Biografia Nacque a Fano da Silvestro Aldobrandini, avvocato (cancelliere della Repubblica di Firenze, segretario della Repubblica di Firenze, auditore di Francesco Maria I della Rovere, governatore di Fano, vicegovernatore di Bologna e auditore di Rota a Roma), e Lesa Deti che ebbero 8 figli maschi e una femmina. Fu battezzato il 4 marzo nella cattedrale di Fano. La data di battesimo è importante perché alcune fonti sostengono che sia nato nel 1535, ma sembrerebbe difficile che all'epoca si fosse aspettato più di un anno per battezzare un bambino.

Il padre era un avvocato fiorentino: attivo in politica, fu un esponente del partito antimediceo. Quando Cosimo I de' Medici salì al potere lo mandò in esilio (1537). Dapprima trovò ospitalità a Faenza. Qui chiese di esercitare la sua professione. Il cardinale Benedetto Accolti, arcivescovo di Ravenna, Legato della Marca Anconitana e governatore di Fano, lo nominò suo luogotenente (1535). L'Aldobrandini si trasferì quindi nella città marchigiana con la famiglia. L'anno dopo nacque IppolitoGabriele Albonetti et alii, Le guerre dei faentini, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2021, pp. 166-67..

Gli Aldobrandini ritornarono a Faenza già un anno dopo la nascita di Ippolito. Qui il padre avviò l'attività di giureconsulto (iuris consultus). Ippolito studiò nelle università di Padova, Bologna e Perugia e si laureò in utroque iure. A Bologna ebbe come docente il cardinale Gabriele Paleotti. A Perugia conobbe il cardinale Alessandro Farnese, che lo sostenne negli studi.

Dopo la laurea iniziò la carriera professionale in ambito giuridico. Nel 1568 fu nominato uditore del camerlengo e nell'ottobre del 1569 uditore della Sacra Rota romana. Nel 1570 il fratello maggiore Giovanni veniva creato cardinale da Pio V (1566-1572). Nel 1571 accompagnò, come esperto di diritto, il cardinale Michele Bonelli, nipote del pontefice, nominato legato a latere in Spagna, Portogallo e Francia. Rimase un anno nel Paese transalpino.

Nel 1580 (tra novembre e dicembre) fu ordinato sacerdote. La sua carriera nella Curia romana fu rapida: Papa Sisto V lo nominò datario il 15 maggio 1585, e il 18 dicembre dello stesso anno cardinale presbitero con il titolo di San Pancrazio. Nel 1588 fu inviato come legato in Polonia per regolare la disputa tra il re Sigismondo III Vasa e la casa d'Asburgo.

Partecipò ai quattro conclavi che si tennero dal 1590 al 1592.

Cronologia incarichi Avvocato concistoriale, sotto Pio V dal 1566 al 1572; Uditore della Sacra Rota nel 1569; Aiutante del cardinale domenicano Michele Bonelli durante una missione diplomatica in Spagna, dal 1571 al 1572; Segretario dei memoriali nel 1585; Datario di Sua Santità dal 15 maggio 1585 all'11 giugno 1586; Cardinale prete dal 18 dicembre 1585 al 29 gennaio 1592; Penitenziere Maggiore dal 12 giugno 1586 al 29 gennaio 1592; Legato a latere in Polonia dal 1588 al 1589; Eletto papa il 30 gennaio 1592.

Il conclave del gennaio 1592

Nell'arco di circa un anno vi erano stati tre conclavi e i cardinali erano seriamente intenzionati a eleggere un papa che potesse dare garanzie di longevità.

Il conclave si tenne dal 10 al 30 gennaio. Il Collegio cardinalizio era formato da 65 membri, ma il cardinale Juan Hurtado de Mendoza morì durante il periodo di sede apostolica vacante e dieci cardinali non parteciparono al conclave, pertanto il nuovo papa fu eletto da 54 cardinali.

La fazione spagnola puntò su Giulio Antonio Santori. Egli si avvicinò moltissimo al quorum l'11 gennaio, allorché raccolse 35 voti. Fu Ascanio Colonna, oppositore della Spagna, a dare una svolta al conclave dirigendo i voti verso l'Aldobrandini.

Clemente VIII fu eletto nel pomeriggio del 30 gennaio 1592 nel Palazzo Vaticano. Il 2 febbraio venne consacrato vescovo di Roma dal decano del Sacro Collegio Alfonso Gesualdo e il 9 fu incoronato dal cardinale protodiacono Francesco Sforza. Assunse il nome pontificale di Clemente dietro consiglio di san Filippo Neri, cui era legato da sincera amicizia (e a cui si deve, forse, la sua stessa ordinazione sacerdotale).

Il pontificato

Governo della Chiesa Relazioni con le istituzioni della Chiesa Curia romana Nel 1592 il pontefice regolamentò i diritti del cardinale vicario, il cardinale a cui il papa delega il governo pastorale della diocesi di Roma. Ordine dei Gesuiti Nel 1596 affidò ai Gesuiti la cura della Basilica di San Vitale a Roma. Contestualmente, soppresse il titolo cardinalizio dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e ProtasioVerrà restaurato da papa Leone XIII nel 1880. Carmelitani Nel 1593 il provinciale dell'Ordine, Niccolò di Gesù-Maria Doria, ottenne dal capitolo generale la completa separazione giuridica dei carmelitani scalzi dal tronco principale dei carmelitani. Clemente VIII ratificò il voto del capitolo con la bolla Pastoralis officii (20 dicembre 1593).

Lotta al protestantesimo Olanda Nel 1592, anno di elezione di Clemente VIII, non esisteva più alcuna diocesi cattolica in Olanda. Il pontefice affidò al nunzio in Colonia, monsignor Ottavio Frangipani, la nomina di un vicario apostolico "per supplire l'assenza dei prelati". Il vicario della Missio Hollandica, Sasbout Vosmeer, ebbe nel 1602 il titolo di Filippi in partibus infidelium.

Inghilterra e Scozia Nel 1594 morì il cardinale William Allen. Ricopriva un ruolo molto delicato: guidava la missione cattolica clandestina in Inghilterra. La scelta del suo successore si rivelò difficile. Dopo tre anni, nel 1597 il cardinal Caetani, protettore della nazione inglese, scelse l'arciprete George Blackwell. Con una lettera gli affidò pieni poteri su tutto il clero cattolico inglese. Tale decisione provocò l'insoddisfazione del clero d'Inghilterra, che inviò le proprie rimostranze direttamente a Roma chiedendo al papa di modificare la scelta del Caetani. Clemente VIII confermò le direttive del cardinale con una bolla pontificia emessa il 6 aprile 1599, ordinando al clero cattolico inglese piena obbedienza al Blackwell. Seguirono due lettere all'arciprete, datate 17 agosto 1601 e 6 ottobre 1602Dictionary of National Biography, volume 5, p. 144..

Nel 1600 il pontefice approvò la fondazione del Collegio scozzese di Roma (ancora in funzione).

Svezia Nel 1592 Sigismondo di Svezia, cattolico, aveva unito la corona di Svezia alla Confederazione polacco-lituana. Il 24 luglio 1599 Sigismondo fu deposto dal trono di Svezia dallo zio, eletto sovrano col nome di Carlo IX. La Svezia si avviò verso il protestantesimo, senza che la Santa Sede riuscisse ad esercitare alcuna influenza.

Decisioni ecclesiastiche generali Il pontefice conferì al cardinale Roberto Bellarmino l'incarico di redigere un libro di agile consultazione che raccogliesse i principi della dottrina cristiana destinato ai parroci come sussidio per la loro attività pastorale. Nacquero così Dottrina cristiana breve (1597) e Dichiarazione più copiosa della dottrina cristiana (1598). Tradotti in varie lingue, rimasero in uso fino al XIX secolo. Il 25 giugno 1599 il pontefice emanò il decreto Nullus omnino regularis disciplinaRegola del P. S. Agostino e Costituzioni, Roma, 1718, p. 99, a tutela della regolare disciplina negli Ordini monastici (principalmente la clausura)Janusz Kowal, Uscita definitiva dall'istituto religioso dei professi di voti perpetui, 1997, p. 104.. Il 19 marzo 1603 fu pubblicata la costituzione apostolica Cum ad regularem disciplinamRegola del P. S. Agostino e Costituzioni, Roma, 1718, p. 111, che stabilì un minimo di età per l'accettazione dei novizi e dei conversi in un monastero.

Riforme liturgiche

Clemente VIII portò avanti l'opera di Sisto V (1585-90), che aveva avviato la redazione di una nuova traduzione ufficiale della Bibbia in latino. L'edizione risultante è tutt'oggi detta Vulgata Sisto-Clementina, o semplicemente Vulgata Clementina. Clemente dispose la pubblicazione di tre edizioni, uscite rispettivamente nel 1592, nel 1593 e nel 1598. La Clementina divenne dal 1592 la versione ufficiale adottata dalla Chiesa cattolica di rito latino; nel 1979 le fu accostata la Nova Vulgata, tuttavia l'edizione classica è ancora oggi quella più utilizzata negli studi storici e filologici.

Durante il pontificato clementino si ebbe la prima riedizione post-tridentina del Pontificale della Chiesa cattolica (bolla Ex quo in Ecclesia Dei del 10 febbraio 1596). Era composto da tre libri: il primo conteneva le norme liturgiche per l'Ordinazione e la Benedizione delle persone, il secondo quelle per la benedizione delle cose ed il terzo descriveva le funzioni episcopali più importanti, collegate all'anno liturgico.

Il 14 luglio 1600 (bolla Cum novissime) Clemente VIII pubblicò il primo Caeremoniale Episcoporum, cioè il libro liturgico che prescrive lo svolgimento delle funzioni religiose dei vescovi.

Nel 1604 approvò una nuova versione del Breviario e del Messale Romano. Nello stesso anno pubblicò una nuova edizione dell'Indice dei libri proibiti.

Il 25 novembre 1592, seguendo l'esempio barnabita, fece introdurre in tutte le diocesi la pratica delle Quarantore, istituita a Milano nel 1527 (bolla Graves et diuturnae, detta anche Instructio Clementina).

Nel 1582 papa Gregorio XIII aveva pubblicato la raccolta di testi canonici nota come Corpus iuris canonici. Sisto V decise di aggiornare la raccolta di leggi, inserendo le decisioni dei concili e delle più importanti Decretali degli ultimi secoli; Clemente VIII decise di portare a termine l'opera. Nel 1598 il cardinale Domenico Pinelli gli sottopose il manoscritto (da lui chiamato informalmente Liber septimus decretalium) per l'imprimatur, ma il pontefice non se la sentì di approvare la stampa, e la conseguente diffusione in tutta Europa, dell'opera. Essa vide la luce solo nel 1870 a cura di F. Sentis, con il titolo Liber septimus decretalium Clementis VIII.

Il 19 maggio 1599, con la bolla Annus Domini placabilis, Clemente VIII annunciò il XII Giubileo. Due giorni dopo, con la bolla "Cum sancti jubilaei", sospese le altre indulgenze e il 30 ottobre inviò a tutti i vescovi il breve apostolico "Tempus acceptabile", con il quale li esortava a prepararsi al Giubileo organizzando pellegrinaggi a Roma. La Porta santa fu aperta il 31 dicembre in tutte le quattro basiliche patriarcali. Le campane di Roma suonarono a festa accompagnate dal rombo dei cannoni di Castel Sant'Angelo.

Osti, albergatori, bottegai e negozianti vennero diffidati dal rincarare i prezzi. Furono presi severi provvedimenti per la repressione del brigantaggio e del malcostume, furono vietati i festeggiamenti carnevaleschi e venne costruita una casa per ospitare vescovi e sacerdoti poveri d'oltralpe. Per quest'ultima opera la comunità ebraica di Roma offrì 500 pagliericci e coperte. Giunsero a Roma, che contava circa abitanti, tre milioni di pellegrini. Nel solo giorno di Pasqua ne arrivarono . Il giurista belga Franz Schott pubblicò ad Anversa una guida di viaggio per i pellegrini diretti in Italia dal titolo Itinerarium nobiliorum Italiae regionum, urbium, oppidorum, et locorum (1600), successivamente tradotta anche in italiano. Ogni pellegrino poteva lucrare l'indulgenza plenaria a patto di visitare 15 volte, se straniero, o 30 volte, se romano, le basiliche. Lo stesso Clemente VIII propose di continuo il buon esempio servendo personalmente a tavola i pellegrini, ascoltandone le confessioni, salendo in ginocchio la Scala Santa, mangiando ogni giorno con dodici poveri, visitando per 60 volte le Basiliche e recandosi di persona nei luoghi di penitenza (per verificarne le condizioni e il funzionamento). Anche i cardinali, in segno di penitenza, rinunciarono a indossare la porpora. A causa di un attacco di gotta, che ne aveva anche ritardato l'apertura, Clemente VIII chiuse la Porta santa il 13 gennaio 1601, anziché il 31 dicembre 1600.

Nel 1601 approvò la Festa della Santa Sindone per tutti i dominii di Casa Savoia, custode del sacro telo.

Decisioni in materia teologica

La controversia sulla grazia divina