Ha vinto uno scudetto nel 1974 con la maglia della , squadra di cui è considerato una bandieraVincenzo D'Amico Golcalcio.it.

Caratteristiche tecniche Giocatore Centrocampista di spiccate attitudini offensiveI nostri personaggi, la nostra storia: Vincenzo D'Amico Sslaziofans.it, veniva impiegato in appoggio agli attaccanti, come mezzapunta oppure ala. Grazie alle proprie qualità tecniche, era un abile uomo-assist nonché esecutore di calci di punizione.

Carriera Giocatore Club Gli esordi e l'arrivo alla Lazio

Dopo gli esordi nel Cos LatinaD'Amico e Bruno Conti in anticamera, La Stampa, 8 ottobre 1980, p. 20 e nelle giovanili dell', nel 1970 passa alla , portato dall'osservatore Carlo Galli. Utilizzato come mezzala nella Primavera, partecipa anche al Campionato De Martino segnalandosi tra i migliori elementi delle giovaniliCatapano: "Lorenzo farà il miracolo", Corriere dello Sport, 23 gennaio 1971, p. 12. Nella stessa annata entra saltuariamente nel giro della prima squadra, allenata dall'argentino Juan Carlos LorenzoStellone, D'Amico e Masuzzo stelle laziali al "Nistri", Corriere dello Sport, 19 giugno 1971, p. 9.

Nella stagione successiva fa il suo esordio con le Aquile, non ancora diciottenne, il 21 maggio 1972 nella vittoria interna sul , giocando come ala sinistraDue "penalty" di Chinaglia per avere ragione del Modena , l'Unità, 22 maggio 1972, p. 9. Il 5 ottobre successivo, nel corso di un'amichevole a Rieti, subisce un infortunio ai legamenti del ginocchioD'Amico grave infortunio al ginocchio. Tornerà in campo (forse) tra due mesi, Corriere dello Sport, 6 ottobre 1972, p. 1, che lo costringe a saltare l'intero campionato 1972-1973.

Una volta ristabilitosi debutta in Serie A il 14 ottobre 1973, in Lazio-Sampdoria (1-0); diventa titolare nella squadra allenata da Tommaso Maestrelli, che lo preferisce al più esperto Pierpaolo Manservisi, con il compito di assistere il centravanti Giorgio ChinagliaCalcio, morte Chinaglia; D'Amico, in apparenza burbero, era un buono Repubblica.it. Nel contesto di una Lazio divisa in clan, D'Amico mantiene una posizione neutrale, sotto la diretta tutela di Maestrelli e del capitano Giuseppe WilsonVincenzo Di Michele, Pino Wilson Vero capitano d'altri tempi, Fernandel dovuta alla giovane età. Alla sua prima stagione completa tra i titolari totalizza 27 presenze con due reti (tra cui una nel derby di ritorno, contro la ); vince lo scudetto e viene premiato come miglior giovane del campionato.

Nelle annate successive offre un rendimento discontinuo, anche a causa di uno stile di vita poco professionale, e perde il posto a favore di Roberto Badiani; nel settembre 1977 subisce un nuovo infortunio, questa volta di tipo muscolare, nella partita di Coppa UEFA contro il BoavistaValanga sul Boavista: 5-0 , l'Unità, 29 settembre 1977, p. 12, e le presenze in campionato sono in tutto 9. Torna stabilmente titolare a partire dall'anno successivo, sotto la guida di Bob Lovati, e sul finire del campionato 1979-1980 diventa capitano della squadra, dopo le vicende legate al calcioscommesse che privano la Lazio di quattro titolariGran gol del «capitano». La Lazio-giovane esulta , l'Unità, 31 marzo 1980, p. 11; nel contesto di una squadra composta prevalentemente da giovani del vivaio contribuisce alla salvezza biancoceleste, poi vanificata dalla sentenza del giudice sportivo.

La parentesi al Torino Nel giugno 1980 D'Amico viene ceduto dalla Lazio, contro la volontà dello stesso giocatoreD'Amico, tanta classe e qualche dubbio, La Stampa, 30 giugno 1980, p. 11; l'operazione, avallata dal nuovo allenatore laziale Ilario CastagnerD'Amico: «Finalmente lotto per lo scudetto», La Stampa, 11 luglio 1980, p. 10, era dettata dalle difficoltà finanziarie della società. Si trasferisce al , in cambio di 300 milioni e della comproprietà di Giuseppe GrecoD'Amico al Torino, la Fiorentina punta su Rossi, La Stampa, 29 giugno 1980, p. 20; nella squadra granata, allenata da Ercole Rabitti, eredita il ruolo di fantasista di fascia appartenuto a Claudio SalaD'Amico al Torino: Sala ha trovato in me l'erede, La Stampa, 11 luglio 1980, p. 11.

Disputa un campionato altalenante e inferiore alle atteseD'Amico è l'immagine dei problemi del Torino, La Stampa, 3 aprile 1981, p. 20; dopo la sostituzione di Rabitti con Romano Cazzaniga viene talvolta escluso dalla squadra, a favore di un assetto più coperto, l'Unità, 12 marzo 1981, p. 16, e sul finire di stagione chiede di tornare alla LazioD'Amico adesso spera di tornare alla Lazio, La Stampa, 21 maggio 1981, p. 21. Con la maglia del Torino totalizza 26 presenze e una rete in campionato, a cui si aggiungono nove presenze e quattro reti in Coppa Italia (competizione nella quale i granata vengono sconfitti in finale dalla ) e sei presenze con due reti in Coppa UEFA.

Il ritorno alla Lazio, gli ultimi anni alla Ternana

Nel 1981 ritorna alla Lazio per 600 milioni di lireUltimi colpi: D'Amico alla Lazio e Vierchowod (prestito) in viola , l'Unità, 16 luglio 1981, p. 12, accettando di giocare in Serie B. I biancocelesti, partiti con l'obiettivo della promozione, ottengono invece la salvezza solo nelle ultime giornate; D'Amico contribuisce con dieci reti in trenta partite (miglior marcatore della squadra), tra cui la tripletta messa a segno alla penultima giornata, decisiva ai fini della salvezza, che permette alla squadra di Roberto Clagluna di rimontare il per 3-2.

Nella stagione successiva, grazie anche ai rientri di Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, ottiene con la Lazio la promozione in Serie A, cui fa seguito la salvezza nel campionato 1983-1984: a causa dell'infortunio di Giordano, viene utilizzato come finto centravanti formando con il danese Michael Laudrup la coppia d'attacco, e segna sette reti, con una doppietta nel derby pareggiato contro la Roma del 26 febbraio 1984. Rimarrà alla Lazio fino al campionato di Serie B 1985-1986, nel quale disputa solo dieci partite, limitato da problemi fisici e dall'impiego da parte del mister Luigi Simoni del giovane talento Francesco Dell'Anno nel suo ruolo; chiude la propria esperienza con i capitolini con 276 presenze e 40 reti in campionato, e 338 presenze complessive tra campionato e coppe, che ne facevano all'epoca il terzo giocatore con più presenze in maglia biancoceleste dopo Pino Wilson e Aldo Puccinelli.

Nel 1986 passa alla in Serie C2. Con gli umbri, di cui diventa capitano, gioca le sue due ultime stagioni: nella prima, allenato dall'ex compagno di squadra laziale Mario Facco, D'Amico mette a segno 13 gol che non bastano alla squadra rossoverde per ottenere la promozione (nonostante i favori della vigiliaL'onta del fallimento Ternanacalcio.com); nella seconda, invece, la squadra si salva, nel contesto di una grave crisi societaria, e D'Amico realizza altre 7 reti.

In carriera ha totalizzato complessivamente 227 presenze e 26 reti in Serie A e 75 presenze e 15 reti in Serie B.

Nazionale Convocato nella nazionale Juniores già a partire dal 1971Ingrassia e D'Amico "spopolano" a Coverciano, Corriere dello Sport, 26 febbraio 1971, p. 10, colleziona in seguito una presenza nella nazionale Under-23, nel 1973, e sette nella nazionale BAlmanacco illustrato del calcio 2007, Panini, p. 596.

Non riuscirà mai a indossare la maglia della nazionale maggiore, anche a causa di incomprensioni di natura tattica con il commissario tecnico Enzo Bearzot«L'azzurro non m'interessa», La Stampa, 17 dicembre 1980, p. 10 e per la concorrenza di Franco Causio e Claudio Sala. Viene convocato per la prima e unica volta nel settembre 1980, in vista delle partite contro il Lussemburgo e la Danimarca, senza scendere in campo; a causa di ciò, nel dicembre successivo attacca il CT, reo di averlo escluso senza spiegazioni.

Allenatore e dirigente Per alcuni anni allena a livello giovanile, nella Pantheon Travel (squadra minore romana) e poi nella Lazio, di cui nel 1999 diventa osservatore.

Dal 2007 al 2009 guida la rinascita del calcio nella sua città natale ricoprendo l'incarico di presidente della Virtus LatinaI Presidenti dell'U.S. Latina Calcio Uslatinacalcio.it. Lascia nel 2009, con la fusione delle due compagini latinensi, che portano alla nascita del , per andare a ricoprire l'incarico di direttore generale dell'Adrano, compagine siciliana militante nel campionato di Serie DD'Amico direttore generale dell'Adrano Laziofamily.com.

Dopo il ritiro Parallelamente all'attività di dirigente inizia quella di commentatore sportivo in varie emittenti locali fino a quando, nel 1999, passa alla Rai come commentatore tecnico; partecipa a diverse trasmissioni tra cui Stadio Sprint, La grande giostra del gol su Rai International, 90º minutoParola di ex, Fascetti: «Penso ancora a quel brutto finale...» Corriereirpinia.it e Maxinho do Brazil. Interviene inoltre nel programma televisivo Goal di notte, in onda su T9Invito a cena con Ronaldo, la Repubblica, 6 maggio 1998, p. 6 - sez. Roma, e interviene varie volte nel corso della settimana, come opinionista, nelle programmazioni radiofoniche delle emittenti romane Radiosei e Radio Incontro Olympia; in entrambe le trasmissioni, commenta le prestazioni della Lazio.

Nel maggio 2023 rivela di essere malato di cancro; a distanza di qualche settimana, il 1º luglio, muore a Roma all'età di 68 anni. Nei giorni seguenti, nella Capitale viene allestita una prima camera ardente in Campidoglio, e quindi celebrato un primo funerale nella chiesa della Gran Madre di Dio; una seconda camera ardente viene allestita presso il museo civico Duilio Cambellotti nella natìa Latina, e quindi celebrato un secondo funerale nella locale chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti. Nella stessa Latina trova sepoltura.

Statistiche Presenze e reti nei club StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotaleCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti 1971-1972 B 1 0 CI 6 1 - - - - - - 7 1 1972-1973 A 0 0 CI 0 0 - - - - - - 0 0 1973-1974 A 27 2 CI 6 0 CU 3 0 - - - 36 2 1974-1975 A 26 0 CI 4 1 - - - - - - 30 1 1975-1976 A 22 4 CI 8 2 CU 1 0 - - - 31 6 1976-1977 A 17 2 CI 4 1 - - - - - - 21 3 1977-1978 A 9 2 CI 2 1 CU 3 0 CE 0 0 14 3 1978-1979 A 25 2 CI 3 0 - - - - - - 28 2 1979-1980 A 28 4 CI 5 1 - - - - - - 33 5 1980-1981 A 26 1 CI 9 4 CU 6 2 TC 1 0 42 7 1981-1982 B 30 10 CI 3 0 - - - - - - 33 10 1982-1983 B 34 4 CI 4 1 - - - - - - 38 5 1983-1984 A 25 7 CI 5 1 - - - - - - 30 8 1984-1985 A 22 2 CI 3 1 - - - - - - 25 3 1985-1986 B 10 1 CI 2 1 - - - - - - 12 2Totale Lazio 276 40 55 11 7 0 0 0 338 51 1986-1987 C2 27 13 CI-C 6Coppa Italia 1986-1987 Databaserossoverde.it 3 - - - - - - 33 16 1987-1988 C2 29 7 CI-C 4Coppa Italia 1987-1988 Databaserossoverde.it 0 - - - - - - 33 7Totale Ternana 56 20 10 3 - - - - 66 23Totale carriera 358 61 74 18 13 2 1 0 446 81

Palmarès Giocatore Club Competizioni nazionali

Lazio: 1973-1974

Altre competizioni

Lazio: 1970-1971

Lazio: 1973-1974

Individuale Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Riconoscimenti alla memoria (2023)

Nella cultura di massa Il cantautore romano Toni Malco, già autore dell'inno ufficiale della Lazio, ha omaggiato la memoria di D'Amico nel 2026 col brano Vincenzo io ci penso.

Sempre dal 2026 a D'Amico è intitolato un centro sportivo polivalente nella natìa Latina, nel quartiere Q4, nella zona di Nuova Latina Isonzo; all'interno del centro vi è anche un mezzobusto in travertino raffigurante il calciatore.

Note

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Categoria:Membri della Hall of Fame del calcio italiano