Ecco il mondo è un'aria tratta dall'atto secondo dell'opera Mefistofele di Arrigo Boito, su libretto del medesimo. Il testo riprende i versi intonati dal Gatto Mammone nel dramma di Goethe.
Il primo basso a cantarla è stato François-Marcel Junca. Altri grandi bassi sono stati Édouard de Reszke, Fyodor Chaliapin, Adamo Didur e Samuel Ramey.
Il testo
Nell'opera
Siamo nella seconda scena del secondo atto dell'opera, dove Mefistofele mostra a Faust la notte del sabba classico. Gli stregoni e le streghe danzano intorno a lui. Mefistofele si lamenta, perché, essendo loro re, non ha una corona e uno scettro. Streghe e stregoni danzano e glieli portano. Allora Mefistofele dice:
Gli stregoni, dopo l'ennesima danza, gli portano un globo di vetro. Mefistofele allora si alza e canta questa canzone. Quando canta l'ultima strofa, infrange il globo di vetro per terra, suscitando una gioia selvaggia dentro gli stregoni, che sorgono ancora e ricominciano la ridda.
Note
Categoria:Brani d'opera