Il terremoto di Diano Marina colpì la località e i dintorni il 23 febbraio 1887, provocando danni estesi anche a zone distanti dall'epicentro. È stato il sisma più disastroso mai avvenuto in Liguria in epoca storica.

Storia

La prima scossa si verificò alle 6:22 e fu seguita da un'altra alle 6:30 e da una terza alle 8:51, quest'ultima di particolare intensità. Dopo la prima scossa gli abitanti erano fuggiti dalle case; essendo i danni relativamente limitati, molti tornarono nelle abitazioni a raccogliere i loro averi. Sopraggiunsero allora le due scosse principali (la più forte di magnitudo 6,5) che rasero al suolo quasi tutto provocando molte vittime. A Diano Marina non rimase una sola casa intatta: un terzo del paese era totalmente raso al suolo; le vittime vennero calcolate inizialmente a 300 e successivamente a 500. Terminati i soccorsi, le vittime totali del sisma risulteranno 644, la maggior parte delle quali (220) a Bajardo, sepolte dal crollo della volta di una chiesa, affollata quel giorno per la celebrazione del mercoledì delle ceneri. Ad Aurigo, nelle alture di Borgomaro, i fedeli vengono colti dalla prima scossa, uscendo all'esterno e tornando dentro -in assenza di danni rilevanti- per pregare contro la furia della natura: la seconda, delle 6:29, provocherà il crollo della volta, uccidendo diverse persone. Simile storia quella dell'antico borgo -ormai abbandonato- di Bussana Vecchia, raso quasi al suolo.

I primi soccorsi furono insufficienti. Dalla casa del sindaco dianese Ardizzone si fece una prima distribuzione di pane per i sopravvissuti. Sul luogo arrivarono subito il generale del Regio Esercito Maurizio Gerbaix de Sonnaz, il maggiore dei Carabinieri Reali e l'ingegner Normand, del Genio Civile. I lavori di salvataggio furono intrapresi da due Compagnie del Quattordicesimo Fanteria, che estrassero numerosi cadaveri dalle rovine. In mancanza di soccorsi, di medicamenti, di medici (era presente il solo medico di Diano), il cimitero era colmo di cadaveri, accatastati gli uni sugli altri, i feriti erano portati su vagoni ferroviari e si sperava nel prossimo arrivo di una compagnia del Genio. Giunsero in loco i deputati Antonio Capoduro e Vincenzo Massabò; tra i giornalisti erano presenti solo quelli de Il Secolo XIX e Amato dellEpoca Democratica. Nei giorni successivi i sismologi Giuseppe Mercalli e Torquato Taramelli furono inviati dal ministro Bernardino Grimaldi sui luoghi del sisma per raccogliere dati sull'evento; proprio l'analisi della situazione catastrofica trovata in Liguria fu d'ispirazione per Mercalli per l'elaborazione dell'omonima nuova scala, più complessa e completa, per la valutazione dei danni provocati da un sisma. La stessa sarà pubblicata nel 1902.

Tra i vari soccorritori spiccò l'intervento del tenente dei Carabinieri Reali conte Luciano Vittorio Emanuele Francesco Ponci (Parma, 1862 - Milano, 1931), in servizio presso la Legione CC. di Torino, per quest'evento decorato con Medaglia d'Argento al Valor Civile (Regio Decreto del 9 febbraio 1888), la cui motivazione recita: "In data 23 febbraio 1887 adoperandosi in Diano Marina con manifesto rischio della vita in soccorso delle persone pericolanti tra le macerie di case rovinate dal terremoto che desolò la Liguria Occidentale".

Nel giorno del terremoto era presente in città il filosofo Friedrich Nietzsche, che soggiornava spesso a Nizza; quella stessa sera egli uscì in paese e poté vedere i danni e le macerie causati dal terremoto.

Tra gli edifici distrutti vi fu la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate, dove proprio il giorno prima il pittore savonese Lazzaro De Maestri aveva completato i suoi affreschi. La scossa di terremoto venne avvertita fino a Montpellier a ovest, fino a Basilea a nord e fino alla Sardegna settentrionale a sud. A Torino si registrarono tremori alla Mole Antonelliana, al tempo ancora in costruzione. I danni furono rilevati dal geologo italiano Arturo Issel nel dipartimento delle Alpi Marittime fino al paese di Clans, nella valle del fiume Tinée; vi furono danni rilevanti a Grasse e le scosse furono poco sentite tra Villefranche-sur-Mer e Beaulieu-sur-Mer, mentre Castiglione e Mentone furono gli unici centri che subirono danni graviArturo Issel, Il terremoto in Liguria del 1887, Tipografia Nazionale, Roma, 1888.

Si verificò anche un maremoto, con onde alte fino a quattro metri ad Alassio dopo che il mare si era ritirato di ben 30 metri dalla costa tra Mentone e Albissola Marina, provocando danni.

Il totale degli sfollati nell'area colpita fu calcolato in circa 20.000. Secondo la legge del 31 maggio 1887, emanata dal governo Depretis VIII, i comuni colpiti furono 106 nell'attuale provincia di Imperia e 37 nell'attuale provincia di Savona, per un danno economico totale di 15.409.842 lire (esclusi otto comuni).

Elenco parziale dei centri danneggiati Provincia di Porto Maurizio Circondario di Porto Maurizio Porto Maurizio: alcune case crollate; un morto e 8 feriti. Aurigo: 10 morti e un ferito. Borgomaro: gravi danni, crollo cuspide del campanile. Cervo: un morto e 4 feriti. Pantasina: un morto e 3 feriti. Diano Castello: 32 morti e 15 feriti. Diano Marina: un terzo delle case abbattute; 190 morti e 102 feriti. Oneglia: molte case crollate; 20 morti, tra i quali un soldato, e 25 feriti, tra i quali 10 soldati e 3 carabinieri. Piani: un ferito. Valloria: un morto e 3 feriti. Villatalla: un morto e 5 feriti.

Circondario di Sanremo Apricale: sette feriti, ridotto a stuolo di macerie, senza vittime, essendo gli abitanti in quel momento usciti di casa per il viatico. Bajardo: allora di abitanti, con 226 morti, quasi tutti (224) rimasti sepolti nel crollo della chiesa, e 60 feriti Bussana: 53 morti e 27 feriti; fu ridotta in macerie e venne ricostruita a valle come Bussana Nuova.Il vecchio centro, rimasto abbandonato per 80 anni, dagli anni sessanta del Novecento fu rivitalizzato dall'arrivo di vari pittori giunti con l'idea di farne un villaggio di artisti. Camporosso: un ferito. Castellaro: 38 morti e 65 feriti. Castelvittorio: cinque morti e due feriti. Ceriana: cinque morti e 12 feriti Coldirodi: due feriti. Molini di Triora: molti danni. Montalto Ligure: un morto e sei feriti; il paese fu completamente distrutto. Pompeiana: cinque morti e sette feriti. Taggia: otto morti e cinque feriti. Triora: due morti e sei feriti. Vallecrosia: due morti e cinque feriti. Ventimiglia: nessuna vittima, ma moltissimi danni ad abitazioni e fabbricati.

Provincia di Genova Circondario di Albenga Albenga: tre feriti. Alassio: quattro morti e tre feriti. Andora: due morti e 16 feriti. Bardino Nuovo: un ferito. Campochiesa: due feriti. Finalborgo: sette feriti. Finalmarina: un ferito. Finalpia: due morti e un ferito. Pietra Ligure: tre feriti.

Circondario di Savona Savona: diverse case crollate, 10 morti, 15 feriti di cui 4 gravi; negozi chiusi, municipio e sottoprefetto radunati nel giardinetto pubblico. Albissola Marina: tre morti e 10 feriti. Albisola: alcune case crollate, 2 morti. Altare: crollato il campanile dell'oratorio di San Sebastiano. Cogoleto: un ferito. Loano: danneggiato il tetto del duomo, che verrà poi abbattuto e ricostruito in forma di cupola. Noli: 16 morti e 17 feriti, crollarono varie case. Quiliano: danneggiato uno dei campanili della chiesa del S.S. Salvatore, in località Valleggia. Urbe: danneggiata la chiesa di San Giacomo il Maggiore, nella frazione di Martina Olba. Vado Ligure: un ferito. Vezzi Portio: un morto e un ferito.

Francia Mentone: nessuna vittima, gravi danni alle abitazioni. Castillon: due vittime, paese distrutto e ricostruito più in basso. La Bollène-Vésubie: due vittime. Entrevaux: una vittima in frazione Saint-Pierre, lievi danni. Le Bar-sur-Loup: due vittime, gravi danni ad alcune abitazioni. Nizza: due vittime, distrutta la scuola materna del quartiere Saint-Etienne e particolarmente colpita la città vecchia. Marsiglia: una vittima e lievi danni agli edifici più vecchi.

Note

Bibliografia

Voci correlate Terremoti in Italia

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