Il Tempietto di Seppannibale, conosciuto originariamente come chiesa di San Pietro lo Petraro si trova a Fasano, sulla strada per Monopoli, nei pressi di un tratto sostitutivo dell'antica via Appia Traiana.

Si trova all'interno del complesso fortificato della Masseria Seppannibale Grande ed è una piccola chiesa altomedievale, realizzata tra la fine del VIII e gli inizi del IX secolo.

Il tempietto, a pianta quadrangolare, è di appena otto metri di lato, e presenta tre navate scandite da archi su pilastri e semipilastri, con una copertura della navata centrale costituita da due cupole in asse impostate su mensole e nicchiette angolari. Per le sue caratteristiche rappresenta un unicum nell'architettura longobarda pugliese. È particolarmente celebre per i resti di affreschi di scuola beneventana (VIII sec.), che ritraggono scene bibliche ed episodi dell'Apocalisse di Giovanni, accompagnati da elementi naturalistici come fiori rossi sullo sfondo, in linea con altri capolavori dell'arte longobarda in Puglia.

In due donazioni (1086 e 1099) Goffredo, conte di Conversano, donò la chiesetta di San Pietro Beterano all'abate Lorenzo di Monopoli.

Il nome "Seppannibale" deriva probabilmente dal diminutivo di Giuseppe Annibale, membro della famiglia Indelli, proprietaria della contrada negli ultimi due secoli. Il complesso, di proprietà privata, è accessibile al pubblico previa prenotazione e fa parte di un'ampia area archeologica che testimonia un'occupazione del territorio che si estende dall'età romana all'età altomedievale.

Gli scavi archeologici

Negli anni novanta, Gioia Bertelli, docente di archeologia paleocristiana e altomedievale presso il dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli Studi di Bari, si è occupata delle indagini archeologiche dell'edificio religioso e dell'insediamento correlato ad esso.

Nella zona antistante alla chiesa sono emerse tracce di un abitato tardo antico, la cui fase di vita è compresa tra il IV e l'VII secolo. Le strutture tardoantiche si appoggiavano su muri di età precedenti (molto probabilmente di età romana, per il ritrovamento di monete degli imperatori Vespasiano, Antonino Pio e Commodo).

Al di sotto dell'edificio sacro sono state rinvenute tracce di muratura, forse un recinto sacro, con la presenza di animali (testa di un cervide, capretta integra, capro intero con nella bocca un chiodo di bronzo, una moneta e nei pressi una lucerna). La datazione è approssimabile all'inizio dell'impero.

Le ricerche condotte tra il 2003 e il 2006 hanno permesso di ricostruire la storia del sito, evidenziando un primo insediamento di età repubblicana, seguito da un periodo di espansione altomedievale e infine da una riqualificazione del sito con la costruzione del tempietto.

Bibliografia Gioia Bertelli, Il tempietto di Seppannibale in territorio di Fasano, in Società, cultura, economia nella Puglia medievale, atti del convegno di studi "Il territorio a sud-est di Bari in eta medievale" (Conversano, 13-15 maggio 1983) a cura di Vito L'Abbate. Dedalo, Bari 1985, pp. 235–276. Gioia Bertelli, Cultura longobarda nella Puglia altomedievale: il tempietto di Seppannibale presso Fasano, con uno studio epigrafico di Giuseppe De Spirito; rilievi fotogrammetrici di Maurizio Minchilli, Edipuglia, Bari 1994. ISBN 88-7228-120-2 Gioia Bertelli - Giorgia Lepore (a cura di), Masseria Seppannibale Grande in agro di Fasano (BR), Adda, Bari 2011. ISBN 9788880829317 Maria Luisa Semeraro Herrmann, L'Enigma del tempietto di San Pietro Veterano di Fasano (denominato Seppannibale), Schena Editore, Fasano 2017. ISBN 9788868061708

Voci correlate Chiese a sala con cupole in asse.

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