Nell'ambito della cosmologia religiosa ed esoterica, si parla di piani della realtà in riferimento ai livelli o alle stratificazioni in cui si ritiene suddivisa la realtà nel suo complesso,Jane Roberts, La realtà sconosciuta, vol. I, pag. 226, appendice 3, nota 1, trad. it. di Francesca Scrascia, Roma, Mediterranee, 1997. corrispondenti a diverse modalità o categorie dell'essere, che non si riducono semplicemente al tipico binomio spirito-materia, o mente-corpo, ma che includono varie forme ed energie intermedie tra queste due.Julius Evola, Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo, pag. 92, pref. di Hans Thomas Hakl, Roma, Mediterranee, 1971.
Si tratta di una concezione presente in genere nelle teologie emanatiste,Tra di esse si annovera principalmente il neoplatonismo, ma anche il cabalismo, lo gnosticismo, la mistica renana di Eckhart, lo scotismo ecc., cfr. Mario Scaffidi Abbate, Iniziazione al mondo dello yoga, pag. 142, Roma, Mediterranee, 1998. basate su una serie di mondi, regni, o dimensioni sottili, che irradiandosi da un centro, si compenetrano tra loro, oltre a densificarsi progressivamente. Questa interpenetrazione di piani culminerebbe nell'universo fisico, pensato come un'espressione strutturata, derivante da un'evoluzione dinamica di stadi precedenti meno complessi.Massimo Rodolfi, Lo splendore del Raja Yoga, pp. 47-48, Draco Edizioni, 2019.
Da intendere più che altro come differenti stati o condizioni di esistenza, anziché come luoghi spazialmente diversi, tali livelli pur essendo paralleli e indipendenti ognuno rispetto all'altro, sarebbero comunque collegati tra loro e si influenzerebbero in maniera non causale, bensì nel senso sincronico junghiano, in quanto emanazione di un'unica realtà originaria secondo il motto ermetico «come in alto così in basso»:George Robert Stowe Mead, Come in alto così in basso, trad. it. a cura di F. Tosonotti e D. Calvari, Pizeta, 2007.
Nella storia della filosofia La speculazione filosofica su più piani trascendenti della realtà è rintracciabile già in Platone, per il quale il primo di essi, secondo la cosiddetta teoria della linea, era costituito dal mondo delle idee (o iperuranio), raggiungibile solo per via intuitiva (noesis); sotto di esso vi erano poi gli oggetti della matematica, conoscibili dalla ragione discorsiva (dianoia), e situati a un livello intermedio ma comunque separato rispetto ai più bassi enti sensibili.Enrico Berti, Sumphilosophein: la vita nell'Accademia di Platone, pag. 71, Laterza, 2011. Al di sotto di quest'ultimi, che davano luogo alle opinioni e alle false credenze (pistis), vi era infine il non-essere, regno delle ombre e degli inganni (eikasia).Giovanni Reale, Storia della filosofia antica: Platone e Aristotele, pag. 97, Vita e pensiero, 1976.
In maniera diversa, anche Aristotele strutturava la realtà secondo una gerarchia che andava da un massimo di essere (puramente in atto) a livelli progressivamente inferiori, i quali possedevano l'essere sempre più in potenza. Da questa concezione aristotelica, che resterà prevalente nella filosofia e nella scienza medievali, scaturisce la visione di una scala ontologica della natura, ascendente dai minerali alle piante, agli animali e agli uomini, fino a un ordine cosmologico costituito da progressive sfere concentriche, animate da un supremo motore immobile, dentro le quali orbitavano i vari pianeti e le stelle (zodiaco).
Nella successiva cosmologia cristiana, ad ognuna di queste sfere, chiamate anche «cieli», talora enumerate in sette, corrispondeva non solo un livello nello spazio cosmico, ma anche uno stato esistenziale di coscienza, progressivamente più elevato quanti più erano i cieli, come in una scala di Giacobbe. Dante ad esempio le associerà ai cerchi del Paradiso e alle gerarchie degli angeli descritte da Dionigi Areopagita.O probabilmente da uno pseudonimo di Dionigi nel De coelesti hierarchia, trattato di angelologia appartenente al Corpus dionysianum, databile al V secolo circa.
La differenza ontologica tra la dimensione trascendente spirituale e quella immanente sensibile si rifletteva così in ambito cosmologico nella distanza tra le sfere del cielo, costituite dalla sostanza sottile dell'etere, e il mondo sublunare, stratificato a sua volta nei quattro elementi, disposti anch'essi concentricamente dal più denso al più leggero: terra, acqua, aria e fuoco. Quest'ultimo era distribuito nella sfera del fuoco, sede del calore che segnava il confine dell'atmosfera terrestre, e corrispondeva a uno stato di coscienza più elevato e sottile rispetto a quello materiale più basso.
Si trattava in ogni caso di concezioni in cui confluiva anche la dottrina neoplatonica della processione dall'Uno di stadi subordinati denominati «ipostasi». Plotino ne aveva enumerate tre, ma i suoi discepoli le divisero al loro interno in più sotto-livelli, ad esempio Proclo e soprattutto Giamblico aggiunsero centinaia di esseri ed emanazioni intermedie tra Dio e l'umanità. A Proclo è da attribuire inoltre l'uso originale del termine «piano» (in greco πλάτος, plàtos, cioè «ampiezza», «superficie») in riferimento al piano psichico o astrale.Cfr. Eric Robert Dodds in Johannes Jacob Poortman, Vehicles of Consciousness. The Concept of Hylic Pluralism, vol. II, pag. 54, The Theosophical Society in Netherlands, 1978 ISBN 978-0835602402.
Concezioni di un universo stratificato ricorrevano inoltre nei miti tradizionali di un albero o asse verticale del mondo, come l'Yggdrasil, o il Monte Meru, nelle teologie gnostiche articolate nel sistema degli Eoni, cioè le varie emanazioni divine del Principio primo, e inoltre nella cabala ebraica, basata sulla cosmologia biblica, che vedeva le 10 sephirot irradiate in cinque mondi.J.H. Laenen, Jewish Mysticism, pp. 29-35, Westminster, John Knox Press, 2001.
Orientato in senso cristiano era il cabalismo di Pico della Mirandola della filosofia rinascimentale, in cui analogamente la luce divina, degrandando di intensità, diventava più densa creando i vari piani dell'essere, fino a quello materiale.Guido Massetani, La filosofia cabbalistica di Giovanni Pico della Mirandola, pag. 61, Tipografia di Edisso Traversari, 1897. Anche Marsilio Ficino, da una diversa prospettiva, componeva l'universo di cinque livelli gerarchici: Dio, gli angeli, le anime umane, le qualità, la materia. Essendo situate nel posto mediano, le anime umane avevano la funzione di copula mundi, cioè di collegare e riunire in sé gli estremi opposti dell'universo.
Se fino allora i diversi piani della realtà erano stati intesi come espressione comunque di un unico principio, in quanto appartenenti a una medesima sostanza che poteva presentarsi in una maniera più o meno condensata (unus mundus), Cartesio distinse invece nettamente la res cogitans (piano mentale) dalla res extensa (piano esteso, cioè della realtà fisica), ipotizzando un loro collegamento nella ghiandola pineale all'interno del cervello umano.George Robert Stowe Mead, La dottrina del corpo sottile nella tradizione occidentale, trad. it., Ghibli, 2015.
La successiva filosofia moderna cercherà di risolvere questo dualismo mente-corpo, in particolare con Spinoza che sostenne un loro parallelismo senza interazione: pensiero ed estensione sono per lui due attributi diversi ed eterogenei di una medesima realtà. Analogamente per Leibniz gli eventi mentali e corporei sono perfettamente coordinati, pur non essendoci alcuna relazione diretta di causa ed effetto tra loro: come due orologi sincronizzati sulla stessa ora, ma che non abbiano alcun rapporto tra di loro, sono accordati da un'armonia prestabilita in anticipo da Dio.
L'idealista Friedrich Schelling, nell'età romantica, dirà che la Natura è Spirito pietrificato, o congelato, mentre lo Spirito a sua volta è una natura invisibile:Cfr. Schelling, Introduzione alle Idee per una Filosofia della Natura, in L'empirismo filosofico e altri scritti, pag. 47, trad. it. di Giulio Preti, La nuova Italia, Firenze, 1967. ma entrambi sono i due poli in cui si esprime l'Assoluto. Altri tentativi di correlazione tra la dimensione spirituale e quella materiale sono venuti nell'ambito della fisica quantistica da parte di Wolfgang Pauli, per il quale «sarebbe qualcosa di assolutamente soddisfacente se fisica e psiche potessero essere viste come aspetti complementari della stessa realtà».
Fritjof Capra nel Tao della fisica esprime l'idea che i vari livelli del reale, dalla mente alla materia, corrispondano a frequenze diverse a cui vibra l'energia primordiale (qi), che costituisce dunque un tutto perfettamente continuo.«Col concetto di campo quantistico, la fisica moderna ha trovato una risposta inattesa alla vecchia domanda se la materia è costituita da atomi indivisibili o da un continuum soggiacente ad essa» () Da una prospettiva occulta ne consegue che più elevata è la frequenza, più spirituale sarà la sua vibrazione, viceversa se più lenta sarà più materiale.Vianna Stibal, I Sette Piani di Esistenza, Theta Healing, 2016. Anche l'approccio conoscitivo risulterebbe diverso a seconda che un fenomeno sia spiegabile sulla base della fisica quantistica oppure della fisica classica.Giulio Peruzzi, Scienza e realtà: riduzionismo e antiriduzionismo nelle scienze del Novecento, pag. 144, Pearson Italia, 2000.
Oggi inoltre la fisica teorica chiama multiverso la possibile compresenza di altri universi oltre lo spaziotempo conosciuto.
I sette piani di realtà nella teosofia In ambito esoterico è prevalsa una concezione settenaria dei piani della realtà, a partire dal movimento teosofico sorto sul finire del XIX secolo. Secondo la relativa dottrina, ognuno di questi piani ha un corrispettivo nell'anatomia occulta dell'essere umano, il quale, come un microcosmo che riflette il macrocosmo, alla nascita riceve le proprie componenti sottili dai loro rispettivi piani, per poi restituirveli alla morte.
Questi sette piani o strati possono essere concepiti anche come sette sfere (sapta samudra) che circondano il Logos da cui sono emanate. Ognuno di essi viene a sua volta suddiviso in sette sotto-piani, la cui denominazione si ripete per tutti e sette, dal più sottile al più denso, ossia: Atomico; Sub-atomico; Super-eterico; Eterico; Gassoso; Liquido; Solido. Si hanno così in tutto 49 sottopiani, dati da . I piani sono i seguenti:Sulla storia della loro esposizione nella letteratura teosofica, cfr. Divino: il primo è quello che genera tutti gli altri; è il piano dell'unità indifferenziata, che pervade anche i restanti, e dal quale è possibile comprendere come la separazione tra i diversi piani sia in realtà illusoria, essendo questi costituiti della stessa sostanza omogenea. Monadico: diretta emanazione del divino, è il piano dove nascono le singole individualità, intese come scintille del Fuoco divino, attraverso le quali quest'ultimo sceglie di fare esperienza degli strati più bassi, per poi tornare nuovamente a sé con una consapevolezza più accresciuta.Maffeo Charles Poinsot, The Encyclopedia of Occult Sciences, pag. 472, R.M. McBride, 1939. Viene anche denominato piano spirituale.George Winslow Plummer, Mercury: an Official Organ of the Societas Rosicruciana in America 1916-1921, pag. 106, Literary Licensing, LLC., 2014 ISBN 978-1498012157. Atmico: piano della pura volontà, è il livello della più alta espressione dell'Ego umano che la Monade inizia a costruirsi; fa parte cioè di un'anima tripartita, assimilabile a un triangolo, di cui rappresenta il vertice, restando di fatto sullo stesso livello dello Spirito monadico.Arthur E. Powell, Il corpo causale: l'eredità della reincarnazione, pag. 143, cap. 26, Arianna Editrice, 2016. Costituisce il primo nucleo del Sé, comunemente inteso come anima, che però a questo stadio è ancora identico all'anima universale del mondo. È chiamato anche piano nirvanico.