Illidan Grantempesta (Illidan Stormrage), chiamato anche semplicemente Illidan e noto come il Traditore (the Betrayer) è un personaggio dell'universo di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment. Introdotto come figura secondaria in Warcraft III: Reign of Chaos, ha un ruolo di primo piano nella sua espansione The Frozen Throne. Appare successivamente nell'espansione di World of Warcraft The Burning Crusade, dove è uno dei boss principali, e anche in alcuni flashback delle due successive (Wrath of the Lich King e Cataclysm). Al di fuori dei videogiochi, è uno dei personaggi principali della Trilogia della Guerra degli Antichi di Richard A. Knaak, e appare anche in Arthas - L'ascesa del Re dei Lich, di Christie Golden. È inoltre uno dei personaggi giocabili di Heroes of the Storm ed Hearthstone: Heroes of Warcraft.
Fratello gemello di Malfurion Grantempesta, era un dotato incantatore elfo della notte. Imprigionato per oltre diecimila anni a causa delle sue azioni durante e dopo la Guerra degli Antichi, riebbe la libertà durante la Terza Guerra, ma acquisiti poteri demoniaci venne bandito dalle terre degli elfi della notte: riparatosi nelle Terre Esterne, di cui divenne il signore, e assoldato da Kil'jaeden, tentò più volte di distruggere il Trono Ghiacciato. Venne infine ucciso da alcuni avventurieri, aiutati da Akama e Maiev Cantombroso.
Storia Origini Illidan nacque nella città di Suramar, nell'antico continente di Kalimdor (sulle odierne Isole Disperse); aveva occhi dorati, caratteristica inusuale per l'epoca. Come il suo gemello Malfurion e la loro comune amica Tyrande Soffiabrezza, Illidan ebbe come maestro il semidio Cenarius, ma dei tre solo Malfurion seguì i suoi insegnamenti.. Illidan era invece più interessato dalla magia arcana, il cui uso era ampiamente diffuso nella società elfica di allora, poiché essa stessa era cresciuta e si era sviluppata sulle rive del magico Pozzo dell'Eternità.
Guerra degli Antichi Allo scoppiare della Guerra degli Antichi, Illidan si unì alla resistenza degli elfi della notte, guidata da Kur'talos Crinocorvo. Il suo talento lo portò ben presto a divenire l'incantatore personale di Crinocorvo, e strinse anche amicizia col mago umano Rhonin. Quando gli Eletti impedirono agli altri incantatori di attingere potere dal Pozzo dell'Eternità, Illidan insegnò loro a recuperarlo invece dall'ambiente attorno a loro.
Tre cose furono tuttavia tragiche per Illidan: in primis, la magia arcana, per la quale lui era tanto portato, era la forza alla quale si appoggiavano i demoni della Legione Infuocata, ed era quindi vista sempre peggio. In secondo luogo, con la sempre maggiore prominenza di Malfurion e del druidismo nella resistenza e l'entrata in guerra al loro fianco dei draghi e degli Antichi Guardiani, Illidan si sentiva sempre più messo da parte. Terzo e non meno importante, Illidan vedeva svilupparsi davanti ai suoi occhi la relazione tra Malfurion e Tyrande, la sacerdotessa per cui anche lui provava forti sentimenti.
Illidan divenne un cacciatore di demoni, imparando a usare le energie sprigionate dalla morte di un demone per uccidere altri demoni, e sempre in questo periodo uccise un demone guardiano di nome Azzinoth, appropriandosi delle sue warglaive. Quando vide la potenza dell'Anima dei Demoni (allorché Neltharion la usò contro i demoni, gli elfi e gli altri draghi), cominciò ad elaborare un piano su come utilizzare a sua volta quel potere.
Illidan era convinto che il sentiero druidico scelto da Malfurion fosse inutile, e avrebbe portato gli elfi della notte alla rovina.; l'unica possibilità di vittoria era, secondo lui, ottenere il controllo del Pozzo rubandolo ad Azshara e agli Eletti, così da poterlo chiudere. Quando Malfurion propose agli altri leader della resistenza e agli Antichi Guardiani di distruggere il Pozzo dell'Eternità, Illidan inorridì, in quanto non solo convinto che il Pozzo fosse l'unica via di salvezza, ma sapendo anche perfettamente che tutti gli incantatori, lui compreso, avrebbero sofferto per la privazione improvvisa della magia, dalla quale erano ormai dipendenti. Illidan decise quindi di terminare la guerra prima che suo fratello potesse completare il suo piano: lasciata la resistenza, si recò alla capitale Zin-Azshari, entrando al servizio di Azshara: mentre il suo scopo reale era quello di ottenere l'Anima dei Demoni e usarla per sigillare il portale (ponendo fine alla guerra, salvando nel contempo la magia arcana e dimostrando la propria superiorità a Malfurion), l'intento ufficiale era di acquisire l'Anima dei Demoni per la Legione. Sargeras, compiaciuto di ciò, gli conferì due "doni": il primo, bruciò i suoi occhi sostituendoli con due globi di fuoco magico, tramite i quali Illidan poteva "vedere" la magia; Illidan da quel momento prese ad indossare una bandana nera per occultarli. Come secondo dono, ricoprì il corpo dell'elfo di tatuaggi magici, che gli facilitavano la manipolazione della magia arcana.
Azshara (che era molto affascinata da Illidan, dopo ciò) lo spedì a cercare l'Anima dei Demoni assieme a Varo'then: i due si intrufolarono nel covo di Alamorte contemporaneamente a Malfurion, e fra i contendenti la spuntò Varo'then, che riuscì a portare l'Anima al palazzo. Malfurion si trovò costretto a recuperarla tramite il Sogno di Smeraldo e ciò portò, infine, alla distruzione del Pozzo dell'Eternità come il druido aveva pianificato, con la quale la guerra ebbe fine.
Il nuovo Pozzo e l'imprigionamento Illidan però non intendeva rinunciare alla sua fonte di magia arcana. Avendo precedentemente riempito sette fiale con l'acqua del Pozzo dell'Eternità, ne svuotò alcune dentro un lago sulla cima del Monte Hyjal. Così facendo creò un secondo Pozzo dell'Eternità, atto imperdonabile per gli altri elfi della notte: venne colto in flagrante da alcuni nobili e comandanti dell'esercito, e durante la lotta li uccise tutti, salvo Dath'Remar Solealto e Jarod Cantombroso che sopravvissero. Per queste azioni, venne condannato alla prigionia eterna negli Eremi di Hyjal, sotto la sorveglianza di Maiev Cantombroso e delle sue Guardiane. Per occultare il secondo Pozzo, gli Aspetti Draconici Alexstrasza, Nozdormu e Ysera crearono l'Albero del Mondo Nordrassil. Durante il periodo di prigionia, Malfurion si recò occasionalmente a visitarlo, tentando senza successo di distoglierlo dalla sua ossessione verso la magia arcana.
La liberazione e la corruzione
La prigionia di Illidan terminò bruscamente dopo circa diecimila anni, quando la Legione fece ritorno ad Azeroth, dando il via alla Terza Guerra: Tyrande, giunta negli Eremi di Hyjal per risvegliare i druidi dell'artiglio, decise di liberare Illidan nella speranza che potesse aiutare contro la Legione; ciò nonostante il divieto di Malfurion, che viaggiava con lei, e l'irremovibile opposizione delle Guardiane - molte delle quali combatterono fino alla morte contro la sacerdotessa per impedirle di raggiungere il suo scopo.
Illidan accettò di aiutare Tyrande, e si recò a Vilbosco: qui incontrò il cavaliere della morte Arthas Menethil che, dopo un breve combattimento, gli spiegò che la Legione stava usando un potente artefatto per corrompere il bosco, il Teschio di Gul'dan. Trovatolo, Illidan ne assorbì il potere, diventando a sua volta corrotto dall'energia demoniaca. Con i nuovi poteri appena acquisiti, riuscì a uccidere il nathrezim Tichondrius, che guidava le forze della Legione nella zona. Tuttavia, quando Tyrande e Malfurion videro che era diventato più demone che elfo della notte, rimasero inorriditi, e Malfurion lo bandì dalle terre degli elfi della notte.
La conquista delle Terre Esterne e gli attacchi a Corona di Ghiaccio Poco dopo il suo esilio, Illidan entrò al servizio dell'eredar Kil'jaeden, che gli ordinò di distruggere il Trono Ghiacciato. Come primo passo, evocò i naga di Dama Vashj dalle profondità del Grande Mare, e salpò alla volta delle Isole Disperse, dove sapeva di trovare la Tomba di Sargeras e, al suo interno, il manufatto noto come Occhio di Sargeras (sapeva queste cose avendo acquisito le memorie di Gul'dan, dopo aver consumato il potere del suo teschio). Venne braccato da Maiev Cantombroso e dalle sue Guardiane che, furiose per la sua liberazione, intendevano riportarlo in cella: riuscì però ad ottenere l'artefatto e a far crollare la volta della tomba sulla testa di molte di loro. Maiev fece avvertire Malfurion che, con Tyrande, prese a sua volta parte all'inseguimento.
Raggiunta Dalaran, Illidan cominciò ad utilizzare il potere dell'Occhio per far surriscaldare il ghiacciaio Corona di Ghiaccio, sede del Trono Ghiacciato; ciò rischiava di danneggiare l'intero pianeta, ma l'intervento di Malfurion, Maiev e Kael'thas Solealto vanificò quasi del tutto i suoi sforzi. Saputo che Tyrande era in pericolo di vita, Illidan pregò Malfurion di permettergli di aiutarla: salvata la sacerdotessa, Malfurion gli permise di andarsene a condizione che non minacciasse più le terre degli elfi. Aperto un portale per le Terre Esterne, si rifugiò lì per sfuggiere all'ira di Kil'jaeden per aver fallito il suo compito, seguito dall'instancabile Maiev. La Guardiana riuscì ad imprigionarlo, ma sua la vittoria durò poco, dato che Vashj e Kael'thas Solealto giunsero presto a liberarlo, e Maiev venne fatta a sua volta prigioniera. Kael'thas e i suoi elfi del sangue erano giunti al servizio di Illidan, attirati dalla promessa che lui potesse guarirli dalla loro sete di magia. Nelle Terre Esterne le forze di Illidan si allearono anche con i draenei Corrotti di Akama: con questo esercito, Illidan riuscì a detronizzare Magtheridon, proclamandosi al suo posto signore delle Terre Esterne.
Raggiunto da Kil'jaeden, Illidan si vide costretto a tornare alla carica contro il Trono Ghiacciato, e con Vashj e Kael'thas raggiunse il continente di Nordania, e combatté contro Arthas ai piedi del ghiacciaio Corona di Ghiaccio: avuta la peggio, riparò nuovamente nelle Terre Esterne.
Guerra alla Legione