È il patrono di Castellammare di Stabia e copatrono, insieme ad Antonino di Sorrento, dell'arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia.

Etimologia Probabilmente il nome Catello deriva dall'ebraico ed è legato all'arcangelo Chatel, il cui significato è Dio Adorabile. Chatel fu uno dei 69 arcangeli che a seguito del concilio di Roma del 745 e di Aquisgrana del 789 vennero scomunicati in quanto il loro culto da parte della popolazione aveva raggiunto livelli tali da surclassare quelli di Dio: così come avvenuto per gli altri, anche questo nome cadde in disuso, eccetto nell'area stabiese, dove veniva associato alla figura del vescovo Catello.. Il nome Catello inoltre ha diverse assonanze con un termine latino che significa cucciolo e con uno del dialetto umbro che significa cane..

Inquadramento storico Si è molto discusso sul periodo storico in cui sia vissuto san Catello: pur mancando documenti ufficiali dell'epoca che attestino sulla vita del santo e che la maggior parte del suo operato sia stato tramandato dalla tradizione popolare., nonostante, dopo la sua morte, nei collegi religiosi della città venivano messe in recita drammi che avevano come tema la vita di Catello e ne enfatizzavano virtù e miracoli, talvolta completamente inventati e che col passare degli anni divennero quasi verità., si può affermare che sia vissuto nel VI secolo.

Nel XVII secolo furono avanzate delle ipotesi che Catello sia vissuto nel IX secolo.: questa supposizione è tuttavia da escludere. Infatti, la prima opera in cui Catello viene menzionato è il Vita Sancti Antonini Abatis Surrentini, opera scritta dal cosiddetto Anonimo Sorrentino, un monaco benedettino di Sorrento. Questo testo è stato redatto nel IX secolo: l'autore narra di aver parlato con un prigioniero musulmano e di una battaglia che si svolse nel 845 tra i gaetani, i sorrentini e i napoletani.; inoltre attribuisce agli eventi della vita di sant'Antonino, a cui è dedicata l'opera e che è vissuto nello stesso periodo di Catello, una certa valenza storica, come se i fatti fossero già avvenuti da molto tempo.: se l'Anonimo e Antonino fossero vissuti quasi contemporaneamente di certo ne avrebbe fornito dati più precisi.. Nel testo inoltre vengono menzionati i Longobardi, popolo non ancora convertito al cristianesimo e da cui Antonino scappava, che imperversano nelle zone costiere della Campania nel IX secolo. Per questo motivo è da escludere che Catello sia vissuto nel IX secolo, anche se nel Vita Sancti Antonini Abatis Surrentini viene citato come vescovo e non ancora come santo.

Nel IX secolo inoltre l'oratorio di San Michele, costruito sul monte Sant'Angelo ai Tre Pizzi, comunemente chiamato Molare, godeva già di una elevata notorietà., tanto da risultare il secondo in Italia per importanza dopo quello sul Gargano, e il terzo in Europa, dopo Mont-Saint-Michel in Normandia e il tempio pugliese.: è quindi impossibile che l'oratorio, edificato da Catello insieme ad Antonino, fosse divenuto così celebre nel giro di pochi anni. Nel 2005 inoltre, sul Molare, nei pressi del luogo dove sorgeva il tempio, venne ritrovato un frammento di un piatto del VII secolo.. Sempre a conferma dell'ipotesi che Catello non abbia potuto vivere nel IX secolo è il fatto che in quel periodo esisteva già a Sorrento una chiesa dedicata a sant'Antonino, suo contemporaneo appunto, e che i sorrentini fossero alla ricerca del suo corpo.

Da escludere che sia vissuto nell'VIII secolo; in questo periodo la chiesa combatteva la propria battaglia contro quei cristiani che si affidavano a riti pagani: al centro di questi cerimoniali erano spesso gli arcangeli e per tale motivo, a seguito del concilio di Roma del 745 e di quello di Aquisgrana del 789, 69 dei 72 arcangeli vennero scomunicati e il loro culto fu vietato. Anche se l'arcangelo Michele non risulta tra gli scomunicati, sarebbe stato impossibile per Catello costruire l'oratorio dedicato a san Michele al Molare.

È da escludere anche il VII secolo: in tale periodo, dal 600 al 612, era a capo della diocesi stabiese Lorenzo, mentre nel 649 Lubertino.. Inoltre nel 645 i Longobardi, sotto Rodoaldo, assediarono Sorrento, mentre nel 685 la zona venne interessata da un'eruzione del Vesuvio: è improbabile che l'Anonimo Sorrentino, nel suo scritto, non citi nessuno dei due eventi nella vita di sant'Antonino e quindi di riflesso anche di san Catello..

Agiografia

Secondo la tradizione Catello sarebbe nato nel VI secolo da una famiglia nobile e il suo cognome sarebbe stato Coppola; la prima ipotesi non è accertabile: era comunque usanza, nei tempi passati, attribuire a uomini di fede origini nobili.. La seconda ipotesi invece è totalmente errata, in quanto, in quel periodo, non esisteva ancora l'uso del cognome; è probabile che un certo padre Antonio Beatillo, nel 1735, aiutato dai conti Coppola, abbia in qualche modo voluto sdebitarsi verso i propri benefattori, attribuendo al santo protettore di Castellammare questo cognome.

Diventato sacerdote, Catello dedica il proprio servizio agli abitanti stabiesi.. Eletto vescovo della diocesi di Stabia, si trova ad affrontare oltre alle problematiche religiose, in particolar modo eliminare le ultime sacche di paganesimo., presenti soprattutto nelle periferie, anche quelle politiche e amministrative della città.. Nel 578 cominciano le invasioni dei Longobardi nell'Italia meridionale.. In quel tempo Stabia è sotto i Bizantini di Napoli i quali la proteggono dalle continue incursioni longobarde, che ignorando l'arte del navigare, possono attaccare la città solamente dalla piana del Sarno: è probabile che gli abitanti di Stabia, la quale non è solidamente protetta da mura come Napoli, insieme al vescovo, si rifugiassero, in cerca di protezione, sul monte Faito, luogo in cui sono presenti sorgenti di acqua ed è possibile far pascolare le greggi.. La protezione dei Bizantini, a cui si aggiunge la naturale salvaguardia dei monti e del mare, porta a Stabia il sopraggiungere di numerosi profughi che fuggono dalle violenze dei Longobardi; il vescovo li accoglie prima in città, poi, per dare loro ulteriore protezione, li nasconde in montagna, provvedendo al loro approvvigionamento quotidiano: grazie a questo evento Catello viene ricordato come il protettore dei forestieri. Si prodiga inoltre inviando ai capi longobardi monete, oro, oggetti preziosi e arredi per liberare i prigionieri caduti nelle mani nemiche..

È con un gruppo di profughi che giunge a Stabia, probabilmente insieme ad altri confratelli, Antonino, un monaco benedettino, con cui Catello stringe una forte amicizia.. Questo evento è da collocare prima del 591, anno in cui i benedettini si insediano sull'isola di Capri: era solito infatti che i benedettini chiedessero ospitalità ad altri monaci dello stesso ordine ed essendo quello di Capri l'unico monastero della zona è improbabile che Antonino non avesse chiesto aiuto ai suoi confratelli, tra l'altro profughi anche loro.. Questo evento ci permette di datare il vescovato di Catello in un periodo compreso tra il 568, anno di arrivo dei Longobardi, e appunto il 591.. Catello, insieme ad Antonino, sovente si rifugia sul monte Faito, al tempo chiamato Gauro o Aureo, in preghiera e meditazione: la cavità dove sono soliti rifugiarsi, nei pressi di una zona chiamata Portaceli, prenderà poi il nome di grotta di San Catello.. Secondo la tradizione, una notte, l'arcangelo Michele appare in sogno a Catello e Antonino, ordinando loro di costruire un tempio in suo onore.: i due vedono ardere un cero sulla sommità del Molare ed è lì che decidono di costruire un oratorio.. San Michele approva l'opera attraverso vari prodigi; si narra infatti che durante uno degli attacchi di Satana contro Catello e Antonino, l'arcangelo sia venuto in loro difesa e Satana infuriato abbia dato un calcio ad un masso, facendolo precipitare a valle e imprimendo la sua impronta: questo luogo è conosciuto come "Ciampa del diavolo".. La realtà storica invece potrebbe essere che Antonino e i suoi confratelli abbiano bisogno di un luogo dove seguire la loro regola in tranquillità: iniziano quindi la costruzione di un monastero, non dedicato a san Michele, sulla cima del Molare., dove probabilmente sorgeva un tempio pagano ed era presente una pozza d'acqua oggetto di culto. Era infatti abitudine dei benedettini costruire i loro monasteri laddove prima si innalzavano templi pagani.. È inoltre verosimile che Catello abbia aiutato i monaci nella costruzione di un oratorio e che non sia stato principalmente lui l'artefice dell'opera, in quanto, essendo quello un periodo di ristrettezze economiche, è impossibile che avrebbe potuto finanziare un'opera del genere e soprattutto provvedere al mantenimento di operai e monaci..

Catello viene accusato di stregoneria, sortilegio ed eresia., viene allontanato da Stabia e condotto a Roma per essere interrogato e imprigionato. Secondo l'Anonimo Sorrentino ad accusare Catello è un suo "familiare".. Su questa figura sono state fatte diverse ipotesi: si è pensato potesse essere un primicerio, ma nell'epoca in suo visse Catello, questo ruolo non esisteva ancora, oppure essere, secondo la tradizione popolare, Satana, o ancora un vescovo della Campania che non era favorevole alla protezione che Catello dava ai benedettini, i quali godevano di autonomia economica, sociale e spirituale. È inoltre ipotizzabile che le accuse possano essere state mosse dai Bizantini., i quali non approvavano la scelta del vescovo di rifugiarsi in montagna con la popolazione invece di rimanere in città per difenderla.. Catello viene trasferito a Roma via mare; leggenda vuole che durante il viaggio sia stato incatenato e una volta attraccati sia stato condotto in città sotto scorta: si tratta di una notizia priva di fondamento in quanto è improbabile un trattamento del genere nei confronti di un vescovo e soprattutto che sia stato imprigionato senza aver subito prima un regolare processo.. Non si conosce con esattezza la durata della prigionia di Catello, ma questa deve essere avvenuta dopo il 585 poiché, una volta giunto a Roma, viene affidato a un prelato a cui il vescovo stabiese predice il pontificato.: quasi certamente deve trattarsi di Gregorio Magno, il quale però, fino al 585 è rappresentante episcopale a Costantinopoli. e che, una volta a Roma, regge l'oratorio di Sant'Andrea al Celio, dove presumibilmente è imprigionato Catello. Diventato papa, Gregorio Magno dimentica, preso dagli affari del pontificato, la profezia: la tradizione popolare vuole che sia Antonino che san Michele intercedano per Catello.. Gregorio Magno ricorda quindi della promessa fatta al vescovo, lo libera scagionandolo da ogni accusa e acconsente alla richiesta di Catello di donargli del piombo per la copertura dell'oratorio al Molare.