La Fuego è una autovettura coupé a quattro posti prodotta dalla Renault tra il 1980 ed il 1992.
Storia e sviluppo
Intorno alla metà degli anni settanta Renault iniziò la pianificazione per la sostituzione dei modelli 15 e 17, la coppia di coupé derivata dalla Renault 12.
Robert Opron, ex-Citroën e da poco direttore del centro stile Renault, lanciò inizialmente l'idea di un coupé "alto di gamma", partendo dalla base tecnica della Renault 30 e utilizzando il medesimo motore PRV (un V6 da 2.664 cm³). I vertici aziendali, però, non appoggiarono questo progetto, desiderando al contrario riproporre lo stesso concetto di coupé delle R15 e 17, in grado di abbracciare un mercato il più ampio possibile. Questa era la proposta del settore marketing, per la quale furono utilizzati alcuni disegni di Michel Jardin.
La nuova coupé venne quindi sviluppata sulla base della Renault 18, la berlina media che nel 1978 sostituì la R12. La denominazione inizialmente prevista ("19") venne in seguito abbandonata in favore del nome "Fuego" ("fuoco" in spagnolo), che assieme a "Espace" rappresentò l'unica eccezione nella serie numerica adottata da Renault per quasi tre decenni, dall'inizio degli anni sessanta alla fine degli anni ottanta.
La presentazione alla stampa si tenne alla fine del mese di gennaio del 1980 a Jerez de la Frontera, in Spagna, mentre quella al pubblico avvenne nel febbraio, al Salone dell'automobile di Ginevra. La commercializzazione iniziò nel successivo mese di marzo.
Design
Dell'erede dei modelli 15 e 17 si cominciò a parlare già nel corso del 1975, tuttavia il progetto della Fuego partì nel gennaio 1976La Renault Fuego de mon père, A. Grégoire, pag.17, ETAI, con le prime concrete proposte estetiche basate sugli schizzi di Michel Jardin. Le idee iniziali, evidentemente solo esercizi di stile, furono rielaborate cercando però di conservare il loro spirito originario.
La linea definitiva, congelata nel novembre del 1978, riproponeva la carrozzeria a due volumi già utilizzata nella coppia R15-R17, ma si distingueva per il grande lunotto avvolgente che fungeva da portellone; una soluzione simile a quella che Porsche aveva proposto quattro anni prima con la 924 e poi riutilizzata ancora da Renault nei primi anni ottanta sui modelli 11 e 25.
Vi erano poi altre soluzioni estetiche caratterizzanti, la più originale ed evidente delle quali era la fascia nera in materiale plastico rigato che, partendo dalla base del portellone in vetro, proseguiva sulla fiancata. L'effetto estetico appariva come un'estensione del "vuoto" costituito dalla vetratura laterale, alla quale si collegava all'altezza dello specchio retrovisore esterno, anch'esso in materiale plastico nero, enfatizzando l'andamento della linea di cintura. Un primo accenno a questa idea era stato proposto nel luglio del 1978 con la Renault 14 TS, versione sportiveggiante caratterizzata da una fascia adesiva nera sul fianco del cofano motore, che partiva dallo specchio retrovisore e sfumava verso il frontale. Interpretazioni successive furono invece adottate da Alfa Romeo, prima sulla Nuova Giulietta (fascia portatarga sulla coda nella terza serie del 1983) e poi sulla 75.
Altrettanto innovativi erano i paraurti in plastica, in particolare quello anteriore che integrava la parte bassa del parafango e partendo dalla ruota arrivava alla base dei fari; un design particolare ripreso poi dalla R25. La maniglia della portiera "scavata" nella fiancata era invece derivata dalle precedenti 15 e 17, nonché dalla piccola 5 del 1972 e in quegli anni fu adottata anche da altre case come Fiat (sulla coeva Panda e poi sulla Uno) e Citroën (sulla AX).
La Fuego si distingueva inoltre per la particolare cura aerodinamica, rivelata dalla forma a cuneo e confermata dal valore di 0,347 del Cx dichiarato al debutto. In un periodo caratterizzato dall'affermarsi delle linee tese e squadrate, la Fuego si inseriva dunque nel filone minoritario delle auto dalle forme tondeggianti, che Renault aveva seguito anche con la R14 e la R18; considerato lo spirito sportivo della vettura, molti degli elementi di originalità della Fuego descritti sopra avevano la funzione di incrementare il dinamismo della linea e di alleggerirla aumentando notevolmente il rapporto vuoti/pieni dei volumi.
Gli interni, disegnati da F. Lampreia, presentavano una plancia costituita da due parti: il corpo principale, che integrava la console centrale, era realizzato con un unico blocco in materiale plastico, disponibile in più tonalità in base ai rivestimenti e al colore della carrozzeria; il quadro portastrumenti, ai lati del quale si trovavano i pulsanti di alcuni comandi secondari, era invece contenuto nel sovrastante cruscotto rivestito nel medesimo materiale, al pari della porzione superiore della corona dello sterzo a due razze (escluso l'allestimento base, che aveva il volante totalmente nero). Questa stessa plancia fu poi adottata dalla Renault 18 "Type 2" del 1985, quando sulla Fuego era ormai presente quella modificata nel 1983. L'intonazione sportiva dell'auto era sottolineata dai sedili avvolgenti con i poggiatesta integrati nello schienale (anche questa un'idea che rimandava a modelli Porsche). I sedili posteriori avevano lo schienale abbattibile e separato, che consentiva di estendere il piano di carico e aumentare la capacità del bagagliaio da 375 a oltre 800 litriQuesti sono i valori dichiarati da Renault in alcuni documenti destinati al mercato francese, mentre in altri venivano indicate capacità di 338 e 781 dm3 rispettivamente..
Tecnica
Lo schema tecnico della Fuego non presentava alcuna particolare novità, essendo in gran parte basato su quello della Renault 18: trazione anteriore con motore longitudinale, retrotreno ad assale rigido e sospensioni anteriori a ruote indipendenti, queste ultime riprese dalla coppia Renault 20 e 30 con lo schema a due bracci trasversali sovrapposti, con la novità del braccio a terra negativo introdotta pochi mesi prima con la versione Diesel della R20.
Al debutto erano disponibili due motori, entrambi a quattro cilindri in linea, alimentati a benzina, con carburatore e aspirazione atmosferica, con distribuzione ad aste e bilancieri con albero a camme laterale: il motore più piccolo (1.397 cm³) proveniva dai cosiddetti "motori Cléon", mentre quello più grande (1.647 cm³) apparteneva alla famiglia "Type A".
Tre erano le trasmissioni disponibili: il motore più piccolo era associato solamente a cambi manuali a quattro (di serie) o cinque (con sovrapprezzo) marce, mentre al motore più potente potevano essere abbinati il cambio manuale a cinque marce oppure un automatico a tre rapporti.
L'impianto frenante prevedeva dischi alle ruote anteriori e tamburi dietro(dischi anche dietro sulla Turbo benzina), mentre lo sterzo era a pignone e cremagliera, disponibile anche con servocomando idraulico.
In seguito furono introdotte ulteriori motorizzazioni e alcune novità tecniche di cui sono riportati i dettagli nella sezione relativa all'evoluzione della gamma.
Tutte le versioni TL/GTL: motore benzina da 1.397 cm³, potenza massima 62,5 CV DIN a 5.500 giri/min, velocità massima 158 km/h. TS/GTS/Automatic: motore benzina da 1.647 cm³, potenza massima 94 CV DIN a 5.750 giri/min, velocità massima 180 km/h. TX/GTX: motore benzina da 1.995 cm³, potenza massima 108 CV DIN a 5.500 giri/min, velocità massima 190 km/h. TurboEssence: motore turbo benzina da 1.565 cm³, potenza massima 132 CV DIN a 5.500 giri/min, velocità massima superiore a 200 km/h. TurboDiesel: motore turbo diesel da 2.068 cm³, potenza massima 88 CV DIN a 4.250 giri/min, velocità massima 175 km/h.
Equipaggiamento
La Fuego si caratterizzò fin dal debutto per la disponibilità di numerosi equipaggiamenti non comuni nel segmento di appartenenza, secondo la politica commerciale di Renault dell'epoca. Innovativo era il tergicristallo anteriore lato guida con movimento a pantografo, mentre alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata delle portiere, volante regolabile in altezza, indicatore del livello dell'olio lubrificante nel quadro strumenti, condizionatore d'aria, servosterzo e molti altri dispositivi facevano parte della dotazione di serie o a pagamento a seconda dell'allestimento.
Cronologia La gamma europea
1980
Versioni al debutto (marzo) TL : modello di base per allestimento e motorizzazione (Type 847, 1,4 litri da 64 CV DIN). GTL : modello con il medesimo motore della TL e allestimento arricchito. TS : modello con motorizzazione superiore (Type 843, 1,6 litri da 96 CV DIN) e allestimento di base (per esportazione nei paesi in cui non erano vendute le versioni con il motore da 1,4 litri, come la Germania Ovest ad esempio). GTS : modello superiore per motorizzazione e allestimento, con cambio a cinque marce di serie. Automatic: modello identico alla GTS, ma con cambio automatico. luglio ("gamma 1981") Aggiunta su tutte le versioni della spia della riserva carburante. Viene allungato il rapporto di riduzione al ponte (da una coppia conica 34/9 a una 32/9) al fine di abbassare, in Francia, la potenza fiscale dei modelli con motore da 1,4 litri (da 7 a 6 CV) e da 1,65 litri (da 9 a 8 CV). Vengono commercializzati i modelli 2 litres, già annunciati al momento della presentazione, dotati del motore Type 829 da 2 litri della famiglia "Douvrin" con distribuzione ad albero a camme in testa (1.995 cm³ e 110 CV DIN); si tratta della medesima unità presentata nel 1977 sulla R20 TS, con l'aggiunta di un sistema d'accensione elettronica integrale. Queste versioni sono dotate di uno specifico cambio manuale a cinque marce e di impianto frenante con circuito incrociato ad X. Queste le versioni: TX 2 litres : allestimento identico alla GTS. GTX 2 litres : dotazioni e finiture superiori, con volante specifico a quattro razze ripreso dalla R18 Turbo.
1981
Luglio ("gamma 1982") Il motore Type 843 da 1,65 litri viene dotato di accensione elettronica integrale. Tutte le versioni vengono dotate del telo avvolgibile copribagagli, prima disponibile solo sulla GTX. Tra gli accessori a pagamento compaiono, per tutte le versioni, il tetto apribile elettricamente in tela e (in alternativa) il tetto in vinile. Ad esclusione dei modelli con il motore da 1,4 litri, diventa disponibile anche il condizionatore d'aria. Le versioni GTS, Automatic, TX e GTX vengono equipaggiate di chiusura centralizzata delle portiere con telecomando a raggi infrarossi; il sistema, denominato "PLIP", è il primo al mondo di questo tipo installato su una vettura di serie.
Successivamente la trasmissione automatica diventa un'opzione unicamente per le versioni 2 litres (TX e GTX), che utilizzano un cambio diverso (sigla MJ), più compatto e leggero, sempre a tre marce, ma con rapporti più lunghi.
1982
Luglio ("gamma 1983") Su tutta la gamma viene apportata una serie di modifiche di dettaglio per migliorare l'aerodinamica: l'aggiunta di una guarnizione tra la calandra e il cofano motore, di deflettori davanti al radiatore e davanti alle ruote posteriori, nonché (ad esclusione della versione GTX 2 litres) di un ulteriore deflettore sotto il pianale davanti all'assale posteriore e di copriruota integrali, consentono di abbassare il Cx fino ad un minimo di 0,31 (a seconda delle versioni i valori dichiarati vanno da 0,31 a 0,35). Nell'abitacolo la doppia levetta alla sinistra del volante per i comandi di fari, indicatori di direzione e clacson viene sostituita da un comando a levetta unica. Viene adottato anche l'allarme sonoro per i fari dimenticati accesi (ad esclusione della versione TL). Infine l'aletta parasole lato guidatore viene dotata di tasca portacarte. Sulla GTL il motore Type 847 (l'unità da 1,4 litri condivisa con la versione TL) viene sostituito dal motore Type 841 o A2M da 54 kW (73 CV), una versione depotenziata del motore Type 843 da 1,65 litri. L'accensione elettronica integrale viene adottata anche sul motore Type 847 della versione TL.