Campione del mondo con i kart, campione italiano ed europeo di Formula 3, ha corso in Formula 1 dal al disputando 256 Gran Premi, record rimasto imbattuto per quindici anni, vincendone sei. Dopo un primo lungo periodo, caratterizzato più da delusioni che successi al volante di Shadow, Arrows, Brabham e Alfa Romeo, approda alla Williams con cui disputa le sue stagioni migliori, in particolare nel , e , prima di concludere la carriera con la Benetton dopo 17 stagioni. È stato anche un valido pilota nel Campionato del mondo sportprototipi al volante delle vetture Lancia, vincendo otto prove e sfiorando la conquista del titolo mondiale nel 1982. Per sei volte, nel 1980 e dal 1989 al 1993, è stato Campione italiano assoluto di velocità. È tuttora l'ultimo pilota italiano ad aver lottato per il Mondiale piloti in Formula 1 dalla stagione 1992.
Dotato di una guida molto aggressiva, era considerato da vari piloti arrogante e non era molto amato all'interno del Circus, venendo spesso attaccato dal britannico James Hunt.. Nonostante le critiche, ha instaurato buoni rapporti con molti piloti, in particolare Michele Alboreto, Eddie Cheever, Elio De Angelis, Andrea De Cesaris, Thierry Boutsen e Nigel Mansell.
Biografia Patrese nasce e cresce a Padova, dove trascorre l'infanzia in modo sereno e senza difficoltà economiche; il padre Mario era un commerciante di generi alimentari, la madre Elena Zorzati insegnava lettere alle scuole medie, mentre il fratello Alberto diventerà ingegnere meccanico all'Alfa Romeo.
Dopo il diploma al liceo scientifico s'iscrive alla facoltà di scienze politiche che frequenta per alcuni anni, ma senza arrivare alla laurea. Pratica a livello agonistico sci e soprattutto nuoto: specialista dello stile libero, gareggia per la Rari Nantes Patavium 1905 con la futura campionessa del mondo Novella Calligaris e lo sfortunato Amedeo Chimisso, deceduto con altri amici di Patrese nella tragedia di Brema.. Abbandona entrambi gli sport quando il karting, inizialmente solo un divertimento, e poi l'automobilismo diventeranno la sua attività principale.
Quando ancora non è un professionista del volante, si sposa con Susi Martinis che gli rimarrà vicina per tutta la carriera agonistica, rendendosi fondamentale nei momenti importanti, e gli darà tre figli: Simone, nato il giorno dell'esordio in Formula 1 nel 1977, e le gemelle Maddalena e Beatrice nate nel 1985; la famiglia vive in modo agiato tra Monaco e il Veneto.. Negli anni successivi al ritiro dalla Formula 1 si separa da Susi, in seguito moglie di Norberto Ferretti, per poi fidanzarsi con Francesca Accordi, che in seguito sposerà e con la quale avrà i figli Lorenzo ed Elena.
Pratica l'equitazione, passione che condivide con le figlie, il golf, il tennis e lo sci; fin dal 1981 gioca a calcio con il ruolo di centrocampista nella Nazionale Piloti, squadra ideata a scopo benefico, di cui è capitano e in passato si allenava frequentemente con il Padova. È sempre stato molto appassionato anche di ferrovie e modellismo ferroviario: nel dicembre 1989 rilasciò in proposito un'intervista alla rivista mensile i Treni, pubblicata il mese seguente, in cui mostrò anche la sua vasta collezione di modelli; nel 2003, dopo la morte del fratello Alberto, ha ereditato una grande collezione di modellini d'auto comprendente tutte le vetture da corsa guidate nella sua carriera.
Carriera Esordi
Patrese si avvicina al mondo delle corse grazie alla passione del padre e del fratello maggiore; con un kart costruito artigianalmente proprio dal fratello, inizia a correre a undici anni anche se i motori rimangono solo un divertimento che il ragazzino alterna allo sci e al nuoto, praticati a un buon livello agonistico, fino al 1970 quando inizia a impegnarsi seriamente nelle gare. I maggiori successi ottenuti nella categoria sono il campionato italiano classe 100, i due titoli europei a squadre e il mondiale, risultati che gli valgono il premio Pilota d'Oro e due medaglie al valore atletico.
Dopo le vittorie ottenute con i kart nelle stagioni precedenti, nel 1975 la Federazione Italiana Karting offre a Patrese la possibilità di guidare una monoposto in Formula Italia, ma il pilota preferisce accordarsi con la Scuderia Nettuno di Bologna. Nel corso della stagione s'impone nelle gare di Vallelunga, Mugello e Imola, arriva due volte secondo e quattro terzo, piazzandosi al secondo posto in campionato preceduto da Bruno Giacomelli. La stagione, iniziata senza grandi ambizioni e più per divertimento che per raggiungere un obiettivo, si conclude quindi al di sopra delle aspettative e spinge Patrese, sempre seguito e consigliato dal padre, a tentare un salto di categoria.
Per gareggiare in Formula 3 nel 1976 contatta Osella e Pavanello, che però cercano solo piloti disposti a pagare per correre; nonostante la proposta del padre di vendere alcune proprietà di famiglia per finanziare la stagione, Patrese rifiuta le offerte, non accettando di diventare un pilota pagante, e in seguito si accorda con Trivellato, da poco importatore Chevron, che cerca un giovane per disputare il campionato italiano e quello europeo. Non delude le aspettative della squadra e vince le gare di Zandvoort, Pergusa, Monza, Kassel-Calden, Magione e conquista sia il titolo nazionale sia quello continentale. A fine anno la rivista Autosprint gli assegna il prestigioso Casco d'Oro.
Per la stagione 1977 viene confermato da Trivellato per correre in Formula 2, dove trova come avversari Giacomelli, Arnoux, Pironi, Cheever e occasionalmente alcuni piloti di Formula 1, ottenendo subito risultati incoraggianti. Il primo maggio, sullo storico e pericoloso circuito del Nürburgring Nordschleife, segna la pole position con tre secondi di vantaggioI Signori della Formula 1, Patrese del 23 maggio 2015 - Sky F1. su Mass e Regazzoni, già affermati piloti della massima serie, e, anche se in gara sarà costretto al ritiro quando è al comando, viene notato dai tecnici della Shadow che gli offrono la possibilità di esordire in Formula 1. Trivellato acconsente che il suo pilota gareggi anche nella massima serie, a patto però che mantenga come impegno principale la Formula 2, condizione accettata dalla squadra statunitense; nella categoria ottiene un'altra pole position e numerosi podi che gli permettono di ottenere il quarto posto finale nel campionato europeo e la vittoria in quello italiano. Nel 1978 Patrese è impegnato a tempo pieno in Formula 1 e partecipa a due soli eventi di Formula 2 salendo sul terzo gradino del podio al Gran Premio JAF, prestigiosa corsa asiatica disputata a Suzuka e vinta l'anno precedente.
Partecipa tre volte al Gran Premio di Macao, all'epoca disputato secondo i regolamenti della Formula Pacific, e trionfa nel 1977 partendo dalla pole position; bissa il successo anche l'anno seguente, mentre nel 1979 centra nuovamente la pole e arriva secondo in gara.
Formula 1 L'esordio con la Shadow (1977)
Le buone qualità dimostrate in Formula 2 all'inizio del 1977, in particolare la pole position ottenuta sul probante tracciato del Nürburgring Nordschleife davanti a Mass e Regazzoni, lo fanno notare dai tecnici della Shadow che sono in cerca di un pilota per sostituire Zorzi. Tramite il giornalista Giorgio Piola, le trattative tra il padovano e la scuderia statunitense, sponsorizzata dall'imprenditore italiano Franco Ambrosio, vanno a buon fine e Patrese viene assunto per disputare alcune gare nella stagione al fianco di Alan Jones.
Esordisce al volante della Shadow DN8 in occasione del Gran Premio di Monaco senza nessuna esperienza nella massima serie, tanto che molti tra gli addetti ai lavori sono convinti che non riuscirà neanche a qualificarsi; invece ottiene il quindicesimo tempo in prova e porta a termine la gara al nono posto nel giorno in cui nasce il suo primo figlio. Nel corso della stagione, in cui continua anche il suo impegno in Formula 2, si ritira diverse volte per incidenti e problemi meccanici non cogliendo risultati positivi fino al Gran Premio del Giappone, ultima prova del Campionato, in cui taglia il traguardo al sesto posto e conquista il primo punto iridato che gli permette di concludere la sua prima stagione in Formula 1 al ventesimo posto.
Il passaggio in Arrows (1978-1981) Alla fine del 1977 i soci della Shadow, Rees, Oliver, Southgate e lo sponsor principale Ambrosio, abbandonano la squadra statunitense per fondare la Arrows, che parteciperà al mondiale dalla stagione successiva con Patrese come pilota. Il padovano accetta di gareggiare con il neonato team rinunciando all'offerta di Frank Williams, quest'ultimo agli esordi come costruttore, che assume al suo posto Alan Jones con cui vincerà il titolo mondiale nel .
1978
Inizia la stagione con la FA1, vettura progettata da Southgate e molto contestata in quanto quasi identica alla Shadow DN9, in seguito sostituita dalla A1. Si fa notare al Gran Premio del Sudafrica quando, con un sorpasso su Jody Scheckter, si porta al comando della gara che condurrà fino al ritiro per problemi meccanici a quindici giri dall'arrivo. In seguito a questa buona prestazione ottiene di firmare un pre-contratto con la Ferrari per sostituire Gilles Villeneuve nella successiva stagione ma, dopo la vittoria in Canada, quest'ultimo verrà confermato. Nel corso del campionato viene contattato anche da Brabham e Alfa Romeo, sempre per disputare la stagione seguente con le loro vetture, ma preferisce non cambiare scuderia. Nelle gare successive ottiene qualche punto e sale per la prima volta sul podio grazie al secondo posto conquistato al Gran Premio di Svezia, vinto dal campione del mondo in carica Niki Lauda con l'innovativa Brabham BT46 dotata di un vistoso ventilatore posteriore poi vietato dalla FIA.
Il 10 settembre 1978, in occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, parte in dodicesima posizione, schierato in sesta fila. Dopo la caotica partenza, alla variante Goodyear s'innesca un pauroso incidente che coinvolge Peterson, Hunt, Daly, Pironi, Stuck, Brambilla, Regazzoni, Depailler, Lunger e Reutemann: a causa delle conseguenze dello scontro, i ritardi nei soccorsi e forse alcuni errori dei medici, perde la vita Peterson, pilota svedese della Lotus. Patrese viene subito accusato dai colleghi di aver causato l'incidente e per questo gli viene impedito di partecipare al successivo Gran Premio degli Stati Uniti-Est. In seguito viene rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo, per la quale il pubblico ministero Armando Spataro chiede otto mesi di reclusione con la condizionale; tra i testimoni che accusano il padovano ci sono i piloti Arturo Merzario e Hunt, mentre depone in sua difesa il Commissario CSAI Alberto Librizzi, che aveva assistito all'incidente da vicino. Il 28 ottobre 1981 Patrese viene assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Da una documentazione resa pubblica nel 2001 si evince che a innescare il drammatico incidente fu Hunt, nel frattempo deceduto nel 1993, uno dei primi e più accaniti accusatori di Patrese.
Patrese accusa un duro colpo, in quanto deluso e amareggiato per essere stato accusato e punito ingiustamente per colpa di altri, e si trova a dover rilanciare una carriera che fino a poco tempo prima sembrava destinata a grandi successi; con forza d'animo e combattività riparte per dimostrare il suo valore in pista ma alcuni atteggiamenti, dovuti al risentimento nei confronti di una parte dell'ambiente della Formula 1, lo fanno risultare scontroso e antipatico a molti.
1979