Ha scritto diverse opere che spaziano dall'estetica alla filosofia politica, dalla linguistica alla storia dei concetti, proponendo interpretazioni originali di categorie come forma di vita, homo sacer, stato di eccezione e biopolitica.
Biografia Nato a Roma da famiglia abruzzese, forse di origine armena, si laurea alla Sapienza in legge nel 1965 con una tesi su Simone Weil. A Roma negli anni sessanta frequenta con intensità Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini (interpreta l'apostolo Filippo nel film Il Vangelo secondo Matteo), Ingeborg Bachmann. Nel 1966 e nel 1968 partecipa ai seminari di Martin Heidegger su Eraclito e Hegel a Le Thor. Nel 1974 si trasferisce a Parigi, dove frequenta Pierre Klossowski, Guy Debord, Italo CalvinoCon Italo Calvino e Claudio Rugafiori tra il 1974 e il 1976 Agamben progetta una rivista mai venuta alla luce. Alcuni materiali di quel progetto sono raccolti nei suoi e (Programma per una rivista), nonché in e altri intellettuali, mentre insegna all'Università Haute-Bretagne. L'anno seguente lavora a Londra, mentre dal 1986 al 1993 dirige il Collegio internazionale di filosofia a Parigi, frequentando, tra gli altri, Jean-Luc NancyAl quale si rivolge con L'amico, Nottetempo, Roma 2007., Jacques Derrida e Jean-François Lyotard. Dal 1988 al 2003 insegna presso le Università degli Studi di Macerata e di Verona, e dal 2003 al 2009 presso l'Istituto Universitario di Architettura (IUAV) di Venezia.
All'inizio del 2004 ha rinunciato a tenere un corso all'Università di New York, dove era stato invitato, per protesta contro le nuove regole sull'ingresso degli stranieri negli Stati Uniti d'America che prevedono l'obbligo di essere schedati e di lasciare le impronte digitali. In precedenza era stato professore invitato in altre istituzioni, tra cui l'Università Northwestern, l'Università Heinrich Heine di Düsseldorf e la European Graduate School di Saas-Fee sul sito della scuola.. In seguito «si è dimesso dall'insegnamento di Filosofia teoretica presso lo IUAV di Venezia»Affermazione sempre riportata sulla quarta di copertina dei libri di Agamben editi da Bollati Boringhieri e Neri Pozza dal 2011 al 2016.. Ha diretto la collana Quarta prosa presso l'editore Neri Pozza e organizzato un seminario annuale presso l'Università di Parigi Saint-Denis. Dall'inizio degli anni novanta collabora con la casa editrice Quodlibet, fondata da alcuni suoi allievi.
Tra gli autori che ha studiato e proposto: Walter BenjaminAgamben ha diretto per qualche tempo l'edizione delle opere complete presso Einaudi, prima di abbandonare il progetto per contrasti con la casa editrice. Vedi la lettera del 13 novembre 1996, , Jacob Taubes, Alexandre Kojève, Michel Foucault, Carl Schmitt, Aby WarburgAgamben lavora per il Warburg Institute di Londra negli anni 1974-75, su invito di Frances Yates, producendo alcuni saggi poi pubblicati in ., Paolo di Tarso, ma anche Furio Jesi, Enzo Melandri e in genere trattando temi di filosofia politica (in particolare i concetti di stato di emergenza, esodo, sovranità e biopolitica), mistica cristiana ed ebraica, angelologia, storia dell'arte e letteraturaAltri autori di cui si è occupato sono Charles Baudelaire, Robert Walser, Paul Valéry, Antonio Delfini, Giorgio Manganelli, Max Kommerell, Elsa Morante, Giovanni Pascoli, Victor Segalen, Giorgio Caproni, Patrizia Cavalli, Marcel Proust, Arnaut Daniel.. Collabora con "aut-aut", "Cultura tedesca" e con diverse altre riviste di filosofia. In occasione della laurea honoris causa in teologia presso l'Università di Friburgo il 13 novembre 2012 ha pronunciato la conferenza Mysterium iniquitatis, poi tradotta in Il mistero del male (2013).
Una parte del suo archivio è custodito presso gli archivi dell'Università di Yale .
Nel 2006 ha ricevuto il Premio europeo Charles Veillon per la saggistica e nel 2018 il Premio Nonino "Maestro del nostro tempo".
Vita privata È stato sposato con la scrittrice Ginevra Bompiani.
Pensiero
Il pensiero di Giorgio Agamben, benché caratterizzato da una omogeneità di fondo, può essere per comodità suddiviso in due momenti distinti. A fare da spartiacque è un testo fondamentale: Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, il quale si inscrive nelle tematiche e nel dibattito sollevati dalle ricerche di Foucault attorno al biopotere, indagando il rapporto fra diritto e vita e le dinamiche dei modelli di sovranità. All'origine della comunità politica, per Agamben, non c'è uno stato di natura come credevano Thomas Hobbes e John Locke, ma una paradossale "esclusione inclusiva": la zoé (vita naturale) viene esclusa dalla comunità politica, divenendo così centrale nella città moderna. Il potere politico (tanto antico quanto moderno) attua un controllo biopolitico degli uomini attraverso la gestione della nuda vita degli individui la cui mera esistenza biologica diventa preda del giurista, del burocrate, dell'esperto. La politica, come aveva intuito Michel Foucault, si trasforma in biopolitica, in gestione della nuda vita dei corpi. L'epistemologia di Giorgio Agamben s'ispira agli studi sull'analogia di Enzo Melandri e all'archeologia di Michel Foucault, due autori che si ritrovano spesso nelle sue opere.
La prima riflessione agambeniana predilige tematiche estetiche, in particolar modo letterarie, nel contesto di un grande confronto con il pensiero di Martin Heidegger − che ha conosciuto personalmente partecipando ai seminari estivi tenuti in Provenza nel 1966 e 1968 (The Hannah Arendt Papers at the Library of Congress). − e con quello di un altro filosofo a lui caro: Walter Benjamin, autore del quale curò la prima edizione italiana delle opere complete per Einaudi, ritrovando anche un discreto numero di testi inediti (tra cui quelli nascosti e conservati da Georges Bataille alla Biblioteca nazionale di Francia e riscoperti da Agamben nel 1981 tra le carte di Bataille presenti nella biblioteca). I suoi studi hanno riguardato varie tematiche, dal linguaggio alla metafisica, approfondendo il significato dell'esperienza del linguaggio e dei suoi limiti, dall'estetica, indagando le relazioni intercorrenti fra filosofia ed arte chiedendosi se quest'ultima permetta una differente espressione del linguaggio rispetto alla prima, all'etica, affrontando il tema della testimonianza in relazione all'esperienza dei lager nazisti.
Per illustrare la sua concezione della "nuda vita" vale infine quanto scritto in un articolo pubblicato in data 17 marzo 2020 intitolato Chiarimenti:
Nei molteplici interventi sul blog Quodlibet, Agamben caratterizza la pandemia di COVID-19 come una '"invenzione", sostenendo abbia dato vita a una gestione governativa emergenziale per la quale sarebbero stati sospesi molti diritti liberali. La sua posizione contro l'obbligatorietà del vaccino e la supposta "schedatura" dei soggetti vaccinati (posizione alla quale hanno aderito Cacciari e Vattimo) sarebbe volta a contrastare una presunta "dittatura sanitaria". Il filosofo, tuttavia, sostiene di non muoversi su una linea antiscientista ma di mettere in evidenza cosa si intenda col concetto di "biopolitica"vedi N. Tenerelli, Filosofia in gabbia e animalità liberata, in AA.VV., Filosofia nella Pandemia, l'altro vaccino, Stilo Editrice, Bari 2020.. Ha ritenuto l'opposizione alle norme contro il COVID-19 come una necessaria resistenza alla dittatura sanitaria globale, la quale sarebbe volta ad eliminare e controllare le persone con mezzi più subdoli, cavalcando la paura e l'ignoranza .
Homo sacer A partire dal concetto latino di homo sacer, la sua ricerca principale si svolge nei seguenti volumi (ripresi nell')Andrea Cavalletti, , il manifesto, 1º marzo 2015, pp. 2-3.: I. Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, 1995 II,1. Stato d'eccezione, 2003 II,2. Stasis. La guerra civile come paradigma politico, 2015 II,3. Il sacramento del linguaggio. Archeologia del giuramento, 2008 II,4. Il regno e la gloria. Per una genealogia teologica dell'economia e del governo, 2009Prima della pubblicazione di Stasis, questo volume era numerato II,2. II,5. Opus Dei. Archeologia dell'ufficio, 2012 III. Quel che resta di Auschwitz. L'archivio e il testimone, 1998 IV,1. Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita, 2011 IV,2. L'uso dei corpi, 2014
Filmografia Sceneggiatura Orlando Ferito - Roland blessé, regia di Vincent Dieutre (2013) - documentario (sceneggiatura e dialoghi di Camille de Toledo, Giulio Minghini, Vincent Dieutre, a partire da testi di Pier Paolo Pasolini, Giorgio Agamben e Georges Didi-Huberman) Attore Il Vangelo secondo Matteo, regia di Pier Paolo Pasolini (1964)
Opere
Saggi
L'uomo senza contenuto, Milano, Rizzoli, 1970 (poi Macerata, Quodlibet, 1994)Contiene: «La cosa più inquietante», «Frenhofer e il suo doppio», «L'uomo di gusto e la dialettica della lacerazione», «La camera delle meraviglie», «Les jugements sur la poésie ont plus de valeur que la poésie», «Un nulla che annienta se stesso», «La privazione è come un volto», «Poiesis e praxis», «La struttura originale dell'opera d'arte», «L'angelo malinconico».. Contiene: «Prefazione», «I fantasmi di Eros», «Nel mondo di Odradek. L'opera d'arte di fronte alla merce», «La parola e il fantasma. La teoria del fantasma nella poesia d'amore del '200», «L'immagine perversa. La semiologia dal punto di vista della Sfinge».. Contiene: «Infanzia e storia. Saggio sulla distruzione dell'esperienza», «Il paese dei balocchi. Riflessioni sulla storia e sul gioco», «Tempo e storia. Critica dell'istante e del continuo», «Il principe e il ranocchio. Il problema del metodo in Adorno e in Benjamin», «Fiaba e storia. Considerazioni sul presepe», «Programma per una rivista».. Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività, Torino, Einaudi, 1982 (ristampato Einaudi, 2008). La fine del pensiero, Paris, Le Nouveau Commerce, 1982. Idea della prosa, Milano, Feltrinelli, 1985 (poi Macerata, Quodlibet, 2002)Contiene: «Soglia», «I: Idea della materia, Idea della prosa, Idea della censura, Idea della vocazione, Idea dell'Unica, Idea del dettato, Idea della verità, Idea della Musa, Idea dell'amore, Idea dell'immemorabile», «II: Idea del potere, Idea del comunismo, Idea della giustizia, Idea della pace, Idea della vergogna, Idea dell'epoca, Idea della musica, Idea della felicità, Idea dell'infanzia, Idea del giudizio universale», «III: Idea del pensiero, Idea del nome, Idea dell'enigma, Idea del silenzio, Idea del linguaggio, Idea della luce, Idea dell'apparenza, Idea della gloria, Idea della morte, Idea del risveglio», «Soglia. Kafka difeso contro i suoi interpreti».. La comunità che viene, Torino, Einaudi, 1990; nuova ediz. Torino, Bollati Boringhieri, 2001Contiene: «La comunità che viene: Qualunque, Dal Limbo, Esempio, Aver luogo, Principium individuationis, Agio, Maneries, Demonico, Bartebly, Irreparabile, Etica, Collants Dim, Aureole, Pseudonimo, Senza classi, Fuori, Omonimi, Schechina, Tienanmen», «L'irreparabile».. Bartleby, la formula della creazione, Macerata, Quodlibet, 1993Contiene: Gilles Deleuze, Bartebly o la formula trad. it. di Stefano Verdicchio; G. Agamben, Bartebly o della contingenza: Lo scriba o della creazione, La formula o della potenza, L'esperimento o della decreazione».. Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, Torino, Einaudi, 1995 (ristampa 2008)Contiene: «Introduzione», «Logica della sovranità», «Homo sacer», «Il campo come paradigma biopolitico del moderno», «Bibliografia».. ; nuova ediz. accresciuta di otto testi e con un nuovo sottotitolo: Studi di poetica e di letteratura, Roma-Bari, Laterza, 2010Contiene: «Premessa», «Comedia», «Corn. Dall'anatomia alla poetica», «Il sogno e della lingua», «Pascoli e il pensiero della voce», «Il dettato della poesia», «Disappropriata maniera», «La festa del tesoro nascosto», «La fine del poema», «Un enigma della Basca», «La caccia della lingua», «I giusti non si nutrono di luce», «Il congedo della tragedia»..