LHôtel de Boisgelin (chiamato anche Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville) è la sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Repubblica francese, situata in rue de Varenne 47, nel VII arrondissement.

Storia Origini e costruzione L'edificio venne costruito nel 1732 su progetto dell'architetto Jean-Sylvain Cartaud per Gérard Heusch de Janvry, segretario del re di Francia. Il palazzo sorse nel Faubourg Saint-Germain, quartiere che nel corso del XVIII secolo si affermò come principale centro residenziale dell'aristocrazia francese e dell'alta amministrazione monarchica.

La costruzione avvenne su un terreno appartenente ai religiosi della Carità, concesso mediante un contratto di enfiteusi della durata di quarantacinque anni, formula frequentemente utilizzata nella Parigi dell'Ancien Régime per favorire lo sviluppo edilizio delle nuove aree aristocratiche.

L'edificio fu concepito come hôtel particulier, tipologia residenziale tipica dell'aristocrazia parigina del XVIII secolo, organizzata attorno a una sequenza gerarchica di cortile, corpo principale e giardino retrostante, secondo il modello urbanistico del Faubourg Saint-Germain.

Proprietà aristocratiche nel XVIII secolo Alla scadenza del contratto enfiteutico, nel 1778, la proprietà venne affittata al principe Carlo di Lorena, conte di Marsan, appartenente al ramo dei Lorena-Guisa.

L'anno successivo il palazzo passò a Marie de Boisgelin e successivamente, nel 1782, al fratello Jean de Dieu-Raymond de Boisgelin de Cucé, arcivescovo di Aix-en-Provence e figura di rilievo dell'episcopato francese alla vigilia della Rivoluzione francese.

La presenza di membri dell'alto clero e dell'aristocrazia all'interno del Faubourg Saint-Germain rifletteva il ruolo del quartiere come centro della vita politica e sociale dell'Ancien Régime.

Rivoluzione francese ed età napoleonica Durante la Rivoluzione francese, il palazzo fu confiscato nel 1792 in quanto bene appartenente a un emigrato politico e incorporato nel sistema dei biens nationaux, cioè le proprietà requisite dallo Stato rivoluzionario ai nobili e agli ecclesiastici emigrati o perseguitati.

L'inserimento dell'edificio nei patrimoni pubblici degli Ospizi di Parigi riflette le profonde trasformazioni economiche e sociali che interessarono il Faubourg Saint-Germain durante il periodo rivoluzionario, quando molte residenze aristocratiche cambiarono funzione o proprietà.

Nel 1807 il palazzo venne acquistato dal conte Félix Bigot de Préameneu, giurista e uomo politico napoleonico, membro del Consiglio di Stato e collaboratore diretto di Napoleone Bonaparte nella redazione del Codice napoleonico.

Trasformazioni ottocentesche Nel 1837 gli eredi Bigot de Préameneu vendettero il palazzo a Marie François Félix de Bourbon-Conti, cavaliere d'Hattonville e figlio di Luigi Francesco Giuseppe di Borbone-Conti. Alla sua morte, avvenuta nel 1840, la proprietà passò alla vedova Angélique Henriette de La Brousse de Verteillac, che l'anno successivo sposò Louis-Sosthène de La Rochefoucauld, duca di Doudeauville.

Nel 1859 il primo piano venne affittato a Marie Charles Gabriel Sosthène de La Rochefoucauld, duca di Bisaccia, che acquistò successivamente l'intero edificio nel 1876. Fu sotto la sua direzione che il palazzo subì le più importanti trasformazioni della sua storia moderna.

Alla fine del XIX secolo il duca affidò all'architetto Henri Parent un vasto programma di ristrutturazione. Gli interventi modificarono sensibilmente l'organizzazione interna e l'aspetto dell'edificio: il piano superiore venne sopraelevato, le facciate sul cortile e sul giardino furono rimaneggiate e la copertura completamente rifatta.

Nel 1875 venne inoltre realizzato uno scalone monumentale decorato con intarsi di marmi policromi, ispirato ai modelli della reggia di Versailles. Il duca arricchì gli interni con boiserie provenienti dal demolito castello di Bercy, acquistate nel 1860, e fece costruire nuovi ambienti di rappresentanza, una cappella, un giardino d'inverno e vaste strutture di servizio.

Acquisizione italiana e uso diplomatico Nel 1937 il palazzo venne acquistato dalla Caisse des dépôts et consignations, istituzione finanziaria pubblica francese.

L'anno successivo, nel quadro delle relazioni diplomatiche franco-italiane del periodo interbellico, venne concluso uno scambio di concessioni enfiteutiche che attribuì all'Italia l'utilizzo dell'edificio quale sede della propria ambasciata a Parigi, mentre la Francia ottenne l'uso di Palazzo Farnese a Roma come sede dell'Ambasciata di Francia in Italia.

Con l'insediamento della rappresentanza diplomatica italiana, il palazzo venne adattato alle esigenze istituzionali e protocollari di una grande sede diplomatica europea, mantenendo tuttavia gran parte delle caratteristiche storiche e decorative dell'hôtel particulier settecentesco.

Nel secondo dopoguerra l'edificio consolidò il proprio ruolo quale centro delle relazioni diplomatiche tra Italia e Francia e sede di attività politiche, culturali e istituzionali legate alla presenza italiana nella capitale francese.

Per la sua rilevanza storica, architettonica e diplomatica, il palazzo costituisce oggi una delle più importanti sedi istituzionali italiane all'estero e uno degli hôtel particuliers storici più significativi del Faubourg Saint-Germain.

Architettura L'edificio che ospita l'Ambasciata d'Italia a Parigi costituisce un importante esempio di hôtel particulier aristocratico del Faubourg Saint-Germain, quartiere che tra il XVIII e il XIX secolo si affermò come principale area residenziale dell'aristocrazia francese e dell'alta diplomazia europea.

Progettato nel 1732 da Jean-Sylvain Cartaud, il palazzo riflette i caratteri dell'architettura residenziale francese del primo Settecento, in una fase di progressiva evoluzione dal classicismo tardo barocco verso forme più sobrie ed equilibrate proprie dell'architettura della Régence e del primo regno di Luigi XV.

Impianto architettonico L'edificio segue la tipologia tradizionale dell'hôtel particulier parigino organizzato secondo lo schema cour et jardin, con un cortile d'onore verso la strada e un giardino sul retro. Tale configurazione, tipica delle grandi residenze aristocratiche del Faubourg Saint-Germain, permetteva una netta distinzione tra gli spazi di rappresentanza, gli appartamenti privati e le aree di servizio.

La facciata principale presenta una composizione simmetrica articolata su più livelli, scandita regolarmente da aperture allineate secondo assi verticali e orizzontali. L'ornamentazione esterna rimane relativamente contenuta e affidata soprattutto al ritmo architettonico dell'insieme, in coerenza con il linguaggio delle residenze aristocratiche francesi del XVIII secolo.

L'impianto conserva l'organizzazione tipica delle dimore nobiliari parigine dell'epoca, nelle quali il prestigio dell'edificio derivava dalla qualità della composizione architettonica, dalla posizione urbana e dalla sequenza monumentale degli spazi interni più che dall'impiego di decorazioni esterne particolarmente elaborate.

Ambienti interni Gli ambienti principali erano originariamente destinati alla rappresentanza aristocratica e organizzati secondo una rigida gerarchia spaziale. I saloni di ricevimento e gli ambienti di rappresentanza si sviluppavano lungo l'asse principale dell'edificio con affaccio sul giardino, mentre gli spazi di servizio erano collocati nelle ali secondarie e nelle aree retrostanti.

Nel corso del XIX secolo il palazzo fu oggetto di importanti interventi di riorganizzazione interna, culminati nelle trasformazioni promosse dal duca di Bisaccia e affidate all'architetto Henri Parent. Tali lavori modificarono sensibilmente l'assetto dell'edificio: il piano superiore venne sopraelevato, le facciate sul cortile e sul giardino furono rimaneggiate e la copertura completamente rifatta.

Tra gli elementi più significativi degli interni si distingue lo scalone monumentale realizzato nel 1875, decorato con intarsi di marmi policromi e concepito secondo modelli ispirati alla tradizione decorativa di Versailles.

Lo scalone è ornato da un arazzo della manifattura dei Gobelins raffigurante la storia biblica di Ester, inserito nel programma decorativo ottocentesco del palazzo.

Il duca di Bisaccia fece inoltre installare boiserie provenienti dal demolito castello di Bercy, acquistate nel 1860, e promosse la costruzione di nuovi ambienti di rappresentanza, una cappella, un giardino d'inverno, una vasta sala da pranzo e importanti strutture di servizio comprendenti scuderie, rimesse e sellerie.

Tra gli ambienti storici, il grande salone conserva ancora parte delle boiserie originarie settecentesche.

Trasformazione diplomatica Con il passaggio dell'edificio alla funzione diplomatica nel XX secolo, gli spazi interni vennero progressivamente adattati alle esigenze protocollari e istituzionali dell'ambasciata italiana, mantenendo tuttavia l'impianto storico dell'hôtel particulier e gran parte delle decorazioni monumentali.

Il corpo principale dell'edificio continua a ospitare gli ambienti di rappresentanza ufficiale della diplomazia italiana in Francia, utilizzati per incontri istituzionali, attività culturali e ricevimenti diplomatici.

Contesto urbano Il palazzo mantiene una stretta relazione con il tessuto storico del Faubourg Saint-Germain, quartiere che conserva una delle maggiori concentrazioni di hôtel particuliers aristocratici della capitale francese.

Nel corso del XIX e XX secolo l'area accolse numerose sedi diplomatiche e istituzionali, consolidando il proprio ruolo nel sistema rappresentativo della città. In questo contesto, la sede dell'ambasciata italiana costituisce un esempio significativo di riuso diplomatico di una residenza aristocratica dell'Ancien Régime nel contesto urbano contemporaneo di Parigi.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ambasciata d'Italia a Parigi

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