Il duomo di Ancona è dedicato a san Ciriaco ed è la cattedrale metropolitana dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo. È una chiesa medioevale in cui lo stile romanico si fonde con quello bizantino, evidente nella pianta a croce greca e in molte opere d'arte conservate al suo interno. Sorge in scenografica posizione sulla sommità del Colle Guasco, già occupata dall'acropoli della città greco-dorica, da dove domina tutta la città di Ancona e il suo golfo.

Nonostante mostri un aspetto fortemente unitario, all'esame attento il Duomo mostra le testimonianze della storia secolare della sua costruzione, che va dal VI secolo, in cui sorse come basilica paleocristiana, all'XI, quando diventò cattedrale, al XII, epoca in cui venne ampliato con pianta a croce greca, al XIII secolo, quando fu voltata la cupola e realizzato il portale principale e il monumentale protiro, con le sculture simboliche dei leoni stilofori, divenuti presto uno dei simboli della città.

Nel maggio del 1926, papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica. Dal 1940 è monumento nazionaleRegio decreto 21 novembre 1940, n. 1746. Il 30 maggio 1999 si è festeggiato il millenario della dedica della cattedrale, con la visita di papa Giovanni Paolo II, che celebrò la messa al suo interno.

All'interno del Duomo è custodito il quadro della Madonna Regina di tutti i Santi, oggetto di particolare devozione e oggetto di un evento che la tradizione cattolica reputa prodigioso, denominato "miracolo mariano di San Ciriaco".

Storia L'edificio del Duomo ha una storia di più di 2000 anni, in cui si possono distinguere cinque eventi principali, elencati di seguitoIn contrasto con tutti gli altri autori, Paolo Piva sostiene che la terza fase ("la basilica di San Lorenzo diventa cattedrale") non è supportata da prove e quindi non sarebbe mai avvenuta. Si veda: Nello stesso volume, nel capitolo di aggiornamento di Cristiano Cerioni, si rivaluta invece questa fase, alla luce di . IV-II secolo a.C. - costruzione del Tempio di Afrodite (detto "di Venere" in epoca romana), il cui perimetro corrisponde esattamente alla crociera e al braccio sinistro della chiesa attuale. VI secolo d.C. - costruzione della Basilica paleocristiana di San Lorenzo, sorta sui resti del tempio antico, sullo stesso perimetro. XI secolo d.C. - la Basilica di San Lorenzo diventa cattedrale e viene ampliata; costituisce il transetto della chiesa attuale. Con la traslazione del corpo di San Ciriaco, poi, la chiesa cambia nome e prende il titolo attuale. XII secolo d.C. - trasformazione della pianta in croce greca, che dà alla chiesa un assetto tipicamente orientale, ancor oggi sua caratteristica principale. XIII secolo d.C. - costruzione della cupola e del protiro. Con modifiche minori effettuate nei secoli successivi (principalmente la costruzione del coro e delle due adiacenti cappelle), questi interventi hanno dato l'edificio che si vede oggi.

Nelle sezioni seguenti si esaminano dettagliatamente le quattro fasi segnate da questi eventi e, infine, gli interventi minori successivi, dal XVII secolo al XXI, consistenti in sovrapposizioni decorative, adeguamenti liturgici e restauri.

Il tempio di Afrodite

min|Ricostruzione del tempio di Asclepio ad Epidauro, costruito seguendo lo stesso modello adottato nel tempio di Ancona, secondo gli studi Lidiano Bacchielli. min|La scena della Colonna Traiana in cui è raffigurata Ancona e i suoi templi di Afrodite (sulla collina) e di Diomede (sulla riva del mare). min|Il tratto nord-ovest delle fondazioni del tempio.

Secondo la tradizione storiografica, che è basata sulle citazioni riportate sopra, i dori siracusani, fondatori della colonia greca di Ankón (l'attuale Ancona), eressero nell'acropoli della nuova città un tempio dedicato ad Afrodite, nel luogo in cui nel Medioevo sorse il Duomo. Il tempio è identificato con quello rappresentato nella scena 58 della Colonna Traiana.

In particolare, il carme 36 di Catullo, da cui è riportato il brano sopra, ci presenta, quasi come in un inno cletico, i luoghi che fin dall’età arcaica furono sedi del culto di Afrodite, diffusosi lungo le antiche rotte di navigazione dall'oriente verso l'occidente. Sono così citate dal poeta le città di Cnido, in Asia Minore, di Idalio, Golgi ed Amatunte, nell'isola di Cipro, ed infine di Urio, Ancona e Durazzo, sulle coste adriatiche. Ancona rientra dunque tra le città mediterranee più note nell'antichità per il culto di Venere (nome romano di Afrodite)È interessante notare che, nella versione originale del carme di Catullo, il termine Ancona è un accusativo con desinenza greca; in latino, e specialmente in poesia, il nome della città è sentito come un termine greco e ciò ne influenza la declinazione. Il termine greco Ἀγκών è infatti della terza declinazione e del gruppo dei nomi con tema in nasale; pertanto all'accusativo fa Ἀγκῶνα..

Il passo di Giovenale, invece, ci informa sulla localizzazione del tempio, sulla sommità di una collina e dominante sul mare: in questo senso si deve intendere l'espressione quam dorica sustinet Ancon ("che la dorica Ancona innalza"). Il "rombo adriatico" di cui si parla nel testo è un pesce dell'ordine dei Pleuronectiformi o pesci piatti.

La scoperta min|left|Pianta del Duomo, a croce greca - in giallo è evidenziata l'area archeologica del tempio di Afrodite. Nel 1932, alcuni saggi eseguiti nei pressi dell'abside sinistra del duomo permisero di scoprire i resti di una muratura costituita da grandi blocchi di arenaria in filari pseudoisodomi; subito alcuni studiosi ipotizzarono che tale struttura appartenesse a un edificio templare, forse quello dedicato a Venere citato da Catullo e Giovenale. Che l'edificio cristiano fosse stato costruito sopra al tempio di Venere/Afrodite era già stato ipotizzato dalla storiografia, pur in mancanza di testimonianze archeologicheMario Natalucci, Ancon dorica, in . Secondo Natalucci, gli autori antichi che sostenevano che il Duomo fosse stato edificato sopra al tempio pagano erano il Saracini e il Peruzzi.. I resti del tempio sono visibili dalla Cripta delle Lacrime.

Nel 1948, in occasione dei lavori di restauro del duomo, danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, superando numerose difficoltà fu eseguito uno scavo completo di tutto il sottosuolo, ed in effetti furono rinvenuti resti di un tempio pagano, coincidente con il transetto della chiesaTra la vasta letteratura in proposito, si veda:.

Il tempio fu subito identificato con quello citato da Catullo e Giovenale e rappresentato nella scena 58 della Colonna Traiana. Secondo un'ipotesi che ha dominato la storiografia sino a tutto il Novecento Si veda in primis Bibliografia in merito riassunta da , ripreso da , in ., seguita anche da alcuni studiosi moderni, Afrodite/Venere aveva nel tempio anconitano l'epiclesi o epiteto di "euplea" (Εὔπλοια, Éuploia), ossia di "dea della buona navigazione", protettrice dei naviganti.

Mentre si procedeva agli scavi all'interno della chiesa, nel piazzale del Duomo, sconvolto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, furono notate colonne di arenaria scanalate, allora interpretate come colonne del tempio grecoMario Natalucci, Ancon dorica, in . L'autore dice espressamente che la scoperta di quelle colonne fu "cosa da pochi notata"..

Le ipotesi ricostruttive del Tempio di Afrodite Dell'antico edificio furono rinvenute le fondazioni sotto al Duomo, esattamente in corrispondenza con la crociera e il braccio sinistro del transetto. Tali fondazioni sono costituite da blocchi di arenaria sovrapposti; quelle perimetrali compongono un rettangolo di metri 19 X 32, hanno una larghezza di metri 2,50 e sono conservate per un'altezza massima di circa due metri. Parallele ed interne a questo rettangolo, e con pianta a Π (pi greco), sono rimaste tracce della fondazione della cella. Non tutti i blocchi di arenaria delle fondazioni si sono ritrovati; dove essi mancano, sono comunque rimaste le trincee ove erano allocati, cosa che permette di ricostruire tutto il sistema fondante del tempio e di formulare ipotesi ricostruttive del suo aspetto originario. Importante, a tal proposito, è la presenza di trincee di collegamento tra le fondazioni esterne e quelle interne, che permette di risalire al numero delle colonne di ogni lato.

Secondo le ipotesi comunemente accettate, l'edificio sacro era un periptero esastilo con l'ingresso rivolto verso sud-est, ossia verso la città e la strada di accesso all'acropoli; in discussione è l'ordine architettonico e l'epoca di realizzazione: esistono a riguardo tre ipotesi ricostruttive del tempio di Afrodite, esposte di seguito. Tempio di ordine dorico - IV secolo a.C. L'ipotesi è sostenuta dalla presenza della soluzione classica del conflitto angolare (comprovata dalla misurazione delle distanze tra le colonne del tempio, la cui posizione è deducibile dall'esame delle fondazioni) e dalla possibilità di inserirlo nel gruppo dei templi che presero come modello quello di Asclepio a Epidauro, costruito nel 380 a.C. circa, ossia intorno alla data di fondazione della colonia greca di AnkónLo studioso che per primo ha formulato l'ipotesi del tempio dorico è stato l'archeologo Lidiano Bacchielli, nell'articolo Domus Veneris quam dorica sustinet Ancona, in Archeologia Classica volume XXXVII, 1985 (pagine 106-137) - l'estratto dell'articolo è stato nel pubblicato dall'Erma di Bretschneider nel 1985; lo stesso Lidiano Bacchielli ha poi ripreso l'argomento, con nuove considerazioni, in Le origini greche di Ancona: fonti e documentazione archeologica, in . Tempio di ordine corinzio - II secolo a.C. L'ipotesi è basata sul ritrovamento di marchi di cava con due lettere latine ("F" e "V") e sulla presenza al Museo Diocesano di un capitello corinzio (e non dorico) che sarebbe appartenuto al tempio, in quanto scolpito nella stessa pietra delle fondazioni rimasteLo studioso che ha proposto per primo l'ipotesi del tempio corinzio è Mario Luni, in . Tempio che ha avuto due fasi costruttive. Chi sostiene quest'ipotesi considera che il tempio, nel corso dei secoli, potrebbe essere stato anche ricostruito o profondamente ristrutturato, come testimonierebbe un'epigrafe riutilizzata nella basilica paleocristiana che fu costruita sui resti del tempio pagano, in cui si cita un rifacimento totale di un edificio, non specificato a causa della frammentarietà dell'iscrizione riportataLidiano Bacchielli, Le origini greche di Ancona: fonti e documentazione archeologica, in Stefania Sebastiani, Ancona, forma ed urbanistica, della collana Città antiche d'Italia, L'Erma di Bretschneider, 1996, pagina 33..

La basilica di San Lorenzo min|Cripta delle Lacrime: reliquiario del XV secolo, contenente una delle pietre con le quali il protomartire Santo Stefano fu lapidato a Gerusalemme. L'arrivo ad Ancona di questa reliquia è all'origine della prima comunità cristiana cittadina. Il tempio di Afrodite, che con la romanizzazione della città aveva assunto il nome di Tempio di Venere, continuava a dominare l'antica acropoli, anche dopo l'introduzione del Cristianesimo in Ancona, che fu precoce. L'antica origine della prima comunità cristiana anconetana è testimoniata da sant'Agostino, che già nel IV secolo disse essere "antichissima", in quanto nata con l'arrivo in città di una reliquia di Santo Stefano protomartire e dunque risalente al I secolo. Tale reliquia, una pietra che colpì il martire durante la lapidazione, attualmente esposta nella Cripta delle LacrimeÈ Sant'Agostino ad informarci di ciò, in due diversi discorsi: il 322 e il 323. Si veda:.