Attivo nella cerchia estetista, romantica e poi decadente, conobbe Oscar Wilde e altri celebri intellettuali e artisti dello stesso ambiente, frequentando la Confraternita dei Preraffaelliti e stringendo amicizia con Dante Gabriel Rossetti. Personalità eccentrica, con un forte gusto della provocazione artistica, ispirato da letterati come il marchese de Sade, Percy Bysshe Shelley, Lord Byron e Charles Baudelaire, ai suoi tempi la sua poesia fu molto controversa, per via dei suoi temi (sadomasochismo, tematica del suicidio, lesbismo, irreligiosità); la sua lirica è inoltre caratterizzata da originali soluzioni versificatorie, dal culto della paganità e del Medioevo idealizzato, e della libertà assoluta. Dal 1903 al 1909 fu costantemente candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Con Alfred Edward Housman, Robert Browning, Alfred Tennyson, Ernest Dowson e William Butler Yeats, è considerato uno dei poeti lirici più rappresentativi della letteratura vittoriana.

Biografia Origini ed educazione

Nacque da famiglia aristocratica a Londra, al numero 7 di Chester Street, Grosvenor Place. Suo padre era l'ammiraglio Charles Henry, figlio di un gentiluomo educato in Francia, abituato a vestire e a pensare come un aristocratico francese d'Ancien régime; sua madre, lady Jane, era figlia del terzo conte di Ashburnham.

Crebbe all'Isola di Wight, dove i genitori avevano diverse proprietà, e a Capheaton Hall, vicino a Wallington nel Northumberland. La prima formazione l'ebbe in casa; dai genitori apprese il francese e l'italiano. Parallelamente ricevette una solidissima educazione religiosa anglicana. Ebbe una passione adolescenziale per una cugina, Mary Gordon, che tuttavia, con grande dolore di lui, lo lasciò per sposarsi con un altro. Studiò poi a Eton, quindi al Balliol College di Oxford, dove conobbe Dante Gabriel Rossetti, William Morris ed Edward Burne-Jones, tutti e tre impegnati, nel 1857, ad ornare con affreschi ispirati al ciclo arturiano le mura dell'Oxford Union. Rivelò doti eccezionali nello studio della letteratura e delle lingue antiche.

Si distinse però anche per la mancanza di disciplina e le pose provocatorie. Fu proprio il direttore del Balliol, Benjamin Jowett, che in considerazione delle sue capacità lo salvò una volta dall'espulsione, per avere celebrato in versi Felice Orsini (il patriota italiano che aveva cercato di assassinare Napoleone III). Tuttavia (come poi Oscar Wilde) nel 1859 non fu possibile evitarne l'espulsione (la pena, presso le università inglesi, era definita rustication).

L'attività poetica e la personalità eccentrica Alcuni dei suoi primi e tuttora ammirati componimenti s'inseriscono nel culto tipicamente vittoriano del Medioevo, e alcuni di essi si rifanno a quell'epoca sia per lo stile che per il tono e la costruzione (The Leper, Laus Veneris e St. Dorothy). È in essi evidente il culto che Swinburne tributava a Percy Bysshe Shelley, col quale aveva notevoli tratti di analogia: anche lui era nato da famiglia aristocratica e nutriva sentimenti libertari, e anche lui aveva studiato a Eton e si era distinto nell'appassionato studio dei classici; erano entrambi stati espulsi per le loro idee dal college; ma la somiglianza si estendeva anche a certe qualità personali e caratteriali, come un'estrema volubilità, l'abbondanza della vena poetica, l'anticonformismo esibito e il nervosismo nel gioco analogico.

Uscì da Oxford nel 1860, stringendo un sodalizio con Dante Gabriel Rossetti. Alla morte della moglie di quest'ultimo, la modella dei Preraffaelliti Elizabeth Siddal, suicida nel 1862, il poeta e il pittore andarono a vivere insieme in Tudor House, al nº 16 di Cheyne Walk, Chelsea. Rossetti ritrasse Swinburne alcune volte, negli anni, secondo l'estetica preraffaellita, soprannominandolo "piccolo amico northumbriano", a causa della bassa statura (5 piedi, ossia circa 1,52 m). La sua corporatura era goffa, la voce sgradevolmente acuta e l'atteggiamento dimesso, facendo sì che Swinburne fosse apparentemente quanto di più lontano dall'ardimento espresso dai suoi rivoluzionari versi; per contro, aveva un'insospettabile forza fisica (fu tra l'altro il primo a scalare Culver Cliff nell'Isola di Wight). Possedeva, per giunta, un carattere altamente eccitabile, al quale si dovevano occasionali eccessi enfatici, durante i quali declamava versi a gran voce, abbandonandosi a gesti spropositati. Alcuni eccessi morbosi avuti in pubblico, per quanto molto rari, diedero a pensare che fosse epilettico. Peggiorava il tutto il suo alcolismo, a causa del quale molto spesso doveva essere ricondotto a casa, alle ore piccole, a forza di braccia.

Aveva pubblicato solo pochi componimenti su rivista quando diede alle stampe il poema drammatico (destinato però alla sola lettura) Atalanta in Calydon (1865), a cui arrise un successo eccezionale. Solo un anno dopo gli scandalosi versi di Laus Veneris e Poems and Ballads gli diedero fama di poeta immorale, scatenando una campagna diffamatoria secondo molti perfettamente inutile: molte delle perversioni descritte da Swinburne erano un fatto puramente letterario. Secondo altri Swinburne era bisessuale, e aveva imparato a Eton tecniche erotiche sadomasochiste come, in particolare, la flagellazione e l'autoflagellazione; gli sono attribuite almeno due relazioni omosessuali, con Richard Monckton Milnes, che gli fece scoprire il De Sade, e con il viaggiatore Richard Francis Burton. Egli manifestava spesso atteggiamenti masochistici o di algolagnia, ossia raggiungere il piacere sessuale attraverso il dolore fisico, e questa era la principale sua attività sessuale; una diceria vuole che Dante Gabriel Rossetti tentò di "convertirlo all'eterosessualità" e fargli abbandonare le pratiche di autoflagellazione facendolo incontrare con l'artista circense (divenuta poi molto nota come attrice, pittrice e poetessa) Adah Menken; costei, rinunciando, avrebbe detto: "Non riesco a fargli capire che mordere non serve a niente". Swinburne ebbe una relazione con la Menken per sei settimane: si dice che Rossetti le abbia offerto del denaro per allontanare Swinburne dalla flagellazione, ma dopo un mese e mezzo lei dovette abbandonare la sfida e restituire i soldi.Jean Overton Fuller, Swinburne. A Critical Biography, 1968, p. 163. Già nel dramma inedito giovanile del 1858-1859, Laugh and Lie Down, Swinburne tratteggia le caratteristiche erotiche di una donna che ritorna in tutta la sua produzione: la protagonista Imperia è libertina, dissoluta, imperiosa e crudele, anticipando quindi i romanzi di Leopold von Sacher-Masoch, come Venere in pelliccia (1870).Mario Praz, Algernon Charles Swinburne, Enciclopedia ItalianaRomana Byrne, Aesthetic Sexuality: A Literary History of Sadomasochism, Bloomsbury USA, 2013, Aesthetic Sexuality: A Literary History of Sadomasochism - Romana Byrne - Google Libri

È considerato un poeta e una tipica personalità decadente, benché ostentasse più vizi di quanti in realtà avesse, fatto sul quale Oscar Wilde ebbe a pronunciarsi in maniera piuttosto salace. Le chiacchiere sul suo conto, ben lungi dall'avvilirlo, lo spronarono ad assumere atteggiamenti sempre più provocatori, fino a lasciar correre su di sé voci che lo volevano pederasta, e persino amante di una scimmia. Secondo Oscar Wilde nulla di tutto ciò era vero; per lui, Swinburne era solo "un fanfarone, riguardo ai propri vizi, che ha fatto tutto il possibile per convincere il mondo della sua omosessualità e della sua bestialità quando non era né omosessuale né bestiale".

Nel 1864 compì un viaggio in Italia, fermandosi per breve tempo tra Firenze e Fiesole. Nel 1868 Swinburne affittò con un amico, George Powell, una casa a Étretat, battezzandola Chaumière de Dolmancé ("cottage di Dolmancé", dal nome di un personaggio de La filosofia nel boudoir di Sade), dove visse le vacanze, e ricevette nell'estate del 1870 una visita del giovane Guy de Maupassant, che lo salvò dall'annegamento (il poeta stava nuotando nel mare della Normandia quando rischiò di affogare, e Maupassant, buon nuotatore, e altri si tuffarono e lo trassero in salvo) e per riconoscenza fu invitato a pranzo e trascorrere la giornata nella villa. Secondo quanto Maupassant raccontò nel 1875 a Edmond de Goncourt e Gustave Flaubert, lo scrittore francese rimase vivamente impressionato dalla presenza di ossa umane su un tavolo, strane pitture alle pareti e una bertuccia vestita di tutto punto che dormiva nel letto di Powell, oltre a diverse stranezze ed eccentricità esibite. Jean Lorrain si sarebbe ispirato a questo racconto, e anche Goncourt, nel suo romanzo La Fausta (1881) ispira il personaggio di Georges Selwyn, il sadico amatore di ragazzine, a Swinburne così come appare dal racconto di Maupassant.Il vero George Selwyn era in realtà un personaggio storico diverso, George Augustus Selwyn (1719-1791), politico del XVIII secolo (omonimo del vescovo anglicano ottocentesco George Augustus Selwyn); era noto anche lui per le sue eccentricità, e in gioventù per la sua fama di libertino blasfemo e perverso, con la passione per il macabro e gli spettacoli violenti come le esecuzioni pubbliche, e che già aveva ispirato Charles Robert Maturin, zio di Wilde, per alcune pagine del romanzo gotico Melmoth l'errante; in età avanzata fu un personaggio salottiero e un filantropo nei confronti di alcune bambine orfane di cui era tutore.

Altre bizzarre avventure le visse a Londra con i co-inquilini, Rossetti e George Meredith; dopo la morte della moglie, Rossetti era ossessionato dalla morte e dava segni di squilibrio; i due amici lo persuasero a riesumare il corpo della moglie Elizabeth e a recuperare il manoscritto delle sue poesie sepolto con lei, che Rossetti pubblicò nel 1870 in una raccolta intitolata Poems. Insieme al proprio agente Charles Augustus Howell, Rossetti ottenne il permesso di aprire la tomba della Siddal di notte, per recuperare il quaderno di poesie. Howell (che viene ricordato come noto mentitore), presente alla riesumazione, raccontò fantasiosamente che il corpo della Siddal aveva mantenuto intatta la propria bellezza, e che i capelli avevano continuato a crescerle a dismisura. Rossetti scrisse una lettera a Swinburne dove gli rivelava di aver seguito il "consiglio" e di voler pubblicare i versi della moglie.Edmund Gosse, The Life of Algernon Swinburne, 1917 (The Macmillan Company), p. 258, cited (w/ a Google-book link) at "Archived copy". Archived from the original on 12 May 2015. Retrieved 26 November 2012. Nel 1882 Rossetti, dopo aver tentato il suicidio più volte, sarebbe morto di paralisi, quando Swinburne ormai aveva diviso la sua strada da quella degli amici. Di là dalla leggenda, Swinburne fu difatti comunque abbastanza sregolato, da patire realmente, nel corso degli anni, di varie sofferenze fisiche e incidenti domestici per cui lasciava spesso la casa famigliare per alcuni ricoveri, finché ebbe un tracollo psicofisico a circa 40 anni.

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