Lo sviluppo postembrionale negli Insetti è un processo di trasformazione in più fasi che ha inizio con l'uscita della neanide, o della larva, dagli involucri protettivi dell'uovo (corion ed altre membrane embrionali) e si conclude quando l'insetto ha raggiunto l'età adulta (immagine).
Uscita dall'uovo Inizia quando, concluso lo sviluppo embrionale con la formazione del giovane individuo, questo sguscia rompendo gli involucri dell'uovo oppure digerendone una parte grazie all'azione degli enzimi secreti dai pleuropodi. La rottura degli involucri può avvenire senza modalità prefissate o anche lungo linee predeterminate di minore resistenza, che decorrono circolarmente intorno al polo cefalico, o anche radialmente, longitudinalmente, ecc.
Per ottenere questa rottura l'insetto può ricorrere, ad esempio, ad appendici boccali, deglutire aria e gonfiarsi, contrarre la muscolatura somatica, ricorrere all'ausilio di un'ernia sanguigna (ampolla cervicale), o anche di un particolare apparato (ruptor ovi) formato da parti maggiormente sclerificate del tegumento oppure da formazioni odontoidi, spiniformi, serrulate, ecc.
Tali apparati possono appartenere all'esuvia embrionale o essere propri del nascituro. Nel primo caso vengono abbandonate, con l'esuvia, nell'interno del corion o poco dopo lo sgusciamento, nel secondo, più frequente, si perdono con la prima muta.
Mute ed esuviamenti thumb|left|Esuviamento di una cicala La muta scandisce il ritmo dello sviluppo embrionale ed è il fenomeno più evidente di accrescimento dimensionale di un insetto. Il periodo di tempo compreso tra una muta e la successiva è chiamato età. Solitamente il numero di età è prefissato per ogni specie ma può dipendere anche da condizioni ambientali esterne; lo sviluppo di un individuo femminile può richiedere un'età in più rispetto a quello di un individuo maschile.
L'evento determinante la muta è il cambio di cuticola, provocato da uno stimolo nervoso derivante dal cervello, che causa una proliferazione delle cellule dell'epidermide e l'aumento delle dimensioni degli enociti. A seguito di questi fenomeni si ha il distacco della cuticola dall'epidermide e la produzione di liquido esuviale da parte delle ghiandole delle mute; questo liquido verrà introdotto nell'intercapedine formatasi, provocando il graduale assottigliamento e scioglimento della vecchia cuticola e una parte delle sostanze idrolizzate verranno successivamente utilizzate per la produzione della nuova cuticola.
Giunto il momento più opportuno per la muta vera e propria, spesso determinato da condizioni ambientali quali temperatura, umidità e pressione atmosferica, quel che resta della precedente cuticola verrà interamente frantumato o rotto in corrispondenza di linee di minore resistenza (suture) grazie all'azione esercitata da un aumento della pressione dell'emolinfa. L'insetto fuoriesce così dall'esuvia protetto già da un nuovo strato cuticolare, formatosi in concomitanza con lo scioglimento del vecchio e con parte delle sostanze recuperate. L'esuvia abbandonata risulterà formata dalle sole sostanze inutilizzabili e da sostanze di rifiuto accumulate nel corso dell'attività biologica dell'insetto. Successivamente si verifica l'indurimento e la pigmentazione della nuova cuticola.
A conclusione del fenomeno quello che apparirà sarà un insetto simile a quello dell'età precedente ma visibilmente modificato nelle dimensioni. Da precisare che, nonostante ad occhio nudo sia visibile solo un cambiamento morfologico dimensionale dell'insetto, questa sottintende una serie di modificazioni biochimiche importanti invisibili ma indispensabili all'evoluzione dell'individuo stesso verso lo stadio adulto.
Metamorfosi thumb|Metamorfosi incompleta delle cavallette Col termine metamorfosi (sensu lato) si indica quel complesso più o meno notevole di trasformazioni e di modificazioni che gli Insetti subiscono, durante lo sviluppo postembrionale, per raggiungere lo stadio definitivo di immagine. Questi processi sono però molto variabili, talvolta persino nei due sessi della medesima specie, e rendono difficile, per moltissime ragioni, l'istituzione di classi a limiti definiti.
Indipendentemente da qualsiasi considerazione d'ordine fisiologico, ontogenetico e filogenetico, i giovani Insetti che fuoriescono dall'uovo si possono distinguere in due tipi: quelli che appaiono più o meno somiglianti all'immagine (Apterigoti ed Esopterigoti) e quelli che differiscono radicalmente dall'immagine stessa (Endopterigoti).
Per apterigoti ed esopterigoti lo stadio giovanile è detto neanide; negli alati, alla neanide succede la ninfa, stadio in cui cominciano a spuntare le ali. Per gli endopterigoti, lo stadio giovanile è detto larva, al quale succede quello di pupa.
Oligometabolia Ne fanno parte i soli Collemboli, perciò l'oligometabolia non è annoverata fra gli Insetti propriamente detti. I Collemboli, infatti, costituiscono un gruppo isolato di Esapodi distinto dalla classe Insecta.
Gli Oligometaboli sono primitivamente atteri ed oligomorfici: gli individui nascono cioè con un numero di uriti uguale al normale, che viene mantenuto nel corso dello sviluppo. Hanno parecchi caratteri in comune con i Miriapodi. La loro ontogenesi può così riassumersi: uovo ⇒ neanide ⇒ immagine
Anametabolia Agli Anametaboli appartengono i soli Proturi, anch'essi Esapodi isolati e distinti dagli Insetti veri e propri.
Sono primitivamente atteri ma, a differenza degli Oligometaboli, sono anamorfici: nascono cioè con un numero di uriti inferiore a quello dell'immagine e, nel corso dello sviluppo, acquisiscono quelli mancanti. Hanno parecchi caratteri in comune con i Miriapodi. La loro ontogenesi può riassumersi come segue: uovo ⇒ neanide ⇒ immagine
Epimetabolia Tutti gli Euentoma, ossia gli Insetti propriamente detti, rientrano in questa categoria. Vi rientrano anche, fra gli altri Esapodi, i Diplura, che presentano caratteri in comune con i Tisanuri e, quindi, sono più affini agli Insetti che ai Miriapodi.
L'epimetabolia si può suddividere in sei sottocategorie, l'ultima delle quali (Catametabolia) non ha però il medesimo valore delle prime cinque.
Ametabolia Sono Ametaboli i Dipluri ed i Tisanuri, esapodi primitivamente atteri. Nei Tisanuri la neanide neosgusciata, detta pseudofeto, presenta varie caratteristiche di primitività che la diversificano dagli stadi seguenti.
SHAROV (1957) valutò questo tipo di metamorfosi, da lui definita protometabolia, come il più primitivo di tutti gli ectognati . L'ontogenesi degli Ametaboli si riassume come segue: uovo ⇒ neanide ⇒ adulto
Prometabolia Sono Prometaboli gli Efemerotteri, Insetti pterigoti che subiscono una muta dopo lo sfarfallamento, passando da uno stadio particolare detto subimmagine all'immagine propriamente detta. La metamorfosi degli Efemerotteri costituisce un fenomeno unico nell'intera classe degli Insetti: sono infatti i soli pterigoti in cui le ali, sviluppate ed attive, cambiano la cuticola.
La prometabolia si manifesta in modo non uniforme nell'ambito dell'ordine: in alcune specie, le effemere non raggiungono mai lo stadio di immagine vera e propria, accoppiandosi ed ovideponendo da subimmagini; in altre specie si accoppiano da subimmagini ed ovidepongono da immagini, mentre le mute subimmaginali non interessano le ali. Si tratta in ogni modo di forme arcaiche ed anfibiotiche: gli stadi preimmaginali si evolvono nell'acqua e si diversificano parecchio dagli stadi immaginali, che conducono invece vita aerea. La loro ontogenesi può così essere rappresentata: uovo ⇒ neanide ⇒ ninfa ⇒ subimmagine ⇒ immagine
Eterometabolia Gli Eterometaboli da vari Autori, sono tutti Esopterigoti e sgusciano dall'uovo in forma più o meno assomigliante all'adulto, il quale può risultare alato o secondariamente attero. Nel primo caso l'individuo acquisterà in seguito le ali, nel secondo no. Quasi tutti gli eterometaboli subiscono metamorfosi graduali, consistenti prevalentemente in modificazioni esterne; queste metamorfosi sono perciò denominate "dirette" o "incomplete". Nell'ambito dell'eterometabolìa possiamo distinguere tre modalità che, nell'ordine, risultano sempre più impegnative: la pseudoametabolia, la paurometabolia e l'emimetabolia.
Pseudoametabolia Negli Pseudoametaboli, gli adulti, secondariamente atteri, vivono in ambienti simili a quelli degli stadi preimmaginali, che assomigliano loro moltissimo. Rientrano in questo raggruppamento la generalità dei Grilloblattodei, dei Mallofagi e degli Anopluri. Pseudoametaboli si riscontrano anche in altri ordini di Esopterigoti, limitatamente a gruppi sistematici di rango inferiore (sottordini, famiglie, generi, specie) e, talvolta, nell'ambito della singola specie, per uno specifico sesso o casta.
L'ontogenesi degli Pseudoametaboli si riassume nei seguenti stadi: uovo ⇒ neanide ⇒ immagine
Paurometabolia I Paurometaboli comprendono adulti alati che vivono in ambienti simili a quelli frequentati dagli stadi preimmaginali. La presenza delle ali nello stadio adulto fa sì che le differenze morfologiche fra stadi giovanili e immagini siano più marcate rispetto agli Pseudoametaboli. Il giovane, durante lo sviluppo, trascorre alcuni stadi atteri ed acquista poi poco a poco le ali divenendo ninfa.
Ai Paurometaboli appartengono tutti gli Esopterigoti che non rientrano nel gruppo precedente ed in quello seguente. La loro ontogenesi può così riassumersi: uovo ⇒ neanide ⇒ ninfa ⇒ immagine
Emimetabolia Negli Emimetaboli gli adulti sono alati ma, a differenza dei Paurometaboli, vivono in un ambiente differente da quello frequentato dagli stadi preimmaginali. Questi ultimi si distinguono parecchio, e talora notevolmente, dalle immagini, oltre che per l'assenza di ali funzionanti e dei caratteri correlativi, anche per la presenza di organi, o particolari adattamenti di organi, funzionali all'ambiente che li ospita.
Negli Emimetaboli rientrano gli Odonati, i Plecotteri ed alcuni Rincoti. La neanide, nel caso di sviluppo larvale acquatico viene spesso detta naiade; la loro ontogenesi può riassumersi nel modo seguente: uovo ⇒ neanide ⇒ ninfa ⇒ immagine
Neometabolia I Neometaboli sono esopterigoti che, nel corso del loro sviluppo postembrionale, subiscono un ritardo nella comparsa delle ali e presentano a volte uno o più stadi preimmaginali (di neanide, preninfa, ninfa) quiescenti o subquiescenti, durante i quali subiscono modificazioni o metamorfosi di alcuni organi e tessuti. Il loro comportamento è, quindi, in un certo modo intermedio tra quello degli Eterometaboli e quello degli Olometaboli. Le ninfe di questi Insetti si potrebbero anche chiamare subpupe Tremblay. Op. cit. Volume I, p. 56.Pollini. Op. cit., p. 38..
La neometabolia si riscontra in alcuni gruppi sistematici specifici, per la maggior parte interni all'ordine dei Rincoti, e, secondo l'andamento dei relativi sviluppi, sono state distinte quattro categorie: remetabolia, allometabolia, omometabolia, parametabolia. In generale, l'ontogenesi delle forme a stadi quiescenti può così riassumersi: uovo ⇒ neanide ⇒ preninfa ⇒ ninfa (o subpupa) ⇒ immagine
Remetabolia Ai Remetaboli appartengono i soli Tisanotteri. Questa forma di metamorfosi è una neometabolia a tutti gli effetti, ma per le particolari prerogative è distinta da alcuni Autori (TAKAHASHI, 1921) come sottocategoria specifica . L'uso di questo termine da parte di TAKAHASHI fu giustificato dal fatto che nel corso dell'ontogenesi le strutture morfoanatomiche dell'adulto vengono integralmente ricostruite .
Nei Tisanotteri si possono distinguere due differenti forme di remetabolia, che fanno capo ai due gruppi sistematici in cui si suddivide l'ordine. In entrambi i casi gli stadi di preninfa e ninfa l'insetto non si alimenta ed è immobile, talvolta protetto da rivestimenti o da un bozzoletto sericeo.