Il Tokharistan o Tocharistan (in persiano classico تخارستان, Tukhāristān, o طخارستان, Ṭukhāristān; in battriano Τοχοαραστανο, Toxoarastano) è una regione storica dell'Asia centrale, corrispondente grossomodo alla parte superiore della valle dell'Oxus, a cavallo degli odierni Afghanistan settentrionale, Tagikistan meridionale e Uzbekistan sud-orientale. Il nome, letteralmente «terra dei Tokhari», deriva dai Tokharoi o Tochari, una delle popolazioni nomadi che fra il II e il I secolo a.C. si insediarono nell'antica Battriana. Il coronimo è attestato già in battriano nella forma Τοχοαραστανο su un piatto d'argento del II secolo e in documenti battriani del V secolo. Fra la tarda antichità e l'alto Medioevo il nome Tokharistan sostituì progressivamente quello classico di Battriana. La regione non costituì tuttavia uno Stato unitario: fu normalmente suddivisa in numerosi principati locali, sottoposti in successione o contemporaneamente all'influenza di Kushan, Sasanidi, Kidariti, Eftaliti, Turchi occidentali, Yabghu del Tokharistan, dinastia Tang e, infine, califfati islamici. Il principale centro urbano era Balkh, l'antica Bactra, importante nodo commerciale, religioso e culturale fra l'altopiano iranico, l'Asia centrale e il subcontinente indiano.
Nome Il nome Tokharistan deriva dal persiano classico تخارستان, Tukhāristān o Ṭukhāristān, formato dall'etnonimo Tukhār e dal suffisso iranico -stān, «terra, paese». La forma persiana continua un più antico nome battriano, Τοχοαραστανο (Toxoarastano), attestato almeno dal II secolo d.C. L'etnonimo deriva dai Tokharoi (Τόχαροι) menzionati dalle fonti greche fra le popolazioni nomadi che parteciparono alla conquista della Battriana ellenistica nel II secolo a.C. Strabone cita, insieme ai Tokharoi, Asioi, Pasianoi e Sakarauloi fra i gruppi provenienti dalle regioni oltre lo Iassarte che sottrassero la Battriana ai Greci. Durante l'età kushan e post-kushan il nome dei Tokharoi venne progressivamente associato alla Battriana orientale e successivamente all'intera regione. Alla fine del periodo kushan il coronimo Tokharistan aveva ormai sostituito in larga misura il termine classico Battriana. Nelle fonti cinesi il nome compare sotto varie trascrizioni, fra cui 吐火羅, Tuhuoluo, 覩貨羅, Duhuoluo, e forme affini. Queste trascrizioni furono utilizzate soprattutto durante le dinastie del Nord e la dinastia Tang. Nelle fonti sanscrite compare il termine Tukhāra o Tuṣāra, mentre forme apparentemente correlate sono documentate anche in khotanese, uiguro, tibetano e armeno.
Il problema dei «Tocari» Il nome Tokharistan ha dato origine a una delle più note confusioni terminologiche della linguistica dell'Asia centrale. All'inizio del XX secolo il termine tocario venne attribuito alle due lingue indoeuropee oggi note come tocario A e tocario B, documentate principalmente nelle oasi di Agni e Kucha, nel bacino del Tarim. La denominazione derivava dall'ipotesi che i parlanti di queste lingue fossero gli stessi Tokharoi delle fonti greche e del Tokharistan. Questa identificazione non è però dimostrata. Il battriano, lingua storicamente utilizzata nel Tokharistan, apparteneva al ramo iranico orientale delle lingue indoeuropee e non alle lingue tocarie del Tarim. Il termine «tocario» rimane comunque quello convenzionalmente utilizzato dalla linguistica moderna per le lingue di Agni e Kucha. La possibile relazione storica fra i Tokharoi della Battriana e le popolazioni del Tarim rimane discussa e non consente di identificare automaticamente i due gruppi.
Geografia Geograficamente il Tokharistan comprendeva principalmente la valle superiore dell'Oxus, fra l'Hindu Kush a sud e i sistemi montuosi del Pamir e dell'Hisar a nord. I suoi confini variarono sensibilmente nel corso dei secoli. In senso ampio la regione si estendeva da Balkh e Herat verso est fino al Badakhshan, mentre a sud poteva comprendere Bamiyan e, nelle descrizioni più estese, giungere fino alla regione di Kabul. In senso più ristretto, soprattutto in alcune fonti islamiche, il nome Tokharistan indicava principalmente le regioni a sud dell'Oxus e a est di Balkh. Le fonti medievali distinguevano talvolta un Tokharistan superiore e un Tokharistan inferiore. Il primo comprendeva soprattutto le regioni poste a nord e a est dell'Oxus, fra cui Badakhshan, Khuttal, Qubodiyon e Chaghaniyan, mentre il secondo comprendeva soprattutto Balkh e le regioni poste a sud e a ovest del fiume, fra cui Guzgan, Bamiyan e Badghis. Questa distinzione non fu sempre utilizzata nello stesso modo e rifletteva sia la geografia fisica sia la frammentazione politica della regione.
Balkh Balkh, l'antica Bactra, costituì per gran parte della storia il principale centro urbano del Tokharistan. La città sorgeva in una fertile pianura irrigata ai piedi settentrionali dell'Hindu Kush e occupava una posizione strategica sulle vie che collegavano l'Iran orientale alla Transoxiana, all'India e al bacino del Tarim. Balkh fu anche uno dei maggiori centri religiosi dell'Asia centrale. Prima dell'islamizzazione ospitava numerosi monasteri buddhisti, fra cui il celebre Nawbahar, ricordato dalle fonti islamiche anche dopo la conquista araba.
Badakhshan e Bamiyan Il Badakhshan costituiva la parte montuosa orientale del Tokharistan e controllava le vie verso il Pamir e l'Asia centrale orientale. Bamiyan, situata a sud dell'Hindu Kush principale, era invece un importante centro carovaniero e buddhista lungo la strada fra Tokharistan, Kabul e l'India nord-occidentale. La sua inclusione nel Tokharistan variò secondo le epoche e le fonti, ma nel VII secolo i pellegrini e gli autori cinesi la collocavano all'interno del sistema politico dominato dagli yabghu del Tokharistan.
Lingue La principale lingua documentata della regione fra l'età kushan e l'alto Medioevo fu il battriano, una lingua iranica orientale scritta mediante una forma adattata dell'alfabeto greco. Il battriano è attestato da iscrizioni monumentali, monete, sigilli e numerosi documenti privati e amministrativi e continuò a essere utilizzato almeno fino all'VIII-IX secolo. La regione era tuttavia linguisticamente plurale. L'espansione dei Turchi occidentali introdusse lingue turche nelle élite militari e in alcuni gruppi di popolazione, mentre il sogdiano svolse un ruolo importante negli scambi commerciali dell'Asia centrale. Dopo la conquista araba l'arabo acquisì progressivamente importanza nell'amministrazione e nella cultura religiosa, mentre varietà iraniche destinate a confluire nel persiano moderno divennero sempre più diffuse.
Storia Dalla Battriana al Tokharistan Durante l'antichità classica la regione era conosciuta come Battriana. Dopo la conquista di Alessandro Magno entrò nei regni ellenistici seleucide e greco-battriano. Il dominio greco terminò durante il II secolo a.C., quando diverse popolazioni nomadi provenienti dall'Asia centrale penetrarono nella regione. Fra queste le fonti greche ricordano i Tokharoi, gli Asioi e i Sakarauloi. Le fonti cinesi descrivono invece l'arrivo degli Yuezhi, che attraversarono l'Oxus e imposero il proprio dominio sulla regione chiamata Daxia, generalmente identificata con la Battriana. Secondo l'Hou Hanshu, gli Yuezhi divisero la regione fra cinque xihou, uno dei quali, quello dei Guishuang, avrebbe successivamente imposto il proprio predominio sugli altri dando origine all'Impero Kushan. L'esatta relazione fra i Tokharoi delle fonti greche, gli Yuezhi delle fonti cinesi e i Kushan continua a essere discussa.
Periodo kushan Tra il I e il III secolo il Tokharistan costituì il nucleo settentrionale dell'Impero Kushan. I Kushan conservarono il battriano come una delle principali lingue dell'amministrazione e adottarono l'alfabeto greco per scriverlo. La regione prosperò grazie alla propria posizione fra India, Iran e Asia centrale e partecipò intensamente agli scambi commerciali e religiosi lungo le vie della seta. Il buddhismo ebbe un ruolo particolarmente importante e dal Tokharistan partirono monaci, testi e tradizioni artistiche diretti verso l'Asia centrale orientale e la Cina. Fu probabilmente nel corso o verso la fine dell'età kushan che il nome Tokharistan si consolidò come denominazione geografica della regione.
Sasanidi, Kidariti ed Eftaliti Nel III secolo i Sasanidi estesero la propria influenza sulla Battriana, che divenne il nucleo della regione nota come Kushanshahr. Il controllo sasanide non rimase però stabile. Tra IV e V secolo emersero i Kidariti, una dinastia che governò Tokharistan e Gandhara. La loro cronologia iniziale rimane discussa, ma la perdita del Tokharistan a favore degli Eftaliti viene generalmente collocata intorno al 467. Gli Eftaliti dominarono una vasta area dell'Asia centrale fra il V e il VI secolo e fecero del Tokharistan uno dei centri del proprio potere. La loro autorità non comportò necessariamente la scomparsa dei principati locali, che continuarono a essere governati da dinastie regionali subordinate.
Conquista turca Negli anni 550-560 gli Eftaliti furono sconfitti da un'alleanza fra l'Impero sasanide e il Primo Khaganato turco. Il Tokharistan passò progressivamente nella sfera dei Turchi occidentali, mentre alcune regioni occidentali rimasero esposte all'influenza sasanide. Durante il VII secolo i Turchi estesero la propria autorità anche a sud dell'Oxus. Quando il pellegrino cinese Xuanzang attraversò la regione intorno al 630, descrisse il Tokharistan come frammentato in numerosi principati ma sottoposto alla supremazia di un membro della dinastia turca occidentale residente nella regione di Kunduz.
Gli yabghu del Tokharistan
Dal primo terzo del VII secolo una dinastia turca con il titolo di yabghu esercitò una forma di supremazia sui principati locali. La sede principale viene normalmente collocata a Kunduz. Le fonti cinesi descrivono una rete molto ampia di principati che riconoscevano l'autorità dello yabghu, comprendente Badakhshan, Khuttal, Chaghaniyan, Qubodiyon, Guzgan, Bamiyan e, in alcune fasi, territori a sud dell'Hindu Kush. Questa autorità non deve essere interpretata come quella di uno Stato centralizzato. I principi regionali conservavano un elevato grado di autonomia e in molti casi governavano dinastie locali proprie. Nel 718 un membro della casa degli yabghu, noto nelle fonti cinesi come Puluo, dichiarò alla corte Tang che oltre duecento fra regni, governatorati e prefetture riconoscevano l'autorità della propria famiglia. Il numero riflette la terminologia amministrativa e diplomatica delle fonti cinesi e non implica l'esistenza di oltre duecento Stati nel senso moderno.
Rapporti con la dinastia Tang Dopo la sconfitta del Khaganato turco occidentale da parte della dinastia Tang nel 657, la corte cinese cercò di integrare formalmente i territori precedentemente dipendenti dai Turchi all'interno del proprio sistema di protettorati e circoscrizioni jimi. Nel Tokharistan venne istituita sulla carta la commanderia di Yuezhi con centro a Kunduz, e gli yabghu ricevettero titoli e riconoscimenti imperiali. Il rapporto con i Tang rimase tuttavia prevalentemente diplomatico e nominale. Gli yabghu e i governanti locali continuarono ad amministrare autonomamente i propri territori e la regione non fu trasformata in una provincia governata direttamente da funzionari cinesi. Le fonti del 718 sottolineano la fedeltà degli yabghu alla corte Tang e la continuità delle ambascerie tributarie, ma questi rapporti devono essere interpretati nel contesto della diplomazia dell'Asia centrale, nella quale investitura e tributo non equivalevano necessariamente a controllo territoriale diretto.
Conquista araba