La Regio VI, detta Umbria o Umbria et Ager GallicusPer il nome Ager Gallicus si vedano le traduzioni del passo in cui Plinio il vecchio ne parla:
traduzione di Giuliano Ranucci, Gaio Plinio Secondo, Storia Naturale, I, Cosmologia e geografia, Libri 1-6, Einaudi editore, 1982. La traduzione è riportata in: Si aggiungerà a questa la sesta regione, che comprende l'Umbria e il territorio gallico al di qua da Rimini Plinii Naturalis historia - Plinio Storia Naturale: volume 1 - (p. 154), Giardini, 1984, da cui si cita: Limitrofa a questi seguirà la sesta regione che comprende l'Umbria e il territorio gallico al di qua da Rimini.
Tra i testi che seguono il passo di Plinio si citano:
Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia repubblicana: dal 1946 ai nostri giorni, Gius.Laterza & Figli Spa, a questa pagina, ISBN 9788858116524; Lorenzo Braccesi, Hellenikòs Kolpos: supplemento a Grecità adriatica L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2001 (pagina 110, testo consultabile su Google libri), era una delle undici regioni in cui l'imperatore Augusto aveva diviso l'Italia nel I secolo.
In occasione della riforma dioclezianea dell'amministrazione imperiale, la VI Regio fu smembrata in due parti: quella occidentale fu unita alla Regio VII a formare la Tuscia et Umbria, mentre quella orientale, ossia l'Ager Gallicus, costituì insieme al Piceno la Flaminia et Picenum.
Denominazione La regione sesta è nota come Umbria o come Umbria et Ager Gallicus in quanto comprendeva due territori distinti: la porzione dell'attuale Umbria posta ad est del Tevere (le odierne città di Todi, Terni, Narni, Spoleto, Foligno, Spello, Assisi, Gubbio e Città di Castello) e l'Ager Gallicus, detto anche Ager Gallicus PicenusPer il nome Ager gallicus picenus si veda: Lorenzo Braccesi, Hellenikòs Kòlpos: supplemento a Grecità adriatica L'erma di Bretschneider, 2001 (pagina 110, testo consultabile su Google libri); Luca Antonelli, I Piceni: corpus delle fonti. La documentazione letteraria, editrice L'Erma di Bretscneider, 2003; Adam Ziólkowski, Storia di Roma, Pearson Italia S.p.a., 2006; Ulrico Agnati, Per la Storia Romana Della Provincia Di Pesaro e Urbino, editrice L'Erma di Bretscneider, 1999., che i Romani avevano sottratto ai Galli Senoni e che questi ultimi a loro volta avevano invaso e popolato mescolandosi ai Piceni; esso corrispondeva alle attuali Marche settentrionali, a nord dell'Esino. La parte occidentale dell'odierna Umbria, situata ad ovest del Tevere, apparteneva invece all'Etruria.
Territorio Il territorio regionale corrisponde solo parzialmente all'attuale regione Umbria, non essendovi allora inclusa la cosiddetta "Etruria tiberina", ovvero le terre alla destra del Tevere (Perugia, Orvieto, ecc.). Comprende invece una parte delle Marche di oggi (a nord del fiume Esino, zona chiamata Ager Gallicus e a sud della stessa valle) e ad est dello spartiacque appenninico (Camerino) e alcune zone delle attuali Romagna (ad es. Sarsina) e Toscana (ad es. Sestino). La città di origine umbra di Ariminum (Rimini), colonia di diritto latino dedotta nel 268 a.C., pur trovandosi all'estremità nord dellager Gallicus, fu esclusa dalla Regio VI e ascritta da Augusto alla Regio VIII Aemilia.
La descrizione del territorio della Regio VI presente nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (libro III, paragrafi 112-114)Vedi il passo nella wikisource latina riporta l'elenco delle città che con i loro territori costituivano la regione.
Le città della Regio VI
Della Regio VI facevano parte molti abitati di fondazione umbra, gallica e romana. Alcune di esse erano originariamente centri piceniDelia G. Lollini, La civiltà picena in Popoli e civiltà dell'Italia antica, Roma, Biblioteca di Storia Patria, 1976, Vol. V.. Plinio il Vecchio enumera 44 città oltre ad altre località minori, di cui 25 appartengono oggi alla regione Umbria, 16Nell'attuale territorio della regione Marche erano presenti in epoca romana 35 città romane, 19 nella Regio V e 16 nella Regio VI. Fonte: Archeologia nelle Marche, Mario Luni, 2003, pag. 136, ISBN 88-392-0744-9 alla regione Marche, 2 alla Romagna e 1 alla Toscana:
+ Le città della regio VI Nome latino Nome umbro Nome attualeSe non c'è continuità urbanistica tra la città romana ed insediamento attuale, viene indicato la località attuale più vicina al sito urbano antico preceduta da "vicino" Zona Regione attuale Fondazione Tribù Note Aesis Jesi ager Gallicus Marche picenaDelia Lollini, La Civiltà Picena, (in Popoli e civiltà dell'Italia antica), capitoli da Piceno I a Piceno VI. Per gli abitati e le necropoli picene di Matelica, Moscosi, Montedoro e Pesaro, ancora non ritrovati al momento della pubblicazione del volume precedente, si è fatto riferimento a: Piceni popolo d'Europa, Roma, De Luca, 1999. ISBN 88-8016-332-9, poi colonia romana dedotta nel 247 a.C.Pollia Ameria Amer Amelia Umbria umbra Arna Civitella d'Arna Umbria umbra Asisium Assisi Umbria umbra Sergia Attidium AtiersiumGiacomo Devoto, Le Tavole di Gubbio, Sansoni, 1977. Citando le Tavole eugubine Attiggio, vicino a Fabriano Marche umbra Lemonia Camerinum Kamars Camerino Marche umbra Cornelia Carsulae vicino a San Gemini Umbria Corculon Falisci Montefalco Umbria umbra Fanum Fortunae - Fano ager Gallicus Marche picena, poi colonia romana Pollia Colonia Julia Fanestris Forum Flaminii San Giovanni Profiamma (Foligno) Umbria Fondata nel 220 a.C. dal censore Gaio Flaminio durante la costruzione della via Flaminia Forum Julii Concupiensium vicino a Pietralunga Umbria Elevata a municipium nell'età augustea Forum Sempronii - vicino a Fossombrone ager Gallicus Marche picena Pollia Fulginium, Fulginia Fulkinion Foligno Umbria fondazione umbra, secondo alcuni autori nel 1480 a.C. Cornelia Hispellum Spello Umbria umbra Lemonia, poi Julia Splendidissima colonia Julia Iguvium Ikuvium Gubbio Umbria umbra Clustumina Interamna Nahars Terni Umbria fondazione umbra nel 672 a.C. Matilica Matelica Marche picena Cornelia Mevania Bevagna Umbria umbra Aemilia Mevaniola vicino a Galeata Romagna umbra Stellatina Narnia Nahars Nequinum Narni Umbria fondata dagli Umbri come Nequinum, distrutta dai romani, fu da essi rifondata nelle vicinanze come Narnia Nahars Papiria Nuceria Camellaria Nocera Umbra Umbria umbra Nuceria Favoniensis Pievefanonica vicino a Capodacqua (Foligno) Umbria Ocriculum vicino a Otricoli Umbria umbra Ostra - vicino a Ostra Vetere ager Gallicus Marche fondazione romana Pollia Pisaurum - Pesaro ager Gallicus Marche picena, poi, dal 184 a.C., colonia romana Stellatina In età triumvirale e augustea assunse il nome di colonia Iulia Felix Pisaurum Pitinum Mergens - vicino a Acqualagna Marche Clustumina Pitinum Pisaurense - vicino a Macerata Feltria ager Gallicus Marche Oufentina Plestia vicino a Colfiorito (Foligno) Umbria/MarcheL'attuale confine umbro-marchigiano divide a metà il nucleo urbano antico. Fonte:Nereo Alfieri, Le Marche e la fine del mondo antico, in Atti Mem. Deputazione Storia Patria delle Marche. 86 , 1983, pp. 9-34. umbra Oufentina Sarsina Sarsina Romagna umbra Pupinia Sena Gallica - Senigallia ager Gallicus Marche colonia romana dal 283 a.C. Pollia Sentinum vicino a Sassoferrato Marche Lemonia Sestinum Sestino Toscana Clustumina Spoletium Spoleto Umbria umbra, la colonia romana fu fondata nel 241 a.C. Horatia Suasa - vicino a Castelleone di Suasa ager Gallicus Marche fondazione romanaLa città di Suasa sorge nel III secolo a.C. come praefectura e assume dignità municipale a metà del I secolo a.C. L'ipotesi di un preesistente insediamento gallico rimane aperta ma al momento senza riscontro nei dati archeologici. Camilla detta a volte Suasa SenonumQuesta denominazione è stata utilizzata da alcuni autori nei secoli recenti ma non trova attestazioni in fonti antiche o nel dato archeologico, quindi è da considerarsi non corretta. Suillum vicino a Sigillo Umbria municipio romano retto da duoviri Tadinum Tarsina Gualdo Tadino Umbria umbra Tifernum Metaurense vicino a Sant'Angelo in Vado Marche Clustumina Tifernum Tiberinum Città di Castello Umbria Clustumina Trebia o Lucana Trebiensis vicino a Trevi Umbria Aemilia Tuder Tutere Todi Umbria umbra Clustumina Tuficum Borgo Tufico, vicino a Fabriano Marche Oufentina Urvinum Hortense vicino a Collemancio Umbria romana Urvinum Metaurense Urbino Marche Stellatina detto a volte anche Urvinum Mataurense Vettona Bettona Umbria etrusca
Viabilità Il territorio era attraversato da molte strade romane di importanza diversa che collegavano i vari centri e le vallate.
Vie consolari Via Flaminia: la via consolare principale che partendo da Roma attraversava gli Appennini arrivando al mar Adriatico all'altezza di Fanum Fortunae e continuava fino ad Ariminum. Via Amerina: fu prima della Flaminia una delle strade consolari romane che, a partire dal IV secolo a.C., ha rappresentato per secoli la via più diretta per raggiungere da Roma i territori umbri e per poi innestarsi sulle vie romee che risalivano l’Italia verso nord-est. Prende il nome dalla città di Ameria (oggi Amelia) che raggiungeva partendo da Veio proprio alle porte di Roma. Nel medioevo fu poi l’asse portante del cosiddetto "corridoio bizantino", ovvero quella fascia di territorio che collegavano Roma a Ravenna a difesa dai Longobardi, nella fase ormai di decadenza dell’Impero romano.
Strade secondarie Via della Spina da Spoletium a Plestia. Via di Helvillum da Helvillum lungo la valle dell'Esino, ad Ancona. Via Septempedana da Nuceria Camellaria lungo la valle del Potenza e gli avamposti di Prolaqueum e Septempeda fino ad Ancona.Sigismondi (1979), p. 120 Via Plestina da Fulginia a Plestia e poi al Piceno. Via Salaria Gallica, strada intervalliva che partendo da Forum Sempronii arrivava ad Asculum collegando la Regio VI alla via Salaria nel Piceno. Via Salaria Picena, strada litoranea che partendo da Fanum Fortunae arrivava al Piceno collegando le città della costa e la via Flaminia alla via Salaria.
Note
Bibliografia La documentazione epigrafica latina della Regio VI è stata raccolta in C.I.L. nel volume XI.
Gino Sigismondi, La battaglia tra Narsete e Totila nel 552 d.C. in Procopio, BDSPU, vol. LXV - fasc. 1, Perugia, 1968 Gino Sigismondi, Nuceria in Umbria, Edizioni Ediclio, Foligno, 1979 Nereo Alfieri, Le Marche e la fine del mondo antico, in Atti Mem. Deputazione Storia Patria delle Marche. 86, 1983 Pier Luigi Dall'Aglio, Sandro De Maria, A. Mariotti (a cura di), Archeologia delle valli marchigiane Misa, Nevola e Cesano, Perugia, 1991 Augusto Ancillotti, Romolo Cerri, La civiltà degli Umbri, Edizioni Jama, Perugia, 1996 Nereo Alfieri, Scritti di topografia antica sulle Marche, a cura di Gianfranco Paci, Editrice Tipigraf, 2000, ISBN 88-87994-09-9 Mario Luni (a cura di), La Via Flaminia nell'ager Gallicus, Urbino, 2002 Mario Luni, Archeologia nelle Marche, 2003, ISBN 88-392-0744-9
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