È stato un velocista atipico, capace di buone prestazioni anche a cronometro e sulle medie salite. In carriera ha vinto il Campionato del mondo a cronometro Under-23 nel 1998, la Gand-Wevelgem 2006, la Omloop Het Nieuwsblad 2009, il Campionato del mondo Elite nel 2010, una tappa al Giro d'Italia, dieci al Tour de France, tre alla Vuelta a España, oltre a sei titoli nazionali, tre in linea e tre a cronometro. Si è aggiudicato anche la maglia verde al Tour de France nel 2005 e nel 2009, e la maglia azzurra alla Vuelta a España nel 2006.

Carriera

Gli esordi

Thor Hushovd nasce il 18 gennaio del 1978 a Grimstad, piccola cittadina della Norvegia meridionale affacciata sullo Skagerrak, lo stretto del Mare del Nord che separa la Danimarca dalla stessa Norvegia.

Seguendo le orme del fratello maggiore, Thor inizia a gareggiare in bicicletta a dieci anni, nel 1988, sostenuto dai genitori ed in modo particolare dal padre, ex saltatore con gli sci che oltre ad accompagnarlo alle corse gli fa da meccanico e lo aiuta economicamente fino a quando il ragazzo non entra in una squadra di buon livello. Viene seguito e spesso consigliato anche da Dag Otto Lauritzen il primo norvegese a vincere una tappa al Tour de France, anche lui nativo di Grimstad e all'epoca piuttosto famoso, che per Thor diventa un modello da seguire, un compagno di allenamenti oltre che un amico. Al ciclismo Hushovd alterna lo sci di fondo che pratica anche a livello agonistico con buoni risultati. Negli anni in cui gareggia nella categoria juniores, il 1995 e il 1996 con il Grenland SK, si mette in mostra soprattutto per le qualità di cronoman tanto da conquistare due titoli nazionali, il Campionato nordico e il decimo posto ai Mondiali. Si impone anche nella prova in linea del Campionato norvegese di categoria.

Nel primo anno tra gli Under 23, il 1997, vince quattro tappe al Ringerike Grand Prix, importante corsa norvegese aperta a dilettanti e professionisti. Nel 1998 trionfa in due prestigiose classiche dilettantistiche quali la Paris-Roubaix Espoirs e alla Paris-Tours Espoirs che gli permettono di aggiudicarsi la Coppa del mondo riservata agli Under 23. Il 6 ottobre in occasione della prova a cronometro per gli Under 23 ai Campionati del mondo nei Paesi Bassi copre i 32,8 chilometri tra Maastricht e Valkenburg in poco più di 43 minuti ad una media superiore ai 45 chilometri orari conquistando la medaglia d'oro a soli venti anni. Tre giorni dopo si piazza al quinto posto nella prova in linea. Nel 1999 vince ventidue corse imponendosi spesso nelle gare in linea ma anche in brevi corse a tappe. Nel settembre del 1999 debutta come stagista con la squadra professionistica francese francese Crédit Agricole ottenendo subito un quinto posto nella quarta tappa del Tour de l'Avenir dove vince la volata del gruppo inseguitore ad alcuni minuti dai primi classificati. Dopo l'esperienza da stagista firma con la squadra francese un contratto da professionista a partire dal 2000.

Professionista con la Crédit Agricole (2000-2008)

Dopo la brillante carriera tra gli Under 23 e l'esperienza da stagista viene assunto come professionista nel 2000 dalla Crédit Agricole squadra francese per la quale gareggerà fino al 2008, anno della chiusura del team.

Il debutto

Nel 2000 abbandona la Norvegia per trasferirsi a vivere in Francia dove inizialmente viene molto aiutato dai compagni di squadra della Crédit Agricole Jens Voigt e Stuart O'Grady. Ottiene il primo risultato positivo a marzo in una lunga tappa della Tirreno-Adriatico dove si piazza al nono posto nella volata vinta da Erik Zabel su Mario Cipollini. In aprile partecipa alla Parigi-Roubaix vinta da Johan Museeuw in cui si ritirano oltre cento atleti. Per Thor, che due anni prima aveva vinto la Paris-Roubaix Espoirs, è la prima partecipazione con i professionisti e tagliare il traguardo, anche se molto lontano dai primi classificati, è un ottimo risultato per un debuttante nonché una cosa piuttosto rara. Trionfare allInferno del Nord, così viene chiamata la Parigi-Roubaix, diventa il sogno sportivo del norvegese, il traguardo più ambito. Conclude la stagione in modo positivo con un bottino di cinque vittorie e porta a termine anche la Parigi-Tours e il Campionato del mondo dimostrando buone qualità per le classiche nonostante la giovane età.

Positiva è anche la stagione 2001 in cui Hushovd si aggiudica otto corse vincendo tappe a cronometro, in linea e la classifica generale del Tour de Normandie, del Postgirot Open e della Paris-Corrèze. Debutta al Tour de France contribuendo in modo importante alla vittoria della Crédit Agricole nella quinta tappa, una cronosquadre di 67 chilometri da Verdun a Bar-le-Duc che permette a Stuart O'Grady di mantenere la maglia gialla, salvo poi ritirarsi dopo alcune tappe. Porta invece a termine la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre, disputate per la prima volta, e la Parigi-Tours, vinta con un ridottissimo distacco da Richard Virenque, dove viene battuto nella volata per il secondo posto da Óscar Freire ed Erik Zabel confermandosi come corridore da classiche.

Le prime vittorie importanti

Per prepararsi al meglio per il 2002, in particolare per le classiche, cambia la preparazione agonistica invernale diminuendo gli allenamenti in palestra per aumentare le uscite in bici. La stagione si rivelerà al di sotto delle aspettative con tre soli successi complici la caduta alla Paris-Nice quando sta per raggiungere la forma migliore e forse la pressione eccessiva della squadra nei confronti del ragazzo. Partecipa alla Milano-Sanremo, al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix concludendole tutte senza acuti. In occasione della diciottesima tappa del Tour de France da Cluses a Bourg-en-Bresse, dopo una lunga fuga batte in una volata a tre Christophe Mengin e Jakob Piil conquistando la sua prima vittoria nella corsa francese. Il mese successivo si laurea per la prima volta campione norvegese a cronometro. Durante la stagione prende contatto con la EDS-Fakta, squadra danese in cui milita il suo amico e connazionale Kurt Asle Arvesen, per correre dal 2003 ma la trattativa non va in porto dopo le rassicurazioni ricevute da Roger Legeay, direttore sportivo della Crédit Agricole, che vuole rendere la squadra più competitiva per le classiche e il Tour de France, obiettivi principali di Hushovd. In un'intervista a fine stagione il norvegese dichiara di avere commesso un errore a contrattare con la EDS-Fakta, di non avere screzi con Roger Legeay e di trovarsi bene con i compagni della Crédit Agricole.

La prima parte della stagione 2003, a causa di una errata ed eccessiva preparazione durante l'inverno, si rivela negativa tanto che Hushond non partecipa a nessuna classica. Le cose migliorano verso l'estate e dopo le vittorie di tappa alla Vuelta a Castilla y León e al Critérium du Dauphiné disputa un buon Tour de France in cui non vince alcuna frazione ma ottiene alcuni piazzamenti sprintando con velocisti quali Baden Cooke e Alessandro Petacchi, e a settembre si impone nel Grote Prijs Jef Scherens centrando la terza vittoria dell'anno. Una successiva caduta ne compromette il finale di stagione e non partecipa ai Campionati del mondo di Hamilton.

L'australiano Stuart O'Grady, velocista di punta della Crédit Agricole nelle precedenti stagioni, dal 2004 passa alla Cofidis, e Thor Hushovd diventa il nuovo capitano della squadra francese diretta ancora da Roger Legeay che viene strutturata per supportarlo al meglio nelle classiche e al Tour de France, ancora obiettivi stagionali del norvegese. Hushovd non delude le aspettative centrando dieci vittorie. In febbraio si impone in una tappa dell'Étoile de Bessèges e nei mesi successivi vince la Classic Haribo in una volata di gruppo, il Grand Prix de Denain dopo uno sprint a due e il Tour de Vendée per distacco, che gli consentono di aggiudicarsi la Coppa di Francia. Prende parte anche al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix conclusa in diciassettesima posizione. Nei mesi successivi centra vittorie di tappa al Tour du Languedoc-Roussillon e al Critérium du Dauphiné e conquista la medaglia d'oro ai Campionati nazionali norvegesi sia nella prova a cronometro che in linea. Grazie ai piazzamenti nelle prime tappe del Tour de France indossa per un giorno la maglia gialla di leader della corsa. Nella tredicesima tappa, disputata sotto la pioggia da Lamballe a Quimper dove il traguardo è posto in cima ad una leggera salita, con una lunghissima volata sorpassa Kim Kirchen, scattato poco prima, e vince lasciandosi alle spalle tra gli altri Erik Zabel che lo precederà nella classifica finale a punti.

La svolta della carriera

Prepara la stagione 2005 per essere competitivo nelle classiche dove ottiene buoni risultati pur non vincendo alcuna corsa. Alla Milano-Sanremo arriva con il gruppo principale ma sul traguardo della cittadina ligure un imbattibile Alessandro Petacchi vince nettamente la volata lasciandosi alle spalle Danilo Hondo e lo stesso Thor Hushovd che con il terzo posto ottiene il primo podio in una classica monumento. Dopo una fuga con gruppetto di corridori, tra cui Daniele Bennati e Fabian Cancellara, si piazza al quinto posto nella Gent-Wevelgem vinta per distacco e in modo dubbio da Nico Mattan su Juan Antonio Flecha. Conclude la Paris-Roubaix al nono posto a quasi quattro minuti dal vincitore Tom Boonen, tagliando il traguardo per la prima volta nei primi dieci classificati. Nei mesi successivi vince quattro gare compresa la prova a cronometro dei Campionati norvegesi. Al Tour de France Hushovd ottiene numerosi piazzamenti ma nessuna vittoria di tappa. Lotta però con Tom Boonen, poi ritirato, Stuart O'Grady e Robbie McEwen per la classifica a punti, ambita dai velocisti, il cui leader si distingue dalla maglia verde che indossa. Dopo tre settimane di corsa Thor si aggiudica la speciale classifica indossando la maglia verde sul podio finale di Parigi. Questo successo lo consacra tra i corridori più forti al mondo e tra i migliori sportivi norvegesi tanto da vincere il prestigioso Premio popolare dello sport, per la prima volta assegnato ad un ciclista. L'ultima vittoria stagionale arriva nella quinta tappa della Vuelta a España da Alcázar de San Juan a Cuenca.