Il campionato mondiale di Formula 1 1980 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 31° ad assegnare il campionato piloti e il 23° ad assegnare il campionato costruttori. È iniziato il 13 gennaio e terminato il 5 ottobre, dopo 14 gare, una in meno della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la prima volta a Alan Jones e il titolo costruttori per la prima volta alla Williams-Ford Cosworth.

La pre-stagione Il calendario

Il calendario prevedeva 16 gare, uno in più della stagione precedente. Il contrasto che si scatenò tra la FISA e la FOCA fece poi considerare non valido per il campionato il Gran Premio di Spagna, che era stato, rispetto al 1979, posticipato a giugno, dopo le gare di Montecarlo e Zolder.

Venne inoltre cancellato il Gran Premio di Las Vegas, che avrebbe dovuto concludere la stagione il 2 novembre. Delle tre gare da tenersi negli Stati Uniti d'America quella maggiormente in dubbio era, inizialmente, quella programmata a Watkins Glen, tanto che si era prospettato un anticipo al 19 ottobre della gara di Las Vegas.

Furono così considerati validi solo 14 gran premi, numero minimo dal 1975; mai, successivamente, una stagione di F1 ha avuto un numero così ridotto di gran premi validi per il mondiale.

Bernie Ecclestone propose di spostare il Gran Premio d'Italia dalla tradizionale data di settembre a metà giugno, ma senza successo, così come, inizialmente il Gran Premio degli USA-Est venne previsto per il 13 aprile, due settimane dopo il Gran Premio di Long Beach, prima di essere riportato alla sua collocazione abituale, in autunno. Il Gran Premio di Germania venne posticipato al 10 agosto per evitare la concomitanza con le Olimpiadi di Mosca.

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede DataOraDiretta TVLocaleUTCITA 1 Gran Premio de la Republica Argentina Autódromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 13 gennaio 13:0016:0017:00Rete 2 2 Grande Prêmio do Brasil Circuito di Interlagos San Paolo 27 gennaio 13:0016:0017:00 3 Nashua South African Grand Prix Circuito di Kyalami Midrand 1º marzo 14:1512:1513:15Rete 1 4 Toyota United States Grand Prix WestIl Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach. Circuito di Long Beach Long Beach 30 marzo 14:0022:0023:00 5 Grote Prijs van Belgie Circuito Terlaemen di Zolder Heusden-Zolder 4 maggio 15:0013:0015:00Rete 2 6 Grand Prix Automobile de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 18 maggio 15:3013:3015:30Rete 2 / Telemontecarlo 7 Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 29 giugno 15:0013:0015:00Rete 2 8 Marlboro British Grand Prix Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 13 luglio 15:0013:0015:00 9 Großer Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 10 agosto 14:0012:0014:00 10 Großer Preis von Österreich Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 17 agosto 15:0013:0015:00 11 Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 31 agosto 15:0013:0015:00 12 Gran Premio d'Italia Autodromo Dino Ferrari Imola 14 settembre 15:0013:0015:00 13 Grand Prix Labatt du Canada Circuit de l'île Notre-Dame Montréal 28 settembre 14:15Il Gran Premio del Canada venne interrotto dopo la partenza, per incidente. La gara riprese dopo circa 50 minuti.18:1519:15 14 Toyota Grand Prix of the United StatesIl gran premio corso a Watkins Glen venne definito anche Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est, per distinguerlo da quello corso a Long Beach. Watkins Glen International Watkins Glen 5 ottobre 14:0518:0519:05Rete 2* (*) - Gran premio trasmesso solo in differita

Accordi e fornitori

A parte Ferrari, Alfa Romeo e Renault, che costruivano in proprio sia il telaio che il motore delle loro monoposto, tutti gli altri costruttori si affidarono al motore Ford Cosworth DFV; anche la Brabham, che aveva utilizzato un propulsore dell'Alfa Romeo tra il 1975 e il Gran Premio d'Italia 1979, era passata al Cosworth dal Gran Premio del Canada 1979.

A livello di fornitura degli pneumatici la francese Michelin mantenne come clienti la Ferrari e la Renault, mentre tutte le altre scuderie vennero rifornite dalla statunitense Goodyear. Si prospettò l'ipotesi che la Pirelli potesse rientrare nella massima formula, fornendo le coperture all'esordiente Osella, ma tale opportunità non si concretizzò. La Goodyear annunciò che però non avrebbe fornito pneumatici da qualifica alle sue scuderie.

A fine 1979 rinacque la Grand Prix Drivers' Association, il sindacato che riuniva i piloti di Formula 1. L'associazione ebbe come primo presidente Jody Scheckter, e pose subito delle questioni in merito alla sicurezza dei tracciati e ai meccanismi di sanzione dei comportamenti dei piloti.

Il consorzio brasiliano di produttori di zucchero Copersucar abbandonò la sponsorizzazione della Fittipaldi al termine della stagione 1979. La Fittipaldi trovò una nuova sponsorizzazione biennale da 5 milioni di dollari nell'azienda danese, produttrice di birra, Skol.

L'Alfa Romeo ottenne invece l'appoggio della Marlboro; le vetture della casa milanese vennero dipinte coi colori bianco e rosso, con una livrea simile a quella adottata dalla McLaren, altra scuderia già appoggiata dalla marca di sigarette. La Lotus perse l'appoggio della Martini ma ottenne la sponsorizzazione da parte della casa petrolifera Essex. L'Osella venne invece sostenuta dal profumo Denim e dai Monopoli di Stato, tramite il marchio di sigarette MS. L'Unipart, azienda inglese specializzata in ricambi per auto, sostenne invece l'Ensign.

Scuderie e piloti Scuderie

La Fittipaldi, che da questa stagione correva senza la denominazione Copersucar, acquistò il materiale e assunse il personale della Wolf, che abbandonò così la Formula 1. La scuderia anglocanadese era entrata nel , assorbendo la Frank Williams Racing Cars e ottenendo in 4 stagioni tre vittorie, una pole e tre giri veloci. Alla Fittipaldi giunsero dalla Wolf anche il tecnico Harvey Postlethwaite e il direttore sportivo Peter Warr. La scuderia brasiliana spostò la sua sede operativa nel Regno Unito.

Abbandonarono il mondiale anche la Rebaque (che nel corso del 1979 aveva utilizzato una Lotus 79 oltre che una vettura costruita in proprio, e pur in presenza di un'opzione per l'utilizzo di vetture Lotus fino al 1981) e la Merzario. Quest'ultima aveva saltato le prime quattro gare della stagione, corse al di fuori d'Europa, ed aveva anche effettuato una preiscrizione per il Gran Premio del Belgio, alla quale non aveva fatto seguito però la sua presenza.

Vi fu un tentativo della scuderia italiana Jolly Club di acquistare delle Brabham BT48 su cui montare dei propulsori Alfa Romeo, che però non andò a buon fine.

Entrò invece nel mondiale una nuova scuderia italiana, l'Osella Corse. La casa piemontese aveva una certa esperienza sia con le vetture sport sia con le vetture a ruote scoperte. Nel 1979, in Formula 2, il suo pilota Eddie Cheever aveva vinto tre gare e aveva sfiorato il titolo piloti su una vettura costruita in proprio a motore BMW.

Poco prima del Gran Premio del Belgio l'uomo d'affari del Sud Est asiatico Teddy Yip, già coinvolto nel nel mondiale di F1, decise di acquistare la Shadow e di fonderla con la sua scuderia, la Theodore Racing. La Shadow, a causa dei risultati deludenti, decise di abbandonare definitivamente il mondiale di F1 prima del Gran Premio di Gran Bretagna. La casa anglo-americana aveva preso il via in 104 gran premi iridati, dall'esordio avvenuto nel Gran Premio del Sudafrica 1973. Aveva vinto con Alan Jones il Gran Premio d'Austria 1977, aveva ottenuto tre pole position, due giri veloci e sette podi.

Nello stesso gran premio però fece il suo ritorno la RAM (che aveva partecipato a qualche gran premio tra il 1976 e il 1977) e si presentò la Brands Hatch Racing (fu anche l'unica presenza per questa scuderia). Entrambe scuderie private britanniche utilizzavano una Williams FW07.

Piloti

La Scuderia Ferrari confermò la coppia che aveva conquistato i primi due posti della classifica piloti del 1979: Jody Scheckter e Gilles Villeneuve. Alla Williams, a far coppia con il dominatore della seconda parte della stagione precedente, Alan Jones, arrivò dalla Lotus l'argentino Carlos Reutemann, che così sostituì per la seconda volta Clay Regazzoni (l'altra volta era capitato alla Ferrari nel 1977). Per liberarsi dal contratto con il team di Colin Chapman l'argentino versò 800.000 dollari. Alla Lotus venne ingaggiato Elio De Angelis, in arrivo dalla Shadow, che fece coppia con Mario Andretti. La partenza di De Angelis portò a un contenzioso legale con la Shadow.

Anche l'altro pilota della Shadow, l'olandese Jan Lammers, abbandonò la scuderia e passò all'ATS, ove fece coppia con lo svizzero Marc Surer, che nel 1979 aveva corso gli ultimi gran premi stagionali con l'Ensign.

La Shadow si affidò allo svedese Stefan Johansson, esordiente in F1, e all'irlandese Dave Kennedy, che aveva partecipato nel 1979 alla Formula Aurora con una Wolf della Theodore Racing. Inizialmente, al posto di Johansson, si era prospettato l'ingaggio di Beppe Gabbiani.

Jackie Stewart declinò l'offerta fattagli dalla Brabham di rientrare come pilota nella stagione 1980. Il pilota scozzese si era ritirato dalle competizioni al termine della stagione 1973. La scuderia confermò la coppia con cui aveva concluso la stagione 1979: i sudamericani Nelson Piquet e Ricardo Zunino, mentre, alla Ligier, Patrick Depailler venne sostituito da un altro pilota francese, Didier Pironi, proveniente dalla Tyrrell. Quest'ultima confermò Derek Daly, che aveva già corso alcuni gran premi nel 1979, assieme a Jean-Pierre Jarier.

Sia Regazzoni che Depailler trovarono però un altro ingaggio: il ticinese ritornò alla Ensign, con cui aveva corso già nel , mentre Depailler passò all'Alfa Romeo, dove venne confermato Bruno Giacomelli. Inizialmente le condizioni fisiche di Depailler però erano ancora considerate incerte, tanto che si prospettò l'utilizzo di Patrick Tambay, almeno per i primi due gran premi stagionali. La casa milanese annunciò anche l'impiego di una terza vettura, nei gran premi corsi in Europa, affidata a Vittorio Brambilla. Keke Rosberg, dopo l'acquisto del materiale della Wolf da parte della Fittipaldi, venne confermato da quest'ultima.

Il campione europeo della F3, il francese Alain Prost, trovò una sistemazione in McLaren assieme a John Watson, proprio al posto di Tambay. L'Osella, all'esordio nella massima formula, iscrisse Eddie Cheever, pilota statunitense, con già una piccola esperienza in F1, nel , con Theodore e Hesketh. All'Osella venne anche avvicinato l'ingaggio di Beppe Gabbiani e di Piercarlo Ghinzani.

Come per il la FISA indicò una lista di piloti ai quali aveva concesso la Superlicenza. Oltre a quelli iscritti dalla FOCA al campionato, erano 32 i corridori che avrebbero potuto essere utilizzati in sostituzione o in aggiunta a quelli già presenti nel mondiale. Alla lista si suppose che potevano essere aggiunti anche i piloti che nel 1979 avevano corso in F1 e che per il 1980 era rimasti senza volante.

Dalla gara di Kyalami, la Shadow sostituì Stefan Johansson (impegnato nella F3 inglese con una March ufficiale) con il britannico Geoff Lees. Venne anche prospettato l'utilizzo di Michel Leclère o Ian Scheckter per sostituire Dave Kennedy, che però rimase al suo posto. Lees aveva già disputato il Gran Premio di Germania 1979, a bordo di una Tyrrell, ed era stato inizialmente indicato dall'Ensign come pilota titolare, da affiancare a Clay Regazzoni, nei gran premi europei.