Leremo di Santa Maria della Stella o santuario di Monte Stella, situato sul monte omonimo ad una altezza di 682 metri.nel territorio del comune di Pazzano, nella città metropolitana di Reggio Calabria, è un santuario creato all'interno di una grotta dedicato alla Vergine Assunta.

Storia

Il primo documento sulle l'eremo sarebbe il Codice greco 598 di Parigi, contenente le opere di Sant'Efrem diacono, e composto dal monaco Michele che sarebbe stato copiato nel 1049 in Santa Maria di Stilo quando faceva della grangia del Monastero di San Giovanni Theristis. Con le incursioni saracene, Cristodulo, che era l'egumeno dell'eremo, fuggì a Patmos. Con la fine dell'invasione saracena, Paolo, successore di Cristodulo, tornò a Stilo riportando molti manoscritti che costituirono parte della biblioteca di Santa Maria.

Secondo lo studioso Di Gangi invece quel codice poiché racconta dell'igumeno dell'eremo Cristodulo che all'arrivo dei saraceni dovette dal monastero di Santa Maria di Stilo fuggire all'isola di Patmo, nel mar egeo, non descriverebbe l'eremo di Monte Stella e neanche Santa Maria di Stilo farebbe riferimento a Stilo in Calabria ma a qualche altra istituzione religiosa nei dintorni dell'isola di Patmo.

I primi dati storici si attestando da un brebionRotolo di pergamena usato per la stesura di documenti del 1050. Dal 1096, durante il periodo normanno, l'eremo di Santa Maria diventa un monastero minore, come si evince da un documento del conte Ruggero I, che cedette al vescovo di Squillace, Giovanni Niceforo, l'abbazia di San Giovanni Theresti di Bivongi, l'abbazia di San Leonte, la chiesa di San Nicola e Santa Maria della Stella.

Nel 1522 il monastero diventa santuario probabilmente dedicato alla Dormitio Mariae a cui seguì quella della Vergine Assunta in Cielo, Dal 1562 vi fu collocata per la prima volta la statua della Madonna della Stella o Madonna della Scala. Si pensò fosse origine gaginesca, ma nuovi studi riferiscono con certezza che sia stata scolpita dal siciliano Rinaldo Bonanno per la somiglianza con altre sue opere.

Da eremo di Chiesa bizantina diventa così col passare degli anni santuario della Chiesa cattolica, e le vecchie icone bizantine vengono abbandonate, e mai più recuperate ancora ai giorni nostri, in favore della statua della Madonna della Stella.

Nel secolo XVI il Santuario diventa indipendente da San Giovanni Theresti; nel 1569 il Cardinale Sirleto appoggiò la causa e scrisse sia alla città di Stilo che a Mercello, Vescovo di Squillace.

Nel 1614 La Grancia di Santa Maria viene menzionata da Prior de gubernio Bartolo Carrozza. Nel 1643 venne a far parte dell'ordine di San BasilioScheda del notaio Giuseppe Vitale di Stilo per poi essere abbandonata nel 1670 anche se rimane all'ordine di San Basilio fino al 1946. Il primo parroco si suppone sia stato Marcello Jhodarelli nel 1670. Nel 1691 viene descritto nel XVIII paragrafo dell'Appendice III: Delle Sagre Immagini Della Calabria illustrata di Giovanni Fiore da Cropani.

Nell'archivio di stato di Napoli, nel catasto onciario di Stilo del 1743 compare la Cappellania manuale di Santa Maria della Stella. Nel 1098 è presente nel catasto rustico di Pazzano come partita n.323 intestata al romitorio di Santa Maria della Stella e di cui facevano parte un aratorio, una casa rurale con caprile, un querceto, una vigna ed un'area adibita a pascolo. Con una legge del 1867 la proprietà ecclesiale passo al comune di Pazzano.

Nel 1965 don Mario Squillace, parroco di Pazzano, scrive un libro interamente dedicato all'eremo: L'eremo di S. Maria della Stella e nel 1998 nella raccolta di poesia A terra mia Giuseppe Coniglio gli dedica la poesia A stida''.

Il convento

Il convento posto sul lato sud del Monte Stella è suddivisibile in due parti: la chiesa moderna forse settecentesca e la grangia medievale. I due edifici sono separata da una scala che porta in uno spiazzo. L'edificio è in muratura composta da piccoli blocchi e frammenti di roccia e con uso di calce. Sulla Grangia è posto uno stemma nobiliare del 1790 e la chiesa ha una campana del 1639.

Paolo Orsi lo descrive nel 1929: "L'edificio monastico si presenta a pianta rettangolare con accesso posizionato sul lato corto nord, che si apre su un corriodio centrale sul quale si affacciano differenti ambienti. Il piano terra ha il fronte occidentale aderente alla roccia mentre il primo piano presenta una migliore distribuzione degli ambienti e copertura a falde con diverso andamento e inclinazioni".

Il convento è stato sottoposto a restauro negli anni '50 e negli anni '80 del XX secolo.

L'eremo e i suoi affreschi

Vi si accede scendendo una lunga scalinata (62 scalini) scavata nella pietra. Nel santuario si trovano, oltre alla statua della Madonna, i dipinti con l'Immacolata Concezione in tardo Rococò, la Santissima Trinità, affresco del '300 restaurato da Francesco Minniti, l'adorazione dei pastori del '500 forse realizzata a cavallo tra il XIV ed il XV secolo, la Pietà e l'arcangelo Michele.

Di particolare interesse il frammento di un affresco di arte bizantina, raffigurante santa Maria Egiziaca che riceve l'eucaristia dal monaco Zosimo. L'affresco si ritiene sia del X-XI secolo, per la particolare caratteristica delle ciocche disordinate della capigliatura della santa; il raffigurare poi una santa anziché un santo, fa pensare che vi sia stato per un certo periodo un eremitismo femminile. All'interno della grotta vi sono rappresentazioni della Trinità, di Cristo, dell'Arcangelo Michele e la pietà.

All'interno dell'antica cappella vi era il quadro della Donna dell'Apocalisse ora posta nella nuova cappella e portata in processione ogni 15 di agosto.

La statua La statua della madonna con le mani congiunte in preghiera reca l'iscrizione 1562, è alta 1,40 metri ed è stata scolpita nel marmo bianco appoggiata ad uno scannello marmoreo. Potrebbe essere stata commissionata nel XVI secolo ai bottegai messinesi, ed è considerata di sicuro di provenienza siciliana.

Festa

Il 15 agosto di ogni anno si effettua un pellegrinaggio alla grotta santuario della Madonna della stella e celebra l'Assunzione della Madonna che ricorda la festa della Dormitio Virginis bizantina.

Si sale per una strada di montagna (per sole persone) con una forte pendenza a partire dalla "Fontana vecchia" del comune di Pazzano e vi si arriva quasi in cima nei pressi della grotta.

La festa viene già descritta il 17 agosto del 1901 in un articolo di Bruno D'Alteno sulla rivista "La Calabria" come un evento importante per tutta la vallata dello Stilaro, con pellegrini provenienti da tutta la Calabria e talvolta anche dalla Sicilia. Fin dalla sera del 13 agosto giungono pellegrini al grido di "VIva Maria".La Madonna de la Stella di Bruno D'Alteno, rivista La Calabria, 17 agosto 1901.

Leggenda sulla statua della Madonna

La leggenda della statua della Madonna di Monte Stella viene riportata per la prima volta da Giovanni Fiore da Cropani alla fine del XVII secolo nella sua opera Della Calabria illustrata.

Riporteranno successivamente, in tempi recenti, i giornalisti Edoardo Pisani e Bruno d'Alteno. Si racconta che la nave che viaggiava per Messina nella quale era imbarcata la statua della Madonna, inspiegabilmente si fermò a Monasterace. Da essa partì una luce rivolta verso la grotta di Monte Stella. Dei pastori videro lo strano fenomeno, e la stessa Madonna che sopra un carro trainato da buoi si dirigeva verso la grotta. Quando arrivò, iniziò a sgorgare acqua dalla grotta, e vennero portate due giare per raccoglierla. Esse, però miracolosamente non si riempivano mai. All'acqua, come alla Madonna, furono attribuiti poteri taumaturgiciMadonna De la Stella, articolo redatto da uno studioso stilese e pubblicato nel settembre 1901 su LA CALABRIA: rivista di letteratura popolare.

Canzoni dedicate alla Madonna della Stella

Nel libro di Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria illustrata si trova il testo di questa canzone, cantata dai devoti di Stilo che andavano all'eremo di Santa Maria della Stella.

Di seguito la canzone in dialetto calabrese dei pellegrini di Brognaturo (VV) che si dirigono a Riace alla festa dei santi Cosma e Damiano che intonano un canto anche alla Madonna di Monte Stella:

Qui la laude riportata da Bruno D'Alteno nel suo articolo della rivista "La Calabria" nel 1901:

Note

Bibliografia

Voci correlate Pazzano Monte Stella (Serre calabresi)

Altri progetti

Collegamenti esterni

Maria della Stella Pazzano Maria della Stella Categoria:Vallata dello Stilaro Categoria:Serre calabresi Categoria:Architetture di Pazzano Maria della Stella