Uliveto Terme è una frazione del comune italiano di Vicopisano, nella provincia di Pisa, in Toscana.Statuto comunale di Vicopisano, Art. 2.

È una località storicamente rinomata per la fonte termale di acqua bicarbonato-alcalino-ferrosa e il cui utilizzo ha permesso nel XX secolo la nascita della fiorente industria dell'acqua Uliveto.

Geografia fisica Collocata nella parte più occidentale del territorio comunale, Uliveto Terme si è sviluppata nei secoli in quello stretto triangolo di terra alluvionale delimitato a sud dal fiume Arno e a nord dai Monti Bianchi, estrema propaggine meridionale dei Monti Pisani.

Terme

La zona orientale di Uliveto è sempre stata famosa per le sue fonti termali, utilizzate fin dal Medioevo per il trattamento delle malattie epidermiche, in primis la rogna. La vicina chiesetta romanica di San Martino deve il suo appellativo "al Bagno" proprio alla storica presenza termale. Negli Statuti del 1287 il Comune di Pisa si impegnava ad acquistare i terreni limitrofi, invitando i lavoratori delle vicine cave a scaricarvi il materiale eccedente, in modo da dar loro solidità, e gli abitanti della capitania di Piemonte a curarne l'aspetto, in modo da garantirne l'accesso pubblico.

Il moderno stabilimento termale è esclusivamente rivolto alle terapie idropiniche, sebbene i bagni siano stati utilizzati fino al secolo scorso. L'acqua esce dal sottosuolo con una temperatura compresa tra i 22 e i . Il suo consumo è indicato per coloro che soffrono di disturbi epatici, renali e gastrointestinali.

Immerso nel verde del suo ampio giardino, il parco termale offre ampie possibilità di svago, grazie alla presenza di una piscina e di due campi da tennis. Il parco termale è provvisto di una sala molto frequentata per convegni medici e sportivi.

Grotte e caverne La zona montuosa di Uliveto, come del resto tutto il versante sud del Monte Pisano, è caratterizzata da un ampio numero di grotte e caverne, in alcune delle quali, nel 1944, trovarono rifugio molti ulivetesi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nonostante questo patrimonio speleologico sia noto da secoli e ampiamente esplorato e studiato, tuttora la sua valorizzazione non ha raggiunto minimamente l'interesse delle Autorità locali né della popolazione, a tutto vantaggio dell'attività termale che pur vi è strettamente legata.

In questi ambienti sotterranei sono rilevabili caratteristiche tipiche delle varie grotte dei Monti Pisani: temperatura molto elevata, abbondanza di concrezioni e presenza di abbondante fauna ipogea (Chirotteri, Miriapodi, Crostacei Isopodi).

È possibile individuare numerose grotte e caverne in serie, queste ultime create da preesistenti grotte, franate in seguito ad infiltrazioni d'acqua. Ecco un elenco dei siti esplorati e disegnati dal Gruppo Speleologico di Pisa: Grotta del Pippi Grotta Il Rotto Grotta La Vigna Grotta In Badia, articolata in: Buca Sopra la Badia Grotta della Bucaccia Spaccatura della Badia Grotta dell'Uomo di bronzo Buca della Volpe Caverna de Le crepe

Nel 1984 venne scoperta, sulla parete del terzo gradone delle cave dismesse, l'ingresso di una grotta chiamata da allora Buca della Cava di Uliveto Terme o anche Wavavuma. Con i suoi oltre 350 metri di sviluppo costituisce la grotta più estesa dei Monti Pisani.

Storia Le prime notizie sembrano risalire all'atto di fondazione della badia di San Savino, datato 780, edificata sulla riva destra dell'Arno, in località Cerasiolo, presso un luogo detto "Oliveto". Alcuni studiosi sembrano comunque scettici riguardo alla corrispondenza tra questa località e il nucleo attuale. La località viene con ogni probabilità citata per la prima volta dal vescovo di Pisa Alberico in un documento rogitale del 12 aprile 970, in cui vengono elencati anche altri toponimi del Valdarno pisano.Tra queste 26 località, ne troviamo alcune poste a nord dell'Arno: oltre a Uliveto e Noce, gli scomparsi Valiano e Sasseto. Quest'ultimo corrisponderebbe all'odierno quartiere della Santissima Annunziata. Incontestabile risulta essere anche il riferimento presente in un documento del 31 ottobre 1096 degli "Annali Camaldolesi": si tratta di un'enfiteusi che il monastero di San Michele in Borgo aveva in Uliveto, presso la chiesa di S. Salvatore.

Il comune rurale di Uliveto, con i suoi consoli, compare per la prima volta l'8 maggio 1204 nell'elenco delle località della capitania della Valdiserchio e del Valdarno sulla destra del fiume, da Montecchio al mare. La capitania venne divisa in due nel 1230 e Uliveto entrò a far parte di quella di Piemonte, comparendovi dal 1282 alla metà del XIV secolo con i comuni di San Salvadore, San Prospero e San Martino de Balneo Carcaiole (o ad Carchaiolam), distribuiti attorno alle omonime chiese, tutte poste sotto il pievanato di San Cassiano. Il 26 ottobre 1596 le chiese di S. Salvatore e S. Prospero vennero collocate sotto il controllo della pieve di Caprona dall'Arcivescovo Carlo Antonio Dal Pozzo.

Fin dal Medioevo si attestano le testimonianze della presenza di un "Bagno Antico", nell'attuale zona delle Terme. Ne parla Ludovico Antonio Muratori in una sua "Membrana", riferendosi all'antica chiesa di San Martino di Noce. Il primitivo paese di Uliveto, o "Oliveto", ha sempre fatto parte della sfera d'influenza di Pisa e del suo porto fluviale, seguendone perciò le varie vicissitudini nel corso dei secoli. Con la sconfitta pisana ad opera dei Fiorentini, nel 1406, Uliveto diventò parte del vicariato di Vicopisano, sotto la cui giurisdizione civile è rimasto fino ad oggi.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa del Santissimo Salvatore, chiesa storica della parrocchia ulivetese, viene ricordata dai vari archivi pisani a partire dal X secolo. Inizialmente intitolata a San Salvatore, ha visto nei vari secoli aggiungersi a tal titolo altri due, San Prospero e, in tempi più recenti, San Vito. Distrutta in innumerevoli occasioni dalle piene del fiume Arno, è stata ricostruita ogni volta più a nord, verso il monte, in posizione più elevata e quindi più protetta dalle esondazioni. L'ultima è stata completata nel 1857 e sorge tra il monte e l'attuale Strada Provinciale Vicarese, all'altezza del vecchio campo sportivo. Il fonte battesimale è stato inaugurato l'8 maggio 1921. Chiesa di San Martino al Bagno, forse la chiesa più antica del paese, venne costruita intorno all'800 in stile romanico e intitolata a san Martino. Nella sua storia millenaria ha beneficiato di due grandi restauri, uno nell'anno 1605 e l'altro negli anni cinquanta del Novecento. Il secondo restauro è stato eseguito a cura della "Società Anonima Acque e Terme" di Uliveto e ne ha ripristinato l'antico aspetto. La chiesetta è tuttora presente all'interno del Parco Termale ed è sfruttata per poche cerimonie, soprattutto nuziali, solo su prenotazione. È caratterizzata da un elegante campanile a vela e al suo interno si trovano due pregevoli affreschi: un San Martino a cavallo e un Angelo della passione. Chiesa della Santissima Annunziata, situata nella periferia occidentale del paese, è attestata almeno dal XVI secolo. Centro del culto mariano e sede di un'antica compagnia religiosa, è di fatto la chiesa-santuario di Uliveto. Sottoposta nel corso dei secoli a numerosi danni alluvionali, è stata chiusa al culto negli anni ottanta del Novecento per inagibilità. Nell'aprile del 2007, con il ripristino della facciata ovest, si sono visti i primi sviluppi del progetto di restauro nato tre anni prima. Sottoposta ad ulteriori restauri anche interni, è stata ripristinata al culto il 21 aprile 2012 con una messa solenne officiata dall'arcivescovo pisano Benotto, dal parroco attuale e da quello precedente. Chiesa di San Prospero, oggi del tutto scomparsa, è stata una delle tre antiche chiese di Uliveto. Citata per la prima volta fra gli enti ecclesiastici paganti la decima alla Sede Apostolica negli anni 1276 e 1277, cadde in rovina sul finire del Medioevo e il suo titolo venne unito a quello della chiesa di San Salvatore, decisione presa dall'Arcivescovo Filippo de' Medici durante la visita pastorale del 26 aprile 1463. Alcuni autoriStefano Sodi, op. cit., p. 7. individuano i suoi resti in una casa di via XX Settembre, ma alcuni documenti presenti nell'Archivio di Stato di Pisa farebbero collocare la sua posizione nei pressi delle cave, lungo la Strada Provinciale Vicarese. La Badia, edificio in cotto collocato all'estremo occidente del paese, lungo la strada provinciale, mostra una configurazione architettonica tipica dei monasteri, a quadrilatero con una torre bassa ma imponente. Molti studiosi hanno formulato teorie riguardo all'origine di questo complesso. Emanuele RepettiEmanuele Repetti, op. cit., vol. 5, p. 607. lo identifica con i resti dell'antica Badia di San Savino a Montione, fondata nel 780 sulla riva destra dell'Arno, successivamente distrutta da una piena dello stesso fiume e ricostruita sulla sua riva sinistra. Correlazione rifiutata da Eugenio Boncinelli,Eugenio Boncinelli, op. cit., pp. 82-86. il quale afferma che l'antica Badia di San Savino sia da collocarsi nella valle di Calci o al massimo nei pressi di Caprona, in prossimità cioè del torrente Zambra, tuttora esistente con un percorso molto simile al passato. Il Boncinelli dà maggior risalto all'ipotesi, basata sulla tradizione popolare, che in quella sede sorgesse un antico ospizio dipendente dalla Badia di San Michele della Verruca, intorno al quale si sarebbe poi sviluppato il paese di Uliveto. Gli autori moderni, ad esempio Giuseppe Caciagli,Giuseppe Caciagli, op. cit., pp. 83-84. considerano probabile l'esistenza di un antico ospizio, ma non accettano l'ipotesi che esso abbia storicamente costituito il nucleo primitivo del paese, dal momento che gli attuali ruderi sono databili al XII-XIII secolo, cioè ben dopo la comparsa della comunità. La spiegazione più esauriente sembra darla Giovanni Benvenuti, uno storico di Calci, nel suo libro dedicato alla Rocca della Verruca.Giovanni Benvenuti, op. cit., p. 57. In un documento della seconda metà del XVII secolo conservato presso l'Archivio di Stato di Pisa,Archivio di Stato di Pisa, Deposito Rasponi, nota n. 24, coll. 103. il nobile Benedetto Lanfreducci trascrive gli appunti del suo avo Batta di Bondo in cui si afferma che le terre intorno alla Corte dell'Abate, nella comunità di Uliveto, vennero cedute dall'Abate di San Michele di Verruca all'Abbazia di San Michele in borgo di Pisa in data 14 marzo 1447, prima di diventare proprietà della famiglia Lanfreducci. Dalla descrizione delle terre si intuisce la loro posizione, che coincide con la zona dell'attuale Badia. Benvenuti suppone che vi esistesse un ospizio gestito dai monaci cistercensi della Verruca fino agli inizi del XV secolo, quando si spostarono nella loro sede definitiva, l'Abbazia di Sant'Ermete in Orticaria, nella pianura pisana. L'edificio attuale sarebbe ciò che rimane di quel luogo, probabilmente utilizzato per sosta e approvvigionamento, data la vicinanza con la strada pedemontana e il fiume Arno. Opera Cardinale Maffi, precedentemente chiamato "Villa delle Rose", l'edificio è stato acquistato dalla "Opera Cardinale Pietro Maffi" e trasformato in un asilo infantile, inaugurato il 5 maggio 1935Da Uliveto - Inaugurazione Asilo Infantile. La Nazione, 4 maggio 1935, Cronaca di Pisa. e sin da allora gestito dalle Suore dell'Istituto Sorelle della Misericordia di Verona. La scuola materna è tuttora esistente e affiancata da un asilo nido di recente istituzione. Comprende al suo interno una piccola cappella utilizzata per funzioni liturgiche, prevalentemente nei giorni feriali. Attualmente la struttura, in seguito allo scioglimento dell'Opera Cardinale Maffi provinciale, è diventata di proprietà dell'arcidiocesi pisana.

Architetture militari