Giaveno (Giaven in piemontese, Javën in francoprovenzale, Javein in francese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.
Si trova in Val Sangone, di cui è il capoluogo dato il maggior numero di residenti.
Origini del nome Si vuole che il nome risalga alle parole “Jam veni” - “sono arrivato” - pronunciate da Annibale al suo arrivo in pianura.
Secondo altra ipotesi il nome classico latino Gavannulae o Gavensis, trasformatosi poi nel tempo in Giaveno, deriverebbe dalla famiglia romana dei Gavi, che qui avevano una proprietà.
Storia
Giaveno ha origini molto antiche: alcuni studiosi di storia locale farebbero risalire il primo insediamento all’epoca romana. L’importante famiglia dei Gavi di Augusta Taurinorum (Torino) avrebbe qui costruito una casa colonica, probabilmente nel I secolo. Ad avvalorare questa tesi sono alcuni ritrovamenti di materiali di necropoli, nei campi presso il Santuario della Madonna del Bussone, e un tratto di lastricato presso il ponte del torrente Tortorello..
Nel 773 Carlo Magno riuscì a varcare lo spartiacque che divide la Val di Susa da quella del Sangone, raggiunse la piana vicino al villaggio Gavensis, colse alle spalle i Longobardi, attestati fra la Chiusa di San Michele e Villardora, e li sconfisse.
Nel 1103 Umberto II, conte di Savoia, donò il territorio di Giaveno all’Abbazia di San Michele della Chiusa.
Il 26 gennaio 1159 l'imperatore Federico Barbarossa sottrasse Giaveno all’Abbazia e lo donò a Carlo I, vescovo di Torino.
Il feudo di Giaveno ritornò agli abati di San Michele con la donazione del conte di Savoia Tommaso I del 21 febbraio 1209.
Nel 1286 i nobili di gran parte del Piemonte si riunirono nei prati antistanti l'Arco delle Streghe di Giaveno. Questo cruciale evento è considerato storicamente il primo parlamento del feudo sabaudo.
Nel 1347 l’abate Rodolfo di Mombello decise di erigere mura difensive (“Villam Javenni murare”). Le mura erano alte due trabucchi (circa 6 metri) ed erano intervallate da cinque torri circolari. Il perimetro della “Cittadella abbaziale” è ancora oggi ben leggibile..
A partire dal XV secolo a Giaveno si sviluppò un'attività siderurgica, a partire dal minerale di ferro, estratto sopra Forno di Coazze; questa attività proseguì fino a tutto l'Ottocento, quando non poté reggere il confronto con la siderurgia moderna. Nello stesso periodo ebbe inizio anche l'attività di filatura e tessitura della canapa, dapprima a livello domestico, successivamente evoluta in un'estesa attività industriale, riguardante anche il cotone e la juta.
Nel 1611 le reliquie di papa sant'Antero furono traslate da Roma a Giaveno: sant'Antero è nuovo patrono insieme a san Lorenzo.
Nel XVII secolo Giaveno visse una vera e propria rinascita, diventando la meta estiva prediletta della corte dei Savoia. Il Principe-Cardinale Maurizio di Savoia, nominato abate della Sacra di San Michele, nel 1620 avviò un'imponente ristrutturazione del castello locale, per accogliere degnamente la dinastia. Nel 1622 la futura Duchessa Cristina di Borbone-Francia (Madama Reale) e il consorte Vittorio Amedeo I vi soggiornarono, trasformando il borgo in un centro mondano e politico. Nello stesso anno fu eretta la splendida Collegiata di San Lorenzo Martire.
Nel 1622 il Cardinale Maurizio di Savoia chiese e ottenne dalla Santa Sede la bolla di erezione dell'Insigne Collegiata di San Lorenzo Martire.
Nel 1630, nel corso della Seconda guerra monferrina (episodio da inquadrare nella Guerra dei trent'anni), Giaveno fu occupata dalle truppe francesi, capeggiate dal Duca di Montmorency.
Scoppiò la pestilenza in tutto il Piemonte, mietendo un gran numero di vittime.
I Savoia scesero in guerra contro i Francesi; il Maresciallo di Francia Catinat invase il Piemonte, mettendolo a ferro e fuoco e, dopo la battaglia della Marsaglia (1693) vinta dai francesi, saccheggiò e incendiò Giaveno.
Dopo l’assedio di Torino, l’8 settembre 1706 i Francesi furono sconfitti e cacciati dal Piemonte.
Nel settore tessile è da ricordare la manifattura della seta, iniziata verso la metà del XVII secolo, con ben nove impianti alla fine del Settecento, ma che ebbe un rapido declino all'inizio dell'Ottocento.
Nel 1898 nel comune di Giaveno l'industriale svizzero Adolfo Kind utilizzò gli sci per la prima volta sulle montagne italiane. Partito dalla frazione Prà Fieul, salì fino al Monte Cugno dell'Alpet (m. 2072), poco a est della Punta dell'Aquila.
Nel Novecento Giaveno ebbe un significativo sviluppo industriale, sia nel settore tessile che in quello della carta: diverse cartiere (la più antica delle quali risale agli anni '30 del XIX secolo) si svilupparono, dando lavoro a molti operai.Tuttavia, dopo la guerra, nel giro di pochi decenni, le aziende tessili cessarono la loro attività. Alla fine del secolo anche la maggior parte delle cartiere cessò la produzione: l'ultima chiuse nel 2014.
Importanti pagine di storia furono scritte nel periodo della Resistenza (1943 – 1945), quando i partigiani e l’intera popolazione si sollevarono contro l’oppressione nazifascista.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 20 aprile 1937.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze Giaveno è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita il 17 maggio 1996 della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Centro storico Torre degli Orologi in piazza S. Lorenzo Nella frazione Selvaggio è sito un santuario di costruzione relativamente recente (primo quarto del secolo XX), ma già noto e molto frequentato: il Santuario del Selvaggio Santuario della Madonna del Bussone Mascherone di Giaveno, "fontana storica" seicentesca Museo di Alessandri, artista locale del '900 Arco o Torre delle streghe Parco comunale
Società Evoluzione demografica A partire dall'anno 1961, la popolazione residente è quasi raddoppiata.
Lingue e dialetti A fianco dell'italiano e del piemontese si parla anche il francoprovenzale, lingua di minoranza riconosciuta dalla legge 482/99.
Cultura Biblioteche La biblioteca civica nasce nel 1981 grazie a una convenzione fra il comune e l'Associazione "Circolo Ricreativo Culturale", la quale gestiva la previgente biblioteca pubblica dal 1965. .
Istruzione L'istituto superiore Blaise Pascal, nato nel 1974 come istituto sperimentale, comprende gli indirizzi di liceo scientifico tradizionale, liceo scientifico scienze applicate, liceo scientifico Cambridge, liceo linguistico opzione EsaBac, amministrazione, finanza e marketing. Nel 2016 l'indirizzo scientifico ha primeggiato nella graduatoria regionale per la sua categoria redatta dal Portale Eduscopio della Fondazione Agnelli.
Infrastrutture e trasporti Dal 1883 al 1958 Giaveno fu capolinea di una tranvia per Orbassano e Torino.
Nel presente, i collegamenti locali con il resto della Val Sangone (fino a Orbassano), la vicina Val di Susa e Torino sono assicurati da linee di bus e navette.
Amministrazione
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative Il comune faceva parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.
Sport La rappresentativa sportiva più importante della città è la Pallavolo Giaveno, squadra di pallavolo femminile militante in Serie D. Un'altra società di pallavolo è il Gruppo Sportivo Alberto Cuatto.
Il calcio a Giaveno ha conosciuto un declino nel 2010 quando sia il Lottogiaveno (militante in Eccellenza) che l'Edelweiss Giaveno (militante in Prima Categoria) hanno rinunciato al proprio titolo sportivo. Il Lottogiaveno (prima del 2007 semplicemente Giaveno) era riuscito con gli anni a raggiungere risultati rilevanti, tra cui i Playoff di Serie D nella stagione 2004/2005.
Grazie all'iniziativa di alcuni esercenti locali, nel 2011 è rinato il "vecchio" GiavenoCoazze, che attualmente milita nel girone D di Prima Categoria.
Inoltre sono presenti una squadra dilettantistica di basket, omonima della cittadina, un gruppo sportivo dedicato al twirling e un collettivo di tennis tavolo.
Il palazzetto dello sport ospita gare di danze caraibiche a livello regionale.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Comuni italiani di lingua francoprovenzale