Origini Iolanda, come riporta lo storico, Pròsper de Bofarull nelle Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona era la figlia femmina primogenita del duca di Gerona ed erede della corona d'Aragona Giovanni il Cacciatore e della sua seconda moglie, Iolanda di Bar, che, secondo l'estratto della Histoire Latine du Roy Charles VI, datato 1404 della Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, Preuves de l'histoire de la maison de Bar-le Duc era la figlia femmina quartogenita del marchese di Pont-à-Mousson e duca di Bar, Roberto I e della moglie, Marie di Valois. Giovanni il Cacciatore, come riportano gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2 era il figlio primogenito del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca, di Sardegna e di Corsica e Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Pietro IV il Cerimonioso e della sua terza moglie, Eleonora di Sicilia, che era la figlia terzogenita (la femmina primogenita) del re di Trinacria, Pietro II, quarto re della dinastia aragonese-sicula, e di Elisabetta di Carinzia.
Biografia Come risulta da una lettera (carta num. 41), inviata dalla madre, Iolanda di Bar al suocero Pietro IV, Iolanda nacque l'undici di agosto del 1381.
Suo nonno, Pietro IV morì, a Barcellona, il 5 gennaio 1387, e fu tumulato nel Monastero di Santa Maria di Poblet e suo padre, Giovanni il Cacciatore, come viene riportato dagli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2, gli succedette come Giovanni I, Re di Aragona, di Valencia, di Sardegna e di Maiorca, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane.
Per porre termine alla disputa tra gli aragonesi e gli angioini per il trono di Sicilia, nel 1390, ad Avignone fu concordato il matrimonio tra Violante ed il duca d'Angiò, conte di Provenza e di Forcalquier, del Maine e re titolare di Napoli, Luigi.
Nel 1396, alla morte del padre, Giovanni il Cacciatore, la corona d'Aragona, per volere delle Cortes, andò allo zio, l'Infante don Martino, fratello del padre, anziché all'erede diretta, sua sorellastra, Giovanna, la maggiore, tra le due figlie rimaste in vita, dato che i figli maschi erano morti tutti; ma ciò non fu accettato da Giovanna e dal marito, Matteo di Foix-Béarn, conte dei Foix e visconte di Béarn e di Castelbon, che si era proposto come pretendente per diritto di matrimonio, ma che furono sconfitti.
Il 2 dicembre 1400, ad Arles, come riporta Las dinastías reales de España en la Edad Media Iolanda sposò Luigi II d'Angiò, figlio di Luigi I, duca d'Angiò, conte di Provenza e di Forcalquier, del Maine e re titolare di Napoli dal 1382Attualmente Luigi aveva perso da poco il controllo effettivo del regno di Napoli che aveva detenuto per circa dieci anni, ad opera di Ladislao I di Napoli., e di Maria di BloisIl matrimonio era stato organizzato per porre termine alla disputa tra gli aragonesi e gli angioini per il trono di Sicilia., figlia di Carlo di Blois-Châtillon duca di Bretagna e di Giovanna di Penthièvre, come conferma Anselme de Sainte-Marie nella Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, des pairs, grands officiers de la Couronne, de la Maison du Roy et des anciens barons du royaume.... Tome I / par le P. Anselme.; il matrimonio, in Provenza, viene riportato anche dagli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2.
Luigi e Iolanda furono chiamati «Re e Regina dei Quattro Regni»: Sicilia, Gerusalemme, Cipro, e Aragona. Un'altra interpretazione ha inteso invece il titolo di Napoli separato da quello di Sicilia, escludendo CiproI re titolari di Gerusalemme erano altresì titolari del regno di Cipro.. In realtà Iolanda ed i suoi familiari possederono solo per breve periodo l'autorità su queste terre e mai simultaneamenteSia Luigi III d'Angiò che il fratello, Renato d'Angiò, entrarono in possesso del regno di Napoli, Renato fu re d'Aragona, per un breve periodo, durante la guerra civile catalana, mentre tanto la Sicilia quanto Cipro e Gerusalemme non furono in realtà mai posseduti.. Le uniche terre che furono sempre sotto la sua giurisdizione furono i suoi feudi in Francia: la Provenza e l'Angiò. Suo figlio Renato I di Napoli ottenne il titolo di duca di Lorena solo grazie alla sua unione matrimoniale.
Pretendente al trono d'Aragona
Nel 1407, dopo la morte, senza eredi, della sorellastra, Giovanna (la morte di Giovanna viene confermata da due lettere di Martino I (carta num. 13 e carta num. 14)), Iolanda reiterò la sua pretesa al trono d'Aragona, che era stato di suo padre.
Iolanda, dopo la morte dello zio Martino I, nel 1410, in forza dei propri diritti dinastici, intervenne nella contesa ereditaria per il trono d'Aragona, in difesa dei diritti del figlio, Luigi. All'epoca, i criteri che regolavano la successione reale in Aragona e Barcellona favorivano sempre i parenti maschi prima di qualsiasi altra erede di sesso femminile: era stata questa, infatti, la ragione per cui Martino, zio di Iolanda, aveva ereditato il trono alla morte del fratello Giovanni. In mancanza di eredi legittimi diretti, alla morte di Martino, si ebbe un periodo di trono vacante, detto di interregno che durò due anni, e che portò la Corona d'Aragona, sull'orlo della guerra civile, in quanto si erano presentati cinque pretendenti, tra cui, il figlio di Iolanda, Luigi, "Monsieur de Guise" (signore di Guisa) e duca titolare di Calabria.Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pagg. 548 e 549. A seguito del Compromesso di Caspe del 1412 fu eletto re d'Aragona Ferdinando di Antequera, secondo figlio di Eleonora d'Aragona e Giovanni I di Castiglia. Quindi Luigi, sebbene la sua famiglia conservasse comunque dei possedimenti facenti parte della Corona d'Aragona in Rossiglione e nella regione di Montpellier, perse la possibilità di divenire re in uno dei suoi quattro regni, di cui i genitori portavano il titolo. Comunque Iolanda ed i suoi figli continuarono a considerarsi gli eredi legittimi e iniziarono ad usare per sé il titolo di Re d'Aragona in aggiunta agli altri titoli reali posseduti dagli Angioini. Solo dopo la morte di Iolanda il figlio, Renato d'Angiò, divenne re d'Aragona, per un breve periodo, durante la guerra civile catalana.
Il trono di Napoli Nel 1410, in assenza del marito, impegnato a combattere in Italia, Iolanda fu nominata luogotenente generale di Provenza, dove soppresse una ribellione.
Rimasta vedova, nel 1417, Iolanda sostenne il figlio Luigi nelle sue rivendicazioni sul regno di Napoli e, tra il 1419 ed il 1424, nella sua lotta per la successione alla regina del regno di Napoli, Giovanna II di Napoli. Dopo alterne vicende, nel 1424, Luigi divenne l'erede legittimo di Giovanna e venne nominato, duca di Calabria. Alla morte di Luigi, nel 1434, Giovanna nominò erede l'altro figlio di Iolanda, Renato, che, l'anno dopo, divenne re di Napoli, e mantenne il trono con una certa stabilità, sino al 1440. Tra il 1440 ed il 1442, però sotto la spinta di Alfonso d'Aragona, Renato fu sconfitto e nel 1442 dovette lasciare Napoli, che cadde in mano aragonese, il 2 giugno 1442.
Relazioni degli Angioini con la casa reale francese Con il sopravvenire della seconda fase della Guerra dei cent'anni, Iolanda, dopo essere rimasta vedova, nel 1417, scelse di sostenere i nazionalisti francesi (gli Armagnacchi), contro l'Inghilterra e la Borgogna in aiuto della pretesa al trono di Francia del Delfino, Carlo, il quale, alla corte angioina, trovò aiuti morali e materiali e proprio grazie alle risorse fornite da Iolanda poté essere incoronato con il titolo di Carlo VII di Francia. La stessa madre di Carlo, Isabella di Baviera, si era da sempre disinteressata del figlio e quando, tredicenne, questi divenne l'erede al trono, la madre complottò contro di lui, per non farlo salire sul trono, anzi, quando, il 10 settembre 1419, venne ucciso Giovanni Senza Paura, Carlo fu disconosciuto dai genitori ed escluso dalla successione al trono.
La leggenda vuole che Carlo venisse letteralmente adottato da Iolanda, che lo sostenne e lo protesse dai numerosi complotti e tentativi di assassinio che accerchiarono il giovane delfino di Francia, che comunque da quel momento visse sempre a contatto con Iolanda. Ella lo portò via dalle dimore di famiglia, lontano dalle macchinazioni dei suoi stessi parenti e lo tenne nei suoi castelli della Loira, dove poi il Delfino ricevette Giovanna d'Arco. Comunque Iolanda non trascurò gli interessi della casata in Provenza e, il 19 settembre 1419, ad Avignone, comperò le baronie di Lunel, Berre, Martigues e Istres da Luigi II di Poitiers, Conte di Valentinois.
Nel 1422, Iolanda riuscì a fare sposare la propria figlia, Maria d'Angiò, con il delfino, Carlo, definito il "re di Bourges".Carlo fu sempre molto rispettoso della suoceraAlcuni storici arrivarono a dire che Iolanda tirranneggiava Carlo. che, lo guidavaJoseph Calmette, Il regno di Carlo VIII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 619, e, che, tra il 1424 ed il 1428, ne organizzò la corte e raccolse i nobili attorno al delfino. Anche nei contatti con Giovanna d'Arco, Iolanda ebbe una parte importante nella decisione di affidare a Giovanna la guida dell'esercito assieme ai suoi marescialli. Così come probabilmente, dopo l'incoronazione a Reims, Iolanda forse fu tra coloro che consigliarono al re Carlo VII di limitare le attività di Giovanna.
Nel 1433, assieme all'ultimogenito Carlo, Iolanda, fu tra i sostenitori del connestabile Richemont affinché prendesse la guida del governo, dopo aveva fatto arrestare il Gran Ciambellano, Georges de La Trémoille, che era stato ferito in un tentativo di omicidioJoseph Calmette, Il regno di Carlo VIII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 633, facendo pressione sul genero, Carlo VII.
La dote di Iolanda, mai pagata dall'Aragona, divenne un argomento di litigio, dopo la morte di Iolanda, tra il regno di FranciaIl re di Francia, Carlo VII la richiedeva a nome della moglie, Maria, figlia di Iolanda. e la Corona d'Aragona: un'ambasceria francese si recò a Barcellona, nel 1447, per richiederne il pagamento a nome della regina, Maria d'Angiò e, al loro ritorno, dato che non avevano ottenuto che vaghe promesse, si fermarono a Perpignano e si presero il Rossiglione come pegnoJoseph Calmette, Il regno di Carlo VIII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 652.
Iolanda, a quel tempo era già morta da circa quattro anni, a Saumur, il 14 novembre 1442, dopo aver fatto testamento l'11 maggio 1438. Iolanda fu inumata nella cattedrale di San Maurizio ad Angers.
Discendenza Iolanda a Luigi diede sei figli: Luigi III d'Angiò (1403-1434), re titolare di Napoli, Duca d'Angiò ecc.; Maria (1404 – 1463), Regina di Francia, sposata (Bourges, 1422) a Carlo VII di Francia; Figlia morta alla nascita (1406); Renato d'Angiò (1409-1480), Re di Napoli, Duca d'Angiò ecc.; Iolanda (Arles, 1412 – 1440), sposata (Nantes, 1431) a Francesco I di Bretagna; Carlo IV d'Angiò (1414 – 1472) Conte del Maine.
Ascendenza
Note Esplicative
Fonti
Bibliografia Fonti primarie Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus I. Mémoires pour servir de preuves à l'Histoire ecclésiastique et civile de Bretagne, Tome I. Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg.
Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona.
Letteratura storiografica
Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 546–575
Voci correlate Angioini Corona d'Aragona Governanti della Provenza Regno di Napoli Regno di Sicilia Scisma d'Occidente Sovrani di Sicilia
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