che in seguito fu chiamata via Mazzini, univa direttamente il castrum alla piazza principale della città. La sede vescovile venne spostata nel 1135 dalla primitiva basilica di San Giorgio alla nuova cattedrale di Ferrara, nel centro della città che si stava ampliando.

Attorno alla seconda metà del XII secolo in seguito alla rotta di Ficarolo il Po deviò il suo corso e rese inutilizzabile il porto cittadino sino a quel momento molto importante cambiando in modo permanente i commerci della città e facendola cadere in un periodo di crisi economica. Nel periodo successivo una parte della via dei Sabbioni prese il nome di via Saraceno per via dei giochi chiamati "Corse al Saraceno".

Affacciati sulla piazza delle Erbe, la piazza principale, vennero costruiti tre monumenti che rappresentavano i poteri religioso, politico e giudiziario: Cattedrale (potere religioso) Palazzo Comunale o Municipio (potere politico) Palazzo della Ragione o Tribunale (potere giudiziario)

Nella piazza centrale (poi piazza Trento e Trieste) potevano sostare tutti coloro che avevano merci da vendere come generi alimentari diversi, tessuti, scarpe e altro. All'inizio ogni mercante era libero di scegliere il luogo dove esporre la sua merce poi vennero in uso posizioni ben precise. La piazza era poi il luogo in cui potevano scoppiare disordini e vere e proprie rivolte, come ad esempio lo scontento per l'imposizione di tasse eccessive. L'episodio storicamente più grave avvenne più tardi quando era marchese Niccolò II d'Este. I ferraresi insorsero contro le tasse eccessive chiedendo la punizione di chi era ritenuto responsansabile, il giudice dei savi Tommaso da Tortona, consigliere del marchese e semplice esecutore delle sue direttive. Niccolò consegnò Tommaso alla folla inferocita che lo fece letteralmente a pezzi e questo spinse poi gli Este a far costruire il Castello Estense.

Signoria degli Este Guglielmo II Adelardi, uno dei massimi esponenti della fazione guelfa cittadina, progettò di dare in sposa la nipote Marchesella, unica erede dei loro beni, ad un membro della famiglia ghibellina dei Torelli per pacificare le fazioni in lotta per il potere. Dopo la morte di Guglielmo e del fratello tuttavia il suo tutore ravennate Pietro Traversari e lo zio Giocolo Giocoli la promisero in sposa ad Azzo VI d'Este. Il matrimonio non venne mai celebrato a causa della prematura morte della promessa sposa nel 1186 gli Este tuttavia ereditarono i possedimenti della famiglia Adelardi trasferendo nel loro casato i titoli legati. Da questo momento gli Este assunsero un peso sempre maggiore nel potere cittadino.G. Corbo, Storia di Ferrara: Il basso Medioevo XII-XIV Ferrara 1987, p. 165 () Dopo alcune ostilità con le famiglie ghibelline Salinguerra e Torelli (nel 1240 Ferrara fu assediata sia da terra sia dal Po dagli Este, dai veneziani e dai mantovani), Azzo Novello fu nominato podestà a vita nel 1242 e nel 1259 fece prigioniero in battaglia Ezzelino III da Romano. Gli successe il nipote Obizzo II che venne nominato dal papa Capitano generale e difensore dello Stato Pontificio. Quando già si era rafforzato nella città il dominio degli Este, comparvero i primi Statuti, come il codice di Obizzo II d'Este, che dettavano regole per la vita della città. Con gli statuti del 1287 vennero ufficializzate norme già in uso attinenti alla difesa del territorio, la manutenzione urbana, la regolazione del rapporto tra proprietà vicine e il suolo pubblico. Inoltre vennero stabilite regole precise per la comunità ebraica.

Nel 1333 il cardinale e legato pontificio Bertrando del Poggetto tentò di soggiogare la città assediandola e arrivando sino alla sua piazza ma la reazione di Rinaldo II d'Este col forte sostegno Pinalla Aliprandi al comando di seicento fanti viscontei assieme al sostegno di truppe scaligere, gonzaghesche e fiorentine fece fallire l'attacco. Una prima addizione (cioè ampliamento) della città risale al 1385, epoca di Niccolò II d'Este, e corrisponde alle zone di via Voltapaletto e via Savonarola e intanto, nel 1438, col marchese Niccolò III d'Este, fu una delle sedi del Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze. Una seconda addizione risale al 1451 e si sviluppò dalle recenti via della Ghiara e via XX Settembre, su iniziativa di Borso d'Este, figlio di Niccolò, che ricevette per investitura imperiale i feudi di Modena e Reggio Emilia dall'imperatore Federico III, diventandone duca nel 1452. In entrambi i casi le mura vennero adeguatamente ampliate. Intanto Borso d'Este ottenne l'investitura papale come duca di Ferrara da papa Paolo II nel 1471. Una grave minaccia agli Este arrivò con la guerra di Ferrara, che si svolse dal 1482 al 1484. Promotore ne fu Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV e signore di Forlì ed Imola. Girolamo, che voleva espandere il proprio dominio, promosse un'alleanza tra lo Stato pontificio e la repubblica di Venezia, nel tentativo di impossessarsi di Ferrara. Nonostante qualche successo militare, la pace di Bagnolo non comportò però le modifiche che Sisto IV e Girolamo Riario desideravano. L'Addizione Erculea fu il terzo ampliamento voluto dal duca Ercole I d'Este nel 1492 e realizzato su progetto dell'architetto Biagio Rossetti e dell'umanista di corte Prisciano Prisciani. Questo comportò l'allargamento della città verso nord superando le precedenti mura medievali dove poi si formò corso della Giovecca che separa la città medioevale a sud da quella rinascimentale a nord. Ferrara divenne così la prima città moderna d'Europa. Verso la fine del XX secolo questo ampliamento permise l'inserimento della città fra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO e le sue mura vengono esplicitamente citate negli atti ufficiali.

Rinascimento

La dinastia degli Este fece di Ferrara la capitale di un piccolo ma culturalmente attivo stato regionale. Dalla seconda metà del XV secolo alla corte convennero importanti artisti come Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Rogier van der Weyden, Dosso Dossi, Tiziano, Giovanni Bellini, Benvenuto Tisi da Garofalo, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Niccolò Copernico e Paracelso. In pittura si era sviluppata la scuola ferrarese con Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa. Ercole I d'Este combatté contro Venezia e il figlio Alfonso I continuò tali ostilità. Alfonso sposò Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro VI e sorella di Cesare Borgia.