Le reti transeuropee dei trasporti o RTE-T, più comunemente note come TEN-T (dall'inglese Trans-European Networks – Transport), sono un insieme d'infrastrutture di trasporto integrate previste per sostenere il mercato unico europeo, garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e rafforzare la crescita, l'occupazione e la competitività dell'Unione europea. La politica delle reti transeuropee mira a realizzare entro il 2050 una rete multimodale di alta qualità, che colleghi ferrovie, strade, vie navigabili interne e rotte marittime a breve raggio in tutta l'Unione, senza interruzioni fisiche, strozzature o collegamenti mancanti.

In passato, i sistemi di trasporto europei si sviluppavano per lo più secondo criteri nazionali, con la conseguente scarsità o completa assenza di interconnessioni ai confini o lungo corridoi strategici. La debolezza delle interconnessioni di trasporto ostacola la crescita economica. Sin dagli anni novanta, la politica RTE-T ha orientato i fondi europei al sostegno della realizzazione di progetti infrastrutturali fondamentali per l'Europa.

La base giuridica delle reti si fonda sul Trattato di Maastricht siglato nel 1992, benché si possano individuare dei primi documenti di lavoro sin dai primi anni ottanta, in special modo quelli prodotti dalla Tavola rotonda europea dell'industria. Un altro documento fondamentale è stato il Libro bianco sui trasporti Lo sviluppo futuro della politica comune dei trasporti, pubblicato nel dicembre del 1992, modificato poi dai successivi Libri bianchi del 2001 e del 2011. La decisione formale sullo sviluppo delle RTE-T avvenne con la decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea.

Descrizione Le reti di trasporto transeuropee sono definite come una delle tre classi costituenti le reti transeuropee, previste dall'Unione europea con l'articolo 129b, titolo XII, del Trattato di Maastricht del 1992. Il Trattato ha l'obiettivo di creare un mercato interno europeo e di sviluppare la coesione economica e sociale; tale mercato unico, con libertà di movimento per beni, persone e servizi, necessita di infrastrutture efficienti e moderne. Le reti RTE sono state dunque definite anche a questo scopo, oltre che per garantire l'interconnessione e l'interoperabilità delle reti nazionali. Inoltre, la costruzione delle reti transeuropee è vista come un importante elemento di crescita economica e occupazionale.

La Commissione europea ha sviluppato linee-guida relative ad obiettivi, priorità, identificazione dei progetti di interesse comune e linee maestre per i tre settori coinvolti (trasporti, energia e telecomunicazioni). Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea hanno approvato tali linee-guida dopo essersi consultati con il Comitato economico e sociale e con il Comitato delle regioni.

A partire dal 2006, la responsabilità per l'implementazione e la gestione del programma RTE-T fu affidata all'Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto (TEN-T EA), soppressa il 31 dicembre 2013 e sostituita dall'Agenzia europea per l'innovazione e le reti (INEA), a sua volta confluita il 1º aprile 2021 nell'Agenzia esecutiva europea per il clima, l'infrastruttura e l'ambiente (CINEA), attualmente responsabile della gestione del programma.

Il Trattato ha definito tre classi di reti transeuropee. Reti di trasporto transeuropee (RTE-T) suddivise in: rete stradale transeuropea; rete ferroviaria transeuropea (che include la rete ferroviaria convenzionale transeuropea e la rete ferroviaria ad alta velocità transeuropea); rete fluviale transeuropea e porti per la navigazione interna; rete di porti marittimi transeuropea; rete marittima transeuropea (detta anche «autostrade del mare»), aggiunta dall'elenco dalla Decisione n. 884/2004/CE; rete aeroportuale transeuropea; rete combinata di trasporti transeuropea; rete di informazione e gestione delle spedizioni transeuropea; rete di gestione del traffico aereo transeuropea, che comprende il Cielo unico europeo (CUE) e i concetti di ricerca ATM (SESAR). Reti energetiche transeuropee (RTE-E) che includono i seguenti progetti prioritari: rete offshore mari del Nord; interconnessioni elettriche nord-sud in Europa occidentale; interconnessioni elettriche nord-sud in Europa centrale e orientale; piano di interconnessione elettrica del Mercato Energetico Baltico; gasdotti nord-sud in Europa occidentale; gasdotti nord-sud in Europa centrale e orientale; corridoio meridionale del gas, che a sua volta include: gasdotto Trans-Adriatico (TAP); gasdotto Adriatico Ionio (IAP); piano gas di interconnessione del Mercato Energetico Baltico; area tematica prioritaria d'implementazione delle reti intelligenti. Reti di telecomunicazioni transeuropee (eRTE) che include la rete di posizionamento e navigazione satellitare transeuropea.

Struttura della rete

Con l'adozione del Regolamento (UE) n. 1315/2013 del 17 ottobre 2013 – poi sostituito dal Regolamento (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024 – la rete RTE-T è articolata su tre livelli gerarchici, ciascuno con una scadenza di completamento distinta:

Rete globale: garantisce la copertura dell'intero territorio dell'UE e l'accessibilità di tutte le regioni. È costituita da tutte le infrastrutture di trasporto, esistenti e pianificate, che realizzano gli obiettivi di coesione territoriale, integrando e interconnettendo la rete centrale. Deve essere completata e resa pienamente interoperabile entro il 2050. Rete centrale: comprende le parti più strategicamente rilevanti della rete globale, destinate a smistare i principali flussi di traffico merci e passeggeri a lunga distanza. Deve essere completata entro il 2030. Rete centrale estesa: livello intermedio introdotto dal Regolamento 2024/1679, comprende le tratte prioritarie della rete globale che fanno parte dei corridoi di trasporto europei, con particolare attenzione ai grandi progetti transfrontalieri. Deve essere completata entro il 2040.

Finanziamento Il finanziamento dei progetti RTE-T proviene da fonti diverse, combinate in modo variabile a seconda del tipo e della localizzazione del progetto. La disciplina del finanziamento comunitario si è evoluta attraverso una serie di atti normativi: il Regolamento (CE) n. 2236/95 del 18 settembre 1995, modificato successivamente dal Regolamento (CE) n. 1655/1999 e dal Regolamento (CE) n. 807/2004; infine il Regolamento (CE) n. 680/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2007, che ha stabilito norme generali per la concessione di contributi comunitari nel settore delle reti transeuropee di trasporto e di energia.

Lo strumento principale di finanziamento diretto dell'UE è il fondo "Meccanismo per collegare l'Europa" (MCE), istituito per il periodo 2014–2020 con il Regolamento (UE) n. 1316/2013 (CEF 1) e rinnovato per il periodo 2021–2027 con il Regolamento (UE) 2021/1153 (CEF 2). In generale, i progetti RTE-T sono prevalentemente finanziati dai governi nazionali degli Stati membri. Ulteriori fonti di finanziamento includono: i fondi dell'Unione europea: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e la dotazione specifica del bilancio RTE-T; prestiti di istituzioni finanziarie internazionali, in particolare la Banca europea per gli investimenti (BEI); finanziamenti privati, anche attraverso formule di partenariato pubblico-privato.

Il MCE prevede contributi a fondo perduto per studi, lavori e strumenti finanziari combinati. Per ciascun progetto beneficiario viene stipulato un accordo di sovvenzione tra la Commissione europea e i soggetti attuatori. A titolo di esempio, la sezione transfrontaliera della ferrovia Torino-Lione ha beneficiato nell'ambito della terza edizione del MCE (2024–2027) di un contributo di 700 milioni di euro, risultando il terzo maggiore investimento europeo tra i 134 progetti selezionati.

La rete stradale Storia normativa La rete stradale transeuropea è un complesso progetto costituito sia dall'insieme delle grandi direttrici che attraversano le singole nazioni europee sia dei progetti di interconnessione prioritari. La sua disciplina giuridica si è evoluta attraverso successivi atti normativi: decisione n. 629/1993/CEE del Consiglio del 29 ottobre 1993, che ha istituito la rete stradale transeuropea; decisione n. 1692/96/CE del 23 luglio 1996, che ha ridefinito gli orientamenti comunitari e costituisce il fondamento iniziale dell'intera politica RTE-T; decisione n. 661/2010/UE del 7 luglio 2010, che ha ulteriormente riorganizzato la rete; regolamento (UE) n. 1315/2013 del 17 ottobre 2013, che ha introdotto la distinzione tra rete globale e rete centrale e ha fissato requisiti tecnici minimi per le strade della rete centrale in termini di sicurezza, larghezza delle corsie e standard ambientali; regolamento (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024, che ha abrogato il Regolamento n. 1315/2013, ridefinendo la struttura complessiva della rete su tre livelli e aggiornando i requisiti tecnici stradali, con particolare attenzione alle infrastrutture per i combustibili alternativi e alle aree di parcheggio sicure per gli autotrasportatori.

Principali infrastrutture stradali realizzate Tra le infrastrutture stradali realizzate nell'ambito delle prime fasi del progetto RTE-T figurano: ponte di Øresund, Danimarca e Svezia (inaugurato nel 2000); adeguamento della Motorway M25, Regno Unito (1985); adeguamento della Motorway M20, Regno Unito (1986, 1989); strada europea E18, Europa del nord (1995–2001); estensione della A6, Germania (1997); adeguamento della Autoroute A43, Maurienne, Francia (1998); A8, Germania (2000); le autostrade P.A.Th.E. (nord-sud) e Via Egnatia (est-ovest), Grecia (1990–2004); interconnessione Irlanda–Regno Unito–Benelux.

In aggiunta ai specifici progetti prioritari si affiancano i «progetti di interesse comune», i quali soddisfano i criteri stabiliti dalla normativa vigente e la cui implementazione dipende dal grado di maturità e dalla disponibilità delle risorse finanziarie.

La rete stradale nel quadro del Regolamento 2024/1679 Il Regolamento (UE) 2024/1679, nel disciplinare il settore stradale (art. 13), conferisce priorità allo sviluppo di una rete sicura e protetta, con sufficienti infrastrutture per i carburanti alternativi e aree di parcheggio adeguate per gli autotrasportatori. Coerentemente con gli obiettivi del Patto Verde europeo, il Regolamento prevede che almeno 30 milioni di autovetture a emissioni zero e 80 000 autocarri a emissioni zero circolino sulle strade dell'Unione entro il 2030, e che quasi tutte le autovetture, i furgoni e gli autobus nuovi siano a emissioni zero entro il 2050. Rispetto al passato, il focus si sposta dall'esclusiva realizzazione di nuove infrastrutture verso l'ottimizzazione e la sostenibilità dell'esistente, inclusa la gestione efficiente della capacità e del traffico e la promozione della multimodalità.

La rete ferroviaria La rete ferroviaria transeuropea è un complesso progetto di rete ferroviaria costituito dall'insieme delle grandi direttrici che attraversano le singole nazioni; queste sono state individuate e determinate la prima volta con l'adozione della Decisione 1692/96/CE del 23 luglio 1996, per essere ridefinite nel 2004 con la Decisione n. 884/2004/CE e nuovamente nel 2013 e nel 2024 con i rispettivi regolamenti.

Descrizione