Pavia (IPA: , ; in dialetto pavese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia.
Posta lungo la Via Francigena, la Via Francisca e sulle rive del fiume Ticino, poco a nord dalla confluenza di quest'ultimo nel Po, la città risale all'epoca delle tribù galliche; successivamente divenne municipium romano con il nome di Ticinum. Nel Medioevo ebbe grande rilevanza: insieme a Ravenna e Verona fu una delle sedi regie del Regno ostrogoto, poi per due secoli capitale del Regno longobardo. Dal 774 al 1024 fu capitale del Regno Italico, dal 1365 al 1413 ospitò la corte viscontea.
Dal 1361 è sede di una rinomata Università, riconosciuta dal Times Higher Education nel 2024 tra le prime 10 in Italia e tra le 300 migliori al mondo, su un campione di 2 112 istituti universitari presi in esame.
Le origini antiche e un passato storico di rilievo le hanno lasciato in eredità un ragguardevole patrimonio artistico: fra le principali attrazioni turistiche di Pavia, annoverata tra le città d'arte della Pianura Padana, si ricordano il Castello Visconteo, la basilica di San Michele Maggiore, la basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, la chiesa di Santa Maria del Carmine, il Duomo, le torri romaniche, i Musei civici e il Ponte coperto. È il capoluogo di una provincia dedita soprattutto all'agricoltura, in particolare a viticoltura, risicoltura e cerealicoltura, mentre il peso del settore industriale, un tempo molto rilevante, è oggi molto più contenuto. Pavia fa parte del parco del Ticino (nel 2022 incluso dall'UNESCO nella Rete mondiale di riserve della biosfera) e all'interno dei confini comunali si trovano alcuni boschi (Bosco Negri e Bosco Grande) testimoni della grande foresta planiziale che un tempo ricopriva la Pianura Padana.
Geografia fisica Territorio Pavia poggia su un terreno di origine fluvio-glaciale, formato da depositi alluvionali risalenti al Pleistocene con alternanze variamente frequenti, sia in senso orizzontale che verticale, di tipi litologici permeabili (ghiaie e sabbie) e impermeabili (limi e argille), e ciò rende possibile la formazione di numerose falde idriche e assicura alla zona un rifornimento idrico molto elevato.
La città occupa un'area di 62,86 km² a occidente della Lombardia, situata lungo la cosiddetta "fascia delle risorgive", laddove vi è l'incontro, nel sottosuolo, tra strati geologici a differente permeabilità, aspetto che permette alle acque profonde di riaffiorare in superficie.
Pavia sorge sul ciglio del potente ripiano diluvionale che si stende fra il Ticino e l’Olona, a poca distanza dalla confluenza del Ticino nel Po. Tale ripiano risulta profondamente inciso da altri corsi d’acqua minori. Il ripiano diluvionale su cui posa Pavia appare inciso, in corrispondenza dell’aggregato urbano, da due profondi solchi dovuti all’azione erosiva di due fiumane postglaciali, rappresentate oggi dal Navigliaccio (che scorre nel letto anticamente occupato dalla Calvenza) e dalla Vernavola. I due valloni tendono a convergere proprio alle spalle del sito cittadino, così che la Pavia primitiva veniva a trovarsi su un tronco o moncone di terrazzo pressoché isolato e difficilmente raggiungibile, di forma quasi triangolare, che aveva il Ticino a sud, la Calvenza e poi il Navigliaccio a nord-ovest e la Vernavola a nord-est. Da un punto di vista altimetrico, la città presenta varie altezze. Il punto più alto si trova nella zona del castello Visconteo, circa 80 metri sul livello del mare, per poi lentamente declinare. Da quota 80 metri, si passa a 77 metri in circa 500 metri. A valle di piazza Vittoria, presso la quale si incrociavano il cardo e il decumano della città romana, la pendenza si accentua, fino ad arrivare a poco meno di 60 metri sul livello del mare nei pressi del Ponte Coperto.
Clima
Pavia ha un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa) tipico della pianura Padana. D'inverno il clima è rigido e umido con formazione di nebbie al suolo dovute sia alla presenza di numerose rogge e canali - e il fiume Ticino - sia alla scarsa ventilazione. Non sono rari gli episodi nevosi che avvengono in occasione di ondate di freddo o a causa della formazione di un cuscinetto d'aria fredda e stagnante al suolo (inversione termica). L'autunno e la primavera sono le stagioni più piovose mentre l'estate è calda e afosa con frequenti e improvvisi temporali che rinfrescano rapidamente - seppure per breve durata - l'aria.
La temperatura massima media si registra in luglio con 29,8 °C, quella più bassa in gennaio con -2,0 °C. Il mese più piovoso risulta essere ottobre con 88 mm di pioggia; quello meno luglio con 48 mm. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 750 e gli 800 mm, mediamente distribuite in 81 giorni.
Etimologia In età romana Pavia era chiamata Ticinum; solo in età longobarda cominciò a essere chiamata Papia, toponimo da cui deriva il nome moderno della città, che potrebbe provenire da un nome di gens romana, forse Papiria, e vorrebbe dunque dire "terra della gens Papiria". Secondo alcune ipotesi, il nome Papia sarebbe derivato dal greco Papìas ("custode del palazzo"), nome che le sarebbe stato dato da soldati bizantini venuti a combattere i Goti con riferimento a un palazzo Reale di Teodorico, ma l'ipotesi è poco probabile. Secondo Gian Piero Bognetti il toponimo sarebbe derivato dal termine goto papan, "vescovo", perché nella parte finale della Guerra gotica Pavia fu una delle ultime città a cadere sotto il controllo dei bizantini e fu forse, quindi, sede dell'ultimo vescovo della chiesa ariana gotica in Italia settentrionale, ma anche questa proposta è stata scartata da gran parte degli studiosi. In realtà l'origine del toponimo Papia resta ancora un mistero, si può solo osservare che, a differenza della stragrande maggioranza dei municipia romani della penisola italiana, Pavia è forse l'unico caso di centro abitato che, pur non conoscendo fasi di abbandono, cambiò radicalmente il proprio nome durante l'alto medioevo. Ticinum deriva invece chiaramente dal fiume Ticino, chiamato Ticinus dai Romani, nome di origine prelatina e di etimologia incerta.Fonte: Dizionario di toponomastica, ed. UTET, 2006, pp. 563 e 770
Storia
Epoca romana
Il primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri, che crearono il primitivo abitato nell'area, precedentemente abitata da popolazioni appartenenti alla cultura di Golasecca, dove Belloveso sconfisse gli Etruschi intorno al 600 a.C. Nel 218 a.C. i romani, guidati da Publio Cornelio Scipione, gettarono un ponte sul Ticino dove ora sorge Pavia, che distrussero dopo la sconfitta, subita a opera di Annibale, nella battaglia del Ticino; .. La città fu fondata dai Romani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta (insieme alla rete fognaria) fino a oggi, a castrum (accampamento militare) romano; la città aveva il nome di Ticinum e fu elevata a municipium nell'89 a.C. Nell’inverno del 9 a.C. l’imperatore Augusto e la sua consorte Livia si spinsero fino a Ticinum per incontrare il figlio di Livia, Tiberio, reduce dalle campagne di Dalmazia e Pannonia. Qui li raggiunse la drammatica notizia del gravissimo incidente accaduto a Druso, secondo figlio di Livia, mentre conduceva le operazioni militari sul fronte renano. Inviato in tutta fretta dall’imperatore, Tiberio, con un viaggio memorabile per celerità (200 miglia in un giorno e una notte, attraverso le Alpi, fino all’accampamento estivo d’oltre Reno, che fu poi chiamato Castra Scelerata), riuscì a raccogliere l’ultimo sospiro del fratello; ne curò poi il trasporto a Pavia precedendolo sempre a piedi, e di qui con l’imperatore seguì il funebre viaggio fino a Roma.
Nel 271 si combatté la prima delle battaglie che coinvolsero la città o le sue immediate vicinanze (Battaglia di Pavia). L’imperatore romano Aureliano sconfisse definitivamente gli Alemanni che dopo una serie di vittorie stavano fuggendo lungo la via Emilia dopo la sconfitta subita nella battaglia di Fano. La vittoria di Aureliano fu completa, con l'intero esercito alemanno distrutto e il bottino delle loro incursioni recuperato.
A partire da Aureliano, fino a Costantino I, fu anche sede di un'importante zecca, battendo moneta sia durante il periodo degli Imperatori illirici, sia durante la tetrarchia e la successiva guerra civile. Ticinum era il punto di arrivo di un'importante strada romana proveniente dalle Gallie e, grazie al porto sul Ticino, era uno snodo fondamentale nelle comunicazioni fluviali tra l'Adriatico e il Lago Maggiore. La città, già sede di importanti alloggiamenti militari, nel IV secolo d.C. crebbe d'importanza e divenne anche sede di una fabbrica statale di archi.
Sempre nel IV secolo d.C. cominciò ad affermarsi (secondo la tradizione grazie alla predicazione di San Siro) il cristianesimo, e sorsero le prime chiese, come quella dei Santi Gervasio e Protasio o quella di Santi Nazario e Celso, fondata dal terzo vescovo di Pavia, Evenzio, tra il 381 e il 397. Sempre in città crebbe San Martino, che, seguendo il padre, un ufficiale romano trasferito intorno al 325 d.C. con il suo reparto dalla Pannonia a Pavia, e qui fu educato. Nel 350 l’usurpatore gallico Magnezio, disceso in Italia, si scontrò a sua volta con le forze di Costanzo II a Pavia, riportando una parziale vittoria prima che gli insuccessi in Pannonia segnassero in maniera irreversibile il declino delle sue fortune. Nonostante gli insuccessi militari, Magnezio riuscì infine a sconfiggere nuovamente Costanzo II a Pavia nel 352.
Stilicone (tra 406 e 407), nelle operazioni militari contro Alarico, trasferì a Pavia parte dell'esercito, evidenziando il cambiamento di ruolo assunto da Ticinum, da centro subalterno a Milano a palcoscenico principale dell'Italia settentrionale. Il 476 segna una data epocale per la città e non solo: Oreste, incalzato dalla ribellione di Odoacre, vi si rifugiò, poiché confidava nelle possenti fortificazioni della città, ma Pavia fu assediata e conquistata, segnando, con la morte di Oreste e la deposizione del figlio Romolo Augustolo, la fine dell'Impero romano d'Occidente. Nell'anno 500 vi morì Sant'Onorata da Pavia.
Epoca medievale
Durante le lotte tra Teodorico e Odoacre per il controllo dell'Italia, il primo, nell'inverno tra il 489 e il 490, si rinchiuse in Pavia, dove fu assediato da Tufa. Nei primi mesi del 490, grazie all'arrivo di soccorsi inviati dai Visigoti, Teodorico poté rompere l'assedio. Verosimilmente, anche grazie ai rapporti che si instaurarono durante l’assedio tra la città, e in particolare il suo vescovo Epifanio, e Teodorico e data anche la posizione ben difendibile di Pavia, collegata inoltre a Ravenna e all'Adriatico tramite le vie d’acqua, spinsero il sovrano ostrogoto a creare in città un palazzo Reale, facendo divenire così la città, insieme con Ravenna e Verona, una delle tre sedi del regno. Nel primo trentennio del VI secolo in città sono infatti documentati parecchi interventi edilizi promossi dalla monarchia ostrogota relativi al palazzo Regio, alle mura, alle terme (che nel VII secolo sarebbero divenute le uniche ancora funzionanti in Europa al di fuori dell'Impero Romano d'Oriente) e all'anfiteatro. Nel 538 i bizantini assediarono Pavia, dove si era rinchiuso re Vitige, ma l'assedio fallì. Dal 540 la città divenne la sede della corte e del tesoro reale e qui furono eletti i re Ildibaldo, Erarico e Totila. Nel difficile biennio 552-553 Pavia si distinse come il più importante centro militare del regno ostrogoto: qui fu eletto l’ultimo re goto Teia e Pavia fu l’ultima città gota a cadere nelle mani dei bizantini.