Ha disputato 152 gran premi validi quali prova del Campionato mondiale di Formula 1, ottenendo 5 vittorie, due pole position, 5 giri veloci, 20 podi e 169 punti totali. È giunto al terzo posto nella classifica piloti del Campionato mondiale di Formula 1 1982.
Dopo il ritiro dall'attività di pilota è diventato commentatore sportivo.
Biografia John Watson è figlio di un ricco commerciante di motori di Belfast. Effettuò i suoi studi alla Rocksport School.
Intrecciò una relazione con Barbro Peterson, vedova del pilota di Formula 1 Ronnie Peterson, fino alla morte della donna, avvenuta nel 1987.
Carriera Gli esordi Watson si appassionò all'automobilismo fin da bambino, ereditando la passione del padre che era pilota dilettante. Terminati gli studi, iniziò a lavorare insieme al padre nell'azienda di famiglia, ma nel contempo iniziò a 18 anni la sua carriera nell'automobilismo, prendendo parte alle prime gare a bordo di un'Austin Sprite, su cui montò un motore della Formula Junior. Con questa vettura colse il suo primo successo, in una gara a Kirkistown.
L'anno successivo impiegò una vettura di produzione nordirlandese, la Crosslé. Anche su questa vettura montò un motore di Formula Junior. Nel 1967 passò all'uso di una monoposto, una Brabham a motore Honda, con cui vinse il campionato locale.
Dal 1968 sbarcò in Inghilterra, partecipando a diverse gare disputate sui circuiti costruiti attorno a Londra.
Formula 2 Entrò poi in contatto con Gerry Kinnane, proprietario di un concessionario a Belfast, che intendeva allestire una squadra per partecipare al Campionato europeo di Formula 2 1969. Dopo aver acquistato due Lotus 48 usate, offrì a Watson, la possibilità di esordire al primo appuntamento stagionale: il BARC 200 Willis Trophy sul Circuito di Thruxton. Pur guidando una vettura poco competitiva, Watson riuscì a stupire gli addetti ai lavori. La gara era divisa in due batterie: nella prima, dopo essere partito ventesimo, Watson riuscì a rimontare fino al quinto posto, prima di essere costretto al ritiro per incidente, ma non riuscì a qualificarsi per la finale. Fu la sua unica presenza nella categoria, per l'annata. Watson rientrò in Irlanda del Nord, dove, con una Lola, giunse secondo nel campionato locale.
Le presenze, nel campionato europeo di Formula 2, furono abbastanza sporadiche, anche negli anni seguenti. Nel 1970 e 1971 s'iscrisse al campionato europeo come pilota privato, utilizzando una Brabham BT30-Cosworth. Nella prima stagione disputò le prime quattro gare, senza mai chiudere nessuna prova. Nel Grand Prix de Rouen-les-Essarts, prova non valida per il campionato, uscì di pista, rimediando fratture a una gamba, un braccio e una caviglia, costringendolo a tre mesi di riabilitazione.
Trovatosi con poco denaro a disposizione, venne aiutato da Derek Bell, con cui condivise l'officina e ricevette il supporto del suo meccanico. Nonostante poi disponesse di un motore meno competitivo rispetto a quello della concorrenza, i suoi risultati migliorarono. Nel 1971 ottenne il primo arrivo a punti a Mantorp Park, tracciato svedese, nella gara denominata Mantorp Trophy, giungendo quinto. Il quinto posto venne bissato nel Flugplatzrennen, corsa a Tulln. La stagione si chiuse con un sesto posto, nel Gran Premio di Roma, che venne corso a Vallelunga. In stagione vinse anche una gara non titolata, il Leinster Trophy, che si tenne sul circuito irlandese di Modello Park, e terminò al quinto posto nel Preis von Baden-Württemberg und Hessen, organizzato sul Circuito di Hockenheim, anch'essa prova non valida per il campionato europeo.
Nel 1972 passò allAllan McCall Team Tui. Al volante di una monoposto Leda-Tui ottenne due arrivi a punti. Chiuse sesto anche nel Rothmans 50,000, gara di Formula Libre a Brands Hatch, a cui partecipavano anche vetture di Formula 1. Watson fu al volante di una Chevron, dello stesso team ufficiale della casa britannica. Nel 1973 corse la prima gara stagionale, sul Circuito di Mallory Park, con il team ufficiale della Brabham, ove si ritirò. Successivamente venne nuovamente ingaggiato dal team Chevron, e conquistò il suo primo podio, in categoria, col terzo posto nel Mantorp Grand Prix. Giunse poi decimo ad Albi.
Nel 1974, dopo il passaggio alla Surtees, fu secondo nel Deutschland Trophäe, disputatosi sul Circuito di Hockenheim. Disputò, sempre con la Surtees, ancora quattro gare stagionali, ma senza risultati rilevanti.
Formula 1 John Goldie Racing (1972-1974) 1972 L'esordio assoluto per Watson, con vetture di Formula 1, fu nel World Championship Victory Race 1972, gara non valida per il campionato mondiale, disputata sul Circuito di Brands Hatch, nell'ottobre 1972. Il nordirlandese fu impiegato dalla scuderia britannica Hexagon of Highgate, di John Goldie, che lo fece correre con una March 721. Dopo il decimo posto in qualifica, chiuse al sesto posto in gara.
1973 Nel marzo 1973 Watson venne iscritto dalla Brabham alla Race of Champions, altra gara non titolata, disputata, anch'essa, a Brands Hatch. In tale occasione, Watson fu vittima di un brutto incidente: a causa del blocco dell'acceleratore uscì fuori pista e si schiantò lungo le barriere, rompendosi la gamba destra. Rimase poi intrappolato per un'ora nelle lamiere della vettura, prima di essere liberato dai commissari.
Ripresosi velocemente, fu in grado di esordire nel Campionato mondiale di Formula 1 al Gran Premio di Gran Bretagna. Il pilota nordirlandese, iscritto dal team Brabham, che gli mise a disposizione una Brabham BT37, venne sostenuto ancora dal concessionario britannico della BMW, John Goldie; la vettura affrontò la gara con una curiosa livrea di colore marrone. Watson si qualificò ventitreesimo, staccato di 3"8 dal tempo del poleman, Ronnie Peterson. In gara fu costretto all'abbandono al trentaseiesimo giro. Iscritto anche al Gran Premio d'Olanda e al Gran Premio di Germania non prese comunque parte agli eventi, per l'indisponibilità della vettura. Riapparve solo nell'ultima gara della stagione, il Gran Premio degli USA, in cui si qualificò venticinquesimo, prima di abbandonare, al settimo giro.
1974 Nella stagione la Goldie Hexagon Racing decise di affrontare l'intero campionato, mettendo a disposizione del pilota britannico una Brabham BT42. Nelle prime cinque gare della stagione Watson non colse punti, ma nel Gran Premio di Monaco, giunse sesto, conquistando il suo primo punto iridato. Partito ventitreesimo, fu favorito dai molti ritiri, ben 16, e dal fatto che due piloti non fossero partiti.
Watson dimostrò una certa regolarità, nelle gare successive, in cui colse però sempre piazzamenti fuori dai punti, tra cui il settimo al Gran Premio d'Olanda. Nella gara seguente, il Gran Premio di Francia, la scuderia impiegò anche una seconda vettura, affidata al brasiliano Carlos Pace. Nel Gran Premio d'Austria il team mise a disposizione di Watson una più moderna Brabham BT44. Partito undicesimo, il nordirlandese fu autore ancora di una gara regolare che, grazie a diversi ritiri e incidenti degli avversari, lo portò a chiudere al quarto posto.
Watson colse un bel exploit nelle qualifiche del Gran Premio d'Italia, ove ottenne il quarto tempo. Nelle stesse qualifiche fu però vittima anche di un brutto incidente alla Seconda di Lesmo, che non ebbe conseguenze sul pilota ma distrusse la monoposto. La gara venne penalizzata da un errore alla chicane, al decimo giro, che costò al pilota un'uscita di pista; Watson poté proseguire, anche se l'errore lo fece sprofondare lontano dalla zona dei punti. Chiuse alla fine settimo.
Anche nell'ultima gara dell'anno, il Gran Premio degli USA, Watson fu autore di una ottima qualifica, settimo. In gara fu ancora autore di una bella gara, caratterizzata da una lunga lotta con Arturo Merzario, in cui chiuse quinto. Watson chiuse al quindicesimo posto nella classifica piloti.
Pur dotato di una vettura poco competitiva, Watson fu il pilota che effettuò più giri in gara, nel corso della stagione. Chiuse 897 giri, pari al 91,62% dei giri totali della stagione.
Surtees (1975)
Per il John Watson passò alla Surtees, con cui aveva già corso nel 1974 in Formula 2.
Nella prima gara della stagione, in Argentina, il britannico incappò in una squalifica. Al momento della partenza sulla sua vettura si verificò la rottura della pompa del carburante. I meccanici della Surtees spinsero la monoposto ai box, ove ripararono il guasto, ma tale intervento era contrario al regolamento. Il pilota venne escluso dalla gara dopo 9 giri.
Nella gara successiva, in Brasile fu penalizzato da una foratura, mentre era nono. Dopo il ritiro in Sudafrica, Watson colse un inatteso secondo posto nella Race of Champions e un quarto alla BRDC International Trophy, gare non titolate. Nel caotico e tragico Gran Premio di Spagna partì in terza fila, e in gara si trovò secondo, alle spalle di Mario Andretti, quando delle vibrazioni alla sua vettura lo costrinsero a una sosta ai box, che lo fece sprofondare in penultima posizione. La gara venne interrotta per incidente, col nordirlandese che era risalito in ottava posizione.
Watson sfiorò i punti nel Gran Premio di Svezia. Partito decimo, si trovò quinto a metà gara, prima di cedere alcune posizioni a piloti su vetture più veloci. Le sue speranze s'infransero quando, al sessantacinquesimo giro, fu costretto al cambio degli pneumatici. La Surtees, scuderia che si dibatteva in difficoltà finanziarie, non partecipò al Gran Premio di Germania, per l'impossibilità di montare una vettura dopo l'incidente di Silverstone. John Watson venne ingaggiato dalla Lotus al posto di Jim Crawford, grazie al miglior risultato in un test, con gli altri piloti che la Lotus aveva schierato a Silverstone; la scuderia inglese schierò quindi nuovamente due sole vetture. Chiuse la gara dopo due giri, per la rottura della sospensione.
In Austria rientrò nel circus la Surtees, che impiegò di nuovo il nordirlandese, che chiuse decimo in gara. A fine agosto Watson fu impegnato nella terza gara non titolata della stagione, il Gran Premio di Svizzera, disputato a Digione, dove chiuse quinto.
Questo fu l'ultimo impegno con la scuderia britannica per Watson: a Monza il team dovette ancora dare forfait, questa volta a causa della mancanza di motori. Per l'ultima gara della stagione, il Gran Premio degli USA, Watson passò alla scuderia statunitense Penske, ove prese il posto di Mark Donohue, deceduto a seguito di un incidente patito nel warm up del Gran Premio d'Austria. Watson affrontò le qualifiche con una Penske PC3, ma scontò dei problemi elettrici nel corso del warm up. La scuderia fu costretta allora a farlo correre con una PC1, presente al circuito solo come vettura da esposizione, e regolata secondo le esigenze del Circuito Paul Ricard, su cui era stata impiegata nel Gran Premio di Francia. Watson partì dai box, e chiuse nono.
Penske (1976) Per la stagione Watson venne confermato dal team statunitense, che riuscì a fornirgli una vettura ben più competitiva della Surtees. Dopo il ritiro nella gara inaugurale, il Gran Premio del Brasile, con la monoposto andata a fuoco, conquistò il terzo posto, in qualifica, al Gran Premio del Sudafrica; penalizzato da una cattiva partenza chiuse, comunque, al quinto posto. Watson si ritirò, per un'uscita di pista, nella Race of Champions, gara non valida per il campionato.
A Long Beach tamponò in gara Jacques Laffite, e chiuse non classificato. Seguì un periodo senza arrivi a punti, con prestazioni non particolarmente convincenti nemmeno in qualifica.
Nel Gran Premio di Francia Watson conquistò l'ottavo posto in griglia. La gara fu positiva, con il pilota che ottenne il primo podio della sua carriera nel mondiale, giungendo terzo. Questo rappresentava anche il primo arrivo a podio per la Penske.
Al termine della gara vennero effettuati dei controlli tecnici sulle vetture. Sì scopri che sulla sua monoposto l'alettone era più alto di quanto consentito di circa 1,5 cm. Ciò portò alla sua squalifica.